Allattamento e
nanna: la mia esperienza
di Raffaella R.
Tutto è iniziato a poche ore dal loro concepimento: avevo fatto una fivet, quello che ci eravamo dati come ultimo tentativo di pma, dovevo stare a riposo, e avevo deciso di “respirare vibrazioni positive”: fino all'esito delle prime beta, e poi anche in seguito, ho bazzicato su mol e mdg sui forum “i nostri bimbi”, “due in un colpo solo” e “allattamento”. Cosa dire: i bimbi sono arrivati, erano due e li ho allattati! Potenza di internet ... Leggere molto sull'allattamento in generale, e dei gemelli in particolare, frequentare gli incontri della LLL a Torino mi hanno trasmesso la sensazione che allattarli non era una missione impossibile, avevo capito che si potevano incontrare difficoltà, ma che con il sostegno adeguato queste erano superabili. Con questa mia esperienza provo a “dare indietro” un po' di quello che mi è stato trasmesso, metto insieme allattamento e nanne perché io a un certo punto ho mischiato le due cose, che per una mamma di gemelli è un errore grave, vorrei quindi consapevolizzare chi mamma sta per diventarlo.
Il 4 dicembre 2004 sono nati i nostri bimbi ini 37+2 settimana, Giovanni all'inizio l'ho visto pochissimo perché è stato operato di 1 giorno ed è stato dimesso di 19, Elisa l'ho invece avuta dopo poche ore in camera e l'ho subito attaccata. Le tate della Clinica Universitaria del Sant'Anna (Torino) sono state bravissime e pazientissime, e mi hanno sempre molto aiutato con l'allattamento. C'è da dire che la piccola è stata fin da subito una “buona forchettina”, e si attaccava volentieri. Visto che pesava pochino (due chili scarsi) i pediatri volevano che prendesse anche l.a., e io li ho assecondati, solo che le davo prima la tetta, e poi il bibe. Al terzo giorno il bibe è stato tolto perché da doppia pesata e dalla sua crescita ponderale si vedeva che ciucciava bene. E' nata che era piena di piegoline di pelle, io vedevo che ingrassava ogni volta che spariva una piegolina, quando poi siamo arrivati al doppio mento sapevo che eravamo definitivamente sulla buona strada. Mai pesata a casa, i primi tempi è stata controllata spesso dalla pediatra, poi ci siamo fidati della ciccetta evidente che aveva addosso.
Intanto Giovanni era in ospedale (per fortuna al Regina Marghetita, l'ospedale pediatrico collegato al Sant'Anna) e i primi tempi è stato alimentato per endovena e poi per sondino gastrico. Io andavo regolarmente al nido e mi sono subito attaccata alla pompa tiralatte per tirarlo per lui, lo “sentivo” così svantaggiato e almeno un po' di colostro volevo passarglielo. Mi ricordo di quando per la prima volta ho tirato 20 gr e mi hanno fatto dei complimentoni, ero superfiera (non sapevo che era davvero pochino ...). Comunque per i primi 5 giorni in ospedale avanti indrè col nido (Elisa ci è stata 36 ore per ittero) e ogni volta tiro il latte che viene congelato per Giovanni. Veniamo dimesse, il maritozzo mi prende il tiralatte manuale della avent e continuo a tirare da casa. Andiamo a trovare Giovanni a giorni alterni, una volta io e una lui, quando va lui porta il latte che ho tirato alla banca del latte dell'H, quando vado io lui dà ad Elisa quello che gli lascio in frigo. Il latte in H viene datato e congelato, e finalmente arriva il momento in cui Giovanni inzia a venire – gradualmente – alimentato anche via bocca, all'inizio 10 gr, poi 20 e poi via via crescendo. Riesce quasi sempre ad essere alimentato solo col mio latte e ne sono molto fiera, a un certo punto mi rendo conto che dopo la mia visita da lui posso passare in banca del latte e tirarmelo per consegnarglielo subito oltre a dare quello che porto da casa (congelato in borsa termica), in questo modo riesco a lasciarne di più. Si avvicina il giorno delle sue dimissioni, insisto perché possa attaccarlo anche al seno ma su questo, purtroppo, sono un po' retrogradi, il bibe del mio latte sì, ma la tetta in reparto no, è poco “controllabile”.
Va bè, siamo finalmente a casa e il topolino è completament sperso, non conosce noi, non conosce gli odori e i rumori di casa, Elisa non sa chi sia (lei invece abbozza e sopporta il nuovo venuto, essere “figlia unica” le piaceva di più ...). Passa le prime 24 ore senza un sorriso, agitato e spaventato, io continuo a dargli i bibe del mio latte. Dop 1 giornata inizia a rilassarsi e inizia a tittare, gli piace. Rispetto ad Elisa, orami ciucciatrice provetta, deve ancora fare parecchio esercizio, è molto vigoroso ma gli manca la tecnica, ogni volta produce un lago che assorbo con un mini-asciugamanino che tengo sotto il seno, nell'arco di qualche settimana però anche lui diventa un cicucciatore provetto.
Siamo arrivati al mese, i bimbi ciucciano spesso e a volte hanno fame insieme, ho il cuscinone da allattamento ma l'ho semrpe usato singolarmente, non ho mai “osato” attaccarli insieme, ho visto dei disegni, ma mi sembra così strano ... Però sono stufa di sentirne uno strillare mentre aspetta il suo turno, e finalmente vedo su una rivista della LLL foto di mamme biallattanti, le foto mi danno il coraggio che mi mancava, mi faccio aiutare dal maritozzo e ... funziona! Continuo ad essere imbranata, spesso ho bisogno di aiuto per attaccarli per allattarli insieme, però in questo modo risparmio un po' di tempo e ... un po' di strilli. Il secondo mese è ancora di adattamento, e il terzo è quello che ricordo più bello per quel che riguarda l'allattamento, li allatto spesso insieme, e funziona bene. A partire da quello successivo però Elisa si rifiuterà di mangiare insieme a Giovanni e non vorrà neppure che il papà si avvicini quando lei ciuccia. In questo mese affronto il primo problema serio: continuo a perdere peso, visto che dopo il parto ero già sottopeso sono ormai un ossicino. I bimbi evidentemente mangiano di più e soprattutto la sera hanno tutti e due coliche, io con loro che piangono disperati non riesco proprio a fare cena, il maritino e io ce li portiamo a spasso uno ciascuno. Seguo i consigli e inizio a mangiare frutta secca di tutto i tipi, ormai a casa nostra c'è solo più pasta corta perché così riesco a mangiare anche quando allatto, per la verdura e la carne mio marito mi taglia tutto a pezzettini. In questo mese i bimbi dormono benissimo e la notte Giovanni inizia a saltare 1 pasto, Elisa si sveglia ancora due volte ma si riaddormenta subito dopo aver mangiato.
Al quarto mese iniziano i problemi del sonno: Elisa che di giorno ormai ciuccia velocissima, di notte impiega 40/50 minuti, chiedo consiglio e mi viene detto di assecondarla che presto le passerà (succederà dopo 6 settimane!), spesso quindi i bimbi di notte si “incrociano”, di allattarli insieme non c'è più verso; Giovanni quando si sveglia e vuole ciucciare viene consolato dal maritino finché Elisa non ha finito. a un certo punto, abituato a stare sveglio non vuole più riaddormentarsi ma giocare, non seguiamo i consigli della pediatra (fatelo piangere un po') ma lo assecondiamo, con il risultato che, visto che anche lui ogni tanto ciuccia a lungo, la notte si passa svegli in quattro. Di giorno non riesco a dormire, allatto a richiesta separatamente, ognuno dei bimbi ha fasi di sonno diverse (molto ridotte rispetto ai primi tempi) e mio marito e io ci trasciniamo come due zombi. Impietositi ad aprile (i bimbi hanno 5 mesi) i nonni vengono in soccorso e si trasferiscono per un mese con noi. Iniziamo lo svezzamento: a tutti e due pappa a pranzo contemporaneamente (dose doppia, 1 ciotola e 1 cucchiaino, un boccone ciascuno), poi si gioca coi nonni che li portano a spasso e ronfano almeno per un'ora, quella in cui io mi sdraio e recupero energie. In quel mese rientro al lavoro per 6 h alla settimana, e mi fa benissimo. Infatti nel periodo precedente non riuscivo più per stanchezza a tirare il latte e non ero praticamente uscita (se non passeggiate nel parco coi bimbi), riprendere a fare ogni tanto pensieri “adulti” oltre al fatto di doversi togliere la tuta e mettere vestiti civili mi fa rifiorire. Arriva giugno, i bimbi hanno 6 mesi, sostituiamo la poppata del pomeriggio con la merenda, inizio a riprendere chili. In questo mese riusciamo di giorno anche a “impostare” un po' di pisolini in comune dei bimbi , la notte si dorme poco e male però di giorno ogni tanto si riposa. Luglio (introduzione della cena) e agosto siamo ospiti da mia mamma in campagna, le notti sono un delirio, i bimbi ciucciano in continuazione per addormentarsi e riaddormentarsi, a un certo punto mi rendo conto che possono anche saltare la poppata a colazione, visto quante ne fanno di notte ... Di giorno per i loro sonnellini c'è sempre uno di noi due “distaccarto” sia per farli addormentare sia per farli riaddormentare (rigorosamente in sdraietta o passeggino), visto che si svegliano ogni 10/15 minuti. Siamo diventati schiavi dei loro mille risvegli, ci rendiamo conto che ormai gli abbiamo dato troppe cattive abitudini, compriamo un altro libro sul sonno dei bimbi (Eberlein) che si affianca ad Estivill, siamo molto motivati a cambiare.
Arriviamo a settembre, visita dalla pediatra, i bimbi stanno benone, per il problema del sonno (siamo arrivati a 12/16 risvegli per notte) ci consiglia o Nopron (so da altre mamme che è molto restia a a darlo) ma soprattutto Estivill. Ci decidiamo per il secondo, forti di pareri quasi esclusivamente positivi di chi l'ha applicato e ci prepariamo a dure notti, per loro e per noi. I bimbi inaugurano la loro cameretta e la prima notte (un venerdì sera, abbiamo deciso di iniziare un week end in modo da essere presenti poi in due di giorno) iniziamo mio marito ed io insieme, dandoci poi il turno per gli altri risvegli. I bimbi piangono più volte, la volta più lunga 30 minuti, ma il fatto che noi entriamo in continuazione e li rassicuriamo fa sì che siano sopratutto arrabbiati per la perdita delle loro abitudini, non ho mai la sensazione che si sentano abbandonati. Di giorno sono un po' “rintontoliti” e ne “approfittiamo” per applicare il metodo anche ai pisolini, i pianti sono molto brevi perché, poverelli, hanno sonno. La seconda notte di nuovo diversi risvegli ma non piangono più, sembrano gattini che si lamentano, di giorno è uguale. La terza notte dormono, si risvegliano un paio di volte e, lamentandosi un po', si riaddormentano subito senza che noi neanche entriamo nella cameretta. In questi giorni cerchiamo di essere presenti tutti e due di giorno in modo da dare loro una razione extra di attenzioni e coccole, ma non sono né stressati né insicuri in generale, anzi, si inizia a vedere fin dal secondo giorno che il riuscire a dormire meglio li fa stare molto meglio quando sono svegli. Tolgo le poppate notturne e lascio solo quella serale, dopo la loro cena, a colazione si passa al latte vaccino nel bibe, anche se mi accorgo che ne bevono pochissimo (non sono più abituati al bibe per bere il latte) e quindi dopo un paio di giorni lo affianco alla crema di riso con il latte. La poppata serale li interessa progressivamente meno, saranno loro a decidere quando vogliono toglierla definitivamente (Giovanni a 11 mesi e Elisa a 13).
Sostituendo ogni mese una poppata con un nuovo pasto solido non ho mai avuto problemi di ingorghi o simili, solo nei giorni in cui perdono le poppate notturne ho un po' di fastidio al seno, ma si risolve in fretta. Barattoli di l.a. acquistati in questi mesi due. Aperto 1 e usato per il semolino nel latte (che a loro non piace), l'altro regalato. Come dicevo qualche tempo fa a mio marito l'allattamento è il modo in cui sono cresciuta mamma, non lo sono diventata col parto, ma “annusandoli” giorno per giorno, i primi mesi per me sono stati pieni di insicurezze, era la prima volta che avevo a che fare con bebè, e poi i miei bimbi! Però allattare è sempre stato molto bello, un momento speciale. Ha fatto bene alla loro salute? Non lo so, effettivamente a oggi otiti non ne hanno prese, e neanche troppi raffreddori, però è un'esperienza che rifarei comunque, anche se col senno di poi “aggiustando il tiro”.
Elenco qui brevemente quello che rifarei uguale, e quello che cambierei.
Rifarei uguale: leggere molto prima e avere fiducia in me, cercare aiuto ogni volta che emerge un problema, usare il cuscinone, allattare insieme finché si può, tirare il latte e e tenere scorte per poter farlo dare non solo al bimbo in H, ma anche per ogni tanto dormire/uscire, iniziare lo svezzamento al 5 mese sostituendo le poppate coi pasti (dopo la pappa non si ciuccia).
Farei diversamente: non far associare ai bimbi addormentamento e poppata (leggerei durante la gravidanza libri sul sonno, di modo da reagire subito quando emergono problemi del sonno, io per lunghe settimane sono stata una badante, non una mamma); cercherei aiuto per spesa e cura dei bimbi (soprattutto i primi mesi), di modo da avere ogni tanto delle “ore d'aria o di recupero”; non li farei ciucciare di notte per delle ore; magari proverei di notte ad attaccare uno quando l'altro ha finito, in modo da non aspettare che si svegli lui/lei e riuscire a dormire un po' più a lungo; se avessi di nuovo due gemelli e tornassi a casa subito con tutti e due inizierei fin da subito ad allattarli insieme.
Per
finire grazie a mio marito, a Giovanni e Elisa, a Maurizia della LLL, a tutte le
mamme che hanno scritto e mi hanno aiutato su mammeonline e sul mondodeigemelli
e alle tate del nido dell'H.