Diventare madre di due gemelli a 42 anni
Stefano e Clara, figli di Lucrezia
Diventare mamma a 42 anni non è stata una mia scelta. Tanto
per dirla subito non sono tra quelle che hanno anteposto la carriera
alla famiglia e che si sono svegliate troppo tardi. E’ solo
che preferivo avere un marito che fosse degno padre dei miei figli. Mi
sono sposata alla reverenda età di 38 anni con il preciso
intento di formarmi una famiglia, non numerosa ma…. andavano
bene anche 2 (magari m&f)! Sono rimasta incinta dopo 8 mesi dal
matrimonio ma il mio bimbo se ne è andato, dopo 4 mesi ebbi
nuovamente la bella notizia, ma persi anche quello. Il tempo
passava inesorabilmente e mi sono trovata a quarant’anni in
un batter d’occhio a dover affrontare il difficile percorso
dalla PMA, mentre mese dopo mese mi sentivo mancare la terra sotto i
piedi… E’ come se stringessi il tempo in
un pugno, lo apri: non c’è
più niente, puff! volato via….
Il 42mo compleanno è stato il più bello della mia
vita: feci l’eco e finalmente avevo 2 cuoricini che
battevano! La gravidanza è stata colma di problemi inventati
perché in realtà non ce n’erano, la mia
età mi dava preoccupazioni e il fatto che fossero 2 gemelli
mi faceva sentire a rischio. Avevo il terrore di perderli nel primo
trimestre, e poi la paura che succedesse qualcosa nel secondo
trimestre, l’ansia di non riuscire ad arrivare alla fine nel
terzo; tutto ciò mi ha fatto vivere una gravidanza divisa
tra la volontà di volermi godere questo tanto desiderato
pancione e le paure infondate. L’ultimo mese avevo la
pressione un po’ alta e da qui è nato anche il
timore di preeclampsia… sempre a misurare questa pressione,
ma la proteinuria comunque negativa mi faceva prendere un attimo di
fiato ogni volta. Mi capitò di leggere i 10 casi di
gravidanza a rischio: età della gestante, aborti precedenti,
gemellarità, PMA, … insomma io rientravo nei
primi 8 casi! Mi rendevo conto, e tutti intorno a me ne erano ben
consci, che mi stavo giocando l’ultima carta e che se fosse
andata male questa gravidanza, non avrei mai più
potuto avere figli. Li chiamano così: “bambini
preziosi”. I medici mi trattavano sempre con molta cura,
tutti mi coccolavano ed erano premurosi con me, e io passavo le mie
giornate sul forum del MdG.
Finalmente ce l’ho fatta a diventare mamma, nonostante i miei
42 anni!
Non so dire se c’è differenza tra
l’essere una ANTA-mamma oppure una giovane mamma. Io mi sento
mamma. Punto. Con gli anni mi sono convinta che la maternità
è un istinto innato, o ce l’hai o non ce
l’hai… e se ce l’hai non è
certo inversamente proporzionale all'età.
Nell’opinione collettiva però, noi siamo
mamme-nonne: l’altro giorno, a passeggio con i
bimbi, uno mi ha chiesto: “sono i suoi?” (??!!)
E’ un po’ quello che succede ad una mamma di
gemelli: lei ne vai orgogliosa e si gongola, ma gli altri le dicono
“poverina”.
Potrei dire che a quarant’anni si ha una maggiore
consapevolezza, più disponibilità, un senso del
sacrificio più amplificato, ma questo non è un
“ciao Darwin” tra mamme giovani contro mamme
mature. A quaranta e passa anni, quando finalmente si diventa genitori,
si lascia alle spalle più che volentieri lo
shopping perditempo, la palestra socializzante, l’happy hour
con le amiche ecc. ecc. A maggior ragione, la realizzazione del
desiderio di maternità non fa sembrare faticoso,
più che per altre giovani mamme, gestire 2 bimbi in
contemporanea, svegliarsi di notte, gestire una famiglia. Bye bye
volentieri ad una vita di coppia, e benvenuta alla nuova famiglia con
l’entusiasmo di chi l’ha desiderata sopra ogni cosa.
Concludo con un’affermazione banale ma sentita:
l’amore materno non ha età, così come i
figli sono per sempre figli noi saremo madri per tutta la vita anche a
cent’anni, con lo stesso spirito nel cuore e la stessa
energia nel gioire con loro.
Lucrezia1964
Ultimo aggiornamento 08 Febbraio 2008
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