La
testimonianza di Patrizia R.
La mia
gravidanza ed il mio parto gemellare
Mi chiamo Patrizia,
ho 33 anni e sono felice mamma da tre mesi di due gemelli maschi, Michele e
Tommaso. Essendo figlia di una gemella ed avendo in più altri casi di
gemellarità in famiglia, fin da quando ero ragazzina mi sono sempre sentita
dire, quando si parlava di futuro, famiglia, figli: "Certo che tu hai una
gran bella probabilità di avere dei figli gemelli!!". Il tono era
naturalmente tra il sadico ed il commiserativo,
quando non si aggiungeva anche
un bel "poverina!" a fine frase. Io non ci avevo mai dato tanto peso e
credito: in fondo le leggi della probabilità sono ben strane, si evidenzia
quella probabilità che un certo dato si verifichi, mentre in realtà non si
pensa alla probabilità ben maggiore che non si verifichi. E poi in gioventù
avere dei figli non è mai stata tra le mie priorità, certo, un evento che non
escludevo, un'esperienza che non volevo farmi mancare, ma prima volevo finire
gli studi, inserirmi bene nel lavoro, vivere una vita un po' più libera,
insomma, dalle preoccupazioni e dalle rinunce che, si sa, quando si hanno dei
figli…
Finché non ho
conosciuto Giulio e, alla veneranda età di 31 anni, laureata, soddisfatta del
mio lavoro, ho pensato che era giunto il momento, mi sentivo pronta, e anche lui
lo voleva. Dopo 2 anni, a marzo di quest'anno
mi sono trovata incinta e fatto il test mi sono recata dalla ginecologa,
la quale mi ha suggerito di effettuare la prima ecografia, come di routine, alla
12° settimana, insieme al tri-test. Intanto la mia pancia lievitava
molto più
rapidamente di quanto prevedevo e di quanto le colleghe in ufficio mi dicevano
essere stata la loro esperienza. Ma, chissà, forse era soltanto una
sensazione…
Michele
e Tommaso a 4 mesi
Mi sentivo e non volevo essere una di quelle mamme in attesa
esagerate, già completamente proiettate nella loro nuova condizione, che più
per suggestione che per reale necessità cambiano taglia di pantaloni e
tipologia di abiti troppo prematuramente… Il giorno
dell'ecografia Giulio mi ha accompagnato e ci siamo trovati in una sala
/corridoio d'attesa gremitissimo, circondati da pance più o meno grandi, mamme
e coppie sprizzanti felicità; era bellissimo osservarli uscire dall'ambulatorio
emozionati, e non vedevamo l'ora che fosse il nostro turno, anche se con un po'
di apprensione perché desiderosi di avere la certezza che il bimbo/bimba fosse
sano (dovevamo fare anche il tri-test…).
Finalmente siamo
stati chiamati, con più di 2 ore di ritardo su quella dell'appuntamento; il
dottore girava sulla mia pancia con la sonda, muto come un pesce e con l'aria un
po' preoccupata, perciò mi sono decisa a rompere il ghiaccio e la domanda che
mi è venuta è stata: "Dottore, ci dica almeno se è uno solo o sono
due". Il dottore mi ha guardato alzando il sopracciglio, ha guardato di
nuovo il monitor, poi mi ha detto: "Perché questa domanda? E' la prima
ecografia che fa?" ed io: "Certo, perché, dovevo farne altre
prima?" E poi, voltandosi verso Giulio, e poi di nuovo verso il monitor,
dice "Eh sono proprio 2!!".
Michele
e Tommaso a 4 mesi
Non vi dico l'emozione: Giulio è
vacillato ed è sbiancato, stava dettando i nostri dati all'infermiera e colto
da amnesia non si ricordava più il nostro numero di telefono di casa. Poi si è
avvicinato e ci siamo stretti la mano, guardando stupiti sul monitor quei due
esserini poco più grandi di un cece, prima uno e poi l'altro, con i cuoricini
che battevano… La nostra reazione prevalente, dopo lo stupore, è stato subito
un grande entusiasmo, neanche l'ombra della preoccupazione. Ma guarda, chi
l'avrebbe mai detto, la legge della probabilità ha vinto ancora!! Alla notizia,
la reazione della comunità che ci circonda è stata la seguente: futuri nonni
in visibilio (sarebbero stati i primi nipoti per entrambe le famiglie di
origine), mia sorella che urla un "Urrà, così abbassi la probabilità per
me!!", amici, colleghe e colleghi che ti guardano come un fenomeno, tra
l'incredulo e l'ironico, pronti a pronunciare il fatidico "Ma come
farete?" oppure il "Pensa se si fossero sbagliati e fossero
tre!". Abbiamo poi
scoperto che il dottore più che preoccupato era arrabbiato, perché quella
mattina, per problemi delle apparecchiature, erano enormemente in ritardo e la
sua pausa rischiava di saltare; invece i feti erano assolutamente nella norma e
all'esame della translucenza nucale (unico screening effettuato, vista
l'impossibilità di proseguire il tri-test per la scoperta della gemellarità)
evidenziavano una bassissima probabilità di malformazi
oni congenite.
Tommaso
e Michele a 6 mesi
Tutto bene
insomma. La ginecologa alla visita successiva, dopo avere detto "Ecco perché
l'HCG era così elevato, io non volevo sbilanciarmi, però l'avevo già
notato…", senza fare allarmismi mi preannuncia una gravidanza da tenere
un po' più sotto controllo, con visite mensili e qualche esame in più. Mi
evidenzia anche la maggiore probabilità di parto prematuro, per cui prevede una
collocazione a riposo dal lavoro un po' più anticipata, verso la fine del 5°
mese. In merito al parto, mi prospetta la assoluta possibilità di un parto
spontaneo, eventualmente se lo volessi con anestesia epidurale, qualora almeno
uno dei feti si presentasse in posizione cefalica, mentre l'eventualità del
cesareo è lasciata come residuale. E qui subentra il mio atteggiamento nei
confronti del parto: non ne sono mai stata terrorizzata o preoccupata, come
invece la maggior parte delle mie amiche in gioventù, e quindi anche
l'eventualità di un duplice parto spontaneo l'ho vissuta più con curiosità
che con paura. Naturalmente ero circondata da persone che mi dicevano: "Ma
davvero, te la senti di rischiare? Non è meglio un bel cesareo? Non sapevo che
si potessero partorire spontaneamente due gemelli…". Man mano che
trascorreva la gravidanza aumentava la consapevolezza delle inevitabili maggiori
difficoltà di crescere due bimbi contemporaneamente ed il timore di non essere
all'altezza, nonostante la certezza di un enorme e fondamentale aiuto da parte
di mia madre, sessantenne, ma molto energica e vitale ed estremamente amante dei
bambini, che aveva già dichiarato di cogliere l'occasione per cessare
definitivamente di lavorare. Si è presto posta in tutta la sua evidenza la mia
assoluta ignoranza in materia di bambini (figuriamoci due in una volta!!) e,
razionale e poco istintuale quale sono, ho
sentito la necessità di raccogliere più informazioni possibili su gravidanza,
parto, puerperio e gemelli. Non contenta di consigli e suggerimenti familiari
(datati di almeno 25 anni), avendo inoltre poche amiche diventate mamme
recentemente, e possedendo a casa il collegamento Internet, ho incominciato a
navigare alla ricerca di esperienze similari alla mia. Ho scoperto una miriade
di utilissimi siti sull'argomento "diventare ed essere mamme" e, in
particolare, questo meraviglioso sito. Intanto, la mia gravidanza proseguiva senza
complicazioni: non ho mai avuto nausee, né vomito,
ho fatto soltanto le ecografie normalmente effettuate per una gravidanza
singola, qualche esame del sangue in più per il rischio diabetico e - soprattutto
- misurato spesso la pressione. Il solo problema che ho avuto è stato
legato all'aumento di peso e alle difficoltà di movimento. Il mio pancione è
infatti presto diventato enorme: al 6° mese, quando ho iniziato l'astensione
anticipata dal lavoro, il mio peso era già aumentato di 12 kg; era come
viaggiare con una cassa di bottiglie di acqua minerale sempre addosso!! La gente
per strada, sui tram, al lavoro, fin dal 5° mese ha iniziato a chiedermi se ero
ormai al termine, e così ero costretta, sentendomi tra il lusingato e il
nauseato, a rispondere a tutti:
"No, però sono 2 gemelli..." e a ricevere a quel punto in replica
sempre le stesse cose: "Ma che bello!! Sa già il sesso? Due maschietti…
sarebbe stato meglio la coppia, però va bene lo stesso…. Sono uguali o
diversi?… Certo però sarà una bella fatica… Però così si toglie il
pensiero subito e poi cresceranno insieme, si faranno compagnia, presto sarà
più facile gestirli".
Agosto sarebbe
stato il 7° mese; alla visita di luglio la ginecologa, dopo avermi preparato il
foglio di ricovero - "Perché non si sa mai" - e consigliato di tenermi
sempre pronta a correre in ospedale, mi aveva proibito vacanze più lontane di
100 km da casa, così abbiamo trascorso una tranquilla vacanza in montagna,
facendo progetti per le future vacanze in quattro. Contemporaneamente - io e
Giulio - abbiamo abbandonato la scaramanzia ed iniziato a nidificare: la casa è
piccola ed abbiamo dovuto rivoluzionarla un po' per fare spazio a due culle e a
tutti gli altri ammenicoli che presto vi avrebbero preso posto!! Meno male che
almeno l'auto era abbastanza adeguata: l'anno prima, con una tempestività che
ha del premonitore, avevamo acquistato una station wagon!!
Ma Michele e
Tommaso non ne volevano proprio sapere di nascere!! La data presunta del parto a
termine era il 29 ottobre, ma avevamo detto a tutti che essendo gemelli era
molto probabile che nascessero prima del termine. Così eravamo continuamente
tempestati da telefonate di "Allora? Ancora niente?".
A settembre (8°
mese) e ottobre proprio non ne potevo più: la schiena mi doleva costantemente,
non riuscivo a fare più di 200 metri di passeggiata e nemmeno le più banali
faccende domestiche; passavo le mie giornate tra il divano, la sedia ed il
letto. Ma di contrazioni, nemmeno l'ombra. La ginecologa si mostrava sempre più
stupita dalla virtù del mio utero, che non dava nessun segno di cedimento.
Meglio così, mi dicevo per far passare la stanchezza ed ingannare l'attesa
spasmodica di vedere le faccine di questi bimbi che sentivo sempre più forti
muoversi nel mio pancione: cresceranno più forti e l'allattamento sarà più
semplice. E infatti l'ecografia della 31° settimana evidenziava dimensioni
notevoli, per essere due gemelli. I bimbi erano entrambi in posizione cefalica,
per cui il parto spontaneo non me lo levava nessuno. Effettuo pertanto la visita
anestesiologica e gli esami necessari per la epidurale. Al corso preparto sono
l'unica - su 20 mamme - ad attendere due gemelli e molte lodano la mia calma e
l'assenza di timori sul parto spontaneo, che continua a meravigliare tutti.
Poi, il 17 ottobre,
è iniziato il prurito: dapprima alle mani e alle caviglie, poi anche alla
pancia. La ginecologa mi prescrive il ricovero che avviene il 21. Mi vengono
fatti tutti gli esami, senza trovare nulla, mentre l'eruzione cutanea e il
fastidioso sintomo si spargono, complici forse anche le lenzuola ospedaliere, a
tutte le gambe e le braccia. Le dottoresse e le ostetriche del reparto mi dicono
tutte: Che ci fa ancora con il pancione alla 38° settimana? Io avrei pagato
perché mi procurassero le contrazioni, non ne potevo proprio più! E
finalmente, la notte tra domenica 22 e lunedì 23, a cavallo tra Bilancia e
Scorpione, a mezzanotte in punto… inizia il travaglio. Alle 3,30 di
notte mi decido ad avvisare Giulio, che dorme tranquillamente a casa senza
sospettare nulla, dicendogli di raggiungermi con calma verso le 7,30-8.00.
Alle 4 vado a chiamare un'ostetrica, che dopo avermi fatto il tracciato
mi visita, dicendomi che il collo dell'utero era accorciato completamente, ma
non ancora dilatato, doveva ancora passare molto tempo. Alle 8 le contrazioni
erano ormai così ravvicinate che, non vedendo nessuno arrivare per visitarmi,
mi decido a trascinarmi a chiamare l'ostetrica, che mi fa fare il tracciato. E'
stato molto lungo, perché i bimbi si muovevano tantissimo e il battito si
perdeva continuamente. Finalmente si arriva nuovamente alla visita, sono ormai
le 9,30: la dilatazione è ormai arrivata ad 8 centimetri. Penso, addio
epidurale, ci
avevo fatto molto affidamento, ma tant'è, ormai siamo su questa barca e occorre
remare!
Scendiamo - con
l'ostetrica - in sala travaglio, dove molto presto si rompono le acque.
L'anestesista arriva lo stesso e mi dicono che - se vogliamo - la epidurale si può
fare; mi consulto con Giulio, il problema è che dovrei restare immobile per un
minuto e proprio non me la sento più, le contrazioni mi sconquassano troppo.
Decidiamo - quindi - di soprassedere e pochi minuti dopo andiamo in sala parto, dove
alle 11.18 e 11.33 nascono Michele e Tommaso, con un peso decisamente ottimo:
2800 grammi l'uno e 3.130 grammi l'altro. Il parto è avvenuto alla presenza di un
ginecologo, due ostetriche ed un neonatologo, oltre naturalmente a Giulio, che è
sopravvissuto degnamente all'esperienza, abbastanza traumatizzante ritengo, di
vedere tutto e non poter fare quasi nulla!!
Tutto è avvenuto
senza alcun problema (grazie alle tecniche di respirazione e di spinta imparate
al corso preparto, oltre che all'aiuto di un po' di ossitocina in vena e di una
piccola episotomia), ad esclusione dello scomodissimo lettino da parto, sul
quale ho avuto grosse difficoltà a trovare una posizione consona a spingere,
con un secondo bimbo nel pancione. I bimbi hanno entrambi un indice di Apgar di
9, stanno bene e strillano. Chiedo ed ottengo che ciascuno dei due, appena
uscito dal mio utero, mi venga messo sulla pancia, ma mi vengono subito tolti
perché un po' freddini e bisognosi di riscaldamento e quindi devo a malincuore
rinunciare ad allattarli subito, cosa a cui tenevo molto. Anche Giulio può
tenerli tra le braccia, una volta vestiti, soltanto qualche minuto. Pazienza,
l'importante è riuscire ad attaccarli al seno nelle prime 12-24 ore, prima si
fa meglio avverrà l'allattamento. Alle 14 torniamo in stanza con la promessa
che alle 16 ce li avrebbero portati in stanza. Ma ciò non avviene e alle 16,45
Giulio si reca al nido per capire che cosa é successo. Si erano
semplicemente dimenticati che non avevo partorito con cesareo ("dato che
quasi tutti i gemelli vengono al mondo con cesareo…."), nel qual caso
lasciano riposare la mamma un po' di più e quindi i bimbi non erano ancora
stati visitati e non erano pronti per essere portati in stanza. Inutile dire che
mi sono infuriata e con una sedia a rotelle e l'accompagnamento di Giulio, ho
chiesto di scendere io da loro per poterli attaccare al seno. Devo lamentare il
fatto che l'assistenza e le informazioni in materia di allattamento da parte
del personale del nido sono state quasi inesistenti e solo i consigli letti
on-line su Internet mi hanno aiutato. Comunque, tra una prova e l'altra, qualche
goccia di colostro la prendevano, anche se la montata lattea mi è arrivata
soltanto il 4° giorno una volta tornati a casa. All'atto della dimissione, sono
stata liquidata con queste parole: "Allora, signora, sono rarissime le
mamme di gemelli che riescono ad allattarli al seno entrambi, quindi acquisti
subito il latte artificiale X e incominci l'allattamento misto: ad ogni poppata,
uno lo allatta al seno e all'altro dà il biberon". Io ho detto sì, ma ho
fatto come ho voluto e come consigliava la Lega Latte in Internet: "nessuna
aggiunta e la suzione dei bambini sarà presto sufficiente a fornire al seno
l'informazione necessaria in merito a quanto latte produrre".
E così è stato:
ora Michele e Tommaso hanno tre mesi ed hanno preso più di 3 kg a testa di
peso, stanno benissimo e fanno degli splendidi sorrisi. Certo, allattarli
entrambi non è semplice, anzi, è piuttosto faticoso: si tratta di almeno 6 - 8
ore al giorno di poppate in cui nessun altro può sostituire la mamma! Però è
una gran bella soddisfazione, e fornisce loro sostanze che li fanno crescere
forti e nessun latte artificiale potrà mai fornire.
Insomma, grazie
anche all’aiuto insostituibile di mia madre, io e Giulio, che ha presto
scoperto quanto bella sia questa nuova situazione, per ora ce la caviamo
piuttosto bene, anche se tra poppate, ruttini, rigurgiti, singhiozzi, bagnetti,
cambi di pannolini e di vestitini, lavatrici, ninna-nanne e passeggiate fuori,
la nostra esistenza è veramente stata riempita completamente dai nostri bimbi e
non c’è granché tempo per fare altro!! Ma l’entusiasmo e la gioia
continuano a superare paure di non reggere, difficoltà e
stanchezza! E’ un’esperienza davvero unica ed esaltante, ci si sente
veramente dei fenomeni!! A noi viene spesso da dire: ma che cos’hanno da fare
i genitori di bimbi singoli, tutto il giorno?
Patrizia R.
Scritto il 19-01-2001
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