La testimonianza di Cristina C.
Ivano e io ci siamo sposati nel 1987 io 23enne e lui 30enne; per alcuni anni abbiamo voluto fare i giramondo per visitare paesi extra-europei, ma nei nostri progetti futuri ipotizzavamo una famiglia con tre figli, perché entrambi siamo figli unici. Così il 16 settembre 1992 alla 38a settimana è nata Ludovica con un peso di 3290 grammi; è stata sempre una bimba tranquilla, dolce e serena anche se poco dormigliona, ma l'esperienza ci fece rivedere un po' i nostri progetti sul numero dei figli: due potevano anche bastare! Quando lei aveva circa 3 anni e 1/2 decidemmo di darle un fratellino, ma dopo due anni di tentativi ancora non si era deciso ad arrivare. A quel punto, non essendo più giovincelli, ci rivolgemmo ai medici per iniziare una serie di analisi e di cure. Dovette passare ancora un anno, ma finalmente a marzo del 1999 rimasi incinta di Rebecca e Davide. All'inizio della gravidanza ho avuto forti nausee che non mi permettevano di mangiare molto ed inoltre non riuscivo neanche a bere l'acqua e a mangiare il pane (adoro entrambi): bevevo solo Coca-cola ghiacciata (perfetto no?) e mangiavo solo tarallucci di una certa marca! Per il resto, la gravidanza è proseguita abbastanza bene, anche se a partire dalla 18a settimana, ho avuto un po' di contrazioni, ho dovuto prendere dei farmaci ed andare in maternità anticipata (cosa gradita vista la stagione estiva). Ovviamente, nel corso dei mesi, ho patito di male alla schiena, dolori alle anche, bruciore di stomaco, mancanza di fiato, formicolio alle dita delle mani, ma nel complesso la considero una buona gravidanza, anche perché sono riuscita a muovermi di più di quanto pensavo che potessi fare negli ultimi mesi; inoltre, con i complimenti del ginecologo, in tutta la gravidanza ho preso "solo" 20 chili. Nel corso della gravidanza ho fatto solo le 3 ecografie di routine, perché i feti erano sempre a posto; per la mia età mi consigliarono di fare l'amniocentesi, che oltre a dire che era tutto a posto (la cosa più importante) ci ha rivelato che erano MASCHIO e FEMMINA per la gioia di tutti. Unico neo era che Davide, secondo gemello, si presentava podalico e - pertanto - mi dissero che sarebbero nati con il parto cesareo, anche se per un po' ho coltivato l'idea di provare ugualmente con lo spontaneo; in realtà il ginecologo mi prospettava la nascita della bimba spontanea e nel caso che il maschietto non si girasse, anche un cesareo di urgenza senza contare le eventuali sofferenze per il piccolo di due strizzate di travaglio e spinte. Il taglio cesareo era programmato per lo scadere della 37a settimana, ma 3 giorni prima si è rotto il sacco della bimba e quindi sono stata operata già in travaglio e con l'epidurale: Rebecca è nata alle 8.04 e Davide alle 8.05 del 2 novembre 1999, con un peso rispettivo di 2.590 grammi lei e 3.000 grammi lui. In ospedale ho attaccato entrambi al seno, ma Davide ha subito iniziato a mangiare molto e io già per Ludovica avevo avuto poco latte e pertanto alle dimissioni, con le lacrime agli occhi, in accordo con Ivano ed il pediatra, si è deciso che avrei allattato Rebecca al seno e Davide con il biberon. Ancora oggi ho dei rimorsi, anche se comunque ogni tanto attaccavo anche lui al seno che non disdegnava neanche dopo 3 mesi di biberon. Comunque a 3 mesi dalla loro nascita, con il passaggio di Rebecca a 5 pasti al giorno, il mio sogno di allattamento è definitivamente naufragato per drastica diminuzione di latte. I primi giorni a casa sono stati quasi tranquilli, anche grazie all'esperienza della prima bambina: anche loro mangiavano, dormivano e stavano buoni in culla. La loro crescita è proseguita nel migliore dei modi: Davide, il mangione, cresceva a vista d'occhio, e Rebecca proseguiva nel suo perfetto trend. Crescendo tutto è diventato un turbine di emozioni; per fortuna abbiamo avuto la piena disponibilità dei quattro nonni che ci hanno aiutato tantissimo nella cura dei bambini e della casa, anche se il risvolto della medaglia è stata la mancanza di privacy mia e della mia famiglia, poiché per i primi 12 mesi ho vissuto sempre con una nonna in casa. I primi 12 mesi li ricordo come un ciclone: sempre impegnati con loro, sempre presenti in due adulti, sempre a uscire facendo le corse per non rischiare di lasciare i nonni troppo tempo da soli con loro e soprattutto con la consapevolezza di avere trascurato Ludovica, la primogenita di 7 anni più grande, per mancanza di tempo e soprattutto di energie; spesso per consolarla le dicevamo "Pensa che tu hai avuto mamma e papà per 7 anni solo per te: loro questo privilegio non l'avranno mai". Con l'inizio della loro indipendenza motoria ed il mio rientro al lavoro a part-time, le cose hanno iniziato a migliorare e finalmente mi sono concessa di passare i pomeriggi da sola con i miei bambini e con il passeggino doppio e l'aiuto di Ludovica ho iniziato ad uscire senza il supporto di nonni. E adesso le riflessioni: quello che mi ha colpito di più nel vedere crescere due bimbi insieme è stato il loro differente sviluppo motorio, intellettivo e caratteriale. Nel primo anno di vita in molte cose lui è arrivato prima, ma lei si è sempre rivelata più furbetta; ora lei dice le parole in modo chiaro, ma lui organizza di più in frasi; Davide è sempre stato più socievole, estroverso, chiacchierone fin dalla nascita, Rebecca è sempre stata sfuggente e indipendente. E infine il crollo sulla mia convinzione che fossero i genitori ad influenzare i gusti in fatto di giochi: NO! I maschi amano le moto e le macchine proprio perché è scritto nei loro geni, così come le bimbe hanno l'istinto delle mammine già da piccole e tutto questo veramente senza forzature da parte di noi genitori. Concludo dicendovi che, anche se la notizia che avrei avuto due gemelli ha necessitato di vari mesi per essere "digerita", ora mi sento RICCA AD AVERE 3 STUPENDI BAMBINI.
Cristina C.
Scritto il 14-11-2001