Problemi di
orecchie...
Sara e Silvia, gemelle
Dolore alle orecchie e otite
di Cristina
Cannone (mamma di una bambina singola e di due bambini gemelli)
Già una semplice situazione di infiammazione della gola e di ostruzione del naso, come si verifica nel raffreddore, può far aumentare la pressione sulla membrana del timpano, anche senza la presenza di un'infezione a questo livello, determinando dolore alle orecchie.
Invece l'otite è l'infezione dovuta alla presenza di germi a livello dell'orecchio medio che può essere di origine batterica o virale (sulla quale spesso poi si instaura una sovrainfezione batterica).
L’otite si manifesta inizialmente con dolore pulsante o trafittivo all'orecchio al quale si aggiunge in poche ore febbre anche elevata, accompagnata, in genere nel bambino piccolo o lattante, da rifiuto di mangiare per il dolore che esso provoca nella suzione o nella masticazione.
In alcuni casi l'infezione presente nell'orecchio medio determina una eccessiva produzione di pus che può provocare la rottura spontanea della membrana del timpano, anche nel giro di poche ore dall’esordio del dolore, con riduzione del dolore e fuoriuscita del pus; tale rottura di per sé non implica conseguenze e si ripara nel giro di una ventina di giorni; solo continue rotture possono determinare un danno all’udito.
Un dolore all’orecchio specie con rialzo febbrile deve sempre farci decidere di portare il bambino dal pediatra per una valutazione visiva e la prescrizione di farmaci.
Generalmente la cura è antibiotica associata a cortisone che riduce l’infiammazione; per il dolore può andare bene del paracetamolo, anche se per una forte otite può non essere sufficiente; le gocce, che sono analgesiche e antibiotiche, non vanno usate se non è stata effettuata la visita con l’otoscopio per valutare che il timpano sia integro (con timpano rotto non devono essere usate).
L’otite è spesso la conseguenza di ristagno di catarro nelle Tube di Eustacchio che non riuscendo ad essere correttamente ventilate, permettono l’instaurarsi dell’infezione. Il ristagno di catarro può essere dovuto all’ipertrofia delle adenoidi, ma anche alla conformazione delle tube nei bambini che risultano corte, orizzontali e con poca motilità.
Per aiutare lo svuotamento delle tube è consigliato da molti medici masticare chewing-gum, poiché la masticazione “allena” il movimento: si consigliano in questo caso gomme senza zucchero e con aggiunta di xilitolo che esplica una riconosciuta azione antibatterica. Altro esercizio consigliato è quello di gonfiare palloncini con la bocca.
È infine importante ricordare come un buon lavaggio nasale aiuta a prevenire il ristagno di muco e di conseguenza riduce il rischio di otite; si consiglia l'uso di una soluzione salina spray, piuttosto che in flaconcini, per la sua capacità ad arrivare più in alto nelle fosse nasali.
Cerume
di Massimo
Trenta (medico e papà di un bambino singolo e di due bambini gemelli - detto "
Piccolo-sciamano-buono")
Per il cerume il rimedio sciamanico è olio di
oliva a temperatura ambiente instillato delicatamente nel condotto uditivo
esterno, ovviamente a testa reclinata.
Massaggiare delicatamente l'esterno dell'orecchio per favorire la penetrazione
dell'olio e lasciare agire per qualche minuto (sempre a testa reclinata).
Poi pulire l'esterno dell'orecchio con carta assorbente (la carta igienica va
benissimo), coprire l'ingresso del condotto uditivo con una garza o con del
cotone idrofilo, e aspettare che l'olio sciolga il cerume. Il risultato dovrebbe
essere visibile a distanza di alcune ore.
L'operazione si può ripetere 2 volte al giorno per 3 o 4 giorni; se non c'è risultato, consultare un medico.
Per aiutare la fuoriuscita del cerume, dopo almeno 2 trattamenti, si può "sciacquare" l'orecchio dall'esterno con il "telefono" della doccia usando acqua calda, ma attenzione: non troppo calda, non ustionatevi!
Il rimedio sciamanico va bene per grandi e piccini.
Al posto dell'olio si possono usare anche dei prodotti che si vendono in farmacia a base di olio di mandorla etc. tipo "cerulisina" in gocce.
Attenzione! Importante: non pulire né asciugare mai l'interno del condotto uditivo esterno con i bastoncini tipo "cotton fioc"! Questo può causare lo spalmamento del cerume lungo le pareti, quindi può renderne più difficile l'espulsione e può essere causa di infiammazione.
Per asciugare le orecchie dei bimbi, per esempio dopo il bagnetto, io uso della carta igienica morbida appoggiata delicatamente all'esterno del condotto e, poi, l'asciugacapelli.
Prevenzione delle otiti
di Massimo
Trenta (medico e papà di un bambino singolo e di due bambini gemelli - detto "
Piccolo-sciamano-buono")
Primissima regola: lavaggi nasali con
fisiologica e gocce nasali di argento proteinato. Questo perché la maggior parte
delle otiti è di tipo catarrale e dipende dall'accumulo di muco nell'orecchio.
Il muco nell'orecchio si forma continuamente e continuamente defluisce tramite
un canalino che mette in comunicazione l'orecchio medio con il rino-faringe.
Spesso, però, il tratto di rino-faringe dove sbocca il canalino (anche detto
tromba di Eustachio,
sì sì, si chiama proprio così, da studente mi faceva un po' ridere) è infiammato
a causa di rinite o rinofaringite e quindi è chiuso perché i tessuti infiammati
si "gonfiano" (edema, in termine tecnico) e il muco non passa.
Risultato: accumulo di muco nell'orecchio con pressione sulla membrana del
timpano, questa è la causa del dolore; e il muco che non defluisce, purtroppo
diventa un ottimo terreno di coltura per i batteri. Anche per batteri
normalmente presenti in piccole quantità e, quindi, innocui. Ma quando hanno la
possibilità di "magnà bene e beve mejo" non se lo fanno ripetere 2 volte, ne
approfittano e si moltiplicano in modo esponenziale, raggiungendo in poche ore
una quantità tale da diventare pericolosi: otite purulenta, che ripetuta più e
più volte nell'arco di qualche anno e non curata bene può lesionare la membrana
del timpano fino a dare problemi di udito.
ultimo aggiornamento: giugno 2005