La testimonianza di Cristiana
Giada e Alessandro sono nati venerdì 22 ottobre alle 17.34 (Alex) e alle 17.35 (Giada). La loro nascita, programmata per venerdì 29 ottobre, è stata improvvisa costellata di grandi emozioni, a causa di una gestosi improvvisa
Quel giorno mi ero recata in
ospedale per la visita anestesiologica. L'anestesista era una dottoressa molto
dolce e carina che dopo le domande di rito mi ha misurato la pressione che
superava i 170 come massima. Grazie alla sua pacatezza non mi sono subito resa
conto di cosa stesse accadendo; mi ha mandata a fare un controllo in reparto,
dove la ginecologa mi ha messo su il tracciato. In 40 minuti aveva registrato 2
minuscole contrazioni. Mentre il cuore dei due trottava pensavo alla loro
nascita che sarebbe avvenuta di lì a 8 giorni.
Terminato il tracciato la dottoressa ha disposto il ricovero per accertamenti
sulla gestosi perché la pressione continuava ad essere alta e negli arti erano
comprasi degli edemi.
Prima di lasciarmi andare, però, ha voluto vistarmi e avevo già 4 cm di
dilatazione. Ero talmente entrata nell'ottica che mi avrebbero operata il 29 che
non ho dato peso all'urgenza della cosa fin quando la dottoressa non mi ha detto
testuali parole: "Tra un'ora facciamo il cesareo!". Erano passate le 16.30;
Non ero psicologicamente
pronta: già avevo una fifa blu nel subire quell'operazione in quanto la prima
della mia vita, figuriamoci d'urgenza! La dottoressa mi ha spiegato che se
avessimo aspettato non sarei arrivata alla sera: il cefalico (Alex) sarebbe
uscito senza difficoltà mentre Giada, podalica... Ovviamente le ho chiesto
immediatamente di darmi la camera.
Dietro avevo solo la borsetta e gli esami e null'altro così ho mandato mia madre
a recuperare il tutto.
Mi hanno assegnato subito il letto dicendomi di prepararmi, togliermi gli abiti
e indossare il camice per la sala operatoria. Le due infermiere intanto erano
indaffaratissime per preparare tutto il necessario.
Io ero agitatissima e cercavo di prendere tempo: "un attimo, non sono ancora
entrata nell'ottica", ripetevo! Alla fine mi sono vestita per l'evento, hanno
fatto tutta la preparazione e mi hanno portata sotto La cosa brutta è che non
c'era nessuno a darmi l'ultimo estremo saluto ! Ero preoccupata perché mio
marito non era ancora stato avvisato, non avevo la valigia con gli abiti dei
bimbi e l'operazione non l'avrebbe fatta il mio gine!
Giunti in sala operatoria
c'era un sacco di gente tutta uguale nei suoi camici e mascherine verdi, mi
parlavano dolcemente, tentavano di rassicurarmi. Mi sono tranquillizzata quando
ho visto arrivare l'anestesista che mi era piaciuta sin da subito ispirandomi
fiducia. Poi sono arrivati i dottori, di cui uno era lo stesso che fece nascere
la prima figlia. Abbiamo scambiato un paio di battute e poi... via alle danze.
La mia preoccupazione era l'anestesia e non ho esitato a farlo presente, con
dolcezza e calma mi hanno rassicurata e l'anestesista mi ha spiegato tutto ciò
che stava facendo. Diciamo che l'iniezione, il bucare in sé non è stato molto
piacevole. In un attimo le gambe si sono fatte calde e formicolanti, i dottori
hanno spennellato la pancia e tirato su il telo affinché non assistessi in
diretta. Mentre operavano mi dicevo che presto avrei sentito il bisturi
scivolare sulla mia pelle, seppur senza dolore; poco dopo ho sentito tirare la
pancia in tutte le direzioni, poco dopo ho sentito il dottore annunciare la
nascita di Alessandro, poi il suo vagito... dopo un minuto un secondo vagito e
un cosino tutto sporco che spuntava dal telo: era Giada!
Non ho potuto trattenere le lacrime. Le puericultrici li hanno portati subito in
incubatrice per scaldarli un po'! Intanto i dottori hanno iniziato a cucire:
fase lunga e noiosa. In tutto l'intervento è durato 35 minuti!
Tornata in stanza è iniziata
la degenza: due giorni davvero noiosi passati a letto tra flebo e catetere.
L'emozione più bella è stata quando me li hanno portati tutti infagottati: uno a
destra e l'altra a sinistra. Li ho guardati avvolti nelle loro copertine e mi
sono chiesta se sarei ancora stata in grado di accudire a dei cosini così, per
di più a due insieme!
Il secondo giorno mi hanno fatta alzare dal letto ed è stata una sensazione
molto strana: di lì la ripresa è stata tutta in salita.
Oggi Giada e Alex hanno
esattamente 8 giorni: io praticamente corro anche se ancora stile nonnetto
novantenne ma mi sento ogni giorno più ginnica. Il latte mi è arrivato ieri
anche se non basta per entrambi pertanto li allatto in modo alternato: un pasto
Giada al biberon e Alex al seno e poi viceversa.
Per il momento la cosa più difficile è l'organizzazione e devo ammettere che ho
avuto bisogno di aiuto perché spesso si svegliano insieme e mentre allatto uno,
mio marito deve dare il bibe all'altra o farle fare il ruttino. Finché posso
cerco di cavarmela da sola, ma ci sono stati momenti in cui non è stato
possibile. Credo anche che sia una questione di tempo: passato il periodo di
rodaggio sarà tutto meglio!
Cristiana
1° Novembre 2004