Il
pavor nocturnus (terrore notturno)
Quanto qui di seguito riportato soddisfa richieste di informazioni a carattere divulgativo e conoscitivo e non vuole essere - in alcun modo - un sostituto dell'atto medico stesso. Si invita pertanto, in ogni caso, a consultare il proprio PEDIATRA di fiducia.
Un papà scrive: "Sono il padre di due gemelle di 21 mesi; le mie bimbe hanno avuto uno sviluppo direi regolare del ritmo sonno-veglia: passato l'anno di vita hanno cominciato a non svegliarsi più la notte e - fino a pochi giorni fa - avevano l'abitudine di addormentarsi nel proprio lettino da sole, bevendo il latte dal proprio biberon e completamente al buio (non abbiamo mai usato lucine). Circa due settimane fa siamo tornati dalle vacanze al mare, una settimana in cui le loro abitudini sono state un po' sconvolte, sia in termini di orari che di lettini; durante il soggiorno hanno avuto qualche risveglio notturno, ma direi giustificabile, anche per il fatto che stanno ancora mettendo i dentini e controllato, quindi, con della Tachipirina per i dolori. Il problema vero si è verificato subito alla prima notte a casa. Una gemella a ripreso i suoi normali ritmi, anche se ora tende ad addormentarsi tardi magari guardando la televisione. La sorella, pur addormentandosi senza grossi problemi, la notte si sveglia anche due volte, piangendo disperata chiamando il papà o la mamma. Piange anche se viene presa in braccio, non si quieta con niente, non vuole bevande, sembra non volere niente, strilla senza nemmeno aprire gli occhi. Abbiamo provato con suppostine omeopatiche e sciroppini d'erboristeria, ma non sembrano sortire effetti. Spesso strilla anche per un'ora filata e l'unica cosa che sembra tranquillizzarla è il tenerla in braccio, ma in piedi, se ci si siede ricomincia. Sembrano quasi "crisi di panico".
I disturbi del sonno sono frequenti nel corso dell’infanzia e la loro espressione e le loro cause variano in base all’età del bambino. I lattanti hanno spesso difficoltà ad addormentarsi e si svegliano frequentemente in quanto il loro ciclo sonno - veglia è ancora poco regolare. In età prescolare, i bambini possono ancora avere difficoltà ad addormentarsi e possono comparire episodi di pavor nocturnus. Il caso descritto sopra, pare essere un caso di pavor nocturnus (terrore notturno), anche se il genitore in oggetto è stato invitato a rivolgersi ai medici pediatri (che hanno confermato tale ipotesi). Questo disturbo del sonno é riscontrabile - almeno una volta - in circa il 60% dei bambini; ha un esordio intorno ai 2 - 4 anni, con un picco fra i 5 ed i 7. Improvvisamente, solitamente nella prima metà della notte quando il sonno è più profondo, il bambino si siede o si alza sul letto, urla e piange in maniera inconsolabile, ha gli occhi "sbarrati", non risponde ai richiami dei genitori, non pare reagire agli stimoli ambientali; queste manifestazioni sono, spesso, accompagnate da pallore, sudorazione, tachicardia ed aumento della tensione muscolare. La durata è di solito di pochi minuti, ma si può giungere fino a 15 - 20 minuti. Se il bambino viene svegliato completamente appare confuso e disorientato, poi si rilassa e riprende tranquillamente a dormire. Generalmente, il mattino successivo non ricorda nulla dell'accaduto. E' stata riscontrata una familiarità per questi episodi nel 96% dei casi. Talora l’episodio sembra essere scatenato da fattori come stimolazioni luminose od acustiche, stress, febbre, distensione vescicale, calo di sali minerali (dovuto - ad esempio - al caldo ed alla continua sudorazione), deprivazione di sonno, ma - nella maggior parte dei casi - la causa è ancora sconosciuta. Non è necessario alcun tipo di intervento medico: i genitori devono possibilmente armarsi di tanta pazienza, essendo a conoscenza del fatto che gli episodi si risolvono spontaneamente con la crescita.
Scritto il 24-07-2002