Nascere in tre...
Il rapporto tra trigemini è diverso da quello tra due gemelli?
Ecco cosa ne pensano i genitori del forum...


Alessandro, Lorenzo e Federico con mamma Carla e... Mickey Mouse.

Lucia (mamma di due gemelle): Posso fare una domanda alle mamme dei trigemini? 
Come funziona la parte psicologica? 
Intendo dire: in due spesso i gemelli sono molto uniti tanto che si parla di muro gemellare... ma in tre? Sono uniti nello stesso modo o ci sono delle alleanze il cui asse si sposta di volta in volta?
Insomma di solito quando ci sono tre amiche non si è mai amiche-amiche tutte e tre nello stesso modo. Ci sono sempre delle alleanze a due contro la terza e la settimana successiva... nuovo assetto nuova corsa.
E' lo stesso per i trigemini?

Lauretta (amica di tre gemelle): Provo a dare un parere, ricavato principalmente dalla mia amicizia con 3 gemelle ora 15enni. Se dico stupidaggini non mi picchiate.
Io credo che nel caso di una tripletta dello stesso sesso non si presenti (per lo meno non così frequentemente) il problema del troppo attaccamento (che termine specifico!!  :D ) proprio perché sono in 3 e non in 2. Per quanto riguarda la coalizione contro "esterni", probabilmente è ancora più forte che nelle coppie dato che c'è un elemento in più a dar man forte e sicurezza.
A differenza di un'amicizia a 3 (che, come dice giustamente Lucia, vede comunque più legate e coalizzate 2 persone e non tutte e 3, anche se magari le dinamiche cambiano col tempo), penso che il rapporto tra 3 gemelli dello stesso sesso sia sempre "forte uguale" nei confronti di entrambi i co-gemelli, senza "far lega" una volta con uno e quella dopo con l'altro.

Carla (mamma di tre gemelli): Per quanto vedo io, pur essendo i miei ancora abbastanza piccoli, l'alleanza c'è e si vede soprattutto nelle emergenze (che so, per esempio se un quarto bambino maltratta uno dei miei, tempo 3 secondi sono tutti in formazione d'attacco al grido di LASCIA STARE MIO FRATELLO).
Però non è un rapporto così esclusivo come ho visto in coppie di gemelli che conosciamo. Spesso fanno 3 giochi diversi, o giocano 2 insieme e 1 da solo, senza problemi, e accettano di solito bene gli altri bambini.
Alcune coppie di gemelli identici che conosciamo avevano sviluppato verso i 2-3 anni un linguaggio parallelo e che capivano solo a loro.
Ai miei questo non è successo ... anche se a 2 anni si chiamavano fra di loro nel modo seguente
Lorenzo = Teno Amore
Alessandro: Tano Gioia
Federico: Chicco Tesoro
Erano uno spasso.
Tornando al loro rapporto, per esempio io ogni tanto mi porto a turno uno solo di loro a fare la spesa con me, tanto per instaurare anche una relazione 1-1 e non sempre 1-3. Tra l'altro lo trovo estremamente rilassante... chi si lamenta con 1 figlio solo è da picchiare.
La cosa curiosa è che tutti vogliono sempre comprare qualcosa per i fratelli rimasti a casa, quasi per ricompensarli ... questo mi sembra un segno del fatto che si vogliono bene.
Se qualcuno gli offre una caramella, loro ne pretendono 3.
Poi ovviamente una volta a casa si riempiono di botte, ma fa lo stesso ...
Mi dicevano anche le maestre all'asilo che hanno notato questa particolarità: di fronte al foglio bianco e alla richiesta di disegnare la propria famiglia, di solito i bambini disegnano se stessi, poi la mamma e il papà, e poi "se rimane spazio" i fratelli (soprattutto se più piccoli, a volte vengono inconsciamente esclusi)  ...
I miei hanno disegnato prima se stessi e i fratelli, poi mamma e papà (anche la micia è stata inclusa).
Anzi, c'è già stato un miglioramento, perché l'anno scorso Federico disegnava tutti e 3 anche se la richiesta era "disegna te stesso" ...

Laura G. (mamma di tre gemelli): Quando Yael è stata molto male e ricoverata in ospedale a fine dicembre, Maia mi ha chiesto: "Mamma, se Yael muore, come femmine chi rimarrebbe?" Asaf invece le ha scritto una lettera dolcissima in cui scriveva fra l'altro: "Ti prego, Yael, non morire, prometto che sarò sempre gentile con te..."

Maggie F. (mamma di tre gemelle): Le mie ragazze hanno quasi 14 anni e sia fisicamente che psicologicamente sono sempre state tre persone ben distinte.
Niente alleanze semmai rivalità e gelosie.
Non le ho mai divise, dormono nella stessa camera, frequentano la stessa classe nella stessa scuola, fanno lo stesso sport, però è come se fossero tre sorelle nate in momenti diversi.
Ora hanno scelto scuole superiori diverse, hanno amiche in comune e amiche da sole, probabilmente di errori ne avrò fatti tanti tuttavia penso di essere stata fortunata, si stupiscono tutti che siano così diverse.
Credo che molti dictat a proposito dei gemelli vadano adattati al caso e alle personalità, non si può dire a priori " vanno divisi" oppure "mai riferirsi a loro al plurale" oppure "fargli fare attività diverse" io ho sempre detto alle ragazze che il fatto di essere gemelle che loro a volte vedevano come una "disgrazia" è un vantaggio da sfruttare a loro favore.

...ed ecco cosa ne pensa la Dott.ssa Susanna Cameriere

La situazione delle famiglie di trigemini o plurigemini è davvero molto interessante. La prima volta che ho incontrato un padre di un trio mi ha colpito il senso della condivisione che avevano sviluppato i tre fratelli: se uno vinceva alla lotteria divideva sempre il premio con i fratelli oppure il rispetto del proprio turno nella conversazione…
Delle madri mi ha colpito l’energia e la grinta, la capacità organizzativa che avevano sviluppato per gestire tre bambini contemporaneamente e per far rispettare le regole della convivenza.
Le dinamiche relazionali che si instaurano all’interno di un trio sono sicuramente molto differenti rispetto a quelle presenti nei bigemini. Nella coppia gemellare si riscontrano a livello psicologico  maggiori rischi dovuti alla chiusura di coppia, mentre i trigemini possono essere considerati come “un piccolo gruppo”, che può maggiormente godere dei vantaggi del legame gemellare: una forte vicinanza fisica ed emotiva, la condivisione, il sostegno nelle situazioni difficili e la complicità. All’interno del trio si può osservare una maggior flessibilità, caratterizzata da ruoli non rigidi e da una continua contrattazione tra i bambini, il potere decisionale può essere maggiormente distribuito, la presenza di un “terzo bambino” può catalizzare e ridurre l’intensità dei sentimenti e delle reazioni facilitando la mediazione.
Tuttavia si possono verificare anche dei comportamenti che necessitano di particolare attenzione: due gemelli possono coalizzarsi contro il terzo (ad esempio nel caso dei monozigoti in cui due dei tre bambini erano in un’unica placenta e l’altro aveva una placenta solo per sé) in modo rigido e ripetitivo, oppure, come nei bigemini, uno dei bambini può assumere il ruolo di leader (ad es. il bambino più forte fisicamente). Nei casi di triplette con due maschi e una femmina la bambina può assumere un atteggiamento materno e protettivo nei confronti dei maschi e possono notarsi maggiormente differenze nella maturazione (visto che le femmine per natura tendono ad essere più precoci). Nelle triplette dello stesso sesso può esserci una forte coalizione dei tre gemelli nei confronti dell’esterno e può risultare più difficile per i genitori imporsi per dare delle regole o per aiutarli nella socializzazione.  In questi casi può essere utile favorire l’arricchimento relazionale dei bambini e inserirli in sezioni diverse a scuola.
Non bisogna dimenticare che nei trigemini si riscontra un maggiore di rischio di handicap dovuto alla prematurità  che può condizionare lo sviluppo di certe dinamiche relazionali, che spesso diventano assimilabili a quelle di normali fratelli.
Non solo le dinamiche all’interno del trio sono differenti, ma è differente anche il rapporto con i genitori: se la relazione madre-bigemini si configura come triangolare, quella con i trigemini è inevitabilmente più complessa. La relazione di ciascun bambino con i genitori subisce continue interferenze da parte degli altri gemelli, riducendo la possibilità di instaurare profonde relazioni diadiche adulto-bambino, questo secondo alcuni studi potrebbe aumentare il rischio di un ritardo nello sviluppo linguistico. In queste situazioni è fondamentale impostare progetti di intervento mirati alla stimolazione linguistica dei bambini.   
Questa risposta è solo una breve introduzione all’argomento che spero possa alimentare la discussione del forum.

La Dott.ssa Susanna Cameriere è psicologa, specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale della famiglia, della coppia e dell'individuo, cultore della materia Psicodiagnostica, collabora con la Prof. Valente Torre da cinque anni nell'ambito del Progetto Gemelli presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino. Svolge la sua attività nel Centro di Consultazione per i gemelli e le loro famiglie.

Febbraio 2006