La testimonianza di Angela  

Ciao, mi chiamo Angela ed ho 32 anni. Quando, nell'estate del 1999, la mia piccola Claudia stava per compiere due anni, io e mio marito abbiamo pensato di darle un fratellino o sorellina. Eravamo entrambi dell'idea di non lasciarla figlia unica, ma il nostro obiettivo era di avere solo due figli!!!! Tutto è andato bene e in fretta... ma in decima settimana di gravidanza, ho fatto la prima ecografia e... un vero dramma!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Sia io che mio marito abbiamo subito riconosciuto 2 sacchi amniotici, mentre il medico, silenziosamente, ne cercava forse altri, chissà! Quando il medico ha aperto bocca dicendo: "Signora... le devo dare una notizia..." l'ho interrotto dicendogli che avevo capito già di aspettare
due bimbi. Per quasi un mese sono stata male psicologicamente e non ho avuto il coraggio di annunciare la notizia a genitori e suoceri. Poi ci siamo rassegnati all'idea di dover aggiungere due posti nella nostra piccola casa ed abbiamo vissuto la situazione serenamente. La mia prima reazione positiva è stata informarmi su centri, ginecologi, ostetriche favorevoli ad un parto gemellare spontaneo. Avevo infatti sentito dire che in molti ospedali il parto gemellare era un cesareo d'elezione. Per tenacia mia e - per fortuna - ci sono riuscita. La gravidanza si è conclusa a termine (oltre 39 settimane) ed il parto è stato spontaneo: ho dovuto firmare in ospedale una dichiarazione nella quale mi assumevo tutte le responsabilità di un parto spontaneo gemellare, che mi volevano negare senza un valido motivo. I bimbi sono nati di peso normale (Davide 3.100 grammi e Marcello 3.160 grammi) ed il giorno successivo, con l'appoggio dell'ostetrica che mi aveva assistito, sono tornata subito a casa ed ho cominciato ad allattare i bimbi. Dopo 5 giorni mi sono accorta che il peso di Davide continuava a calare considerevolmente (non poteva definirsi fisiologico) ed ho scoperto che non aveva imparato la tecnica della suzione: si attaccava al seno prendendo ciò che spontaneamente scolava. Così ho cominciato l'avventura con la tiralatte: a determinati orari (circa un'ora, un'ora e mezza) dopo la poppata di Marcello, mi tiravo il latte per Davide: in tal modo davo al seno il tempo di riempirsi nuovamente, consentendo a Marcello di trovarlo sempre pieno. Sin da questo istante si è notato quanto diversi sarebbero stati i due bimbi. Così è andata avanti sino a quasi 5 mesi, quando ho cominciato ad introdurre le pappe. E qui un'altra tragedia: Marcello, abituato alla suzione al seno, urlava come un matto e si rifiutava di accettare il cucchiaino, mentre Davide non creava alcun problema. Dopo quasi 2 mesi di insistenze, Marcello si è convinto. Contemporaneamente, intorno ai 6 mesi circa, ho cominciato ad abituare Marcello al biberon (oggetto che non conosceva e non sapeva usare), proponendogli, però, sempre il mio latte. Questo cambiamento è stato invece accettato in brevissimo tempo, consentendomi di abbandonare l'allattamento materno intorno ai 7 mesi di vita. Le ragioni di questa interruzione sono state sia miei problemi di salute, sia il fatto che fossi tornata a lavoro già da un mese. Ora i miei bimbi hanno un anno, crescono bene e hanno cominciato a frequentare l'asilo nido, anche se con qualche difficoltà. Sono diversi in tutto (fisicamente e caratterialmente): Davide cammina da oltre un mese e Marcello a stento si tira su mantenendosi a qualche appiglio. Interagiscono in modo diverso con la sorellina, la quale esprime la sua gelosia inevitabile con dispettucci, pipì sotto e  rari tentativi di fratricidio. E' un'esperienza pesante ma bellissima crescere tre bimbi e faccio a tutti i neogenitori di gemelli un grossisimo in bocca al lupo.


Ciao, Angela.

                                          Scritto il 18-04-2001

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