La testimonianza di Alessandra R.

LA NOTIZIA

Mi chiamo Alessandra, ho 31 anni e sono la mamma di Sara e Silvia. Questa è la nostra storia: ci siamo sposati nel marzo del 1993 e nel gennaio 1994 (dopo 9 mesi di matrimonio) sono rimasta incinta. La notizia è arrivata inaspettata, perché non avevamo nessuna intenzione di fare così "presto"…. Devo dire che me lo sono "sentita" subito: dopo solo 2 giorni di ritardo ho fatto il test della farmacia ed è venuto fuori un colore così intenso che non poteva lasciare spazio a dubbi…. Dalla prima ecografia mi hanno detto subito che sarebbero stati due gemelli. Ero talmente incosciente, all'epoca, che sono stata veramente felice (i gemelli mi sono sempre piaciuti, come un po' a tutti…). Un po' meno felice è stato Roberto, il papà, che alla notizia della gravidanza doppia è quasi svenuto…

Sara e Silvia... Il bacio 

LA GRAVIDANZA

All'inizio non ho avuto problemi (nausee zero, solo un po' di sonnolenza), ma dal quinto mese la mia pancia ha cominciato a crescere in maniera veramente impressionante. Io sono sempre stata magra (160 centimetri per 45 chili) e lo sono rimasta anche durante la gravidanza, tranne per quella specie di "siluro" che veramente, come il luogo comune, arrivava 10 minuti prima di me!!!! In tutta la gravidanza ho preso solo 11 chili, e stavano tutti lì. Verso il settimo mese ho cominciato a soffrire di quello che viene chiamato "prurito gravidico": una vera tragedia. Avevo prurito in tutte le parti del corpo per tutto il giorno (tanto da grattarmi con una spazzoletta di plastica) e l'unico sollievo erano gli antistaminici, che prendevo ogni 4 ore (ma già dalla seconda ora avrei voluto riprenderli). La cosa strana è che ho fatto delle analisi per vedere se si trattasse di gestosi (i valori degli acidi biliari dovrebbero essere alterati), ma niente: tutto era a posto. All'ottavo mese, veramente disperata, sono stata ricoverata per 15 giorni in ospedale, al fine di fare delle flebo "disintossicanti". Purtroppo anche queste non sono servite, tranne il fatto che la permanenza in ospedale ha influito negativamente sul mio umore. Non è stata una bella esperienza, anche per il comportamento di gran parte del personale, soprattutto paramedico, che è stato in certi casi veramente pessimo. Non voglio entrare in tutti i dettagli anche perché è un ricordo molto doloroso per me, sono stati 15 giorni di lacrime, non solo mie, ma anche delle neo-mamme con cui dividevo la stanza (5 donne in uno stanzone con un solo bagno). I bambini stavano nel nido e li portavano per l'allattamento ogni tre ore, lasciandoli mezz'ora e staccandoli anche di forza dal seno al momento di portarli via. Le mamme poco esperte, che non riuscivano ad allattare bene, venivano sgridate in malo modo (soprattutto le extracomunitarie). I papà non hanno mai avuto modo di prendere in braccio i loro bambini. Io sono stata costretta a scendere 3 piani a piedi per farmi l'elettrocardiogramma con la pancia enorme che avevo, il prurito e la flebo attaccata al braccio… e guai ad aiutarmi! Non discuto sulla bravura dei medici, ma per il resto… Tanto che, quando è arrivato il momento, ho preso la decisione (abbastanza forzata) di andare a partorire in una clinica, dove la mia ostetrica esercitava. Il momento, a dire la verità, non arrivava mai. Dopo i 9 mesi canonici e la settimana "ginecologica", con il prurito che mi tormentava, ho chiesto alla mia ostetrica, la mitica Mara, di farmi partorire. Nell'ultima visita che mi ha fatto mi ha "allargato" il parto (non è molto piacevole) e mi ha detto di comprare una purga, di prenderla la notte stessa a mezzanotte (l'ora delle streghe…) e di recarmi direttamente in clinica la mattina dopo.

IL TRAVAGLIO

Così ho fatto. La mattina dopo (10 ottobre 1994) ero in clinica con i primi dolori (difficile distinguerli dai doloretti provocati dalla purga…). Durante la mattinata è iniziato il travaglio vero e proprio ed è durato fino alle 13, momento in cui il parto era del tutto aperto. Devo dire che l'ho sopportato molto bene e potevo aspettarmi anche di peggio dai racconti che mi erano stati fatti… Certo, non è piacevole, ma il mio è stato sopportabile.

IL PARTO

Sono entrata in sala parto e ne sono uscita 3 ore dopo, veramente sfinita. Non è stata proprio una passeggiata, in quanto io non avevo le doglie espulsive (non so se dovuto al fatto che il parto era stato provocato dalla purga…) e quindi le mie spinte non erano molto efficaci. Inoltre, come tutte le mamme di gemelli sanno, le ostetriche non possono aiutarti molto con le manovre che fanno sulle altre, perché potrebbero far dal male al secondo gemellino. La presenza di mio marito è stata fondamentale: mi ha aiutata, confortata, mi ha bagnato le labbra quando morivo di sete, mi ha accarezzata…Insomma, alla fine, non so nemmeno io come, sono riuscita a far nascere Sara. E poi… ho ricominciato da capo. Questa volta ero veramente sfinita, non avevo più un filo di forza fisica… In più la birichina si presentava di "bregma", invece che cefalica. Dopo molti sforzi e molto dolore, hanno deciso di usare la ventosa. Silvia è nata con una specie di "cappellino", l'ematoma provocato dalla ventosa. Per fortuna dopo due giorni è sparito!

I primi "approcci"...

Sara e Silvia con due pulcini in braccio  

LE NEONATE

Tranne per il "cappellino" di Silvia, le bimbe sembravano veramente identiche: stesso peso (2500 grammi), stessa lunghezza (47 centimetri), stessa testolina tonda tonda e pelata… L'unica distinzione era dovuta agli strilli di Silvia, molto più acuti (ancora oggi è la peste della situazione). Sono rimasta in clinica sei giorni (che differenza con l'ospedale…) e avevo le bambine in stanza. Io e Roberto abbiamo imparato a cambiarle, ad allattarle, a distinguerle. La notte le buone suorine del nido me le portavano via per lasciarmi riposare. Prima di andarmene una di loro mi disse: "Vedrai come strillano di notte…." Mai parole furono più vere…

L'ALLATTAMENTO

Come dicevo, sono magra. In tutte le parti del corpo. Allattare due gemelle… Ci ho provato ma… le bimbe purtroppo non avevano una gran voglia di succhiare e quel poco latte che avevo mi rimaneva dentro il seno. Avevo un seno molto, molto duro e dolorante. Quando sono tornata a casa ho provato ancora per qualche giorno con l'allattamento misto (il che significa due genitori inesperti che si arrabattano tra latte in polvere (che ovviamente non va sempre a finire solo nel biberon), acque speciali (alcune provocano le coliche), bilancette (per controllare il peso dopo la poppata al seno)… Per ogni bambina ci voleva come minimo un'ora (mentre l'altra urlava per la fame) e alla fine, con nostra grande delusione, aveva preso solo 30 grammi di latte! Dopo una settimana di questa tragedia, il pediatra mi consigliò di passare definitivamente all'allattamento artificiale, anche perché le bambine avevano avuto il "calo biologico", era inverno e mi sconsigliava di farle uscire di casa prima di aver raggiunto i 3 chili di peso. Da quel momento le cose sono un po' migliorate, tranne per il fatto che, ogni volta che le vedevo o le sentivo piangere, il mio latte (che nel frattempo era aumentato), continuava a scendere… Ho preso delle pasticche per farlo tornare indietro. In seguito ho un po' sofferto per questo, ma ora so che non potevo fare altrimenti. Le bambine sono cresciute benissimo (da quel momento in poi 1 chilo al mese!) e a due mesi di vita sembravano due vere "pallette".

LE NOTTATE

Ecco l'argomento "scottante"… Abbiamo capito i tipi sin dalle prime notti… che dico… NOTTATACCE! Come si dice… il buon giorno si vede dal mattino (e infatti ancora oggi - 5 anni - non sono delle dormiglione…). All'inizio è stato una specie di allucinazione, non mi ricordo neanche bene i dettagli. Ho dei ricordi (rimozione) confusi di me che giro come un fantasma per la casa, gli urli delle bambine, 9 biberon dentro il frigorifero (il forno a microonde, ragazzi: è una mano santa)… Tutto questo è durato 9 mesi. A quell'età le bambine erano due fiori, quasi camminavano, erano molto attive. Ma la loro mamma… Ero veramente l'ombra di me stessa, più magra di prima della gravidanza (sono arrivata a pesare 40 chili). Un giorno mi sono presentata dal pediatra e gli ho dato il mio ultimatum: "Dottore, o dà alle bambine qualcosa per farle dormire di notte, oppure io lascio tutto e me ne vado". E l'avrei fatto, oppure penso che sarei morta. Questa è stata un'altra svolta: il dottore mi consigliò un farmaco a base di Niaprazina. Da quel momento in poi, le bambine ANDAVANO A DORMIRE! Certo, se la notte avevano fame o si dovevano svegliare per qualche altro motivo, lo facevano lo stesso, ma vi assicuro che avere quell'ora di pace in cui ENTRAMBE dormono contemporaneamente, potersi sedere a tavola con il proprio marito e guardarsi un po' di tele E' TANTO, TANTO IMPORTANTE.

LO SVILUPPO

Che vi devo dire, Sara e Silvia hanno fatto tutto presto: a 5 mesi stavano sedute sul seggiolone, a 6 si lanciavano in folli corse col girello (lo so che è sconsigliato, ma è un grande aiuto), a 8 scavalcavano il box, a 10 sgambettavano per casa. A 15 mesi parlavano "a modo loro" (anche se ancora oggi hanno dei difetti di pronuncia). A 23 mesi le ho mandate all'asilo nido e si sono dimostrate due bambine vivaci, allegre, collaborative, socievoli. A 26 mesi, durante le vacanze di Natale, ho tolto loro il pannolino e non hanno mai avuto "incidenti". Ora hanno 5 anni, frequentano l'ultimo anno di scuola materna, vanno a ginnastica artistica (domani vado a vedere il saggio di Natale).

IL RAPPORTO

Il rapporto che hanno è molto intenso. Si amano molto, sono molto complici, si coalizzano nelle marachelle a nostro danno, giocano tantissimo insieme, amano a volte scambiarsi. È intenso, il rapporto, anche nelle cose negative, purtroppo: sono molto, molto competitive fra loro e quando litigano… SONO BOTTE DA ORBI!!! Ancora oggi non siamo sicuri della loro monozigosità, visto che erano in due sacche diverse. Noi della famiglia (io, mio marito, i nonni materni) le vediamo molto diverse, ma la maggior parte della gente non le distingue. Hanno piedi e mani praticamente identici, stesso peso e stessa altezza. All'asilo nido, per permettere alle maestre di distinguerle, le vestivo una di blu (Sara) e una di rosso (Silvia). Alla materna, visto che portano i grembiulini rosa, ho optato per i fiocchetti di colore diverso.

CONCLUSIONE

Avere due gemelli è la cosa più faticosa, più dispendiosa, più bella e affascinante del mondo. Vorrei concludere con una poesia dedicata ai gemelli che ho trovato su un sito americano:

"Ce ne sono due da lavare, ce ne sono due da asciugare.

Ce ne sono due che litigano, ce ne sono due che piangono.

Ce n'è uno nel fango per prendere la palla,

L'altro ha in mano un gessetto, un altro muro marcato.

Alcuni giorni sembrano non finire mai, la mia pazienza si assottiglia.

Perché sono stata scelta per essere una mamma di gemelli?

La risposta diventa chiara alla fine di ogni giorno,

Quando li porto a letto e mi dico,

Ce ne sono due da baciare, ce ne sono due da abbracciare,

E, meglio di tutti, ce ne sono due da amare"

A TUTTI I NEO-GENITORI DI GEMELLI, ALLE MAMME E PAPA' IN ATTESA, IN BOCCA AL LUPO, TENETE DURO, VEDRETE CHE NE VALE LA PENA!!!! 

Scritto il 17 Dicembre 1999

LA STORIA CONTINUA...

Quando hai 33 anni, sei separata e hai due figlie gemelle di quasi sette, potresti pensare che le "sorprese" siano finite. E così pensavo anch'io. E invece, il destino me ne ha riservata ancora una, di sorpresa, e bellissima: la nascita del mio terzo figlio, Alessio, un bimbo dolcissimo e bellissimo (se non ci credete guardate la foto...), avvenuta il 20 agosto 2001. Quando lo abbiamo saputo, io e Nicola, il mio compagno, ne siamo stati davvero felici e così anche le gemelline, che hanno passato i 9 mesi della mia gravidanza a chiedermi quando sarebbe nato, quanto mancava e a baciarmi la pancia. Ora che Alessio è nato, Sara e Silvia si comportano come due dolci mammine verso il fratellino (anche se io un po' di gelosia la sospetto comunque...) e si fanno in quattro per aiutami al momento del cambio o del bagnetto.

Non è certo una passeggiata avere tre figli (e a ricominciare daccapo dopo aver "sperimentato" due gemelle pestifere ci vuole un bel coraggio...), ma, nonostante la grande fatica, io sono veramente felice!!!"

Scritto il 24 Settembre 2001

 
 

Noi tre...

 

...E CONTINUA!

Già, a quanto pare mi piace esagerare, perché quando Alessio aveva 15 mesi e Sara e Silvia 8 anni, è nato il quarto fratellino, Mattia...  Che dire... a casa nostra c'è tanta confusione... e tanta allegria!

Scritto il 24 marzo 2003

Mattia

Alessio

 

Tutti insieme appassionatamente: Mattia in braccio a Silvia, Alessio in braccio a Sara

 

 

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