Aspetti psicologici della gravidanza gemellare
Il gruppo di lavoro del Progetto
Gemelli sta svolgendo un’indagine sugli aspetti psicologici
della gravidanza gemellare con l’obiettivo di raccogliere
dati, esperienze, testimonianze che verranno presentati al corso di
Medicina Materno Fetale che si terrà giovedì 8
giugno 2006 c/o gli Spedali Civili di Brescia e il seminario rivolto a
medici della Provincia di Torino che si terrà presso la
Clinica Universitaria dell’ Ospedale Sant’Anna di
Torino a ottobre. Il corso e il seminario sono rivolti a specialisti in
Ostetricia e Ginecologia e prevedono la discussione di problematiche
cliniche nella gestione della gravidanza gemellare.
Le domande a cui vi chiediamo di rispondere sono le seguenti:
1. A partire dalla vostra esperienza di gravidanza gemellare, cosa vi
è mancato nel rapporto con i medici ginecologi?
2. Suggerimenti/ indicazioni per i medici che hanno di fronte una
coppia in attesa di gemelli.
05 Giugno 2006
Sabrina (mamma di due gemelle e di una singola):
1. Informazioni. Avrei gradito conoscere le differenze tra una gravidanza singola e una gemellare, qualche informazione in più sulla gemellarità in generale, insomma tutte quelle cose che poi ho trovato nel sito www.ilmondodeigemelli.org
2. Di conseguenza: spiegare, spiegare, spiegare anche e soprattutto quello che a loro sembra scontato (mono e dizigosità, familiarità o meno, "tabella di marcia" fetale e materna), insomma evitare di liquidare la cosa con un "l'unica differenza è che si deve fare per forza il cesareo" (cosa che accade ancora più spesso di quello che si possa credere). Ecco cosa avrei voluto: "Cara signora Pinco Pallino, lei è incinta di tot settimane. Al momento nel suo utero c'è un embrione (o due embrioni, o tre, o quanti vi pare) fatto così e cosà. Se la gravidanza procederà bene dall'embrione così e cosà si svilupperà questo e quello in successione precisa, prima questo, poi quello. Ora facciamo uno stock di analisi bello importante, venga qui che le spiego le meno frequenti. Mi sento generoso, le spiego anche cos'è il TORCH così non deve smanettare troppo su internet." Dopodichè, ai controlli periodici, sarebbe stato molto utile qualcosa tipo: "Pinco Pallina, il feto (o i feti) sta bene. In questo momento è in grado di fare questo e di percepire quello". E poi, prima del parto: "Le contrazioni potrebbero arrivare in questo modo, in quell'altro, il parto si svolge così e colì. Oppure, sarà un cesareo, e allora io taglio qui allargo laggiù e ricucio ben bene". E il mio ginecologo non è che non sia bravo. E' solo che a volte sembra che il fatto che siamo donne e siamo noi a partorirli, questi figli, ci dia automaticamente una sorta di competenza istintuale in materia che, invece, non c'è.
Monica (mamma di un singolo e due gemelli):
1. Anche per me: informazioni. Di tutti i tipi, da come è potuto succedere a come si stanno sviluppando i feti a come "risponde" il corpo della mamma.
2. Nel mio particolare caso (cardiopatia di uno dei gemelli non riscontrata in utero): non dare nulla per scontato! Fare un esame in più piuttosto che uno in meno, non fare finta che sia una passeggiata solo un po' più faticosa di una gravidanza singola, monitorare mamma e piccoli in modo più attento e puntuale del solito. Patrizia R. (mamma di due gemelli):
1. Io, in primis, avrei voluto una valutazione del rischio un po' più accurata: "signora non si allontani troppo da Torino perché i gemelli possono nascere un po' prima" non mi bastava: quanto prima? che probabilità ho di rischiare di partorire altrove, e non nell'ospedale che la gine mi aveva consigliato? Inoltre, avrei voluto trovare il ginecologo informato sulla procedura per ottenere l'esenzione dal ticket per gravidanza a rischio, e quindi per risparmiare un po' nella diagnostica: invece questa cosa me la sono dovuta cercare e poi sacramentare per ottenerla. Inoltre, mi sarebbe piaciuto avere dal gine, di sua iniziativa, le informazioni per la donazione del cordone ombelicale, e non scoprire in sala parto, quando dissi alle ostetriche che volevo donare, che avrei dovuto fare uno screening prima, durante la gravidanza e che quindi i miei cordoni sarebbero stati buttati . Idem per l'allattamento: informazioni già durante la gravidanza sul fatto che allattare due gemelli si puo' e indicazioni su dove trovare sostegno e aiuto. Infine, avrei voluto dal ginecologo informazioni per venire in contatto con altre mamme con gemelli e chiedere a loro come se la sono cavata (meno male che internet mi ha dato questa possibilità). Ho apprezzato, invece, l'indicazione fin dalle prime settimane per il parto naturale "se almeno uno dei due fosse stato cefalico", cosa che poi è avvenuta.
2. Il ginecologo dovrebbe di sua iniziativa dare una serie di info "pratiche" (cordone ombelicale, agevolazioni per esenzione ticket, normativa maternità, associazioni e reti di genitori, ecc. ) ed essere pronto a rispondere in modo chiaro alle domande, magari non chiare, del paziente; il ginecologo dovrebbe essere empatico, partecipare alle emozioni della sua paziente, agevolare le sue domande e spingere a esprimere le proprie emozioni e dubbi. Margherita (mamma di due gemelli):1.sicuramente più informazioni su cosa comporta una gravidanza gemellare, per quel che riguarda i controlli mi sono sentita sempre ben seguita soprattutto per quel che rigurda le eco.
2. la cosa che è mancata completamente è l'informazione specifica sul come affrontare "i gemelli" dal punto di vista pratico e psicologico. Al corso preparto ad es. nessun riferimento particolare ai gemelli e nessun consiglio nemmeno su mia richiesta specifica. Tutte cose che ho poi trovato in internet ma dopo quasi un anno dalla nascita. Se qualcuno in ospedale o durante la gravidanza mi avesse messo in contatto prima con voi sarebbe stato tutto molto diverso. Doda (mamma di due gemelli):1. Nel mio ambulatorio gemellare mi è mancato un rapporto "diretto" con un solo ginecologo, nel senso che quando andavo a fare le visite non erano sempre gli stessi dottori a visitarti anche se avevo una ginecologa di riferimento l'avrò vista 2 volte in tutto. Troppo dispersivo, anche se erano bravi.
2. Notizie e informazioni sul perchè della gravidanza gemellare, non avendo casi in famiglia, le probabilità che possa accadere di nuovo, etc... Barbara (mamma di due gemelli):1. Seppure la ginecologa fosse bravissima, ho notato un rapporto prevalentemente professionale. Non intendo dire che dovessimo diventare amiche, ma magari il rapporto poteva essere molto meno formale. Inoltre, mi era stato vivamente sconsigliato il corso pre-parto (che io avrei fatto volentierissimo), in quanto dovevo stare il più possibile a riposo e poi "tanto avrei fatto il cesareo...". Idem per la donazione di sangue del cordone ombelicale: a Verona mancano le attrezzature per la raccolta e quindi anche i miei sono stati tristemente buttati. Informazioni sull'allattamento non ne ho avute da nessuno : mi sono dovuta documentare da sola.
2. Mi ripeto: il rapporto dovrebbe essere un pochino meno formale, per permettere alla coppia di futuri gemellitori di affrontare la gravidanza con più serenità. E proporre, almeno di tanto in tanto e per i soggetti che non presentano problematiche, il parto naturale. Francesca (mamma di due coppie di gemelli):1. Per la mia prima gravidanza, oltre che far nascere i bambini, non ho avuto la più pallida idea di cosa significasse: bicoriale, biamniotica, dizigoti, eterozigoti, gestosi, parto pre termine, TIN, considerata la gravidanza a rischio. Molto incoscentemente, anche per parecchia ignoranza da parte mia, non sapevo neppure che in caso di parto pre termine, ai bambini servivano maggiori attenzioni. Il mio ginecologo, di sua iniziativa, non ha "MAI" accennato al fatto che la gravidanza gemellare è da monitorare con più frequenza e che la mamma, dovrebbe stare un pochino più calmina, visto che se succede qualcosa prima, i bambini potrebbero avere conseguenze importanti. Al di là di questa critica molto personale, suppongo, che anche la struttura dove ho partorito e che mi ha seguita per tutta la gravidanza, abbia preso sottogamba molti dei miei problemi, primo fra tutti quello di una pressione molto alta, dovuta alla gestosi. Non mi hanno mai detto che ce l'avevo, ed io non sapevo cosa fosse, l'ho scoperto quando stavo per partorire. Le Ecografie sono state tre o quattro durante tutta la gravidanza, ed oltre a dirmi il sesso delle bambine, non hanno mai accennato ad un controllo dei flussi placentari, a eco più ravvicinate o ad altri controlli che in genere si fanno. Tranne una morfologica, dove hanno misurato, femore, cranio e avambraccio. (Per la seconda gravidanza, ho potuto notare la differenza di un ecografia morfologica fatta come si deve, dallo screaning degli organi vitali, per finire alla misura del cranio femore etc....) Per la seconda gravidanza, sempre gemellare, tutto è stato più semplice, sia per la mia esperienza sia per la struttura che mi ha seguita e dove ho partorito. Qui ho trovato tutto quello che con la prima gravidanza era mancato, questo mi ha dato modo di affrontare gravidanza e il parto in modo molto più sereno.
2. I medici che hanno di fronte una coppia in attesa di gemelli, hanno un compito molto importante, saranno i primi a dare notizia ad una giovane coppia che a distanza di alcuni mesi, quella che è la loro vita tranquilla di perfetti sposini, si trasformerà in un'uragano di emozioni e tanto lavoro, oltre a questo, di tante attenzioni, specie nei primi tempi della gravidanza, così come nei primi mesi dei piccoli nuovi nati. Anche i medici, dovrebbero essere a conoscenza di alcuni aspetti pratici per le coppie che sono in attesa di gemelli, dall'aspetto economico-sanitario, dal supporto pratico subito dopo la nascita, a tutto quello che può essere presente nel territorio per dare un supporto pratico e psicologico. I suggerimenti e le indicazioni di cui avrei avuto bisogno (parlo della prima gravidanza) sono stati principalmente l'allattamento al seno, la possibilità di poter partorire naturalmente, una dieta appropriata alla gravidanza, cercare di ingrassare il meno possibile, per non rischiare la gestosi o altre complicazioni (anche se questo si consiglia per tutte le gravidanze, con la gemellare si dovrebbe fare molta più attenzione), e tante informazioni pratiche ed anche tecniche sulla gravidanza gemellare. Claudia C. (mamma di un singolo e due gemelle)1. e 2. Per quanto riguarda la mia esperienza mi è mancata una maggiore informazione sul tipo di gemellarità dei bimbi che mi è stata liquidata velocemente. Per quanto concerne, invece, i controlli e le informazioni relative alle problematiche relative alla gravidanza gemellare ne sono stata ampiamente informata. I controlli, infatti, rispetto alla prima sono stati più assidui, diciamo che andavo dal gine ogni tre settimane anzichè quattro ed ogni volta mi effettuava una eco di controllo. Negli ultimi mesi ci andavo ogni due settimane. Insomma, direi che il mio medico è stato molto scrupoloso e mi ha sempre informato sui rischi. Per quanto riguarda il lavoro, mi voleva lasciare a casa fin da subito sono stata io tirare fino al 5° mese. Alessandra (mamma di due gemelli):
1.e 2. Premesso che mi ero informata di tutto prima di riuscire (alla buon'ora!) a restare incinta (ho fatto sette trasferimenti di embrioni, per fortuna prima dell'orrida legge 40), quando poi ho scoperto che erano due ho dovuto fare tutto da sola. L'unica cosa che mi è stata detta, sin dalla sesta settimana (monitoraggio precocissimo legato alle pratiche di fecondazione assistita) era che avrei fatto il cesareo. Ho litigato sino alla fine per evitarlo, e poi stremata ho accettato (giustificazione: sei vecchia sei primipara , sei infertile => evitiamo accuratamente di correre rischi). In realtà, nel corso dell'intera gravidanza nessuno mi ha mai detto niente di specifico sui gemelli. Unica eccezione: non mi hanno bacchettata per avere preso più di 9 chili, e vorrei ben vedere, considerato il peso dei due scellerati alla 37+5 (oltre tre chili l'uno!). In occasione dell'amniocentesi, poi, hanno provveduto ad angosciarmi ben bene facendomi prevedere rischi tremendi (è chiaro che qualche rischio in più c'è, ma non terribile). Col senno di poi, gradirei un'informazione molto più mirata e non solo terroristica (non devi fare questo o quello, stai a riposo sempre, rischi di perderli etc.). Inoltre, mi sarebbe piaciuto sapere prima che con i gemelli il secondo trimestre di gravidanza non è affatto quello più tranquillo, perché lieviti subito e di colpo e di fatto la mobilità diminuisce moltissimo. Sono d'accordo con chi ha scritto che comunque ci deve essere un problema nella categoria "medici" (non solo ginecologi). Sembra che spiegare correttamente e con precisione le cose ai pazienti sia considerata una gran perdita di tempo. Il mio ginecologo, che è pure un amico, si è beccato l'esaurimento nervoso solo perché arrivavo informatissima ad ogni visita (del tipo: oggi entro nella 28a settimana, quindi i gemelli saranno lunghi così e così, pesanti X, bla bla bla). Per sua stessa ammissione, preferisce chi non sa nulla. Dare poi per scontato il cesareo... Sonia (mamma di una singola e due gemelli):
1. e 2. Lo sbigottimento quando mi hanno detto che li avrebbero fatti nascere alla 37+3 perchè "Qui si fa così, lo dice il protocollo". Dato che sono molto alta, non avevo preso molti chili, non avevo avuto problemi in gravidanza non vedevo motivo di dover anticipare la nascita. Capivo perfettamente che mi veniva consigliato per il bene dei bambini ma non sono riuscita ad avere spiegazioni esaurienti sul perchè dovevo affrontare un parto indotto, od un cesareo, solo perchè i gemelli "non si portano oltre la 37+3". Certo, poi, è andato tutto molto bene. Ho accettato il ricovero per il parto indotto ... ed il travaglio è iniziato DA SOLO alla 37+3. Carla (mamma di tre gemelli):
1. e 2. Io ho instaurato un ottimo rapporto con il mio ginecologo, che si è rinforzato grazie alla partecipazione umana con cui lui ha affrontato la mia FIVET. Mi telefonava per sapere come stavo, ha voluto che fossimo insieme quando ha chiesto se gli embrioni si erano formati, insomma, piccole cose che però fanno la differenza. Io sono logorroica e molto curiosa, per cui ad ogni visita, in gravidanza, lo massacravo di domande, a cui lui ha però sempre risposto in modo esauriente. Non so se lo faccia tutte le volte, noi andiamo sicuramente molto d'accordo, e ci facciamo ad ogni visita delle gran chiacchierate! Le eco le facevo alla clinica universitaria, c'erano sempre 5 o 6 studenti che venivano a provare a distinguere i femori di ben 3 feti ... per cui le spiegazioni che l'ecografista dava a loro servivano anche a me! Per cui, in sintesi, non ho patito la mancanza di informazioni, anche durante l'amniocentesi mi è stato spiegato passo passo cosa stava succedendo (e cosa sarebbe potuto succedere!). Sicuramente mi sarebbe stato utile avere più informazioni pratico-burocratiche (maternità in caso di parto gemellare, ecc ecc), per quelle ho dovuto sempre reperire io le informazioni, non senza difficoltà (per l'INPS sembravo una specie di alieno ...) Sonia (mamma di una singola e due gemelli):
1. e 2. Lo sbigottimento quando mi hanno detto che li avrebbero fatti nascere alla 37+3 perchè "Qui si fa così, lo dice il protocollo". Dato che sono molto alta, non avevo preso molti chili, non avevo avuto problemi in gravidanza non vedevo motivo di dover anticipare la nascita. Capivo perfettamente che mi veniva consigliato per il bene dei bambini ma non sono riuscita ad avere spiegazioni esaurienti sul perchè dovevo affrontare un parto indotto, od un cesareo, solo perchè i gemelli "non si portano oltre la 37+3". Certo, poi, è andato tutto molto bene. Ho accettato il ricovero per il parto indotto ... ed il travaglio è iniziato DA SOLO alla 37+3. Barbara G. (mamma di due gemelli):
1. e 2. Oltre a quanto detto sopra... e ad un certo terrorismo psicologico subito durante la gravidanza (in parte anche colpa del Dott. Periti che ho personalmente mazzolato e di altre figure come ostetriche ecc.) ho sentito tantissimo la mancanza di una figura che mi aiutasse una volta nati i bambini ad accettare il fatto che dovessero rimanere in ospedale, il momento più duro è stato proprio quello di tornare a casa a mani vuote... Mi è mancata inoltre l'attenzione del personale della TIN nei miei confronti, sono stata accusata di non essere capace di alimentare il mio bambino con i loro biberon (uno schifo di biberon monouso con tettarelle durissime inadatte a bimbi pretermine e svogliati).... sono stata rimproverata per aver cambiato una tutina dopo che Niccolò aveva mangiato e rigurgitato.... aspramente e in malo modo... tanto che Alberto al telefono non riusciva neanche a capire che cosa dicevo da quando singhiozzavo e ululavo... E sono rimasta scioccata quando a Niccolò hanno rimesso il gavage, guardandomi storto appunto per la mia mancanza di applicazione nel dargli il biberon... Io poi non sono mai più riuscita a darglielo 'sto cavolo di biberon, avevo sempre bisogno di qualcun altro... perchè io ero incapace... Insomma sia gli infermieri che i dottori della TIN sono stati solo capaci di aumentare il mio senso di inadeguatezza, la mia disperazione di mamma di due bambini pretermine di cui uno operato ad appena 9 ore di vita... Un po' più di delicatezza e comprensione verso "genitori nuovi e inesperti" sarebbe di sicuro un aiuto importante specie nei giorni dopo il parto, quando si è estremamente vulnerabili... Lasciamo perdere il tasto allattamento, sia all'ospedale dove mi colpevolizzavano tutte le volte di "voler" attaccare Niccolò che poi si stancava e non ciucciava dalle loro maledette tettarelle... Altro discorso l'ospedale dove era ricoverato Tommaso, Meyer di Firenze, ma ormai il danno era già stato fatto a Careggi nei 5 giorni di degenza e io ero così piena di paure e sensi di colpa che mi sentivo a disagio anche lì. Carli (mamma di un singolo e due gemelli):
1. e 2. Sono d'accordo con quanto scritto finora: informazioni,informazioni,informazioni! E attenzione al confine sottile che c'è tra trasmettere informazioni e fare, appunto, terrorismo psicologico; sicuramente la gravidanza gemellare può presentare più rischi rispetto alla singola ma non è sempre così e 9 mesi vissuti con l'angoscia che può succedere qualcosa perchè sei "a rischio" non sono proprio il massimo. Poi, sarà perchè amo la fantascienza, ma ci vorrebbe un supporto, psicologico e anche pratico, dopo il ritorno a casa. Un numero da poter chiamare, una persona, magari un' ostetrica dell'ospedale in cui si ha partorito; insomma dal reparto dovrebbero dimetterti con un bel "Signora se ha bisogno chiami questo numero"! Se avessi avuto i gemelli come prima esperienza di maternità non so se sarei ancora viva e mi ricordo ancora il mal di stomaco della prima sera a casa, forse la prima volta in cui mi sono resa conto di avere 2 neonati da accudire contemporaneamente. In generale penso che ci si dovrebbe sforzare di non lasciare sola una neo-mamma, a maggior ragione se di gemelli. Fare un figlio ti cambia la vita, farne due o più te la sconvolge, nel bene e nel male: il bene te lo immagini, visto che scegli di avere figli, ma la gestione "del male" non può essere affidata esclusivamente al senso materno ( e paterno). Altro che "corsi per fidanzati", ci vorrebbero dei corsi per "futuri genitori"! Maurizia (mamma di due gemelli):
1. Dalla mia esperienza di gravidanza gemellare mi è mancata da parte della mia ginecologa e poi dai ginecologi dell'ospedale un'adeguata informazione sulle modalità dello svolgimento della gravidenza, una maggiore attenzione nell'essere seguita, considerando che la mia gravidanza gemellare èra fisiologica si è lasciato molto al caso e alla volontà della natura. Mancanza di sostegno dal punto di vista fisico e a volte psicologico su quello che si sta vivendo e sul dopo nascita.
2. Seguire la coppia con maggiore attenzione, numerosi controlli per non correre in ritardo a riparare certi errori. Consapevolezza da parte dei medici che comunque e in tutti i casi la gravidanza gemellare è piu' a rischio di altre e che la donna soprattuto ha bisogno di molto conforto e assistenza. Margherita (mamma di due gemelle):1. Più informazioni di ogni genere, a partire dalla necessità di maggiore riposo durante tutta la gravidanza, a causa del rischio maggiore di parto prematuro che la gravidanza gemellare comporta; ma anche spiegare già nei primi mesi fino a che settimana di gestazione si potrebbe arrivare e perchè.
2. Se si sa che la gravidanza gemellare è potenzialmente a rischio e quindi necessita di esami/ecografie più frequenti di una gravidanza singola, perchè tutti quegli esami in più devono essere comunque pagati? Il medico non potrebbe automaticamente procurare ad ogni bi-gestante che ha "in cura", il foglio di esenzione dal ticket per gravidanza a rischio? Daniela (mamma di una singola e due gemelle):1. e 2. Anche io lamento molto l'informazione che mi è venuta a mancare da parte della ginecologa, sapeva solo prescrivere le analisi e le ecografie strutturali mensili che oltre tutto erano alquanto costose. Ringrazio l'ecografo che con le varie ecografie almeno dal pancione si è accorto che Sarah aveva il DIV anche se in clinica se non l'avessimo detto noi alla pediatra ......... Pensate che la bimba aveva sempre i piedini e le manine viola e noi ci preoccupavamo perchè pensavamo al freddo ma poi ci giunse in mente il fatto che potesse essere il problemino al cuore.. Comunque sia che posso dirvi , che dopo aver fatto la figuraccia di non essersene accorta si è subito messa a squadra per cercare di prenotarci una visita (all'uscita dalla clinica) c/o l'ospedale Monaldi di Napoli e lì si sono accorti che la bambina aveva oltre al DIV (DIFETTO INTERVENTRICOLARE) anche il DIA (INTERATRIALE). E poi va bè tanto x dirne un altra della ginecologa, (che sapeva solo prescrivere le analisi e e ci teneva a farmi stare a riposo ) non mi ha mai prescritto la somministrazione del calcio. Io ancora più cretina non mi sono ricordata (dalla prima esperienza con Francesca) che è utile in gravidanza ma ancor di più in quella gemellare, fatto è che ora a 36 anni mi trovo con una grave problematica ai denti e non so più come uscirne . giuro mi viene da piangere Gabriella (mamma di tre gemelli):
1. Mi ritengo fortunata: il mio ginecologo mi ha dato molte informazioni, tutte le analisi e le ecografie non le ho pagate xchè gravidanza a rischio. Piuttosto non si danno informazioni sulle iniziative delle associazioni e della sanità nei confronti delle gravidanze plurime.
2. Si dovrebbe subito affiancare uno psicologo che segua la coppia nelle vicende di una gravidanza così impegnativa, soprattutto xchè stravolge completamente la vita dei futuri genitori in modo più radicale rispetto ad una gravidanza normale. Ci vorrebbe anche una figura nuova che li metta a conoscenza delle leggi, delle possibilità, dei contatti con associazioni e uffici statali: l'impegno da affrontare alla nascita dei bimbi non si concentra su un unico figlio, ma su + bimbi e problematiche svariate, che confondono e disorientano, impegnando e coinvolgono a tal punto da aver bisogno di figure di riferimento: noi siamo stati fortunati, xò servirebbe più organizzazione, tipo un decalogo delle possibilità di contatti o liste di indirizzi e numeri di telefono. Leo (mamma di un singolo e due gemelle):Io ho avuto al mio fianco sempre lo stesso gine e questo è stato positivo. Lui sin dall' inizio mi ha spiegato che una gravidanza gemellare è diversa da una singola. L'unico neo l' esenzione!!!!!!!!!!! Non sapeva ( e quindi non ho saputo in tempo) che la gravidanza gemellare è una gravidanza a rischio , così ho pagato tutto!