La testimonianza di Pgf
Ciao a tutti, io sono PGF, denominato da tutti "il giullare del
sito", perché scherzo e sparo battute a raffica, molti di voi mi hanno
accusato anche di essere poco serio. Ma giusto perché ognuno di noi ha sempre
qualcosa di strano, mostra lati del proprio modo di essere e ne nasconde altri,
questa volta cercherò di essere serio…. Innanzitutto io in realtà sono
Giorgio e mia moglie è Paola, per i più sconosciuta perché non usa il PC e
quindi non frequenta il forum. La nostra storia comincia nel 1989, io arrivavo
da un precedente matrimonio e un anno dopo abbiamo deciso di provare a vivere
insieme. La nostra convivenza, molto movimentata nel primo periodo, è poi
rimasta tale per sette anni, nessuno di noi due parlava di matrimonio o tanto
meno di figli, che consideravamo un impegno troppo gravoso vista
l'attività lavorativa di Paola (commerciante). Nel 1997 è arrivato il primo
cambiamento: abbiamo deciso di sposarci. Consideravamo oramai maturi i tempi,
anche per dare un futuro "giuridico" al nostro legame, e soprattutto
la cosa ci piaceva perché non ci condizionava nessuno a farla. Dopo circa un
anno è arrivato il secondo segnale: i nostri amici avevano tutti uno o due
figli, noi invece eravamo "gli sposini". Ma al di là di tutto la cosa
strana era che dopo otto anni di convivenza senza l'uso di nessuna
"precauzione", proprio non era ancora accaduto nulla. Diciamo pure che
noi, pur non avendo un desiderio di diventare genitori, non avevamo mai fatto
nulla per impedirlo. Il dubbio aveva cominciato a roderci un poco; decidemmo di
fare alcune visite specialistiche, dalle quali risultò che il sottoscritto era
praticamente sterile!!! L'ultimo dei medici che mi visitò mi disse:
"Certo, lei può tentarne di tutte, ma nella sua situazione l'unica strada
da percorrere è la fecondazione assistita". La cosa inizialmente ci
turbò, ma non avendo poi una voglia matta (apparente) di voler figli decidemmo
di non preoccuparci più di tanto. Passò un anno e a febbraio 2000 eravamo in
attesa!!!!!!! Potenza della sterilità!!!!! La cosa ci piacque sin dall'inizio,
a me fece un effetto "particolare": il giorno dopo che Paola mi aveva
detto di essere risultata positiva al test ebbi un incidente d'auto,
"forse" ero "distratto" e il conto del carrozziere salì a
10 milioni, fortunatamente pagati dall'assicurazione. Quando poi il giorno dell'amniocentesi,
a maggio 2000 ci fu data la solenne notizia dalla Chiara (la ginecologa
dell'ospedale che ci seguiva) "Vediamo, vediamo l'eco… ecco la testa… ecco
le g…, ma qui c'è un'altra t… ma sono due, due gemelli!!!" andammo
a casa praticamente sfatti!!! I nonni erano alle stelle, noi un po' meno ma… coraggio!
Iniziava una nuova avventura!!! La gravidanza andò via liscia come il vetro… fino al 6 ottobre. Mi spiacque non poter assistere al parto, fatto con cesareo,
ma la gioia di tenerle in braccio fuori dalla sala operatoria fu enorme!!! Le
due piccole "pazze" vennero a casa il 16 ottobre e il primo periodo fu
frenetico, l'adattamento agli orari, le notti quasi insonni a sentire i minimi
loro versi, l'abituarsi alle loro esigenze… Intanto Bea e Popi
riprendevano rapidamente peso e le nostre colonne vertebrali iniziavano a
soffrire, in particolar modo la mia. Per di più ero sempre pieno di dolori al
busto, al ventre, il mal di schiena mi rodeva in continuazione… Però la
soddisfazione nel veder cambiare,
giorno dopo giorno, le due piccole era
grandissima! Mai ci saremmo aspettati alla nostra veneranda età (42 anni io e
39 Paola) di essere padre e madre di due gemelle!!!! Il Natale 2000 è stato
forse il mio più bello e il mio più brutto Natale. Più bello perché
allietato da Bea e Popi, più brutto perché la mia salute stava lentamente
degenerando. Facevo fatica a dormire per i dolori, durante il giorno non
riuscivo a volte a stare fermo. La sera di domenica 21 Gennaio 2000, sull'orlo
della sopportazione, mi recai all'ospedale ove un mio caro amico è chirurgo. Un
suo collega, molto disponibile, mi fece fare un'ecografia al bacino e risultò un
ammasso scuro di 7-8 cm di diametro appoggiato tra la vena cava e l'aorta, sotto
il diaframma!!! Mi disse: "Dire cos'è senza ulteriori esami è presto,
però l'aspetto non è bello: potrebbe essere un linfoma". Un tumore!!! In
una manciata di secondi mi passò davanti agli occhi tutta la mia vita, le mie
bambine, mia moglie…. Uscii dall'ospedale senza avere nemmeno la forza di
piangere!!! Passammo una notte terribile. Tre giorni dopo una TAC confermò la
diagnosi: cancro. Iniziò la ricerca preoccupata di medici e specialisti in
grado di darmi garanzie di cura e di guarigione, ma volevo troppo, nessuno si
sbilanciava, addirittura qualcuno mi disse che per capire quale cura adottare
era necessario asportare la lesione "espansiva" e analizzarla… un intervento di laparotomia al ventre con un taglio di 20
centimetri per andare a
prendere una palla dietro l'intestino… La cosa mi terrorizzava, non
riuscivo a non pensarci, avevo perso l'appetito e i dolori aumentavano, facevo
intere notti in bianco, di giorno ero uno straccio… Fortunatamente,
tramite un'amica di mia suocera, giunsi a contatto con un medico dell'IEO
(l'ospedale fondato a Milano dall'ex-ministro Veronesi), direttore del reparto
di Ematoncologia e Trapianto, che dopo avermi fatto fare due biopsie inquadrò
la tipologia del mio tumore e mi consigliò l'inizio di una cura ancora a
livello sperimentale su questo tipo di linfoma. I benefici furono immediati:
dopo dieci giorni il male interno sparì e la notte dormivo tranquillamente,
inoltre le faccine delle due piccole e di mia moglie facevano il resto, mi
aiutavano a lottare… Se non ci fossero state loro non so come sarebbe
andata a finire… La mia reazione si manifestava poi in modo strano… ero portato a sdrammatizzare la malattia al punto di poterci perfino scherzare
sopra… Alcune persone mi avevano anche ripreso per questo mio modo di
manifestare. Però a me poco importava, l'importante era non mollare l'osso fino
alla fine. La cura intanto faceva sempre più effetto: gli esami radiologici a
maggio 2001 evidenziavano una drastica riduzione (da 7 a meno di 4 cm) del
linfonodo più grande e la remissione in pari proporzioni di molti altri (ne
avevo più di 40 ingrossati). Intanto le due "pazze" continuavano a
far progressi e a manifestare le loro diversità caratteriali: dolce e tenera la
Bea, incazzosa e maschiotta la Popi!! Io e Paola, con l'aiuto di una signora che
faceva da baby-sitter, oltre agli extra della suocera, trovavamo intanto il
giusto modus vivendi con le due nuove arrivate: l'impegno notevole per me,
comunque, era la linfa per lottare contro il cancro e ritrovare il mio
equilibrio. A partire dal mese di Agosto il mio stato di salute ha segnato
ulteriori nuovi progressi e l'ultima TAC, fatta a settembre, ha segnato una
nuova riduzione dei linfonodi. Settembre però è stato anche il mese della Bea:
il 10 ha cominciato a camminare!!! Sua sorella, la "tarda",
continuava invece a gattonare e, invidiosa dei progressi della sorella, tutte le
volte che le camminava vicino le dava i "rusoni" e la faceva cadere…
La
Popi ha dovuto aspettare un altro mese prima di muovere i primi passi. Il 6
ottobre Bea e Popi hanno compiuto un anno. Un anno carico di spensieratezza per
loro, di felicità ma anche di preoccupazioni per noi. Un anno in cui la mia
vita sembrava volermi voltare la faccia, ma che grazie anche alla mia famiglia ho
riacciuffato e rifatto mia. Devo ancora lottare, la mia terapia finirà a
dicembre. E poi vedremo, vedremo cosa accadrà. Credo e penso di farcela, i
risultati ci sono stati e sono incoraggianti. Con l'aiuto di un medico valido e
di una efficace terapia. Ma anche con al fianco tre guerrieri di valore: Paola,
Bea e Popi.
Ciaoooooo!!!!
Giorgio
08-11-2001