La testimonianza di Stefania

 

Care mamme, grazie! Vi ho lette TUTTE.

Sono Stefania C., mamma di Matteo (21/9/1996) e di Alberto e Davide (4/2/2003) gemelli assolutamente dizigoti.

Ho sposato Luciano nel 1992 all’età (entrambi) di 24 anni, con l’idea (entrambi) di avere due figli. Abbiamo costruito la nostra bella casetta proprio con l’intenzione di metterci anche dei figli dentro! Dopo 4 anni di vita a 2 abbiamo deciso che “non ci bastavamo più” così è arrivato Matteo, senza neanche troppa fatica, dopo pochi tentativi. Un bel bambolotto di 3220 gr.. Dall’età di 7 mesi sono cominciati i suoi problemi di salute e il periodo più nero di tutta la nostra vita, durato  3 anni, che ha scaturito in noi la convinzione di non avere altri figli.

Poi le cose sono migliorate (anche se tutt’ora non ancora risolte) e verso i 5 anni Matteo ha cominciato a chiederci un fratellino … noi abbiamo ricominciato a “pensare positivo” e a credere che non era giusto lasciarlo da solo. Così di nuovo dopo pochi tentativi sono rimasta incinta, verso la fine di giugno del 2002, dopo soli due giorni di ritardo ho fatto un test di gravidanza ed è risultato positivo! La visita successiva dal ginecologo ha confermato la gravidanza. Ho prenotato la prima ecografia per mercoledì 31 luglio. La domenica precedente il 31 luglio eravamo in montagna a casa della famiglia di mio marito, tutti insieme, nonna, zii e zie, suoceri, cugini, ecc.. Uno dei cugini di mio marito, allora di 19 anni, mi disse: “sai cosa ho sognato stanotte? Che aspetti due gemelli maschi”, e io: “ma sei matto? Cosa hai mangiato e bevuto ieri sera?”

Mercoledì 31 luglio avevo appuntamento dal ginecologo per le ore 16,30, ho detto a Luciano di non accompagnarmi, potevo anche andare da sola la prima volta… “tanto non vedi ancora niente” – gli dico – “l’importante è sapere che  va tutto bene”, ma lui insiste per accompagnarmi … meno male che l’ha fatto!  Sono entrata con in mente tante domande da porre al ginecologo, ma appena ha iniziato l’ecografia… Luciano è impallidito improvvisamente, lui si è fatto una bella risata e ci ha detto: “l’avete capito da soli o c’è bisogno che ve lo spieghi io…?”, bè… solo voi mamme che avete provato questa esperienza potete capirmi … ho avuto le vertigini, i brividi freddi e come unica reazione quella di piangere, come se mi avesse comunicato una disgrazia! Quando mi è ritornato un barlume di lucidità gli ho chiesto come andava e lui ha risposto: “loro stanno benone!” …

…ed è proprio andata così … benone!

La gravidanza è proseguita bene anche se ho cominciato ad avere contrazioni dall’inizio del 5° mese, che ho tenuto sotto controllo con la Vasosuprina. Come esame di controllo il mio ginecologico ha consigliato la translucenza nucale, che ha rivelato valori normali per tutti e due. Il 18 ottobre durante la seconda ecografia ho avuto la certezza che erano due maschietti (bellissimo! Matteo ne voleva uno, io ho sperato in almeno una bambina, poi però mi sono detta che, poverina, sarebbe stata sola con due maschi… così invece, poverina, in minoranza sono solo io, con ben 4 maschi!!!); il ginecologo voleva che iniziassi la maternità anticipata, ma io mi sentivo di poter continuare a lavorare, cosa che ho fatto fino al 25 di novembre (alla fine del 6° mese). Loro crescevano “uguali” come dimensioni, uguali anche a Matteo (confrontando le loro rispettive ecografie), tantè che mi chiedevo che “dimensioni” avrei raggiunto io, quanto avrei potuto andare avanti (ho messo su comunque “solo” 16 kg.). Con il ginecologo si era deciso di farli nascere il 4 febbraio (taglio cesareo dato che l’avevo già fatto per Matteo - il termine sarebbe stato il 24 – ma sapevo che non ci sarei arrivata). Durante l’ultima visita mi disse: “mi sà signora che a febbraio non ci arriva, potremmo fare il 28 gennaio, la settimana prima”, e io: “no, no dottore, ho deciso il 4 febbraio, e così sarà, vedrà che ci arrivo”. Lui comunque mi ha dato il suo numero di cellulare personale, avrei potuto chiamarlo anche in piena notte, se ne avessi avuto bisogno.

Da Natale e per tutto gennaio non mi sono più mossa di casa, era diventato difficile fare qualsiasi movimento. Ho però un ricordo piacevole di quell’ultimo mese: a casa da sola tranquilla sul divano accanto al caminetto acceso, in compagnia di diversi bei libri e dei continui movimenti dei miei bimbi.

Ce l’ho fatta ad arrivare al 4 febbraio: nevicava (abitiamo in montagna, sugli 800 metri circa), l’ospedale a circa 20 Km. Avevamo appuntamento per le 8, ero con Luciano e mia sorella. Il ginecologo mi ha visitata, poi ha parlato con l’ostetrica che ad un certo punto mi ha chiesto: “ma signora, come fa ad essere così tranquilla, è in travaglio e ha già 4 cm. di dilatazione!”, ma io che non me ne ero neanche accorta le ho risposto: “capirà.. è da ottobre che ho le contrazioni. Una più o una meno…”. Comunque li ho messi un po’ tutti in agitazione, per fortuna la sala operatoria era libera, mi hanno subito preparata, anestesia epidurale (una figata!) e alle 9,13 è nato Alberto (quello in posizione cefalica), alle 9,14 Davide (quello traverso). Ricorderò per sempre “un angelo” di anestesista che è stato dietro di me per tutto l’intervento e mi ha raccontato cosa accadeva nei minimi particolari. Un’emozione indescrivibile quando li ho sentiti piangere e me li hanno portati per il “primo bacino”.

I nomi li abbiamo decisi noi due, Matteo li ha “attribuiti”, cioè: “quello a destra con la testa in giù Alberto, quello che tira i calci a mamma a sinistra Davide”. Mi sono raccomandata con il ginecologo che mi dicesse chi faceva nascere per primo! Loro stavano bene (Apgar 10 entrambi), pesavano 2710 e 2720 gr..

Oggi hanno due anni e mezzo. Sono bellissimi, crescono che è una meraviglia (a giugno pesavano: Alberto 17 Kg. su 93 cm. di altezza e Davide 18 Kg. su 95 cm. di altezza), non ho avuto alcun problema particolare, mangiano di tutto, anche lo svezzamento è andato subito bene per tutti e due e a due mesi e mezzo hanno cominciato a dormire tutta la notte.

(compaiono nell'ordine da sinistra: Alberto, Matteo, Davide
all'età di 22 mesi A. e D. e 8 anni M.).

Purtroppo li ho allattati solo 3 settimane, aiutandomi con il tiralatte perché si è ripresentato anche con loro il problema dell’ingorgo mammario (seni gonfi di latte, duri e doloranti, ma loro non riuscivano proprio a tirare), solo che questa volta non ho potuto risolverlo come invece era successo per Matteo (mi avevano fatto prendere per alcuni giorni delle pastiglie – Sandopart si chiamavano – che credo mi abbiano aiutata visto che lui è poi riuscito a succhiare. Ha preso il mio latte esclusivo fino a 6 mesi, e poi ancora, a svezzamento iniziato, fino all’anno di età). Così anche per A. e D. ho chiesto le pastiglie ma mi hanno detto che non sono più in commercio.

Fatto sta che appena dopo pochi giorni dalla nascita in ospedale hanno iniziato a dare loro il latte artificiale oltre al mio che tiravo, a casa ho continuato alternando il mio a quello in polvere, ma a un mese mangiavano già esclusivamente quello artificiale. In un certo senso, è stato meglio così, parlo del solo punto di vista logistico naturalmente, perché il papà (che di notte ne ha sempre “allattato” uno) e la nonna, potevano darmi una mano a dar loro il biberon. E’ andata bene lo stesso anche perché lo hanno sempre digerito tutti e due. Diciamo che ne ha risentito solo in nostro portafogli!

Dal 3° mese ho aggiunto le farine al latte perché erano (e rimangono) dei mangioni e dall’8° mese la pediatra mi ha fatto introdurre il latte vaccino.

Per il momento parlano molto poco (li capiamo solo noi), però a luglio, in 3 settimane, abbiamo tolto il pannolone a tutti e due (di giorno). Che conquista!

Però quanto è DURA tirarne su due, anzi DURISSIMA! Credo di poter affermare che avere un figlio solo è una passeggiata a confronto (… e se lo dico io… che con Matteo ne ho passate tante!)

Siamo messi a dura prova tutti i giorni, non sono proprio quello che si dice “due bambini tranquilli”,  in più Matteo, quest’anno è in piena crisi di gelosia. Anche se ha quasi 9 anni certe volte è da guardare più di loro.

Luciano dice sempre che per fortuna abitiamo in una casa indipendente e non troppo vicina ad altre perché se fossimo in un alloggio ci avrebbero già fatto sloggiare dal “casino” che piantiamo.

Confesso, e non mi vergogno a dirlo, che mi è capitato diverse volte, svegliandomi al mattino, di chiedermi come fare ad arrivare a sera sapendo di avere davanti un’intera giornata da sola con tutti e tre!

Luciano poi il più delle volte arriva a casa stravolto dal lavoro in fabbrica, lavora una media di 10-11 ore al giorno (in questo periodo anche a 36-38° di temperatura), e ha anche tutto il “fuori casa” di cui occuparsi (ne ha già lasciato perdere tanto, credetemi. A casa nostra NON esistono più i fiori e nemmeno l’orto…ma mandare proprio tutto al diavolo ci dispiace. Questa casa ce la siamo “stra- sudata” e “stra-pagata”)…  E allora?

… Ci si fa aiutare!, direte  voi… E invece NO.

Per noi l’aiuto non a pagamento (perché quello c’è già - una signora viene per le pulizie 4 ore ogni 15 giorni e un’altra stira tutte le settimane un paio d’ore - è il massimo che ci possiamo permettere) proviene esclusivamente dai miei due genitori che si “cuzzano” A. e D.  9 ore al giorno e la sottoscritta tutti i giorni a pranzo (io sono tornata volutamente, perché mi piace, e necessariamente perché ne abbiamo bisogno, a lavorare quando loro avevano 7 mesi). Non li mandiamo all’asilo nido e non ho mandato neanche Matteo perché ritengo sia un’esperienza davvero importante e unica quella con i nonni, nei primi anni di vita, così come a 3 anni è importante iniziare la scuola materna. Certo bisogna avere dei nonni disponibili da impegni lavorativi, in salute, e che abbiano voglia di prendersi questo impegno, non di poco conto! Ma soprattutto che condividano la nostra stessa idea di “educazione”, con tutto ciò che la parola comporta. Per me mia mamma è la mia “sostituta ideale”, praticamente è la loro seconda mamma, quando io non ci sono. Di lei mi fido ciecamente. La pensiamo allo stesso modo.

Con loro durante il giorno fanno tantissime cose, dentro e fuori casa, e l’affetto (e i “vizi” – quelli mettiamoceli pure) è dato da entrambi “smisuratamente”.

Non mi è mai successo di lasciarli un mattino che piangevano, anzi mi salutano e mi guardano dalla finestra mentre vado in ufficio. A volte alle 17,30 quando vado a prenderli non vogliono venire con me.

I nostri nonni poi non si stufano mai dei tre nipoti (non so come facciano) ma siccome sono tutti e due sui 65 anni, assolutamente voglio che il sabato e la domenica e ogni volta sia possibile, stiano tranquilli da soli!

Abbiamo poi tutta una serie di:  fratello e sorella, cognati, amici e parenti vari che praticamente è inesistente (a parte sporadiche manifestazioni di interesse). Sono coppie senza figli, o con figli già grandi per cui possono fare ciò che vogliono (figurati se hanno voglia di bambini piccoli), o abitano lontano. Rimangono due  coppie di amici “veri” che hanno bambini piccoli anche loro, che riusciamo ad incontrare di rado, più che altro a causa di malattie varie dei rispettivi bambini, di orari di lavoro strani, ecc…

E non è che non abbiamo mai “lanciato segnali”, solo che è più facile far finta di niente, non credo per cattiveria, è solo che non si rendono assolutamente conto che razza di vita stiamo vivendo da 30 mesi a questa parte!

Se con l’arrivo di Matteo ci si vedeva ogni tanto e si faceva abbastanza la vita di prima, con l’arrivo dei gemelli sembra che siamo spariti. Quasi più nessuno ci invita (evidentemente siamo troppo casinisti, o i bambini sporcano troppo, o siamo diventati antipatici); ad andare al ristorante o in pizzeria non ci penso neanche, almeno ancora per un po’. Non riesco ancora ad invitare nessuno da noi (dico “ancora” perché so che prima o poi potrò ricominciare). A me piace molto cucinare, anche per tanta gente, non mi importa di lavorare ore ai fornelli o sporcare la cucina; fare da mangiare “basta che sia” non mi va, lo faccio già per noi tutti i giorni. Una volta invitavamo con una certa frequenza, adesso con A e D. non è ancora possibile!

E’ una dura prova anche per noi come coppia, credo sia la cosiddetta “prova del 9”. Se superiamo questa, siamo “collaudati” per tutta la vita. A parte il fatto che non dormiamo più insieme da non so quanto perché abbiamo dovuto separarli altrimenti uno svegliava l’altro; Davide poi ha una voce talmente “squillante” - lo chiamiamo la sirena -  che in piena notte potrebbero sentirlo anche i vicini (e naturalmente è lui quello che si sveglia la notte, perché perde il ciuccio. Alberto non sa neanche cosa sia e dorme tutta la notte “filata”), io poi per poter dormire farei “qualsiasi cosa”.  Ma anche solo parlarci è diventato difficile! Figuratevi che a volte se dobbiamo comunicarci qualcosa di importante ci scriviamo i bigliettini di giorno sul lavoro e li posiamo in un tal posto alla sera, così non ci dimentichiamo!!

La televisione non sappiamo più cosa sia (non è una grave perdita vista la TV attuale) ma qualche telegiornale ogni tanto ci piacerebbe seguirlo… Non parliamo delle uscite “a due”  che non esistono proprio più da 3 anni.

Bè, ora basta, mi sono “lagnata” a sufficienza, ma credo che questo sia il posto giusto anche per “scaricarsi”. A chi sta iniziando questa esperienza è giusto far sapere tutto (… o forse niente?!), aspetti positivi, ma anche “l’altra faccia della medaglia”!

Sia chiaro che adoro i miei bambini, non potrei più vivere senza di loro, e tornassi indietro li vorrei comunque tutti e tre. Sono il nostro orgoglio e le soddisfazioni sono davvero infinite, ti ripagano sicuramente la fatica che fai. Non so che razza di donna sarei senza loro tre (mi immagino noiosa e piena di “paranoie”), i miei bambini sono la mia salvezza!

Luciano ed io ci siamo organizzati in un modo tale che non avrei mai immaginato saremmo stati capaci di fare. Siamo arrivati fin qui e sicuramente ce la faremo.

Non chiedo altro dalla vita se non SALUTE per tutti e lavoro per poter tirare avanti.

Per il resto… HO GIA’ TUTTO!

Un caro saluto e auguri a tutti i genitori

Stefania C.

 

Desidero ringraziare gli autori di questo sito e tutti i genitori che scrivono: mi è stato di grande aiuto e conforto in tanti momenti”particolari”.

 

Scritto il 4 agosto 2005

 

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