Come sopravvivere a tre gemelle ed esserne orgogliosa
Eccomi
qua.
Un po' in ritardo, l'esperienza di qualcuno di voi mi sarebbe servita forse
prima, a proposito c'è qualcuno che ha gemelli che abbiano 12 anni o più?
Io ho tre gemelle di 12 anni, Alice, Carmen e Gioia.
Da dove comincio? Potrei scrivere un libro, uno per ogni anno, cercherò di
essere breve.
Sono nate il 10.04.1992 alla 35esima settimana con parto cesareo programmato,
gravidanza tranquilla fino alla 25 settimana, contrazioni e conseguente ricovero
in ospedale per essere seguita per le 10 settimane successive(una noia
unica!!!!)
Il fatto che fossero 3 era ancora eccezionale per il '92 e ricordo che vennero
ad intervistarmi e fecero un servizio su rai3 e su qualche televisione locale,
unico momento di gloria.
Non erano piccole 2,600 Alice; 2,350 Carmen; 1,950 Gioia, del parto non ho alcun
ricordo(del resto dormivo) l'unico rimpianto è che ho potuto vederle solo dopo 2
giorni in quanto le avevano portate nel reparto prematuri anche se non sono mai
state in culla termica.
Tre ranocchie erano proprio bruttine, magre e lunghe tutte pelle e ossa.
Dell'allattamento vi parlerò nell'apposito topic perché merita un discorso a sé,
comunque dopo 7 giorni sono andata a casa con due (Alice e Carmen) perché
godevano ottima salute e facevano il diavolo a quattro nella nursery (sentivo
urlare Alice fino in stanza).
Gioia è rimasta tra i prematuri ancora una decina di giorni, non perché avesse
problemi ma perché, a quei tempi (mamma come sono cambiati!), non la dimettevano
finché non raggiungeva i 2,300 Kg. di peso.
Dei primi mesi ho un ricordo molto confuso, a mente fredda posso dirvi che non
me le sono godute per niente, sono cresciute da forzate. Qui farò inorridire i
pediatri e gli psicologi del sito, che vuole dire forzate? Vuol dire che per
organizzare la routine della famiglia in modo da non impazzire tutti ho dovuto
seguire una ferreo "programma".
Le bambine hanno collaborato, dormivano e quindi dato che 8 pasti dovevano farli
le svegliavo per nutrirle.
In maternità mi hanno insegnato, non è necessario prenderle in braccio per
alimentarle, se volevo potevo, ma se avevo necessità che mangiassero tutte allo
stesso orario potevo appoggiare il biberon sul lato e mangiavano benissimo da
sole.
Quindi al momento della poppata venivano svegliate, nutrite, cambiate e rimesse
a dormire tutte nello stesso momento il tutto non richiedeva più di un'ora.
Non so se è stata fortuna oppure abitudine, ma non si non mai svegliate di notte
e le coliche non so cosa siano, hanno rifiutato il ciuccio e non hanno mai avuto
bisogno di ninne nanne per dormire.
Saranno cresciute bene? mah, già a sei mesi avevano raggiunto il peso dei loro
coetanei nati a termine e all'anno d'età erano già sopra la media sia come peso
che come altezza.
A 5 mesi ho ripreso a lavorare, a 9 mesi hanno iniziato il nido e in questo
lasso di tempo chi le ha tenute? I nonni! in pensione, ma molto attivi, non si
sono mai persi d'animo e mi ha dato e mi danno tutt'ora una grossa mano.
L'ingresso la nido è stato un po' traumatico, hanno iniziato a prendere le varie
malattie che i bimbi si passano gli uni con gli altri, quindi mal i gola,
raffreddori e Carmen anche la bronchite per la quale è stata anche ricoverata
per una settimana.
Sembra tuttavia che questo sia il prezzo che si deve pagare e che pagano tutti
anche i figli unici nei primi mesi di scuola, quindi con l'arrivo dell'estate la
salute è migliorata e la frequenza al nido pure.
Ho scelto per comodità mia e considerando il loro carattere molto diverso di
fargli seguire finora una strada comune, stessa classe al nido, alla materna,
alle elementari e anche alle scuole medie.
Sono cosciente del fatto che molti pediatri, psicologi ed esperti in genere lo
sconsigliano vivamente, io però sono del parere che bisogna valutare caso per
caso e non basarsi sulle scuole di pensiero e sui trattati universitari, nel mio
caso finora è andato bene così.
Cosa posso consigliare a chi si trova nella mia stessa situazione?
Innanzi tutto prendere un giorno alla volta, non pensare al futuro e non farsi
prendere dai sensi di colpa, non paragonare mai i bambini cresciuti con i loro
gemelli agli altri cresciti magari da soli, hanno esigenze diverse! posso
giurarvi che non sentono il bisogno del 90% delle cose che possono avere i figli
unici.
L'unica cosa che crescendo a volte manca loro è la privacy.
Quindi
coraggio è una bella avventura si rinuncia a tanto, ma si hanno anche tantissime
soddisfazioni!
A
8 mesi
A
sei anni
A
12 anni
Maggie, Scritto il 06/08/2004