La testimonianza di Lara E.

Io e Paolo eravamo ad un punto del nostro rapporto in cui bisognava decidere di sposarsi, ma - per tutta una serie di motivi tra cui, purtroppo, la morte di sua nonna - abbiamo continuato a rimandare. Così abbiamo preso la decisione di "sconvolgere" il sistema e di avere prima un figlio... Parlavamo di nostro figlio, che ci avrebbe fatto da paggetto / damigella al nostro futuro matrimonio, e... due settimane dopo mi sentii qualcosa di strano dentro e dissi a Paolo: "Sono incinta!"; Paolo rispose di aspettare il famoso "ritardo" per fare il test di gravidanza. Per cui, con tutta tranquillità, feci il test ed ancor prima di posare la cartina, le strisce erano già diventate blu! Eravamo felicissimi e la notizia fu diffusa a tutti. Tra varie congratulazioni, non ci è mai venuto in mente che potessero essere gemelli. Sì! C'erano dei precedenti nella mia famiglia, ma mai nessuno aveva portato a termine la gravidanza gemellare. Al terzo mese feci la prima ecografia. La dottoressa, appoggiato il sondino sulla mia già grossa pancia, ci disse: "Oh Dio!!!". Noi, preoccupatissimi, chiesimo cosa ci fosse che non andava. La dottoressa rispose: "Chi ha precedenti gemellari in famiglia?". Io mi misi a ridere e Paolo, sbiancato, chiese "Perché? Quanti sono?". Due settimane dopo ebbi dei dolori fortissimi alla pancia, mi recai al pronto soccorso del San Gerardo di Monza e mi affidai completamente alle loro mani competenti per il resto della gravidanza. Mi sentivo un leone... nonostante l'ordine di completo riposo, facevo, andavo, guidavo, sistemavo la casa. Ero stata messa in maternità anticipata, quindi volevo preparare tutto per i nuovi membri della famiglia. Paolo non riusciva a fare abbastanza per me - dolci, torte, pizze - faceva anche tutti i lavori domestici. Ma io - come una stupida - non ho obbedito ai dottori, poiché mi sentivo forte. Che preoccupazioni c'erano? Perché dovevo stare ferma quando mi sentivo come un supereroe? E così, al quinto mese di gravidanza, ebbi una minaccia d'aborto. Mi ritrovai con il sangue fino alle ginocchia che sgocciolava per terra. Gridavo come una pazza "Sto perdendo i miei figli"... ero inconsolabile! Paolo mi portò di corsa all'ospedale, dove i medici mi portato subito in sala parto. Mi dissero di stare tranquilla, che se anche fossero nati c'erano buone probabilità di salvarli, che dovevo restare calma. Sentivo scendere qualcosa ed ero convinta che fosse la testa di uno dei miei tanto desiderati bambini. Ormai sapevo già che erano maschio e femmina e sapevo dove erano posizionati. Ci parlavo tanto e li accarezzavo tanto e li sentivo già miei. Alla fine i medici riuscirono a fermare l'emorragia... Si era rotta la placenta di Fabrizio ed avevo perso un pezzo di placenta grossa come una pallina da baseball. Rimasi in ospedale per due settimane. Inutile dire che, dal momento dell'uscita, non alzai più nemmeno un dito. Paolo è stato un "poliziotto" severissimo ed eccezionale. Mi ero spaventata per benino. Verso la fine della gravidanza ero continuamente sotto controllo: ecografia e monitoraggio ogni lunedì. Alla 38ima settimana, il 9 marzo 1998, i medici programmarono il cesareo per il 16 di marzo... Sarebbe stato un bel regalo per la festa del papà, ma i miei pupi ebbero fretta di uscire ed il 10 marzo (giorno in cui dovevo recarmi in ospedale per fare il prelievo di sangue in preparazione al cesareo) mi alzai alle 7:30 con le acque rotte. Paolo non credeva che si fossero rotte le acque e mi portò tranquillamente a fare il prelievo. Io ero seduta su un asciugamano per ovvi motivi. Venendo via dall'ambulatorio iniziai ad avere delle contrazioni molto forti. C'era molto traffico, poiché era orario di punta a Milano... così siamo andati direttamente alla Croce Rossa e mi hanno portato all'ospedale in ambulanza. Già durante il tragitto avevo le contrazioni ogni minuto ed è stato tutto velocissimo! Alessia era posizionata bene, ma Fabrizio aveva la testa incastrata sotto le costole. Quindi ho dovuto fare il cesareo, nonostante fossi già dilatata di quasi 7 centimetri. Ho scelto di fare l'anestesia generale, perché sono una fifona, e non volevo sentire l'ago per l'epidurale. Morale... sono arrivata all'ospedale alle 9:35 - Alessia è nata alle 9:58 (2.870 kg - 48 cm; Apgar al 1° di 9 ed al 5° di 10) e Fabrizio alle 10:00 (3.150 kg - 51 cm; Apgar al 1° di 9 ed al 5° di 10) ed alle 10:30 ho salutato mio suocero con il cellulare. Durante la gravidanza ero aumentata di 33 chilogrammi, ma non me ne poteva fregare di meno! Avevo due splendidi bambini che mi sono portata a casa 5 giorni dopo il cesareo. Tutti piangevano dalla felicità. Paolo è stato coinvolto già nel primo bagnetto appena usciti dalla pancia e non vedeva nessuno tranne i suoi bambini. Era enorme l'emozione di essere diventato padre. Noi ce l'abbiamo fatta a superare i primi due anni senza grossi problemi. Certo bisogna avere una doppia dose di pazienza ed organizzazione, ma vale la pena. Lo rifarei domani.

Lara E.

Scritto il 27/10/2000

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