La testimonianza di Mariarita

Attenzione!!! Se volete ascoltare le voci di Enrico, Sara, Mariarita e Silvano dovete avere la pazienza di attendete che venga caricato il messaggio wave

La storia di &

Mi chiamo Mariarita e sono la mamma di Sara ed Enrico. L'8 Giugno 1996 mi sono sposata, dopo 9 anni di fidanzamento, con Silvano. Fin qui tutto normale: viaggio di nozze nei paesi scandinavi, il ritorno a casa con l'idea, almeno per un po' di tempo, di una vita a due! Ma "avevamo fatto i conti senza l'oste", infatti verso la fine del giugno 1996 mi accorsi di essere incinta e vi assicuro che la notizia (appresa da un test comprato in farmacia) non mi rese per nulla felice… direi disperata!!! Io e mio marito avevamo pensato di non prendere nessuna precauzione durante i rapporti sessuali, perché ormai il nostro era un rapporto consolidato, l'età era "giusta", le condizioni lavorative favorevoli, ma non pensavamo che l'evento si sarebbe verificato così presto... e non era finita lì! Già dal primo mese iniziai ad avere qualche perdita, tanto che verso metà Agosto, il ginecologo mi ha inviò a fare la prima ecografia! Dentro di me sentivo cosa mi avrebbero detto e, come da manuale, ciò si verificò: "Signora, sono presenti due feti e nelle loro sacche ben distinte... guardi... guardi", "Lo sapevo!" risposi, ma intanto mi venivano le lacrime agli occhi. In effetti, le possibilità che avessi una gravidanza gemellare c'erano: mia madre avrebbe portato a termine una gravidanza gemellare se non avesse contratto la rosolia nel primo trimestre che la portò ad un aborto spontaneo, ma dalla teoria alla pratica... Quando tornai a casa piansi tutte le lacrime che avevo in corpo, dissi che non ce l'avrei mai fatta, che le gravidanza gemellari sono difficili da portare a termine ed altre cose del genere. Il mio ginecologo, persona molto scrupolosa e per nulla intenzionata a perdere i due “frugoletti”, mi raccomandò di non esagerare nelle attività fisiche: per fortuna la scuola era terminata (io sono insegnante di sostegno in una scuola dell'Infanzia) e quindi ciò mi fu possibile. Verso il quarto mese di gravidanza si verificarono altre perdite… ma qui il mio senso materno aveva preso il sopravvento e mi spaventai moltissimo all’idea di perdere uno dei due bambini. E di qui iniziò la mia "reclusione": "Riposo, riposo, riposo" furono le parole lapidarie del ginecologo e così feci, aiutata da mio marito e dai miei genitori. Diventai in breve tempo una botte, o meglio una persona magra con una pancia di 16 chili (a termine gravidanza); potei partecipare ai corsi pre-parto che mi furono molto utili e cercai di prepararmi all'evento! Le ecografie davano sempre risultati incoraggianti: i bambini crescevano bene, erano entrambi cefalici, per cui si prospettava un “presunto” parto spontaneo. Insieme (io, Sara ed Enrico) superammo anche una brutta influenza intestinale che ci portò ad un ricovero ospedaliero a due mesi dal parto. Per quel che riguarda il sesso dei nascituri, si era visto un maschietto, un "tipino" turbolento che abbiamo sempre chiamato Enrico, ma l'altro/a bambino/a non si è mai fatto/a vedere. Io dicevo che non mi importava, ma (in cuor mio) desideravo fosse una femmina. Tra alti e bassi riuscii ad arrivare a termine gravidanza e così mi ricoverarono… ma i due “pestiferi” non avevano alcuna intenzione di nascere spontaneamente. Il mio ginecologo (e di questo lo ringrazio) ritenne opportuno indurre il travaglio, ma la prima volta… nulla si mosse. Solo due giorni dopo alle ore 15,30 di Sabato 22 marzo 1997 (la vigilia della domenica delle Palme) iniziai a sentire le contrazioni “buone” per partorire. Ci misi un po' di tempo a fare tutto, ma - tutto sommato – andò abbastanza bene: Enrico, il più turbolento e "prepotente", vide la luce alle ore 1,40 a.m del 23/03/1997 con un peso di 2.900 grammi ed valore di Apgar 10 al 1° ed al 5° minuto, mentre Sara nacque dopo 40 minuti, un peso di 2.870 grammi ed un valore Apgar (sigh!?!) 5 al 1° minuto (ragazzi 40 minuti con la testa infilata in un tubo sono duri da sopportare!) e 8 al 5° minuto. In ospedale tutto andò bene, a parte un po' di ittero dovuto al nostro differente gruppo sanguigno (0 il mio, A quello dei bambini, ereditato da mio marito). Come (penso) tutte le mamme non vedevo l'ora di essere dimessa dall'ospedale per poter tornare a casa. I bambini nati di domenica all'alba vennero dimessi, insieme a me, il venerdì successivo! Ero contenta, ma non appena misi un piede in casa fu il panico totale... mi sentivo perduta: i bambini erano due, io volevo provare ad allattarli al seno, volevo organizzarmi in maniera funzionale, ma ero molto agitata. Per alcuni giorni provai ad allattare al seno, ma Enrico non poppava ed io mi ero convinta di dover dare ad entrambi le stesse possibilità, per cui allattavo al seno i due bambini a turno... E' stato un disastro totale: non capivo mai chi dovevo allattare, quanto dovevo dare di integrazione, il latte era poco, provai a tirarlo con il tiralatte, ma tutto fu inutile. Mi sentivo disperata e sconfitta... per cui dopo dodici giorni di tentavi falliti lasciai perdere ed iniziai ad allattare con il biberon. L'inizio è stato durissimo, volevo fare tutto io, ma ciò risultava impossibile, per cui riuscii ad uscire dall'"empasse" solo grazie all'aiuto di mio marito e dei miei genitori, che mi hanno sostenuta molto (anche nella fase dell'allattamento). Sara ed Enrico sono stati allatti da me, da Silvano (mio marito) e da entrambi i nonni materni fin dai primissimi giorni e non mi sembra, per il momento, che ne abbiano risentito. Io sentivo dei sensi di colpa che però placavo dicendomi che da sola non ce l'avrei mai fatta e che era meglio essere allattato/a dal papà o dai nonni piuttosto che da una madre "schizzata" ed "agitata". In quel periodo mi ero messa in testa che dovevo assolutamente allineare gli orari di sonno e veglia di Sara ed Enrico, ma solo adesso mi rendo conto che era un'impresa inutile ed impossibile: ogni bambino ha i propri bisogni ed i propri ritmi, che solo piano piano e naturalmente (con il passare del tempo) diventano ritmi più simili a quelli degli adulti e, quindi, maggiormente accettabili da una mamma stanca e preoccupata come me. Purtroppo non ricordo con gioia i primi otto mesi di vita dei miei bambini: ricordo un caos di poppate, pappe, notti insonni in cui io cercavo di stare dietro ai loro ritmi; è quasi come se quel pezzo di vita non mi appartenesse. Forse il fatto di non sentirmi all'altezza, di non aver vissuto al meglio un pezzetto importante della vita dei miei figli, me l'ha fatto un po' dimenticare. Il non riuscire ad essere padrona della situazione, per una persona "controllante" come me, è stato vissuto in maniera negativa. Tutto è andato meglio a partire dagli otto mesi circa: i bambini hanno iniziato a camminare a dieci mesi e questo per me è stata una vera "liberazione", il primo passo verso l'autonomia. Dopo, la fatica è stata minore: i bambini hanno imparato a mangiare da soli verso i dodici mesi e a tredici mesi sono stati inseriti all’asilo nido. Qui hanno trovato un ambiente sereno che ha aiutato e tranquillizzato anche me. Ho iniziato, persino, a divertirmi... ero meno preoccupata, con meno sensi di colpa e quindi maggiormente disponibile a vivere con Sara ed Enrico (e non a lasciarmi vivere). Certo con il senno di poi tutto appare semplice, ma parlando con altre mamme di gemelli ho ritrovato situazioni simili e simili emozioni. Oggi devo dire di essere felice ed orgogliosa di avere due bambini gemelli: Sara ed Enrico mi offrono ogni giorno sorprese esaltanti, sono bambini socievoli, divertenti, piacevoli (a volte un po' capricciosi, soprattutto Enrico!!!),... nonostante una mamma un po' "schizzata" ed anche abbastanza severa, controbilanciata da un papà più malleabile ed equilibrato. Quest’anno hanno iniziato a frequentare la scuola dell’infanzia, il passaggio dall’asilo nido è stato vissuto in maniera serena ed i bambini frequentano la scuola molto volentieri (…al mattino praticamente mi trascinano a scuola!!!). ogni giorno è una nuova scoperta, ogni giorno è speciale… doppiamente speciale!!!

Mariarita Barisione - rivisto in data 24-01-2001

Le fotografie sono aggiornate al 01-01-2003

 

Torna alla pagina precedente