Buona notte pupi!!!
di Mariarita Barisione

Roberto e Caterina figli di Gabriella-Toro
Sono veramente pochi i genitori di gemelli/multipli che non abbiano passato diverse notti insonni, sveglie all'alba, ninne-nanne strategiche alle 3 del mattino e - come tutti ben sappiamo - alla lunga questo può avere serie ripercussioni sull'equilibrio psico-fisico dei neo-genitori già così provati dalle incombenze quotidiane che l'accudimento di due o più bambini comportano. Certe volte ci si sente disperati... talmente disperati che si farebbe qualunque cosa per porre fine, una volta per tutte, al circolo vizioso "bambino urlante - genitore stanco e nervoso - bambino nervoso... e urlante"! Quasi sempre viene consultato il pediatra, che spesso “si arrende” di fronte all’ansia e alle pressioni dei genitori, e finisce per prescrivere qualche “sciroppo” che di solito dà un sollievo transitorio, o comunque entra nel rituale dell’addormentamento per anni. C'è chi - invece - preferisce tentare di applicare i metodi di "rieducazione al sonno" maggiormente in voga. Ma a chi dare retta in questa jungla di metodi e di libri sull'argomento? Quello che mi preme sottolineare è che non esistono metodi ideali che funzionano sempre e con tutti, ma che ognuno deve valutare ciò che gli sembra più giusto per sé e per i propri bambini e provare. Attualmente le due teorie - diametralmente opposte - "maggiormente in voga", soprattutto negli Stati Uniti, fanno capo a due pediatri:
Il Dottor Richard Ferber, padre del metodo detto "control crying" (o "metodo Ferber") ha scritto nel 1985 il libro Solve your child's sleep problems (Come risolvere i problemi di sonno del tuo bambino) che si basa su tecniche behaviouriste / comportamentali. All'epoca in cui scrisse il libro il Dottor Ferber era direttore del laboratorio del sonno e del centro per i disordini del sonno in epoca pediatrica dell'ospedale dei bambini di Boston (U.S.A.). L'obiettivo è quello di insegnare al bambino ad addormentarsi da solo, a partire dai sei mesi di età. Se il bambino piange il genitore entra a tranquillizzarlo, ma senza prenderlo in braccio e con un minimo di interazione. Ad ogni chiamata successiva il genitore allunga progressivamente l'intervallo di tempo prima di entrare e così via fino a che il bambino impara ad addormentarsi da solo. Da questa teoria hanno preso vita altri metodi che condividono l'idea di "insegnare a dormire al bambino":
La Dottoressa Susan Gottlieb, psicologa americana, è autrice di Come risolvere i problemi di sonno dei bambini del 1998
Metodo Estivill a cura del Dottor Eduard Estivill, pediatra che dirige l'Unidad de alteraciones del Sueño presso l'Istituto Dexeus di Barcellona ed autore dei libri Fate la nanna del 1999 e Dormi bambino dormi del 2002. In Italia è sua collaboratrice la Dottoressa Elisabetta Verrillo che ci parla di rieducazione al sonno in caso di malattia e di gemelli e problemi di pisolo: come fare. In merito all'applicazione del metodo: le opinioni dei genitori.
La Dottoressa Tamara Eberlein, psicologa e giornalista statunitense (mamma di due gemelli nati prematuri) autrice del libro E tutti fan la nanna del 1999.
Il Dottor Oliviero Bruni
neuropsichiatra del Centro per lo Studio dei Disturbi del Sonno In Età
Evolutiva dell'Università di Roma "La Sapienza", autore del libro Principi
di medicina del sonno in età evolutiva del 2000. Su internet è possibile
visionare il suo
Opuscolo dei disturbi del sonno.
Il Dottor William Sears, pediatra di Pasadena (U.S.A.), padre di otto figli è il sostenitore del "co-sleeping" (sonno condiviso), ovvero del fatto che dividere il proprio letto con il bambino lo aiuti ad organizzare il proprio orologio biologico interno. Ha pubblicato per La Leche League vari libri, tra cui Genitori di giorno e di notte nel 1993.
Un visione un po' diversa è quella offerta dalla Dottoressa Elizabeth Pantley, autrice del libro The no cry sleep solution del 2002, che basa il suo metodo sulla stesura di alcune tabelle in cui si devono annotare diversi dati (ad esempio, dopo quanto si è addormentato il bambino? Quanto ha dormito? Dove si è addormentato? Come era l'ambiente? Etc.). Dopo la stesura delle tabelle è necessario creare un piano di azione in base ai consigli dati dalla dottoressa e verificare, eventualmente rettificando, il piano. http://www.pantley.com/elizabeth/index.htm#photo
Abbastanza condivisi da tutti i metodi gli elementi facilitanti che possono aiutare i bambini ad instaurare un buon ritmo sonno-veglia. Tra questi:
Preavvisare il bambino sul fatto che si sta per andare a dormire.
Evitare attività di movimento o particolarmente stimolanti (TV e videogiochi) prima di andare a dormire.
Imparare a riconoscere i segni di stanchezza del bambino, ovvero i segni premonitori del sonno (strofinarsi il naso o gli occhi, toccarsi l'orecchio, etc.) ed agire prima che sia troppo stanco;
Iniziare la preparazione al sonno con una serie di rituali prima dell’addormentamento (ad esempio, il bagnetto che può risultare rilassante, il pigiamino, i denti e la storia della buonanotte) da eseguire sempre nello stesso ordine e - possibilmente - agli stessi orari.
Cercare di non prolungare troppo i sonnellini durante il giorno.
Lasciare al bambino nel lettino un qualche indumento della mamma o un qualsiasi altro oggetto transizionale che abbiano potere calmante su di lui.
Mettere una borsa dell'acqua calda nel lettino o nella carrozzina qualche minuto prima di metterlo a dormire... il tepore lo può aiutare a "staccarsi" dalle braccia della mamma.
Porre la testa del lattante contro la testiera del letto o della carrozzina.
Creare un ambiente ideale per dormire (esempio, luce soffusa, temperatura non superiore ai 20° C, musiche della nanna (musica classica, reggae e new-age)).
Bibliografia relativa ai problemi del sonno nei bambini.
Link a siti che trattano i problemi del sonno nei bambini
Un disturbo del sonno: il pavor notturno
Gemelli a nanna: insieme o divisi? (le interessanti esperienze dei genitori e l'opinione della Professoressa Valente Torre psicologa, docente di Psicodiagnostica, responsabile del Progetto Gemelli)
Il pisolino pomeridiano dei gemelli: come fare se si disturbano l'un l'altro (scambio di esperienze tra i genitori del forum)
Aggiornato mercoledì 04 gennaio 2006