La testimonianza di Walter e Iride
Tutto inizia nel 1992, quando io e
Iride, già sposati da 5 anni, decidiamo di prenderci una vacanza per
riprenderci da un aborto spontaneo con relativo raschiamento. Passiamo quindi
due settimane alla scoperta della Tunisia e senza pensarci troppo, come
consigliato dal ginecologo, cerchiamo di superare il difficile momento. Il caso
vuole che alla Medina di Ammamet ci lasciamo convincere ad entrare in un
laboratorio dove si intrecciano i famosi tappeti fatti a mano. Dopo averne
ammirato alcuni ne scegliamo uno particolarmente coinvolgente e decidiamo di
comperarlo, il commesso provvede ad intrattenerci con un delizioso the alla
menta, mentre vengono svolte le pratiche per
l'acquisto e la spedizione. Durante il rito del the chiediamo cosa rappresenta
il disegno intrecciato del tappeto da noi scelto e con un sorriso ci spiegano
che la tradizione vuole che gli sposi che portano nella loro casa questo tappeto
avranno dei figli gemelli. Dopo circa un anno nasce Gregory : siamo felicissimi
e con un po' di ironia ci piace credere che il tappeto tunisino ha fatto di noi
una famiglia felice. Passano due anni e si pensa già da tempo di dare un
fratellino o sorellina a Gregory, ma dopo svariati tentativi, esami e visite si
arriva alla conclusione che Iride non ha le ovulazioni e quindi vanno stimolate
con degli ormoni. Veniamo informati che questi trattamenti possono portare alla
fecondazione di 1, 2 o più ovuli con le conseguenze che ne derivano.
Alcuni giorni dopo i rapporti, mia moglie si reca dal ginecologo, il quale ne
constata la fecondazione avvenuta e, con modi al limite della gentilezza, la
rimprovera per aver deciso di fare la cura ormonale e le fissa un
appuntamento dopo due giorni. La sera rincasando apprendo la lieta notizia e
rinfrancandoci a vicenda ci rallegriamo. Iride si presenta al
controllo ed il dottore le dice che probabilmente dall'ecografia sembra ci siano
due gemelli, uno non si vede forse perché nascosto dietro. A questo punto
decidiamo di ricorrere alle cure di uno specialista di parti gemellari il quale
stabilisce con nostro stupore che i gemelli non sono due bensì TRE. Uscendo
dall'ospedale la prima cosa che riesco a dire per sdrammatizzare è
tassativa!!! " Iride non andare più dal ginecologo, altrimenti di questo
passo ci ritroviamo una squadra di calcio". Trascorre un gravidanza
senza particolari problemi e tra il sesto e settimo mese, in due periodi di una
settimana, Iride si reca all'ospedale per la cura dello sviluppo dei polmoni dei
bambini. Due gemelli sono posizionati in maniera opposta: uno verso il basso e
l'altro verso l'alto, mentre i terzo in diagonale verso l'alto; questa
situazione determina la decisione di partorire con il taglio cesareo. Nel
frattempo fervono i preparativi: cambiamo appartamento, comperiamo un'automobile
monovolume pronta ad accogliere 4 seggiolini, una carrozzella a 3 posti e io
lascio la mia attività indipendente di ristoratore e trovo lavoro presso una
ditta che si occupa di mense aziendali, banketing ecc.. Seguono una serie di
domande alle quali ci è difficile rispondere, anche perché ci ritroviamo con
quattro bambini e non abbiamo la possibilità di essere aiutati dai nonni (i
miei genitori sono morti e la madre di Iride abita a 60 chilometri di distanza e
si occupa a sua volta della madre), l'aiuto di una persona esterna sarebbe
auspicabile. Dopo una visita di controllo alla 33° settimana, il dottore
constata che uno dei gemelli non ha sufficiente liquido amniotico ed è più
piccolo degli altri due: si decide di farli nascere. Sono le 08.00 del 29
maggio 1996 e davanti alla mia completa incapacità di reagire, di capire, di
credere, nasce Nicola (Kg 1.550). Un minuto più tardi arriva la reginetta
Claudia (Kg 1.980) e alle 08.03 nasce Mauro ( Kg.1.990). Assieme alla nascita di
Gregory è in assoluto l'esperienza più sconvolgente e allo stesso tempo
affascinante alla quale io abbia mai assistito. Una sensazione strana,
un'alternarsi di domande, emozioni, paure e poche certezze.La consapevolezza di
compiere una strada difficile senza la convinzione di riuscire. La gioia di
poter finalmente condividere le sensazioni di una gravidanza che in qualità di
padre non mi era data di avere. Iride è cosciente, si sente strana, si accorge
di avere vuoto immenso e mi chiede come sono, ora li vede, come li
chiameremo? Nessuna paura, avevamo preparato una lista con sei nomi dato
che non volevamo conoscere il sesso dei gemelli e in ordine di apparizione hanno
ricevuto il nostro pensiero. Nemmeno il tempo di realizzare e subito si presenta
la paura: Mauro respira a stento, neanche con l'aiuto dell'ossigeno. Lo portano
nell'incubatrice e viene subito intubato, si teme il peggio. Nel frattempo
Claudia e Nicola lo raggiungono e vengono anche loro sistemati nell'incubatrice.
Dopo pochi minuti i medici mi chiedono l'autorizzazione per trasportare Mauro in
un altro ospedale per mezzo di un elicottero. La paura, il senso dell'impotenza,
tutto è nelle mani dei medici solo Dio sa cosa vuole da questa piccola
creatura. Alle 11.00 Mauro viene assistito da un'equipe medica del nuovo
ospedale e le sue condizioni migliorano. Dopo una settimana raggiunge i suoi
fratellini, dove rimarranno per quasi un mese in incubatrice. Per più di un
mese Iride si reca all'ospedale per allattare e accudire i gemelli e
naturalmente Gregory viene sistemato, di volta in volta, da dei vicini che
gentilmente si prestano ad accudirlo. Per il periodo durante il quale i gemelli
restano in ospedale pensiamo molto al modo di superare l'impatto iniziale.
Riusciremo da soli a svolgere la mole di cure di cui necessitano? Finalmente il
7 luglio portiamo a casa i nostri bimbi e subito siamo confrontati da una marea
di conoscenti, parenti, amici curiosi di vedere i nuovi nati. Fortunatamente per
circa un mese Luigina, la sorella di mia moglie, resta assieme a noi per
aiutarci e con molto amore veglia sui suoi nipotini; ma dalla fine di agosto
tutto diventa sempre più difficile. Io naturalmente lavoro e così durante la
giornata Iride è sola con quattro bambini e deve condurre e riprendere Gregory
all'asilo, per cui siamo costretti a chiedere una mano ai vicini almeno nei
momenti in cui Iride deve uscire di casa. Nel mese di ottobre la situazione
comincia a farsi difficile; esausti dal lavoro e dai turni forzati durante la
notte per l'allattamento e i continui risvegli separati dei bambini
cominciamo a preoccuparci. Come se non bastasse iniziano le influenze, i
raffreddori e le otiti. Su consiglio della pediatra ci viene proposto di portare
i gemelli all'asilo nido. Iride si ammala a sua volta, è sfinita; sono quattro
mesi che non riesce a dormire più di due ore consecutive. Nicola viene
ospedalizzato perché si trova in deperimento ed è disidratato, Gregory subisce
una situazione di stress. Non riusciamo a dedicargli un minimo di attenzioni,
inoltre è confrontato con l'inserimento all'asilo (che fortunatamente avviene
senza grosse difficoltà) e si trova in un ambiente completamente cambiato dove
gli si chiede di essere grande: ha solo tre anni. Il 5 dicembre i gemelli
iniziano l'asilo nido che termineranno il 20 giugno del 1999. Per tre anni,
cinque giorni la settimana alle 06.00 li portiamo all'asilo nido e li
riprendiamo alle 16.00... E`stato difficile accettare la separazione seppur
breve ci sembrava di fargli un torto, ma non avevamo alternative. In compenso i
nostri briganti sono pronti ad entrare all'asilo con un bagaglio pedagogico di
grande spessore, sono puliti, hanno imparato a vestirsi e ad essere indipendenti
con uno spirito di collegialità. Dopo questi primi anni le cose vanno meglio, e
forse grazie al soggiorno di una settimana al mare e una cura preventiva
omeopatica per il momento non si sono ammalati. Superare questo periodo è stato
difficile e sinceramente non ci rendiamo conto di come sia stato possibile,
ripensandoci mi sembra di aver percorso un'autostrada e di non ricordare di aver
superato i caselli. Siamo contenti dei nostri birbanti e ci rallegriamo per la
loro buona salute, vederli giocare, bisticciare, correre, distruggere ci appaga
di tutti i momenti più duri. I consigli o le soluzioni pronte non esistono, ma
siamo convinti che i genitori di gemelli possono capire queste situazioni per
averle vissute. Molte volte è sufficiente essere ascoltati e compresi (senza
compassione!!) per ritrovare la forza e il coraggio di continuare.
Un salutone a tutti ed un
bacione a vostri bimbi.