mamma di Arianna (‘97), Ilaria (‘99), Alessandro (‘02) e di Niccolò e Gabriele nati il 23/08/2004
Ciao a tutti, mi chiamo
Irene e da quasi due mesi sono diventata mamma di due mostriciattoli: Niccolò e
Gabriele. Bè partiamo dal principio, nel lontano 1991 quando io ventiquattrenne
al mare conobbi Dario, di tre anni più grande di me, decidemmo di tenerci in
contatto, ma lui abitava a Milano (oltretutto lui viaggiava molto per lavoro) e
io a Bologna ed era molto difficile riuscire a restare in contatto, così piano
piano le telefonate si diradarono, passò un anno e mezzo e una fredda mattina di
gennaio mentre ero al lavoro me lo ritrovai davanti ai miei occhi, nessuno dei
due ci poteva credere; e se il destino aveva voluto farci rincontrare un motivo
ci sarà stato. Lui sarebbe rimasto a Bologna ancora per circa 2 settimane e
furono 2 settimane splendide, ci divertimmo tantissimo e scoprimmo di essere
innamorati, era il 25 gennaio 93 quando Dario mollò tutta la sua vita a Milano,
la sua famiglia e i suoi amici per raggiungermi, molti lo presero o meglio ci
presero per pazzi, uscite assieme da due settimane e andate già a vivere
assieme, ma avevamo aspettato anche troppo, avevamo aspettato un anno e mezzo.
Comprammo un appartamento e andammo a vivere assieme, la nostra relazione
prosegui fino a quando esattamente a un anno dall’inizio della nostra convivenza
decidemmo di sposarci: così il 24 Luglio 1994 coronammo il nostro sogno e ci
unimmo in matrimonio; vendemmo casa perché troppo piccola per due persone che
presto hanno il desiderio di aumentare. E quel desiderio non si fece aspettare
molto e l’8 Giugno 1996 feci il primo test di gravidanza con 3 giorni di
ritardo, io che ero puntuale come un orologio svizzero e come volevasi
dimostrare fu positivo, non vedevo l’ora di dirlo a Dario, un bimbo non potevo
crederci io sarei diventata mamma, alla terza ecografia scoprimmo che era un
bimba, si sarebbe chiamata Arianna e
Arianna nacque in una mattina primaverile,
il 14 Marzo 1997 era bellissima, mai cosa mi sembrò più bella di lei, due occhioni grandi grandi e una pelle morbidissima. Il 17 Marzo ci portammo a casa
la nostra bimba e cominciò la nostra grande avventura: quella di essere
genitori, i primi tempi mi sembrò di non essere all’altezza, alle volte facevo
fatica a calmarla perché piangeva, ma poi piano piano cominciai a capire le sue
esigenze e i suoi problemi. La mia bimba cresceva e mi sarebbe piaciuto tanti
regalargli una sorellina o un fratellino, soprattutto per il fatto che tra me e
mio fratello ci sono 10 anni di differenza e solo ora lo sento come fratello.
All’inizio Dario non voleva, diceva che Arianna era troppo piccola e aveva
ancora molto bisogno di noi, però riuscii a convincerlo e anche questa volta non
ci misi molto a restare incinta e il 10 dicembre 1998, data delle prima
ecografia, si notò chiaramente che aspettavo un altro bimbo, ero al culmine
della felicità e Ilaria nacque il 1 Settembre 1999 appena la vidi mi sembrò la
gemella di Arianna, solo che aveva due anni e mezzo in meno chissà che fosse un
segno del destino anche perché ancora oggi Arianna e Ilaria sono molto simili,
solo una un po’ più alta e una un po’ più bassa. Anche Ilaria stava crescendo
come una bimba bella e forte, la felicità mia e di Dario era al culmine. Quando
Ilaria e Arianna avevano rispettivamente 1 e 3 anni e mezzo, decisi di tornare
al lavoro, avrei fatto dei salti mortali ma desideravo questo. La mattina
portavo Ilaria al nido e Arianna alla materna e non hanno mai fatto i capricci
per fortuna mia, e dopo pranzo mia mamma le andava a prendere, poi io tornavo
nel primo pomeriggio. La nostra vita si stava regolarizzando, finché il 25
novembre 2001 feci un test di gravidanza, non cercavo un altro bimbo ma non
facevamo nulla per impedirlo, era un semplice sospetto, le altre due volte me lo
sentivo che ero incinta mentre questa volta lo feci solo per un semplice
ritardo, e
invece il test era positivo, sia io che Dario i primi tempi eravamo
un po’ traumatizzati poi iniziammo a farcene una ragione e il 3 Agosto 2002
nacque Alessandro il diavoletto di casa, colui che fa disperare i suoi genitori
e fa i dispetti più impensabili alle sorelle. Pensavamo di avere accantonato
pannolini e pappe, e invece ricominciammo tutto da capo, Arianna e Ilaria erano
come due mammine per Alessandro, erano contentissime di aver avuto un altro
fratellino. Sin dall’inizio capimmo che bimbo era Alessandro: un vero e proprio
diavoletto come ho già detto... passammo tantissime notti in bianco con lui, la
notte si svegliava spesso e spesso svegliava le sorelline, però anche lui dopo
un po' incominciò a dormire la notte. Quando Alessandro aveva 6 mesi, decidemmo
di cambiare casa, quell’appartamento in cinque era diventato assai stretto, così
trovammo una casina con entrata indipendente e con un piccolo giardino. Nella
nuova casa facemmo una bella cameretta per i bimbi, così io e Dario potemmo
riacquistare un minimo di libertà, era da più di cinque anni che non dormivamo
da soli. Ma quella libertà durò poco, era una mattina di Dicembre quando mi
svegliai con la nausea pensai che fosse influenza e stetti a casa per il resto
della giornata stetti bene, così il giorno dopo decisi di andare a lavorare, ma
anche la mattina successiva di nuovo con la nausea, dopo che Dario portò
Alessandro e Ilaria all’asilo e Arianna a scuola, decisi di andare dal medico
curante, gli parlai dei miei problemi e lui mi fece: "Non è che sei inci?" , "Noooo!!!!"
risposi "Non è possibile siamo stati attenti", "Per sicurezza fai un test di
gravidanza", "D’accordo" dissi e appena arrivai a casa feci il test. Per fortuna
mi diede esito negativo, aspettai qualche giorno, per un po’ le nausee
continuarono poi finalmente smisero, ma dopo circa una settimana ricominciarono,
feci il test e mi diede esito positivo, non ci potevo credere ero di nuovo
incinta. Andai a fare un’ecografia e venne con me anche Dario, mi distesi sul
lettino, e il ginecologo incominciò a muovere la sonda, dal suo viso notai che
vedeva
qualcosa di strano, gli dissi: "C’è qualcosa che non va??", "No, no Irene
tutto a posto, stai tranquilla!". Mi pulii e ci sedemmo, la sua espressione
continuava a essere preoccupata, in effetti c’era qualcosa che non andava... lui
ci fece vedere l’ecografia e disse: "Vedi, Irene questo è il tuo bambino e
questo è l’altro!" Mi sembrava di morire, io aspettavo due bambini, no non era
possibile... "Dottore ma sta scherzando... due bambini cioè due gemelli",
"Ebbene sì Irene, aspetti due gemelli!". Vidi nel viso di mio marito la
disperazione più totale, presto a casa ci saremmo trovati in sette persone da
vestire, da sfamare e tutto quello che ne consegue. La gravidanza non iniziò
benissimo perché io la mattina stavo molto male, avevo sempre la nausea e mi
riprendevo solo nel pomeriggio, però nel pomeriggio riuscivo ad andare a
prendere i bimbi a scuola, stare con loro ed occuparmi di loro. Finalmente, dal
terzo mese in avanti, le nausee iniziarono a diradarsi per poi scomparire del
tutto. Al quinto mese scoprimmo che erano due bei maschietti, stavano bene e si
sentivano due cuoricini nitidi e separati; anche a casa iniziammo a dirlo a
Ilaria e Arianna, ed erano felicissime dei futuri arrivi. Un giorno Arianna mi
disse: "Mamma ma perché ne hai fatti solo due?", "Come Ary solo due?
Quanti ne volevi?", "Tre: uno per me, uno per Ila e uno per Ale, così mi
sa che Alessandro rimarrà da solo". Che ridere che mi sono fatta, ancora adesso
che ci penso. Alla 34ma settimana di gestazione, una mattina mi svegliai con dei
dolori particolari sembravano quasi doglie, andai subito al pronto soccorso e mi
dissero che mi si era leggermente aperto il parto, i bimbi non erano
piccolissimi, ma se aspettavano un po’ a nascere era meglio; così passai le due
settimane successive in ospedale con la vasosuprina. Alla 36ma settimana mi
svegliai nuovamente con le doglie, così decisero di portarmi in sala travaglio,
i bimbi avevano già un peso stimato sui 2,400 kg che era più che buono. Dopo
un’ora, finalmente mi portarono in sala parto, si vedeva già una testina; erano
le 10.30 quando mi portarono in sala parto, ero già al limite della stanchezza e
quello non era niente confronto a quello che avrei dovuto ancora sopportare.
Arrivata in sala parto, il ginecologo mi disse di iniziare a spingere, ma non ce
la facevo, spingevo ma sembrava che le mie spinte non servissero a nulla. Il
primo stava quasi uscendo, quando il ginecologo, mi disse, un’ultima spinta e il
primo è fuori, così alle ore 11.45 nacque Gabriele... ma avrei dovuto tirarne
fuori un altro, ero sfinita al limite delle forze, la situazione si era calmata,
ma anche l’altro doveva nascere. Così, dopo qualche spinta, alle 12.10 nacque
Niccolò. Faticosissimo, ma bellissimo trovarmi con quei due bimbi in braccio,
erano stupendi; Gabriele e Niccolò avevano un peso rispettivamente di 2,550 kg e
2,300 kg e stavano benone. Dario mi è sempre stato accanto ed è stato un amore.
Alle 16, mia mamma mi fece la grandissima sorprese di portarmi Arianna, Ilaria
ed Alessandro a vedere i gemelli: le bimbe erano contentissime di vederli,
invece Alessandro era molto perplesso e non capiva come mai ce ne fossero due.
Il 31 Agosto, 8 giorni dopo la loro nascita, andai a casa con i miei bimbi e
comincio l’avventura. I primi tempi furono molto difficili, avevo altri tre
bambini a cui stare dietro. Purtroppo avevo poco latte e decidemmo di allattare
Niccolò al seno che era il più piccolino, mentre Gabriele decidemmo di
allattarlo artificialmente. I primi di settembre Alessandro e Ilaria
incominciarono ad andare all'asilo e avevo solo Arianna a casa. Mia mamma e mia
suocera si alternavano a venire qui, purtroppo Dario il giorno non c’era poiché
andava a lavorare, poi il 13 settembre Arianna cominciò la seconda elementare e
provammo ad iniziare a organizzarci al meglio.
La mattina Dario porta Alessandro all'asilo nido, Ilaria alla scuola materna ed Arianna alla scuola elementare, poi va a lavorare. Mia mamma arrivava qui alle 8.30 giusto per la poppata, insieme sistemiamo un po’ casa e va a fare la spesa. A mezzogiorno, dopo che aveva mangiato, va a prendere Alessandro, lo mettiamo a letto e ci prepariamo per un’altra poppata. A questo punto, mia mamma va a casa e viene mia suocera che, alle 16.30, va a prendere Ilaria alla materna e Arianna alle elementari e poi per un’altra poppata. Poi finalmente alle 17.30 arrivava a casa Dario, prepariamo la cena e prima di mangiare un'altra poppata, poi andiamo a mangiare noi, alle 21-21:30 tutti a letto e finalmente ci possiamo riposare. Con cinque figli ci vuole questo tipo di organizzazione, altrimenti non si arriva a capo di nulla. Devo dire che i gemelli nel complesso sono molto buoni, mangiano e dormono e, soprattutto, piangono poco. Il prossimo 23 Ottobre, Niccolò e Gabriele compiranno due mesi e devo dire che sto cominciando a respirare un po’, riesco a gestirli meglio e spesso anche da sola; usufruisco dell’aiuto di mia mamma e di mia suocera, solo per andare a prendere i bimbi o per fare la spesa. Preferisco occuparmi io dei miei bimbi. Non riuscirei a vivere senza i miei 5 tesori, sono un miracolo di vita, e ogni giorno ringrazio il cielo di avermeli donati perché non immagino come sarebbe la mia vita adesso senza di loro: sì perché ti fanno disperare, ti fanno arrabbiare, ti fanno perdere la pazienza, ma che bello quando ti dicono: ‘mama di voio bee’ . Voglio concludere la mia testimonianza con queste parole che esprimono il miracolo della vita:
‘Non è mai troppo tardi, mai è troppo buio per avere un figlio, da stringere tra le braccia, miracolo di vita, momento più prezioso di tutti, sussurri tormentosi, richiamo angoscioso, fino a quando, dopo tanto, ecco che ti tengo tra le mie braccia, sempre amato, subito nostro, ADORATO MIRACOLO’.
Irene 20/10/04
