A SCUOLA: INSIEME O DIVISI?
Risponde l'esperta Dottoressa Annalisa Zabonati, pisocologa e psicoterapeuta
Una mamma scrive: "Ho 30 anni e sono mamma di tre bambini. Il più grande ha 7 anni e le due gemelline ad Aprile compiranno 3 anni. Luisa e Maria frequentano il terzo anno di asilo nido. La domanda che voglio porle è questa: a Settembre andranno alla scuola materna... E' giusto separarle o posso fare richiesta di metterle in classe insieme? Io personalmente opterei per la seconda ipotesi, ma mi rivolgo a Lei che - sicuramente - ne sa più di me!"
Dottoressa Annalisa Zabonati: "I gemelli sono una coppia speciale che sviluppa modalità relazionali peculiari, in cui vi é una forte presenza di intimità, fiducia reciproca, solidarietà e mutualità. Separarle non garantirebbe una loro crescita soggettiva e una loro individuazione e distinzione interna alla coppia e nei confronti con l'esterno. Quindi, rimanere nella stessa classe, consentirebbe a Luisa e Maria di mantenere il filo tra di loro senza dover spezzare una naturale vicinanza. Importante sarà, sia in famiglia, sia a scuola e con gli amici avere un riconoscimento di sé come gemelle, ma anche di sé come singole entità."
Dottoressa Annalisa Zabonati: "Data la risposta dei gemelli, credo non ci siano dubbi: lasciarli assieme. Infatti non ci sono regole (non é meglio separarli o tenerli assieme), ma si deve tendere ad aiutarli a distinguersi l'uno dall'altro, a favorire le inclinazioni individuali, a caldeggiare il particolare rapporto di gemellarità (così diverso e peculiare che tra fratelli). In sostanza, data la situazione di dei suoi bambini sarà opportuno tenere in considerazione anche le loro opinioni."
Due genitori ci scrivono: "Siamo i genitori di Luisa e Cecilia, gemelle di 2 anni. Le scriviamo perché il prossimo anno, con l'inserimento alla scuola Materna, si prospetta "obbligatoriamente" la separazione di Luisa e Cecilia. Infatti, la direzione didattica, obbliga la separazione dei gemelli. Che fare??? Si può in qualche modo obbligarli a loro volta a non separarle?? Le decisioni "preconfezionate" della direzione didattica, sono più importanti delle scelte dei genitori che vivono a contatto e conoscono i loro bimbi???? Fin dall'inizio abbiamo trattato Luisa e Cecilia come due bambine singole e non come coppia, le vestiamo in modo diverso (adesso riconoscono i loro vestitini, e guai scambiarli!!!), e nonostante si picchino, litighino, quando non si vedono per un po' (specialmente dopo la nanna o il sonnellino pomeridiano) si abbracciano, si baciano e si coccolano!!!! Sono una meraviglia!!!! Attualmente Luisa e Cecilia frequentano il secondo anno di Nido e devo dire che qui non ci sono problemi, perché c'è un'unica classe. Purtroppo alcune mattine non mancano le scene di pianto, ma ci consola il fatto che sono fortunate perché sono in due. Ci rattrista molto sapere che dobbiamo separale. Perché creare loro un doppio trauma??? (separazione dai genitori e separazione dalla sorellina!!) Qual è il suo parere??"
Dottoressa Annalisa Zabonati: "Le forzature sono sempre inutili. Sicuramente le coppie gemellari vanno aiutate a trovare una dimensione anche soggettiva, ma con buon senso e comprensione, specie se i bimbi sono piccoli. Separare o non separare le coppie di gemelli è sempre più una questione posta dalle istituzioni scolastiche che troppo spesso seguono più delle "mode" psicopedagogiche che dei veri e propri riferimenti osservativi e concreti. Non c'è una situazione migliore o peggiore, ma semplicemente si devono seguire anche le inclinazioni dei bambini. Qualora fossero troppo piccoli per avere capacità di comprensione piena di ciò che gli viene richiesto, si deve utilizzare sempre il principio di "primo non nuocere". Detto questo, credo ancora una volta sia opportuno ricordare che i gemelli sono una realtà speciale, che va accolta proprio per la sua particolarità. Ogni membro della coppia dovrà comunque individuare un sé soggettivo e distinto, ma che non significa diventare estraneo alla gemellarità. Non so però se riuscirete a convincere la direzione della scuola a non separare Luisa e Cecilia. Magari informatevi se ci sono altri genitori con bimbi gemelli e provate a sentire anche le loro esperienze. Oppure optate per un'altra scuola. Un'ultima considerazione: le separazioni non sono dei veri e propri traumi, ma dei momenti di passaggio cruciali e talora inevitabili che fanno parte della vita e i bimbi devono essere aiutati ad affrontarli con serenità, inoltre i bimbi hanno bisogno di avere un supporto e un'educazione ad un adeguato esame di realtà che prevede anche la capacità di affrontare e gestire le frustrazioni. Se non hanno questi strumenti di base incontreranno vari problemi di inserimento sociale e di adattamento alla vita nel futuro."
Una mamma ci scrive: "Sono mamma di due splendide gemelle di 5 anni e, inoltre, ho anche una bambina di 2 anni. Suppongo che la domanda che sto per porre sarà scontata e già trattata molteplici volte, ma per me rappresenta un vero incubo in questi giorni. Infatti, entro i primi di Gennaio, devo decidere in che scuola devo iscrivere le piccole. Vivo in un piccolo paese che possiede una sola scuola, con una sola sezione, quindi le dovrei inserire insieme nella stessa classe. Il problema nasce dalla loro esigenza, sempre più accentuata, di indipendenza l’una dall'’altra. Ho pensato di iscriverne una in un'altra scuola, in un paese a circa quattro chilometri, ma poi mi sono chiesta, chi? Una rimarrebbe qui con i suoi amici di sempre, con cui ha frequentato la scuola dell'infanzia, mentre l’altra verrebbe catapultata in un nuovo universo? Oppure ho pensato di iscriverle insieme nella stessa scuola, ma essendo un paese piccolo, l’intero sistema scolastico è rimasto ancora molto indietro, ed è difficile già per un bambino singolo trovare la sua individualità, figuriamoci due gemelle."
Dottoressa Annalisa Zabonati: "La questione di mantenere la coppia gemellare insieme o di separarla al momento dell'entrata alla scuola materna o alla scuola elementare è una costante dei genitori di gemelli. Il punto é che, attualmente, c'é molta attenzione alle istanze di soggettività e singolarità dell'individuo, anche a volte a scapito della vicinanza e della relazionalità. Credo, comunque, che la Sua domanda sia riferita innanzitutto su quale scuola considerare più adatta per le Sue bimbe e credo che la Sua scelta sia piuttosto orientata verso la scuola più distante (4 km sono un'inezia). Inoltre il punto é di cominciare a chiedere anche a loro come si immaginano a scuola, con quali compagni, con quali maestre, con quali aspettative. Cioè aiutarle a prefigurare il loro prossimo futuro, anche se sono ancor piccole, ma con delicatezza e sensibilità si può fare. In sostanza, credo che Lei non voglia dividerle, ma intenda seguire la via migliore per la loro crescita equilibrata. Ebbene, proprio a questo deve mirare l'attenzione di tutti Voi (mamma, papà, gemelline, insegnanti) e, quindi, una volta individuati i percorsi desiderati si potrà optare in serenità per la medesima o diversa classe. L'importante é creare realmente le basi per entrambe sulle pari opportunità di studio, di socializzazione, di crescita."
Una
mamma ci scrive: "Sono mamma di
due gemelli dizigoti di cinque anni, nati molto prematuri (alla ventisettesima
settimana). Grazie a Dio non hanno avuto grossi problemi, o meglio uno dei due,
Gianni, non è mai stato praticamente un prematuro, anzi è stato particolarmente
precoce sia con riferimento allo sviluppo fisico e motorio che a quello
psichico; l'altro, Federico, invece ha avuto un ritardo psico-motorio ed ancora
oggi è seguito da una fisioterapista. Si tratta di un bambino sicuramente
intelligente ma ancora un po' insicuro soprattutto motoriamente (ha camminato
intorno ai diciotto mesi, mentre Gianni a nove mesi già camminava; ancora non
riesce a tenere bene la penna e conseguentemente a disegnare; non corre
benissimo, mentre Gianni è anche avanzato rispetto ai suoi coetanei). Secondo il
parere dei molti medici interpellati si tratta solo di dargli tempo perché il
bambino recupererà gradatamente tutto. Di fatto però oggi ci troviamo di fronte
a due bambini che, pur nati insieme, è come se avessero un anno di differenza.
Il problema per il quale le chiedo un consiglio è il seguente: l'anno prossimo
potrei iscrivere i bambini alla prima elementare (in quanto essendo di aprile
avrebbero cinque anni e mezzo); se avessi solo Gianni non avrei dubbi.
Secondo il mio parere sarebbe consigliabile mandarlo prima a scuola non solo per
l'intelligenza vivace, ma anche perché trovo che sia maggiormente stimolato
dalla vicinanza dei bambini più grandi. Al contrario temo che rimanendo con i
bambini più piccoli potrebbe annoiarsi o comunque trovare meno interesse.
Tra l'altro è un bambino che non ha difficoltà di inserimento, anzi viene
accettato dai più grandi come uno di loro e spesso riconosciuto come un leader.
Federico al contrario non può andare prima a scuola, sia per i problemi prima
evidenziati, sia per il suo carattere. E' infatti un bambino molto tenero e
molto sensibile ed io credo che stando con bambini più piccoli potrebbe trovare
maggiore fiducia in se stesso, senza sentirsi prevaricato.
Tra l'altro mentre Gianni si trova in una classe in cui tutti i suoi amichetti
vanno in prima l'anno prossimo in quanto più grandi, Federico si trova in una
classe con bambini o della sua età o più piccoli che rimarranno tutti ancora un
anno all'asilo.
Il problema è che sono gemelli. Mi chiedo: cosa è giusto fare? trattarli in modo
uguale e quindi mandarli a scuola nello stesso anno, o invece, facendo un
ragionamento individuale come se fossero due fratelli con tendenze e caratteri
diversi, scegliere per ognuno quello che sembra il meglio? Lei crede che un
domani Federico possa risentirne e possa ritenersi inferiore al fratello per
essere andato a scuola dopo? O non crede che comunque, essendoci di fatto questa
differenza tra i due, almeno per il momento, anche mandarli
nello stesso anno non eliminerebbe il problema? Non si attenua forse il
confronto se si distinguono anche gli anni facendo fare cose diverse anche in
momenti diversi?
Dottoressa
Annalisa Zabonati:
"una delle prime cose da fare è valutare assieme alle
educatrici e alla fisioterapista il da farsi. Poi si tratta di non considerare
la nuova legge Moratti che consente il volontario inserimento in 1a dei bimbi di
5 anni e 1/2, ma di comportarsi come si sarebbe fatto antecedentemente alla
stessa legge, anche perché mi pare che si parli di bambini che compiranno i 6
anni entro e non oltre il 28 febbraio 2004.
Per quanto riguarda il far fare loro un percorso scolastico distinto ma simile,
questo va considerato alla luce delle singole capacità, ma anche del loro
rapporto, cioè di come tra gemelli si relazionano. Se per loro è importante lo
stare assieme e avere esperienze unite, proseguitele, se per loro è comunque
assodata la singolarità avviate percorsi diversi. Sia nell'uno che nell'altro
caso ci saranno delle ricadute dal punto di vista dell'immagine di sé, della
relazionalità, dei risultati scolastici. Mai nulla è neutro.
Aggiornato giovedì 18 novembre 2004