La
Sindrome di trasfusione feto-fetale
(TTTS - Twin to Twin Transfusion Syndrome)
a cura di Mariarita Barisione
La Sindrome di trasfusione tra gemelli o trasfusione feto-fetale (TTTS) è una malattia della placenta. Essa colpisce, in particolare, le gravidanze gemellari monozigotiche, monocoriali e biamniotiche dove l'incidenza varia dal 10 al 20% dei casi. Al contrario, le gravidanze monozigotiche, monocoriali e monoamniotiche sono meno affette da tale complicanza.
Questa sindrome si ha quando vi sono delle connessioni sanguigne, a livello placentare, tra i due feti per cui vi è un passaggio di sangue da un bambino "donatore" all'altro "ricevente"; quest'ultimo riceve troppo sangue che risulta eccedente per il suo sistema vascolare; da ciò può derivare la morte per collasso cardiaco. Il "donatore", invece, deve pompare sangue non solo per se stesso, ma anche per il gemello ricevente e non avendo abbastanza sangue potrebbe morire per tale insufficienza.
Le possibili cure - attualmente messe in atto - sono:
Amnioriduzione
Attraverso questa tecnica si procede al drenaggio del liquido amniotico
eccedente. La procedura può essere effettuata anche in anestesia
locale ed è simile all'amniocentesi, ma la quantità del
liquido amniotico drenato può raggiungere anche i 2 - 3 litri.
Fetoscopia laser
L'obiettivo di questo metodo è di interrompere le connessioni
sanguigne a livello placentare. Questa procedura ferma il processo di
malattia complessivamente, permettendo ad ogni feto di continuare la
gravidanza, ma non è certo priva di rischi. Attualmente la
terapia laser in Italia viene effettuata solo a Milano dall'equipe che
fu diretta, fino alla recente scomparsa, dal Professor Umberto
Nicolini, presso l’Unità Operativa complessa di
Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale dei Bambini Buzzi (http://www.icp.mi.it/icp/Home/Ospedale-B/index.htm).
Probabilmente, a breve, si aggiungerà un secondo centro (che
è già dotato delle apparecchiature necessarie), ovvero il Centro di Riferimento Regionale per l'Alta Complessità Ostetrica
presso l'ospedale Meyer di Firenze (http://www.meyer.it). In Europa i centri migliori si trovano a Londra, Parigi, Barcellona ed
Amburgo.
Il dottor Enrico Periti (ginecologo, specialista in genetica medica, responsabile dal 2000 al 2005 del Servizio di ecografia e diagnosi prenatale della Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, a Firenze; dal 2005 svolge lo stesso servizio presso l'ospedale Misericordia e Dolce di Prato. Dal 1997 ha istituito presso il Dipartimento di Ginecologia, perinatologia e riproduzione umana dell'università di Firenze un ambulatorio di ecografia e diagnosi prenatale dedicato alla gravidanza gemellare e multipla (ne esiste solo un altro esempio in Italia presso la Clinica Ostetrica di Brescia, retto dalla Dr.ssa Frusca, con cui è in collaborazione). L'obiettivo sarebbe quello di creare un riferimento regionale formale oltre che di fatto come è attualmente. Esperto in diagnosi prenatale invasiva, interventi in utero sul feto, ecografia ostetrica e ginecologica, ecocardiografia fetale, medicina fetale. È accreditato presso la Società Italiana di Ecografia Ostetrica e presso la Fetal Medicine Foundation di Londra.) parla della fetoscopia laser e fetoriduzione:
"La terapia laser per ttts viene effettuata in diversi centri
specializzati in Europa, due a Londra (al Kings College dal Professor
Kypros Nicolaides e al Queen Charlotte's Hospital & Chelsea dal
Professor Nicholas Fisk), uno a Barcellona (dal Professor Gratacos),
uno ad Amburgo (dal Professor Hecker), uno vicino a Parigi
(dal Professor Yves Ville) e diversi negli USA (il maggiore esperto
è il Professor Mari a Detroit), tutti centri con notevole
esperienza da diversi
anni. Da due anni circa, viene effettuata anche dal prof. Nicolini a
Milano, presso l'ospedale Buzzi (*).
La terapia si basa sul principio di interrompre i collegamenti
vascolari tra i due feti che presentano una grave trasfusione feto
fetale, trasformando la gravidanza di fatto in una bicoriale
biamniotica, esente dal fenomeno di trasfusione.
In genere l'intervento viene fatto in anestesia locale in laparoscopia
e necessita di alcuni giorni di ricovero necessari anche ad inquadrare
meglio il caso prima dell'intervento. Non è assolutamente una
terapia rivolta alla soppressione di uno dei feti, anzi cerca di
salvare entrambi con una percentuale di successo maggiore rispetto alla
sola amnioriduzione, specialmente in termini di esiti neurologici a
distanza.
La fetoriduzione di uno dei gemelli rappresenta invece l'ultima
possibilità nei casi ormai compromessi per evitare che la morte
imminente di uno dei gemelli possa comportare un grave danno all'altro
in seguito alla anemizzazione acuta cui va incontro il superstite che
può provocare una sofferenza e ischemia cerebrale grave. In
questi casi e solo in questi si può procedere a legatura del
cordone del feto compromesso o a coagulazione con pinza bipolare sotto
guida ecografica, trattamento che trasforma la gravidanza in singola,
evitando il danno sull'altro gemello."
Clampaggio del cordone ombelicale
L'obiettivo di questa tecnica è di arrestare lo scambio fra i feti al
livello del cavo ombelicale di uno dei gemelli. La procedura è riservata
per i casi gravi dove sia presente una morte spontanea di uno dei
gemelli, oppure il rischio di morte per entrambi.
Sullo stesso argomento è possibile consultare i seguenti links:
web.tiscali.it/Fetotrasfusione/ (in italiano)
www.fetalmd.com/ttts.htm (in inglese)
www.eurofetus.org/TTS.htm (in inglese)
Ultimo aggiornamento 05 Giugno 2008