Bambini e televisione: i Teletubbies
a cura di Monica Parricchi
Il
rapporto tra bambini e televisione è un tema che da diversi
decenni interroga i genitori sulla fruizione del mezzo e che dallo
stesso periodo richiama l'attenzione di studiosi intenti a esaminare e
comprendere le dinamiche e gli effetti che questo può comportare
sui piccoli telespettatori.
Attraverso la televisione
infatti i bambini rispondono alle loro curiosità cercando di
capire com'è il mondo degli adulti e nello stesso tempo imparano
aspetti legati alle diverse dimensioni del crescere, spazi e tempi dei
ritmi quotidiani in famiglia, in gruppo, a scuola ed in una
società con determinate caratteristiche e regole.
Nelle famiglie numerose
spesso i genitori hanno l’esigenza di avere dei momenti in cui
poter avere del tempo da dedicare ad alcune incombenze senza
l’ansia della vigilanza sui bambini. La TV è da sempre
considerata un momento di “tranquillizzazione” nelle
attività dei bambini ed alcuni programmi sono pensati anche per
la fascia 1-3 anni, come ad esempio i Teletubbies. A molti adulti i
ritmi che in esso sono seguiti provocano quasi un senso di fastidio
tanto possano sembrare “stupidi”, ma agli occhi dei
piccoli, sono perfetti, ed in più permettono ai genitori un
attimo di respiro sicuro su quello che guardano.
I
TELETUBBIES, quattro soggetti impersonati da attori con dei costumi di
grosse dimensioni e di forma tondeggiante, vivono a TeletubbyLandia, in
un'abitazione futuristica posizionata in un ambiente collinare, si
vogliono molto bene e si scambiano grandi e lunghi abbracci. Una voce
fuori campo illustra le singole scene e spiega le azioni dei pupazzi
utilizzando il tempo imperfetto come tempo della narrazione. I
Teletubbies sono personaggi positivi, allegri e adatti come spunto per
gli educatori per introdurre elementi e concetti del programma
pedagogico-didattico della scuola per la fascia di età 0-3 anni.
Ogni Teletubby ha un oggetto
preferito, un gioco universale che riflette un aspetto
dell’apprendimento infantile attraverso il gioco: la borsa di
Tinky Winky, il viola, permette di giocare con il volume degli
oggetti, lo spazio fisico, la capienza; il cappello di Dipsy il pupazzo
verde, serve per introdurre un gioco di ruolo, la palla di Laa-Laa
riflette l’attrazione dei bambini verso il gioco con gli oggetti
rotondi, che rotolano e il monopattino della piccola rossa Po indica il
viaggio e l’esplorazione.
Il linguaggio dei Teletubbies
è estremamente semplificato, lento e ripetitivo ed è
stato confezionato appositamente dalla BBC per migliorare
l’abilità della parola ad uno primo stadio, mentre la
ripetizione di termini, un ulteriore marchio di fabbrica Teletubbies,
incoraggia l’apprendimento del vocabolario. Una presenza costante
di ogni episodio è rappresentata dal sole, che compare
all'inizio e alla fine della puntata e che contiene al suo interno il
viso di un neonato, così come è fisso nella struttura un
filmato, che ritrae bimbi che stanno facendo un gioco, una gita o
un’attività, guidati da un adulto che illustra o indica i
passaggi. Questo filmato viene lanciato dal monitor inserito
sull’addome di uno dei pupazzi, poi mandato a tutto schermo, e
ripetuto due volte per permettere a i bambini una miglior visione e una
più efficace assimilazione dei concetti proposti.
In ogni episodio i personaggi
sono inoltre impegnati in una delle incombenze quotidiane, quali il
pasto, il bagno, la nanna o le pulizie della casa. La dieta dei
Teletubbies consiste esclusivamente di tubbiepappa e tubbietoast;
quando mangiano tendono a sporcare, ma convivono con un aspirapolvere
autonomo che ripulisce accuratamente. Tra gli oggetti utilizzati dai
pupazzi, vi sono anche tubbiespugne elemento che indica la
funzione ed il tempo del lavaggio del corpo. In queste scene il
narratore fuori campo sottolinea l’importanza della nutrizione,
della cura delle cose e della pulizia sia degli ambienti che personale.
Questo programma è
nato per bambini dai 12 ai 18 mesi, per la linearità delle
scene, la forza dei colori e la ripetizione delle frasi e dei filmati,
prevedono quindi una ritualità didattica in ogni episodio
televisivo, basata sulle esperienze quotidiane dei bambini. I pupazzi,
ad esempio, salutano ogni volta che compaiono in scena e ogni volta che
la trasmissione finisce, mentre una voce fuori campo ripete alcune
formule “di rito” che presto i bambini assimilano.
Ogni loro azione è
commentata a voce alta con poche parole che riflettono il linguaggio
reale dei bambini piccoli e ogni frase è ripetuta più e
più volte. Il bambino amplia così il suo vocabolario
passivo mentre si diverte, e, in base alla sua capacità
linguistica, diventa anche in grado di riformulare alcune di queste
frasi.
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