La storia di Irene e Simona con la loro mamma Manuela:

L'esperienza della sindrome da trasfusione feto-fetale

Il mio ricovero è avvenuto a seguito di una ecografia di controllo dalla quale è risultato che Irene, rispetto alla precedente ecografia, era cresciuta poco, mentre Simona non aveva preso neanche un grammo; da qui il ginecologo mi ha fatto presente che - oltre a non nutrirsi - la bambina rischiava di rimanere senza ossigeno, per cui mi hanno ricoverato d'urgenza, fatto gli esami del caso ed il giorno dopo mi hanno praticato il taglio cesareo in anestesia epidurale. L'assistenza in sala operatoria è stata eccellente, così come lo era stata per la nascita del mio primogenito, ma trattandosi di gemelli hanno avuto un occhio di riguardo forse maggiore. Quando ho visto le mie bambine ho provato una gioia immensa e quando ho visto Simona ho potuto notare quanto fosse piccola. La sera la pediatra che ha assistito al parto mi ha rassicurato sulle condizioni delle bambine che avevano messo in incubatrice. Sin dal primo momento Simona era bianca di carnagione, ma essendo io, la mamma, molto chiara di carnagione non le detti molto peso, poi mi fecero presente che la piccola era anemica in quanto era avvenuta una trasfusione feto-fetale. Durante la degenza l'anemia è stata sempre tenuta sotto controllo e, non avendo mai avuto i sintomi dell'anemia come - ad esempio - inappetenza, durante le prime tre settimane di degenza non è mai stata sottoposta a trasfusione. Poi, a seguito di un ulteriore esame emocromocitometrico, in cui i valori si erano ulteriormente abbassati - previo il nostro consenso - hanno provveduto a trasfonderla con una "pappa" di globuli rossi. Quando l'infermiera mi disse che avrebbero dovuto eseguire la trasfusione mi è crollato il mondo addosso e ho cominciato a chiedermi: e se prende l'epatite o l'HIV? Ma alternative non c'erano... poi discorrendo con l'infermiera, con la quale avevamo instaurato un buon rapporto, ho cominciato a rilassarmi consapevole del fatto che non sottoponendo Simona alla trasfusione ci sarebbero comunque state delle conseguenze sulla sua salute. Nonostante le rassicurazioni, avrei comunque preferito fare i test di compatibilità e donarle io il sangue. Fortunatamente non ho assistito alla trasfusione, avendo a casa Irene e Samuele da seguire, e sapendo che Simona era comunque in ottime mani. La trasfusione è stata effettuata in testa per cui hanno dovuto - loro malgrado - rasarle i capelli sopra le orecchie ed il giorno dopo Simona era bella rosea e i valori ovviamente erano saliti e si sono mantenuti tali anche in seguito. Ora Simona è chiara di carnagione ed ha un ottimo appetito, però devo ammettere che sia io che mio marito non appena mangia un po' meno ci preoccupiamo, tanto che una volta l'abbiamo portata in ospedale e per sciogliere ogni dubbio le hanno fatto un esame del sangue dal quale è risultato tutto nella norma. Sono stata forse un po' prolissa, ma voglio dire a chi si dovesse trovare nelle mie condizioni di confidarsi con le infermiere e di non aver timore di parlare con i medici i quali con noi hanno sempre parlato apertamente e ci hanno sempre rassicurato.

Manuela

Scritto il 27-11-2001

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