La testimonianza di Stefano A.

PREMESSA

Ho raccolto questi pensieri annotandomeli nei posti più strani per non perderli, perché molte volte mi riesce difficile dire quello che provo. Sono una persona molto pratica e tendo ad esprimermi più con i fatti che con le parole e questi pochi pensieri sono il frutto di un sacco di tempo, ho scritto e cancellato queste pagine decine di volte cosi ho deciso di scriverli così come venivano spero che non siano troppo incasinati. 

Ho stravolto la mia vita nel giro di pochi anni. L’incontro con Antonella in teatro, la convivenza poi la decisione di allargare la famiglia. Non pensavamo subito cosi larga, uno per iniziare e poi…

Abbiamo scoperto dei gemelli alla prima ecografia: dopo alcune ore di attesa arriva il nostro turno, io cerco di mettermi in posizione strategica per vedere meglio. Sono su di giri, finché la dottoressa non inizia a fissare con insistenza il monitor, con un'espressione strana e molto seria; non so perché, ma ho subito pensato al peggio e sono rimasto senza fiato fino a quando non ho sentito pronunciare la fatidica frase: "Lo sapevate già che sono due vero?"

Mi sono ritrovato seduto con Anto che mi faceva aria!!

La gravidanza è andata abbastanza liscia a parte verso la fine che c’è stato un rischio di diabete gravidico... probabilmente ci ha spaventato più la ginecologa che il diabete in se stesso.

Il parto, con cinque settimane di anticipo, invece non è andato molto bene, sono stato allontanato dalla sala, perché si prospettava un cesareo, quindi non ho potuto assistere.

Alle 17.50 circa, nasceva Fabrizio (estratto con la mini ventosa) ed alle 18.10 nasceva Lorenzo (podalico). 

Abbiamo portato i tiranni a casa dopo due settimane, erano così piccoli che avevo paura di fargli male quando li prendevo in braccio.

Sono stati allattati praticamente subito con latte artificiale e questo ha richiesto un ulteriore sforzo sia economico (sapete bene quanto costa il latte in Italia) che organizzativo: non essendoci una grossa richiesta il latte artificiale per i prematuri non si trova sempre e - alcune volte - ci si deve rivolgere direttamente in ospedale per averlo.

Le coliche si sono presentate quasi subito e l’unico sollievo era quando li mettevo a pancia in giù appoggiati al mio braccio e passeggiavo per la casa finché non si addormentavano. Riuscivano a dormire anche un’ora intera prima dell’arrivo di un'altra colica, in quel periodo ho trascurato tutto quello che voleva dire "sociale" i tiranni richiedevano la maggior parte del mio tempo libero, non avevo più orari... alcune volte alle 23.00 non avevamo ancora cenato e passavamo direttamente alla camera da letto.

Nonostante tutti gli inconvenienti del caso abbiamo superato il momento più critico e ripensandoci alcuni episodi ci fanno sorridere (adesso…), altri un po’ meno però...

Ecco alcuni aneddoti:

I primi mesi sono stati un’emozione continua; ho visto i tiranni crescere giorno dopo giorno, i primi gorgheggi (a cui cercavo di dare un significato), i primi giri per la casa a gattoni che si sono poi tramutati in piccoli ed instabili passi fino ad arrivare al clou la prima volta che hanno detto PAPA'… me la sono fatta sotto!!!!

Non nego che ho alternato ai momenti gioiosi altri in cui, per vari motivi, ho perso la pazienza, ma credo che l’amore che provo per i tiranni mi abbia aiutato. Non avevo alcuna esperienza di bambini piccoli e di colpo mi sono trovato a dover bisticciare con biberons, pannolini, ecc. e credo di essermela cavata bene perché dopo poco sono diventato autosufficiente in tutto.

L’unica lotta che ho perso con i tiranni è stato quando hanno capito che trattenendo il fiato io mi spaventavo e cedevo. Mi sono sempre ripromesso di non cedere, ma quando vedevo che diventavano tutti rossi li prendevo i braccio.

Una delle cose che più mi ha tormentato era il fatto di confonderli; pensare che non riesci a riconoscere tuo figlio non ti fa sentire bene, anche se io ci ho sempre scherzato sopra.

All’inizio mia cognata aveva ricamato due braccialettini con i nomi che insieme al  non vestirli uguali mi ha aiutato (in Fabrizio predomina il colore blu, in Lorenzo il verde) poi crescendo è arrivato SAN BERNOCCOLO… ora Lorenzo, grazie ad una caduta al nido, ha un piccolo segno sul naso… anche se crescendo si stanno differenziando anche ai miei occhi.

Questa del confonderli è una cosa che non ho mai capito perché mi accadesse... come padre sono sempre stato presente, soprattutto di notte (ero io che mi alzavo quando piangevano perché patisco meno a non dormire). E' alquanto imbarazzante non chiamarli per nome quando sei in giro per paura di sbagliare, adesso che sono più grandi se sbaglio mi correggono e poi si mettono a ridere. Spero che questo non mi faccia perdere credibilità (cerco di stare molto attento quando li chiamo). Già il ruolo di padre è difficile di suo se poi parti male…

Ci sono delle volte che, quando torno dal lavoro, non riesco ad entrare in casa che i tiranni mi sono già addosso ed in pochi minuti siamo sdraiati sul tappeto a giocare ed alcune volte nei nostri giochi sono un po' esuberanti: corse, nascondino, salti ecc (...e la mamma si inc……za!!!!), ma noi continuiamo imperterriti   nei nostri giochi.

                         Fine prima parte, 04-10-2001

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