Diario semiserio di una mamma

e dei suoi gemelli preadolescenti

(sottotitolo: figli piccoli, guai piccoli)

Andrea ed Alice

Andrea ed Alice, figli di Ilaria

Ho passato gli ultimi 10 anni della mia vita coltivando la speranza che i miei gemelli crescessero e diventassero indipendenti. Ora, alla soglia delle scuole primarie di secondo grado (leggi: le medie!) avrei voglia di contattare Capitan Findus e farli surgelare per i prossimi 6 anni (o forse potrei farmi surgelare io, così ai 40 ci arrivo fresca).
In questi anni sono diventata esperta di pediatria applicata, ho fatto incetta delle migliori offerte di detersivi, sono diventata la maga dello “schivaggio feste di compleanno” e ho visitato attivamente almeno 5 ospedali…..
Ho cercato di educarli, di porre loro dei limiti, di condurre una vita più regolare possibile ed ho imparato perfino a mangiare il cavolo lesso.
Ho ripercorso, riesumato e riciclato tutte le frasi che diceva mia madre e che io detestavo da bambina, del tipo: “ prima il dovere e poi il piacere”, “chi la fa, l’aspetti”, “vedremo!”….
Ma la vita è andata avanti e proprio all’ultimo raduno mi sono accorta che Andrea aveva i peli sul pube. Orrore! Il mio bambino terribile con gli occhi azzurri non può essere cresciuto…. No, no! E’ cresciuto e come tale pretende la sua privacy, salvo poi ignorare quella degli altri… come neo adolescente non si lava se non sotto minaccia, passerebbe ore ed ore alla PSP, ascolta i Luna Pop e, se fosse per lui, vivrebbe con lo stesso paio di jeans giorno e notte, salvo lamentarsi che la cerniera lampo gli scende (e lui non la tira certo su).
Di controparte la sua gemella Alice non ha la minima voglia di crescere e l’unica cosa che prelude al suo sviluppo è una stupidissima ridarola che permane anche durante le sgridate, facendomi sentire la signora Rottermaier di Heidi nell’atto di svenire, ma almeno lei aveva il maggiordomo a sorreggerla, io rischio il trauma cranico.
Già, ma se Alice naviga tra Polly, Barbie, Principesse e fate le sue amiche no: (scena realmente accaduta a casa mia) un’amica a mia figlia: “Giochiamo a fare sesso?”, precipitosamente interrotta da me con un: “Che ne dite della merenda?”
Non che a casa mia si viva in un mondo a parte, ma diciamo che ho filtrato, controllato e scelto cartoni, film, amici, compagnie, giornali… un lavoro degno dei R.I.S, grazie al quale mi compiaccio che i miei figli siano: BAMBINI!
Sì, perché oggi sembra che i bambini non debbano più essere tali e che gli adulti debbano rimbambirsi (nel vero senso del termine). Insomma, una totale confusione dei ruoli.
Mi trovo quindi ad un punto della mia vita dove mi rendo conto che a breve dovrò affrontare tutti i problemi di due ragazzini sotto tempesta ormonale: vi posso assicurare che Cristoforo Colombo quando partì alla scoperta delle Indie aveva le idee più chiare di me e di sicuro era meno timoroso.
So già che dovrò fronteggiare la guerra del telefonino e ne ho già tenuti da parte 2 modelli scalcagnati che soprattutto non si collegano a Internet, perché? Provate a parlare con un insegnate di una qualsiasi scuola media e vi dirà che tramite bluetooth gira di tutto, specie filmini porno auto-girati. Anche i giornali riportano che nei bagni delle scuole medie si faccia di tutto fuorché i propri bisogni… e che le ragazzine dodicenni per 5 euro facciano felici i loro compagni… sempre tutto nei bagni… Beh, se comunque volete discendere agli inferi leggetevi “Ho 12 anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa” (Marida Lombardo Pijola, ed. Bompiani, 2007) e dopo aver letto il libro davvero vorrete ibernarvi a vita oppure sarete convinti che è tutta fantascienza….
Comunque terrificata da questa cultura moderna, ho cercato di correre ai ripari e di regalare ai miei pargoli un librino che spieghi loro cos’è la pubertà, gli ormoni, peli, sessualità, droga, fumo, alcol… questo non perché io voglia delegare al libro il mio compito, ma per introdurre l’argomento ai miei bambini, che poi faranno un sacco di domande alla loro mamma... forse.
La scelta dei libercoli l’ha fatta mia madre che me li ha smollati in mano dicendo: “questi sono i meno peggio!”. Così prima di consegnarli ai miei figli li ho letti.
Alzi la mano chi di voi a 11/12 anni sapeva cosa fosse un profilattico. Io non lo sapevo o forse ero talmente presa dalla guerra all’acne, al capello seborroico e al sudore acido da averne ignorato l’esistenza.
Sono stata tentata di coprire la parte profilattico con un adesivo delle Winx, ma poi mi sono resa conto che al giorno d’oggi il profilattico è indispensabile. Anzi, credo che ordinerò alla Durex uno stock: con 3 figli… meglio essere previdenti.
Ora la cosa bellissima di vivere con un adolescente in casa è che non affronti un problema alla volta come prima: il dentino, la pappa, il camminare, il pannolino, l’influenza…..no! I guai arrivano tutti assieme e se prima potevi farti forte e prendere tuo figlio sulle ginocchia e mollargli una patacca (sicuramente poco efficace ma alquanto liberatoria), adesso ti viene tolta pure la superiorità fisica.
Cosa farò fra un paio d’anni che Andrea sarà più alto di me? Mi prendo un panchetto? E’ serio sgridare tuo figlio se stai su un piedistallo? Oppure gli dico: "Inginocchiati, marrano!"
Come farò a farmi fregare il meno possibile dai miei figli? Soprattutto: i miei figli saranno così forti da affrontare questo momento così difficile senza farsi troppo male? Senza soffrire troppo… né loro, né io. Siamo davvero pronti per la battaglia?
Concludo dicendo. Dice mia mamma: chi semina raccoglie. Aggiungo io: speriamo!

Thanks

Ilaria


Ultimo aggiornamento 18 Febbraio 2008

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