La testimonianza di Rudy
A 24 anni mi sono sposato, a 26 mi sono ritrovato bi-papà bel colpo, meglio di mio padre!! Quando in quei giorni - dopo un pressante interrogatorio - Paola mi disse che forse era incinta la presi con molta filosofia e rassegnazione: «Se devessere sia!».
Certamente di figli ne desideravamo, un maschio ed una femmina per la precisione, ma un po' più in là; aspettare ancora un paio danni, godercela ancora un po'. Avevamo pianificato per lautunno un viaggetto finalmente rilassante con amici in Giamaica, dopo un viaggio di nozze piovoso ed itinerante in Irlanda. Puf!!! Tutto svanito.
Un paio di giorni dopo Paola ha eseguito il test di gravidanza: non abbiamo dovuto aspettare nemmeno il canonico minutino per vederne il risultato, dopo pochi secondi era già tutto viola! Pensavo fosse la mia vista che si contraeva nellannebbiamento pre-lipotimico, pensavo di essere in procinto di essere schiacciato dal peso di divenire padre, invece non ero in procinto di fare niente, era mia moglie che era proprio incinta!
I primi tempi ho faticato ad abituarmi allidea: io padre! I miei coetanei vanno ancora in giro a fare baldoria, a mangiare e bere come degli animali, in montagna poi appena se ne presenta loccasione. Lavorare e divertirsi. Io padre.
Avevo quasi limpressione di essere un ragazzo padre e la cosa mi sembrava alquanto strana e surreale.
La prima vera ecografia mi vide in prima fila davanti al monitor del ginecologo, qualcosa ci capivamo, siamo due infermieri. Premetto che Paola ha sempre avuto la fobia dei gemelli, forse perché sua nonna ne ebbe due che - però - ai suoi tempi non sopravvissero o forse per presentimento, sta di fatto che vedevo il ginecologo che spostava la sonda su un punto in particolare, evidenziando due curvature che sul monitor comparivano alternativamente a destra e a sinistra. Notai che si soffermava insistentemente e - lì per lì - mi passò per la testa lipotesi che potevano essere due, però scacciai subito il pensiero convincendomi di vedere la testa e il sedere. Mia moglie sdraiata guardava il monitor e non aveva una cera delle più tranquille. Ci pensò il dottore a sciogliere la tensione dicendo: «Ma voi siete sicuri di questa gravidanza?».
«E che cacchio» dissi «Lha fatta lei la prima ecografia per delle piccole perdite di sangue, si vedeva la camera gestazionale... ci disse (ridendo) che però non poteva escludere che fossero due »
« Sono due!».
Paola scoppiò a piangere, io mi misi a ridere (solo perché sono naturalmente restio al pianto) e mia suocera, anche lei presente, pianse, credo per comprensione di sua figlia e rise per felicità od incoscienza.
Così oltre alla batosta di diventare papà quando meno me laspettavo, mi cadde addosso questaltro macigno gemellare. Mi rimboccai le maniche cercando di entrare nella parte anche se mi sentivo, chissà perché, troppo giovane. Forse perché durante le varie visite ed i corsi pre-parto avevo delle visioni distorte della realtà: o le altre coppie mi apparivano tutte più mature, o io mi vedevo più giovane di quello che sono.
Fin dal secondo mese Paola ha cominciato ad accusare tutti i disturbi tipici della gravidanza, non ne ha tralasciato uno ed in sequenza li ha subiti tutti. Ne ho sofferto, non potevo fare nulla di più che starle vicino e sentirla lamentarsi per i bruciori di stomaco, per il vomito, la nausea, i calcioni nel fegato, nella milza, nello stomaco. Doveva dormire, o cercare di farlo, semi seduta, poi seduta. Io ero accanto a lei e non potevo fare niente. Era un periodo di grande frustrazione e somatizzavo.
Dal settimo mese, cominciarono le contrazioni poi bloccate. Venne ricoverata e trasferita in un ospedale con la Patologia Neonatale per un imminente parto, poi bloccato con il Miolene che la faceva vomitare ancora di più e gli faceva battere il cuore allimpazzata. Io ancora non potevo fare niente. Avevo voglia di vederle, ero pronto ad accoglierle, ero stanco di seguire le loro evoluzioni sui monitor, il loro battito sincrono nei monitoraggi dovevano essere belle, lo sapevo e le volevo vedere.
Venne ricoverata - ancora una volta - a vuoto ed io mi mangiavo i permessi sul lavoro. Paola, alla fine, aveva una pancia enorme: era tutta pancia. E sempre stata magra, ma con quella testata nucleare tesa e gonfia montata addosso era proprio impressionante. Sara stimavano avesse passato i 3.000 grammi, mentre Lisa sembrava avere la testina più piccola poverina, schiacciata comera e stimavano poco più di 2.000 grammi. I giorni passavano, ma loro sembravano non volerne più sapere di uscire e la data del termine si avvicinava. Guardavamo la pancia e dicevamo: «Ma dove vogliono arrivare queste qua?». Abbiamo fatto camminate da Guinness dei primati: 500 metri in mezzora o più, Paola faceva su e giù per le scale, ricominciò a fare i mestieri. Niente. Abbiamo provato anche con dellimprobabile sesso, macché!
Avevo anche fissato le ferie in previsione del parto, ma non arrivando mi vidi costretto a mutarle in falsa malattia per rimandarle. Alla fine Paola venne ricoverata con lultimatum, se non fosse iniziato il travaglio: parto cesareo.
E parto cesareo è stato Tutte le cassettine di musica celtica che avevo registrato per il travaglio e il parto!!
Il parto in sala operatoria è stato qualcosa di molto coinvolgente, io da infermiere ne avevo già visti, così come mia moglie e - conoscendoci - mi concessero di entrare. Per prima cosa, dopo che le fecero la spinale, quando vidi mia moglie che finalmente non sentiva più nessun dolore presi un respirone di sollievo anchio. Questo mi venne tagliato di colpo quando cominciarono ad infierire sulla pancia di mia moglie. Ne vedo usare di bisturi, ma sulla propria donna è qualcosa di poco piacevole.
Gli tenevo strette le mani ed è in un lampo che tra un delicato strattone e laltro mi vidi uscire in uno zampillare di liquido amniotico prima Sara (Sarutù) e poi Lisa (Lisulì). Mi colpì la massa di capelli di entrambe, piansero subito con gli occhi spalancati evidentemente stavano bene doverano le nostre Geppe! Mi colpì il pancione che si sgonfiò come un palloncino bucato.
Erano belle, lo sapevo; erano sane e grosse e quando mi dissero il peso trasalii: 3550 + 2640!!!
Erano state sottostimate di mezzo chilo luna. E inutile dire che la cosa mi inorgoglì: quelle due toste amazzoni erano mie!

A Sara e
Lisa
Questa gioia immensa
è un incendio divampato
nei fondi abissi del mare.
Appare sopito
ed invece è bagliore;
una montagna che cresce,
un fiume che scava e rapisce.
E una tersa mattina
ebbra di fresca rugiada
che presto svapora
sui toni acquerelli dottobre.
Questo è il mio mondo
che vaccoglie ora in grembo;
non più buio e spazio ottuso,
vi bacia ora il sole e vaccarezza il vento.
Decretan essi la vita
agli occhi curiosi
dei vostri uguali visi.
IO PADRE
I primi giorni in ospedale, in attesa della montata lattea, furono felici: poco impegno per il papà e un po' di più per la mamma (per il Rooming In), le bimbe dormivano parecchio e stavano benone.
Arrivati a casa cominciò il periodo peggiore, un vero e proprio incubo. Lallattamento era misto e - quindi - dovetti entrare in gioco per forza di cose: la mamma alla tetta ed il papà al biberon.
Non erano delle lepri a mangiare e nemmeno dei ghiri a dormire, praticamente si stava in piedi tutta notte. Ben presto lallattamento al seno divenne per Paola insostenibile, anche perché spesso arrivavano a fare 7-8 pasti al giorno, quindi passammo al latte artificiale. Ci rendemmo presto conto che la cosa migliore era che uno dei due - a turno - si sacrificasse a stare in piedi qualche ora consecutiva. Era uno sforzo immane: si finiva con una e si svegliava laltra. Quando sembrava che dormissero tutte e due ci sdraiavamo sul divano distrutti (le tenevamo in sala nella carrozzina) speranzosi di poter chiudere gli occhi ma zac! Puntualmente una delle due si svegliava dopo un minuto (manco avessero i sensori!) ed il lavoro ricominciava.
Con il latte artificiale, iniziò il periodo della stitichezza, quindi sondinaggi a go-gò per stimolarle. Tutti lavori che - essendo del ramo - erano anche di mia competenza. Non avevano coliche fortunatamente, ma senza sondino non si scaricavano proprio. Era un supplizio per loro ed un tormento per me che mi sentivo un poco carnefice.
Come dincanto verso i tre mesi hanno cominciato a scaricarsi e a dormire un po' di più. Si riusciva a dormire anche quattro o cinque ore filate e - pian piano - siamo riusciti a metterle a letto sempre prima. Sono cresciute a vista docchio, cambiando fisionomia giorno per giorno. Aumentando di mezzo chilo a settimana circa, diventavano belle piene e paciotte, imparavano velocemente nuovi movimenti, seguivano finalmente con gli occhi imparando a sorridere e a ridere. Erano uno spettacolo quando - prendendo coscienza del loro corpo - guardandosi le manine con aria interrogativa sembravano chiedersi: «E questa che roba è?».
Impararono velocemente anche a muoversi e a girarsi, ad afferrare le cose e a mettersele in bocca. Insieme a questi progressi tornarono, però, a svegliarsi la notte in modo sempre più frequente (anche una dozzina di volte); convinsi Paola, che sicuramente è più naturista di me, a farci prescrivere un farmaco a base di Niaprazina. Anche a me lidea non piaceva, ma la situazione stava diventando insostenibile, con ripercussioni anche sulla serenità familiare. Tuttora glielo somministriamo e fortunatamente dormono generalmente tutta notte svegliandosi generalmente un paio di volte, ma riaddormentandosi subito con il ciuccio. In compenso di giorno non dormono praticamente mai (nel totale al massimo un'oretta) e le giornate sono molto lunghe, anche perché a volte sono talmente stanche che non riescono né a dormire, né a mangiare e né a farsi coccolare. Ancora oggi, a volte, perdo la pazienza e per trattenermi dal menarle le carico in carrozzina o in macchina e vado a farmi un giro per farle addormentare.
Ora hanno nove mesi, Hanno superato entrambe i 10 chili: Sara probabilmente gli 11... gattonano, si aggrappano e si tirano in piedi, camminano se hanno un sostegno o un appiglio. Dei dentini, nonostante ad ogni nuovo disturbo gli si imputi la colpa, non se ne vede nemmeno lombra ed io mi rodo dinvidia quando vedo i loro coetanei con i denti che gli spuntano da ogni parte.
Sono stupende. Quando giocano insieme e ribaltano la casa ridendo ti mangiano il cuore e gli faresti quasi rigare anche la macchina da tanto son carine.
Per il padre di gemelli è una condizione speciale, deve entrare in gioco per forza nella gestione e nella cura dei piccoli, è una vitaccia che però viene gratificata ogni giorno.
Per me è un periodo di assoluta instabilità, i periodi di tensione e nervosismo si accavallano continuamente con quelli di tenerezza e commozione, ma sono sempre orgoglioso delle mie bambine, anche quando la loro iper-attività e la loro super-attenzione mi fanno cadere le braccia e mi tocca fregarle con stratagemmi o inganni per ottenere risultati.
Sono selvatiche le mie bestioline, ma gli voglio un mondo di bene!!

Anche questa notte è passata
ed il cielo volge al giorno,
vi ho guardate e riguardate,
dispensato calore sui vostri lamenti,
sfamate e placate
cercandovi il sonno conciliatore.
Ma ancora adesso vi fate beffe
che i monti son nitidi,
freschi e scuri sun cielo terso
che annuncia lalba.
Finalmente il sole,
raggiante, come i vostri occhi
vispi ed ingordi,
non certo come i miei
che pur vadorano compiaciuti,
fieri di ciò che han creato:
una ragione vera per aver vissuto.
Rudy


Scritto il 31-07-2001
Le piccole "caprette" crescono...


Luglio 2002
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