Lo dicevo sempre a mia suocera: - Vedrai che farò i gemelli - e lei mi guardava come per dire ma questa è matta.
Poi con Luigi abbiamo cominciato a pensare di avere un bambino, eravamo sposati da qualche anno, i lavori erano consolidati, e ci siamo detti: proviamo, tanto ci vorrà un po’. Macché, è successo subito!
Mi ricordo la mattina che ho fatto il test, fra la gioia infinita del risultato e lo stupore che, nonostante un cambiamento di tale portata, tutto fosse ancora così uguale: nessun disturbo, nessuna evidenza fisica, e comunque si doveva andare a lavorare e continuare la vita di sempre. Io avrei festeggiato per intere settimane!
Alla prima ecografia, ero di quasi otto settimane, il ginecologo ci fa prendere uno spavento infinito, continua a ripeterci: ho un dubbio, ho un dubbio. Poi mi chiede di rivestirmi e di raggiungerlo con Luigi alla scrivania. Mi ricordo che ho pensato: è una gravidanza isterica, non è vero niente che sono incinta! E invece no... il dubbio era che fossero due: un cuoricino batteva distintamente, ma forse ce n’era un secondo ancora non ben definito, dovevamo aspettare una settimana per fare un’altra ecografia che avrebbe chiarito il dubbio. A quel punto per me erano due punto e basta, ho una certa presunzione di fare andare le cose come più desidero e io i gemelli li desideravo da sempre. La verifica era fissata per la Vigilia di Natale, ero così tranquilla che per tutta la notte precedente ho sognato questioni di lavoro.
- Sono due e stanno bene - è stata la risposta. – Grazie dottore - eravamo felici.
- Sì, ma si ricordi, massimo dieci chili. - Va bene dottore, starò attentissima.
La gravidanza è stata splendida, solo qualche nausea nel primo trimestre e un forte prurito nell’ultimo mese, in tutto dodici chili. Mi ero convinta – e avevo convinto tutti - che fossero due maschi, li chiamavo Matteo e Tommaso, non mi era neanche sfiorato il dubbio….. che potessero essere due femmine! Ce l’hanno detto all’ecografia del quinto mese, due principessine, si avverava il mio sogno di avere almeno una bambina, certo mettevamo Luigi un po’ in minoranza, ma lui diceva di essere contento. Poi si è trattato di scegliere i nomi, e non è stata un’impresa facile, dovevamo tenere conto dei segnali che già mi davano dalla pancia, dell’assonanza col cognome, che i due nomi stessero bene insieme. Insomma, quando mi hanno ricoverato in ospedale per il cesareo programmato – la più bassa delle bambine era podalica - ho dato chiare disposizioni all’ostetrica di turno un po’ diffidente: la bambina di sinistra era Cecilia, quella di destra era Beatrice, che non sbagliassero l’accostamento! E in effetti Cecilia è birichina, istintiva, frizzante, musicale e Beatrice sensibile, delicata, acuta, riflessiva, proprio come nella pancia!
È andato tutto bene, le hanno fatte nascere a 39 settimane e 3 giorni, in tutta la gravidanza non ho mai provato il brivido di una contrazione, pesavano 2.930 grammi e 2.860 grammi, sembravano due batuffoli ricoperti di borotalco!
Dopo una settimana in cui Cecilia e Beatrice hanno dato il peggio di sé tenendo sveglio il nido tutta la notte, ci hanno mandati a casa e lì è cominciata l’avventura! Perché il mio sogno idilliaco dei gemelli non corrispondeva alla realtà effettiva! Comunque con un po’ di organizzazione, tanta pazienza, l’aiuto dei nonni, la lettura di qualche libro sull’argomento, una buona dose di dolcezza e tanta disponibilità, siamo di nuovo tornati a "vedere la luce", tanto che ci è sembrata la cosa più naturale del mondo avere Tommaso – con parto naturale - a due anni e cinque mesi esatti dalle sue sorelline. E, come dice mio fratello quando ci telefona, c’è sempre una bella confusione a casa nostra!
Elena
Scritto il 16/05/2002