Allattamento al seno e "quadro orario"

 


Raffaella con Elisa e Giovanni

I bimbi hanno quasi tre mesi e finora siamo stati abbastanza "travolti" dagli eventi, e ogni volta che ci sembrava di iniziare a vedere un "giro" nella giornata dei bimbi, veniva qualcosa a scombussolarlo (per ultimo le vaccinazioni).

Ora, premesso che Elisa pesa ormai 4,4 kg e Giovanni 5,5, ci piacerebbe vedere si riusciamo ad dargli una "cornice" in cui muoversi, e, lo confesso, vedere si riusciamo a passare dagli attuali due a un solo risveglio notturono.

So che i bimbi che bevono solo latte materno sono più lenti in questo senso, ma perché non iniziare a mostrare loro la strada? Elisa fa sulle 6/7 poppate, e Giovanni sulle 6, e già qui c'è il primo problema: non sono regolari, cosa devo fare se ad esempio dormono di più il pomeriggio? Li sveglio? È vero che per dormire di notte, devono mangiare più spesso dopo le 18 per avere la pancia piena? Ma se con ciuccio e blandizie una poppata la si riesce a spostare di una mezz'oretta in là, come si fa a fargli venire fame a richiesta?

Non so se si nota, ma sto leggendo il libro della Hogg (*) secondo la quale tutti i bimbi hanno bisogno di una "cornice" per vivere meglio e in questo modo anche i genitori li possono capire meglio (concordo) e secondo cui tutti i bimbi oltre i 3,5 kg possono imparare in 3 giorni a dormire di notte 6 h di fila (abbiamo sbagliato qualcosa?!)

(Raffaella)

 

Risponde la Dott.ssa Armeni

Capisco quanto sia affascinante e trascinante un libro che tratta di "cornici" da costruire intorno ai bambini, dato che la nostra vita è essa stessa incorniciata da orari, scadenze, break ecc. In realtà i dati che emergono dagli studi sullo sviluppo neuro-comportamentale dei piccoli ci dicono che i ns. cuccioli, al pari degli altri, hanno delle competenze e dei bisogni innati che vale la pena di assecondare.

Un neonato fisiologico, e questo vale anche per i gemelli, è in grado di svegliarsi quando ha fame e di dormire quanto basta, con un minimo di guida esterna. Che senso ha *tirare* la poppata col ciuccio? se mi serve perché nel frattempo la mamma sta parcheggiando o sta sotto la doccia, va bene, ma non certamente per "insegnare" loro ad aspettare. Loro non imparano, ma si adattano, cosa leggermente diversa... Parallelamente noi non sappiamo perché le poppate notturne siano ancora due (o tre o più), ma lui/lei sì: per schiarirsi la gola da un rigurgito; per toccare la morbidezza del seno materno; perché ha freddo; e via dicendo.

Che senso ha - sempre in questa ottica - raggiungere un certo peso prima di fargli saltare la poppata? Anche se ha raddoppiato, e noi sappiamo che i più piccoli allattati tanto raddoppiano presto il peso nascita, i bisogni che loro esprimono col risveglio sono tali e tanti da includere anche, per esempio, il biologico meccanismo di protezione dai disturbi della regolazione del respiro...

Dalle mamma che seguo apprendo che lasciandoli allattare frequentemente nelle ore pomeridiane/serali, tipo 'flebo', riescono a fare più ore di sonno la notte. Forse varrebbe la pena che Raffa lasciasse che i piccoli facessero un allattamento "a richiesta" vero, senza restrizioni di tempo o di seno, senza ciucci, senza obiettivi (più nostri che loro!) di inquadramento (framing), per magari poi verificare che dormono 4-5 ore di seguito.

La Dottoressa Maria Ersilia Armeni è specializzata in pediatria e neonatologia presso l'Università degli Studi di Roma. È IBCLC (International Board Ceritified Lactation Consultant), avendo conseguito il diploma del Consiglio Internazionale sull'allattamento materno. La dottoressa ha vissuto alcuni anni negli Stati Uniti, dove ha lavorato presso il servizio di pediatria del Beth Israel Hospital a New York City. È Consulente Professionale in Allattamento Materno-IBCLC, nonché presidente dell'Associazione Italiana Consulenti per l'Allattamento Materno (AICPAM). Dal 1995 è impegnata nella promozione sociale e nel sostegno alle madri dell'allattamento materno. Vive e lavora a Roma, dove svolge la libera professione.
Per saperne di più: http://www.allattare.net


(*) Tracy Hogg, Melinda Blau, "Il linguaggio segreto dei neonati", Mondadori 2004.

 

Marzo 2005

 

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