GEMELLE E PERCORSO SCOLASTICO
L'esperienza di una mamma - Alessandra Rossetti
Puntualmente, ogni anno sul forum si dibatte questo argomento. Tendenzialmente
gli esperti consigliano la separazione, che può incoraggiare il processo di
indipendenza e sviluppare l’individualità. Per molti genitori questa si è
rivelata la soluzione migliore, altri invece hanno preferito lasciare i gemelli
nella stessa classe.
L’esperienza ci ha insegnato che non c’è una regola fissa, che ogni coppia
gemellare è unica e formata da due individui unici, quindi reazioni e benefici
vanno valutati caso per caso.
Quando si pose per noi questo problema, come succede a molte mamme ero contraria a dividere le mie figlie. Il mio ragionamento era che le mie bambine, nonostante si somigliassero molto, avevano due caratterini ben distinti e non erano affatto dipendenti l’una dall’altra, o almeno così mi pareva. Dividerle mi sembrava una cattiveria inutile perché, come tutti i bambini che iniziano la scuola, dovevano già subire il distacco dalla mamma e una doppia separazione mi sembrava una sofferenza inutile.
Così, alla scuola dell’infanzia, le mie figlie iniziarono insieme la loro avventura scolastica e – forse anche perché avevano frequentato il nido – non ebbero nessun tipo di problema: erano tranquille e serene. Questo, naturalmente, non faceva che rafforzare le mie convinzioni.

Sara e Silvia, figlie di
Alessandra R.
Poi arrivò il momento dell’approdo alla scuola primaria (all’epoca “scuola elementare”), e qui il problema non si pose proprio perché, essendosi formata una sola sezione di tempo pieno nella scuola che frequentavano, non avevo scelta: avrebbero continuato a stare insieme. A dire il vero, questa mancanza di scelta in qualche modo mi rassicurava: intimamente ero contenta di non doverle separare.
Ora hanno undici anni e frequentano la prima classe della scuola media in due
sezioni diverse: finalmente ho avuto l’occasione di separarle ma, se avessi
potuto tornare indietro, le avrei sicuramente separate già quando frequentavano
seconda elementare. Sì, perché nel corso dei cinque anni della scuola primaria
ho avuto modo di cambiare radicalmente opinione a questo proposito.
Le mie figlie, come ho già detto, si somigliano molto, ma solo fisicamente. A
scuola, quando erano insieme, erano conosciute da tutti come “le gemelline”, e
le maestre faticavano a distinguerle. Invece, di carattere non si somigliano
affatto: una è molto più introversa dell'altra. Quest’ultima ha un mondo
interiore molto ricco, è molto fantasiosa e anche abbastanza problematica, molto
sensibile e suscettibile. L’altra è una vera “conquistatrice”: giocherellona,
chiacchierina, tutta sorrisi e abbastanza “furbetta”.
Stando in classe insieme, i confronti tra le due erano inevitabili e, delle due,
quella col carattere un po’ più chiuso ci ha rimesso “in immagine”. Nel caso di
due gemelle, una bambina più riflessiva, confrontata con una sorella estroversa,
può apparire “musona”.
Ora che sono in classi separate, questa differenza non si nota. Anzi, non esiste proprio la differenza, perché manca il termine di paragone e ognuna di loro è valorizzata per le proprie doti personali e non per il risultato di un confronto.
Per i gemelli, purtroppo, è impossibile essere valutati come i bambini singoli,
a meno che – appunto – non li si divida.
Ultimo aggiornamento: 06-11-2005