OSPEDALI OSTETRICO-GINECOLOGICI
Gli ospedali ostetrici sono classificati in 3 livelli in relazione all’assistenza ostetrica e pediatrica/neonatologica fornita.
Centri di I livello: ospedali nei quali si effettuano non meno di 500 parti all’anno ed è garantita la presenza di un pediatra; in detti ospedali possono essere seguite le gravidanze in assenza di patologie accertate e assistono i parti in età gestazionale superiore a 34 settimane.
Centri di II livello: ospedali nei quali si effettuano non meno di 800 parti all’anno ed è garantita la presenza di un neonatologo; in questi ospedali vengono seguite le gravidanze a rischio e i parti in età gestazionale superiore a 32 settimane.
Centri di III livello: ospedali nei quali si effettuano non meno di 1000 parti all’anno e sono dotati di un centro di terapia intensiva neonatale (TIN); in questi ospedali si assistono gravidanze e parti a rischio elevato.
Poiché, come sappiamo, i parti gemellari spesso sono pretermine (prima della 37a settimana), è consigliabile tempestivamente informarsi dove si trova il più vicino ospedale di III livello nel quale recarsi in caso di parto pretermine, perché sia garantita immediatamente ai nascituri tutta l’assistenza medica necessaria ed adeguata al caso. Inoltre i centri di III livello, avendo la TIN garantiscono, oltre alla competenza medica e alla rapidità di intervento, anche la possibilità per la mamma di avere i propri bimbi nella stessa struttura in cui ella è ricoverata avendo così la possibilità di vedere, appena le condizione di salute della puerpera lo consentono, i propri bambini; infatti sappiate che se non è presente la TIN nell’ospedale in cui andrete a partorire e nell’ipotesi che i bimbi necessitano di terapia intensiva, verranno trasportati nel più vicino ospedale pediatrico dotato di TIN, creando notevoli difficoltà ai genitori. Se invece la gravidanza procede senza problemi e si arriva alla 37a settimana, possono anche essere presi in considerazione altri criteri per la scelta dell’ospedale, dando la precedenza, ad esempio, alla naturalità del parto e all’allattamento al seno, all’umanizzazione del soggiorno ospedaliero, alla familiarità possibile in un ospedale più piccolo, al rooming-in dei neonati che comunque è ormai possibile in molti ospedali ostetrici.
Vi ricordo infine che anche durante la gravidanza, un centro attrezzato può garantire maggiore attenzione per la gravidanza gemellare che, talune volte, può essere a rischio. Infatti i centri di III livello sono spesso dotati di un ambulatorio dedicato proprio alle gravidanze a rischio e, quindi, in grado di fornire accertamenti clinici particolari.
Eccovi i riferimenti degli ospedali dislocati nelle varie Regioni nei quali sono presenti reparti di ostetricia indicando per ognuno il livello e per quanto è possibile, il tipo di assistenza, non solo medica, fornita. Troverete inoltre una parte dedicata alle testimonianze dei nostri parti gemellari e no, dalle quali potrete attingere informazioni importanti per orientarvi in una scelta o per darvi indicazioni sull’ospedale da voi scelto. Nel ricordarvi che comunque ogni storia, ogni parto è un evento a sé e diverso dagli altri, vi auguro BUON PARTO.
Cristina Cannone, aggiornato il 19-03-2008
CASERTA http://www.ospedale.caserta.it/
Azienda Ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano
La testimonianza di Leo, mamma di Sara e Benedetta 2005: "Io, inveve, voglio parlare bene dell'ospedale San Sebastiano di Caserta. Il mio primo bambino è nato con cesareo alla 39ima settimana nel 2000. Lo ha fatto nascere il ginecologo che mi seguì durante la gestazione. Con le gemelle, mi sono trovata ancora meglio... Nella stessa struttura ho effettuato la icsi, quindi ho conosciuto il biologo, le genetiste, il primario del centro di sterilità e, ovviamente, sono stata seguita sempre dallo stesso ginecologo che, per mia fortuna, è uno specialista della sterilità ed effettua la pma in ospedale. Che dire? Sono stati stupendi: prima di fare la icsi non ci hanno mai illuso, durante la stimolazione ci sono stati vicini, durante il pick up ho letteralmente stritolato il braccio della caposala (non sò perchè non fanno l'anestesia, ma fanno una siringa di spasmex che non ti fa un tubo). Quando hanno saputo dei valori delle beta hanno gioito con noi. Hanno visto il pancione crescere e, quando sono stata ricoverata, in sala operatoria, c'erano a turno tuttiiiiiiiiiiiiii: il primario, il biologo, le genetiste. Il mio gine era emozionato, hanno voluto le foto delle gemelle (con dedica!!!!!!!) che hanno messo in bella vista nel laboratorio di sterilità. Insomma, una umanità e un affetto difficile da descrivere. Il mio gine, poi, ha richiesto durante il cesareo il neonatologo e le gemelle non hanno avuto nessun problema perchè avevo fatto delle siringhe di cortisone. Le gemelle sono nate alla 36ima settimana e pesavano 2.500 grammi. Le ho viste subito e le ho allattate entrambe fin dal primo giorno. Due esperienze positive!"
NAPOLI http://www.villabetania.org/Ginecologia.htm
Ospedale Evangelico (III livello) Villa Betania
Il Reparto di Ostetricia e Ginecologia serve una vasta popolazione residente nella zona est di Napoli. Dispone di 40 posti letto. Nel blocco operatorio vi sono: 1 sala parto, 2 sale operatorie e 4 sale travaglio. La Divisione è classificata come centro di III livello ed è abilitata ad assistere anche il parto di gravide con meno di 32 settimane di gestazione.
L’umanizzazione è uno degli obbiettivi del reparto; è previsto il rooming-in per i neonati .
E’ inoltre previsto un servizio di follow up per tutti i neonati.
La testimonianza di Sabrina, mamma di Sara e Monica 6/9/2002: "Sono capitata a Villa Betania (che è una struttura convenzionata) perché il mio gine, privato, non appena ho avuto qualche problemino di perdite alla 32 settimana, è stato molto corretto, e mi ha chiaramente detto che, se avessi partorito prima della 36a settimana, non avrei dovuto per nessun motivo fermarmi nè nella clinica privata dove lavora lui, nè tantomeno negli ospedali della zona, completamente privi di TIN. Mi ha consigliato quindi tre strutture pubbliche, vale a dire Villa Betania, l'ospedale dell'Annunziata e il Nuovo Policlinico, in quest'ordine preferenziale. Quando alla 34a settimana sono cominciate le doglie sono corsa difilato a Villa Betania, siamo arrivati alle due di notte, mi hanno visitato subito e dato che ero già in travaglio mi hanno assegnato una stanza dove c'era un'altra donna in travaglio pure lei. Mi hanno fatto una flebo di vasosuprina e mi hanno fatto il primo monitoraggio alle 04.00, poi mi hanno mandato in camera di nuovo. Alle 06.30 altro monitoraggio, ma la vasosuprina non aveva sortito alcun effetto, e questa volta sono rimasta in sala travaglio fino a quando non mi si sono rotte le acque di Sara. Mi hanno portato in sala parto e fatto una flebo di ossitocina, e sono stata assistita da un'ostetrica bravissima e due ginecologi, molto molto bravi. Per la verità uno era molto antipatico, freddo più che altro, ti faceva sentire un po' un numero, ma quando poi mi si è cicatrizzata perfettamente l'episiotomia, senza lasciare assolutamente nessun tipo di segno, l'ho rivalutato e mentalmente ringraziato 1000 volte. L'assistenza alle bimbe è stata perfetta, e francamente loro, che pesavano 1.840 e 1.900, erano le più cicciottine della TIN, la più piccina era Mariangela, nata due giorni prima di loro a 25 settimane, 550 grammi di peso, che è stata dimessa a Natale. Per le mamme che hanno i bimbi nel nido e non in TIN è previsto il rooming in, e anche l'assistenza durante la degenza, 4 giorni, è stata buona. L'unica cosa che mi sento di rimproverare loro, ma forse era una posizione personale della neonatologa in cui sono incappata, è che non hanno per nulla incoraggiato l'allattamento al seno. Certo non la posso paragonare a certe cose che ho letto qui, parti nell'acqua, personale attento alle minime esigenze e mariti accettati dovunque a qualunque ora con cui condividere travaglio e magari anche parto (ma io in quel caso sarei diventata mamma e vedova contemporaneamente), ma comunque ha il grande merito, secondo me, di essere una delle poche strutture, almeno nella mia zona dove i cesarei si praticano quotidianamente senza necessità, che privilegia il parto naturale, anche in caso di presentazione podalica (a meno che non sia il primo figlio). L'epidurale la praticano ma previo accordo, per cui io, arrivata di pronto soccorso, non ne ho potuto usufruire. Hanno anche camere private, che ovviamente non sono coperte dal SSN e vanno pagate"
BOLOGNA http://santorsola.med.unibo.it/
Università di Bologna - Azienda Ospedaliera di Bologna - Policlinico Sant'Orsola Malpighi - Unità operativa di ginecologia ed ostetricia
Centralino 051/6363111 (attivo 24 ore su 24)
Portineria Padiglione 4 051/6363510
Pronto Soccorso Ostetrico e Ginecologico 051/6364429
Reparto di Ginecologia I 051/6364370
Reparto di Ostetrica I 051/6364369
Ambulatori di Ginecologia 051/6364364
Ambulatori Ostetrici 051/6364390
Isteroscopia Ambulatoriale
La testimonianza di Barbara, mamma di Sarah & Samantha nate il 31/12/1999: "Io parto con il mio racconto Il 21 dicembre 1999. Sono stata ricoverata al S.Orsola di Bologna per minaccia di parto prematuro, mi hanno messo una flebo di Miolene e, fatta l'ecografia, hanno riscontrato poco liquido amniotico nelle sacche, quindi da tenere sotto controllo. Dopo 10 giorni infernali, in cui sono stata da cani (mi sembrava di esplodere, avevo già la dilatazione, le contrazioni, dolori dappertutto, ma continuavano a darmi medicinali per frenare il parto e per potere arrivare almeno all'8 mese) il 31 dicembre mi hanno fatto un'altra eco di controllo, in cui si è evidenziata la mancanza di liquido amniotico. Da qui è partita la segnalazione per un cesareo d'urgenza, ma dopo un po' è venuto il ginecologo in camera e mi ha avverte che mi avrebbero trasferito perché non ci sono più incubatrici disponibili. Io vado in panico... ma come? Sono lì da 10 giorni, conosco già tutti i dottori, infermiere, ostetriche, mi trovo bene, ho già parlato con il neonatologo che le avrà in cura, insomma VOGLIO STARE QUAAAAA!!!!! Vabbè , incuranti della mia disperazione, mi trasferiscono alla Maternità e preparano per farmi il cesareo, io che piangevo, mia mamma che piangeva e mio marito incavolato nero... Potete immaginare il mio stato d'animo quando entro in sala operatoria. Comunque poi è andato tutto bene e, per fortuna, le bimbe sono sanissime, le hanno portate in TIN, dove sono rimaste per 20 giorni. Io in Maternità, non mi sono trovata bene, c'è stata poca assistenza da parte delle infermiere e delle ostetriche (non le ho viste neanche 1 volta per spiegarmi l'allattamento o come fare a tirarmi il latte, pensare che ne avrei avuto tanto bisogno). Però poi, quando qualche giorno dopo il parto, mi hanno trasferito al piano sopra in ginecologia, mi sono trovata benissimo,(anche perchè ero vicina alle mie topoline), quindi suppongo che l'assistenza cambi in base al reparto in cui ti trovi. Però non saprei dire altro, perché adesso la Maternità di Bologna l'hanno trasferita all'Ospedale Maggiore e mi auguro che siano più attrezzati e soprattutto abbiano più personale per seguire meglio le pazienti che attraversano un così delicato momento come quello della nascita di 1 figlio!!!!!!"
Io
ho partorito al S. Orsola il 18/06/07 con taglio cesareo. Sono nati
Filippo (2520 kg) e Lucrezia (2380 kg) alle ore 10.14/10.15.
I PRO:
- Il reparto del prof Rizzo è molto piccolo, quindi si sta molto bene.
- Le stanze sono da 2 massimo da 3. In quelle da 3 però di
solito ci stanno quelle ricoverate per dei problemi non le mamme con i
bimbi.
- C'è il bagno in camera e l'aria condizionata si può accendere a piacere.
- Le ostetriche e le infermiere sono molte preparate e presenti.
- I medici passano 2 volte al giorno (il prof 2 volte la settimana, ma
se ci si vuole parlare è sempre disponibile). Il dottor
Calderoni che è il direttore di reparto c'è sempre...
anche la domenica mattina.
I CONTRO:
- Non seguono molto la fase allattamento, relativamente a bimbi piccoli
e che succhiano poco. Loro ti dicono attaccali che poi il latte ti
viene, ma non è sempre così. Ci sono molte più
problematiche da tenere presenti.
- Dopo il parto se possono ti mandano a casa dopo pochissimi giorni perchè hanno bisogno di letti!
Sono stata ricoverata circa 1 mese prima che i piccoli nascessero.
Avevo cervice accorciata e gambe gonfie per il peso. Mi hanno coccolata
come fossi a casa!!!! Il cibo è anche discreto. Sono entrata in
travaglio il 17 notte e i piccoli sono nati il 18 mattina con cesareo
d'urgenza. Dopo il taglio cesareo sono stata un po’ male. Febbre
e gran dolori addominali ma assistenza buona.
Insomma sono stata soddisfatta e lo consiglio a tutte.
BOLOGNA http://www.ausl.bologna.it/ausl_bologna_citta/cerca_servizi/index.php?sh=2&cat=18?
Ospedale Maggiore - Bellaria
La testimonianza di Anna,
mamma di Matteo e Tommaso: "Ho partorito alla Maternità dell'Ospedale Maggiore
di Bologna a fine Ottobre del 2004, quella che i bolognesi hanno sempre chiamato
solo "Maternità" e che ha cambiato diverse sedi prima di arrivare ad avere,
finalmente, un nuovo posto tutto suo! Sono stata molto contenta sia della
struttura che dell'assistenza ricevuta non solo sul piano professionale ma anche
umano. La mia ginecologa è una delle dottoresse interne all'ospedale, anche se
nell'ultimo mese di gravidanza mi ha fatto seguire anche dalla collega
responsabile dell'ambulatorio "gravidanze a rischio/a termine", in modo da
assicurarsi che fosse tutto sempre sotto controllo. Ho avuto una gravidanza
tranquilla e visto che i cuccioli erano tutti e due in posizione perfetta fin
dalla morfologica, avevamo concordato con entrambe le dottoresse che avremmo
provato a fare un parto naturale. Premetto che Nicola è stato con me in sala
travaglio tutto il tempo e che la sua presenza è stata per me
importantissima!!!!!! Alla 38° settimana hanno deciso di ricoverarmi per indurre
il parto, perchè i bimbi erano già grossettini, io lo ero più di loro ed il
collo dell'utero cominciava ad accorciarsi velocemente da un controllo
all'altro. Tra l'altro mi hanno anche spiegato che generalmente rispetto alle
gravidanze gemellari decidono di procedere in questa maniera perchè già alla 38°
viene considerata una gravidanza a termine. Secondo me la loro paura
probabilmente era solo quella che io potessi arrivare in emergenza e che loro
non avessero posto per ricoverarmi, per cui hanno preferito programmare tutto
loro (c'era luna piena!). Evidentemente però Matteo & Tommaso avevano deciso che
per loro era ancora presto per uscire, per cui dopo un giorno ed una notte di
applicazioni gel e di sali scendi dalla sala travaglio alla camera, ancora non
era successo nulla se non le prime classiche contrazioni ogni 10 minuti.
Purtroppo però il fatto di non essere a casa mia mi ha ovviamente fatto
raggiungere prima il livello di stanchezza, per cui sono arrivata alla mattina
dopo praticamente senza aver dormito perchè non riuscivo a trovare una posizione
comoda e non volevo disturbare la ragazza in camera con me... La mattina dopo la
situazione sembrava non migliorare, ma mi hanno comunque spostato
definitivamente in sala travaglio. Pian piano il travaglio è partito, anche se
molto lentamente, e purtroppo in caso di gravidanza gemellare per protocollo
devono lasciare il tracciato attaccato sempre... per fortuna le due ostetriche
che mi hanno seguito erano davvero due ragazze splendide, che hanno cercato in
tutti i modi di aiutarmi a trovare una posizione comoda, arrivando addirittura a
lasciarmi ongi tanto senza tracciato usando la scusa che "era ora di andare in
bagno", in modo che io potessi alzarmi e girare. Verso metà mattina finalmente
si rompono le acque ed il travaglio parte alla grande e con l'aiuto di Nicola e
dell'ostetrica riesco ad affrontarlo bene... all'ora di pranzo mi sembrava di
essere pronta a spingere... preparano tutto il necessario per l'accoglienza dei
piccoli... falso allarme... le contrazioni hanno iniziato a calare e la mia
dilatazione in realtà era solo di 5cm... il fatto che Matteo avesse la testa
molto in basso aveva tratto in inganno tutti!!!!! A quel punto mi hanno proposto
l'epidurale, ed io con un giorno e mezzo di stanchezza alle spalle ho
accettato... 6 ore di epidurale, cioè 3 cicli, per arrivare a soli 8cm...
Purtroppo nel frattempo era cambiata l'ostetrica di turno ed al posto dei miei
due angeli entra in turno una di quelle stile tedesco/burbero, che mi dice senza
troppi preamboli che non potevano più proseguire con l'epidurale e che quindi
dovevo continuare "da sola"... nel frattempo per fortuna è entrato anche il
medico, che ovviamente mi ha detto che effettivamente la situazione era quella
ma che anche se i bambini stavano bene, visto che ero lì da due giorni ed ero
molto provata potevo decidere liberamente se continuare o se fare il cesareo,
insomma mi ha garantito la libertà di scegliere, ma mi ha fatto capire che loro
erano assolutamente a mia disposizione! Ho provato a reggere senza epidurale...
ho resistito a stento mezz'ora... del resto erano ormai più di 6 ore che non
sentivo più dolore e nel momento in cui è finito l'effetto le contrazioni non
erano più quelle iniziali ma quelle toste dell'ultima fase del travaglio... Ero
stanca, ero a pezzi e sentivo che non avevo più energie per spingerli fuori
tutti e due... così ho chiesto di poter procedere al cesareo. In realtà dopo ho
scoperto che il medico aveva già detto a Nicola che se entro un'ora al massimo
non si arrivava alla fase espulsiva avrebbero comunque proceduto col cesareo per
non affaticarmi oltre. Così sono nati Matteo (2880) e Tommaso (2715)... appena
nati non ho quindi avuto modo di prenderli in braccio subito, ma per fortuna
c'era Nicola di là in sala travaglio che li aspettava... poi appena me li hanno
portati li ho attaccati subito al seno... Sono rimasta ricoverata 3 giorni
(stanza singola), in cui mi hanno aiutato a far partire l'allattamento al seno
correttamente. Il mio colostro era molto denso ed i bimbi facevano fatica a
tirarlo, così mi hanno aiutato col tiralatte e dando delle integrazioni ai bimbi
ma solo con una siringa per non confonderli. Aggiungo qualche info
generale/logistica sull'ospedale: la struttura è ovviamente nuova, le camere
sono quasi tutte da due letti + alcune singole (che di solito vengono date ai
cesarei ed ai gemelli!!!!) ed alcune a 3/4 posti (per i momenti di piena!!!).
Tutte le stanze hanno il bango in camera con tanto di doccia e questo direi che
sia veramente importante per tanti aspetti, soprattutto nel post-parto... Anche
le sale travaglio/parto (si fa tutto in unica stanza e non si viene più spostate
da una parte all'altra) sono dotate di bango con doccia ed in alcuni casi vasca
da bagno. Purtroppo numericamente le stanze non bastano mai, anche perchè da
quando è nella nuova sede le richieste di partorire lì sono aumentate e quindi
la struttura non è già più sufficiente... Da quel che ne so però dovrebbero
allargarla ancora e dotarla addirittura di vasche per il parto in acqua! Il
gruppo di ostetriche sono molto brave, quasi tutte giovani e quindi formate per
fortuna con la nuova mentalità rispetto alla gestione del parto... viene quindi
lasciata massima libertà alla futura mamma di muoversi e di scegliere la
posizione del parto, che può quindi essere fatto anche non da sdraiate!
Applicano il tracciato solo in casi di reale emergenza e non usano quindi in
maniera indiscriminata, come purtroppo invece avviene nell'altro Ospedale di
Bologna, che per quanto sia clinica universitaria è rimasto un po' indietro come
assistenza al parto su tantissime cose! Il papà può assistere e può anche
collaborare attivamente alle prime cure post parto. Viene usato il rooming-in,
quindi i bambini vanno in nursery solo se c'è reale esigenza. Ovviamente c'è
anche il reparto di terapia intensiva neonatale. L'assistenza post parto a volte
è un po' carente, nel senso che numericamente il personale non è sufficiente per
seguire veramente bene tutte le pazienti alle prese con le prime poppate, ma
questo purtroppo è "mal comune" a molti ospedali... devo dire però che nel
momento in cui uno dimostra di aver bisongo di assitenza sono molto disponibili
e attente e, almeno così è stato nel mio caso, non fanno pressioni per la giunta
di latte artificiale da subito e se c'è necessità di farlo partono prima con
altri metodi diversi dal biberon, in modo da non confondere il neonato,
chiaramente se la mamma segnala di aver intenzione di allattare al seno.
Pannolini (per bimbo e mamma!!!) vengono forniti in quantità ed essendoci il
bagno in camera lasciano anche molti tessuti di cotone a disposizione."
La testimonianza di KyaDal, mamma di Manuel e Marisol:
Ospedale
Maggiore di Bologna
I
pro:
La
struttura è piuttosto nuova, aperta pochi anni fa, con camere a due letti con
bagno privato o, per casi particolari, ad 1 letto. Fanno rooming in totale e
l'ospedale fornisce tutto.
I
contro:
carenza
di personale e scarsa assistenza. Le ostetriche preparate sono poche e
richiestissime sicchè bisogna arrangiarsi o rassegnarsi ad aspettare. Nessuna
informazione spontanea sull'allattamento né sulla cura del bambino (per fortuna
avevo studiato parecchio...). Ma la pecca più grossa per me è stata un ambiente
non adatto ai neonati: c'è l'aria condizionata centralizzata in tutto
l'ospedale che funziona giorno e notte anche quando non è caldo e i bambini di
notte piangevano per il freddo; tantissime zanzare che entravano dai condotti
di aerazione; finestre sigillate sia in camera che in bagno.
I medici non si vedono mai, ho visto le pediatre solo al momento della dimissione
e ognuna diceva cose in contraddizione con l'altra...
E
per fortuna che tutti dicono che il Maggiore sia molto meglio del S.Orsola!
Un
consiglio a chi va a partorire al Maggiore: anche d'estate portate cose pesanti
per i bimbi, io avevo una sola tutina pesante per ciasun gemellino, per il
resto solo roba di cotone più 2 copertine di lana, e come corredino è stato
insufficiente.
FERRARA http://www.ospfe.it
Arcispedale Sant'Anna (III livello), Corso Giovecca 203, 44100 Ferrara
Reparti:
CLINICA OSTETRICO-GINECOLOGICA
Attività L'attività dell'Unità Operativa si esplica nei due settori di Ginecologia e Ostetricia L'assistenza in campo ostetrico si articola nella:
Assistenza all'ultima fase (9° mese) della gravidanza fisiologica, con controllo settimanali in regime ambulatoriale ad integrazione dei servizi territoriali.
Diagnosi e terapia delle gravidanze a rischio (patologia materna o fetale) con l'attivazione di uno specifico ambulatorio per l'assistenza.
Assistenza al parto e puerperio. La U.O. è punto di riferimento provinciale per la nascita e l'assistenza per i c.d. grandi prematuri (inferiori ai 1500 grammi) per l'attività coordinati con settori altamente qualificati quali la presenza della T.I.N.
L'attività di DIAGNOSI PRENATALE si articola sia nell'esecuzione di Villocentesi che Amniocentesi e Funicolocentesi.
Tutte le attività sono supportate da un servizio di ecografia che si occupa anche della valutazione delle gravidanze/rischio e dell'esecuzione dei controlli di 2° livello.
Si informa inoltre che è possibile effettuare in regime ALP il "parto indolore".
All'interno dell'U.O. esiste anche un P.S. Ostetrico-Ginecologico autonomo a cui ci si può rivolgere nelle 24 ore ed una presenza medica 24 ore su 24 per l'assistenza all'attività di Sala Parto e per le urgenze/emergenze chirurgiche.
AMBULATORI MODALITA' DI PRENOTAZIONE
Ambulatorio ostetrico 0532/236.071
Ambulatorio ecografico 0532/236.441
La testimonianza di Caterina P., mamma di Matteo e Tommaso 03/11/2001: "Io ho partorito il 3 novembre 2001 alla 33+4 al S. Anna di Ferrara con cesareo-epidurale. Ho scelto un ginecologo che lavorasse all'ospedale e, a pagamento, sono andata da lui tutti i mesi per le visite e le ecografie. Un mese circa prima del parto, in base agli esiti degli esami, mi ha sottoposto a flebo di ferro e acido folico in quanto anemica. Nel frattempo, iniziavo a gonfiarmi soprattutto le gambe e, durante una flebo (presso il day hospital ginecologico dell'ospedale), l'ostetrica mi ha detto che il ginecolo aveva già fissato la data presunta del cesareo, cioè il 15/11. Io ho detto "Così presto?", ma a dir la verità non mi rendevo conto della mia situazione fisica ed il ginecologo non mi ha mai allarmata, anche perché a parte il gonfiore e l'affaticamento mi sentivo abbastanza bene. Il ginecolo ha deciso il venerdì di farmi, durante la flebo di ferro, del Bentelan in vena per aiutare a sviluppare i polmoni dei bimbi, una anche il sabato. Sabato 3 novembre vado su in reparto a fare la seconda iniezione di Bentelan e un'ostetrica mi dice che vuole provarmi la pressione e farmi un monitoraggio durante il quale si presentano alcune contrazioni non intense, ma lunghe di durata. La pressione è un po' altina e si decide di chiamare il mio ginecologo che quel giorno, per fortuna, é di turno. Mi visita e mi dice che ho il collo dell'utero appianato e che, a causa della pressione alta, mi vuole far entrare per tenermi sotto controllo. Vado a casa a prendere la mia roba e quella dei bimbi ed entro alle 13,30, con flebo di miolene, elettrocardiogramma, altro monitoraggio e controllo delle urine; mi mettono in sala travaglio che consiste in un paio di stanze da 4 letti dove, durante il pomeriggio, si susseguono altre partorienti che vanno e vengono. Intanto, sotto miolene, subisco tutti gli effetti collaterali e quindi un tremore che mi sembra di avere il morbo di parkinson. Alle 18,00 parlo con la mia vicina di stanza e le dico che mi piacerebbe andare avanti ancora 15 giorni per permettere ai bimbi di crescere un'altro po', ma non mi rendo conto della mia situazione (critica), anche perché - per non allarmarmi - nessuno mi dice niente. Arrivano le 19,00, ceno, visita del maritino e dei genitori, alle 20,00 dopo un ennesimo controllo delle urine (facevo delle micro goccie di pipì) vedo che c'è un po' di via e vai, alle 21,00 inizio a sentire le prime intenzioni di farmi partorire quella sera e alle 21,30 decidono; visita dell'anestesista, che consiste in qualche domanda se sono allergica a qualcosa e alla tastazione della mia schiena (molto storta). Telefono a mio marito che - con i miei genitori - si precipita. Alle 22,00 vengo preparata, rasatura totale, camice e calzettoni fino alle cosce, cerotto sulla schiena e via verso la sala operatoria a piedi trascinandomi la mia flebo. Mi siedo sul lettino, mi fanno l'anestesia epidurale piegandomi in avanti abbracciando un'ostetrica, non sento nulla nemmeno la puntura (fifona) e poi mi fanno stendere mettendomi un telo all'altezza del seno e mettendomi il catetere. L'anestesista molto gentile mi tiene impegnata parlandomi e tranquillizzandomi, il ginecologo molto concentrato non spiaccica parola tanto che io ogni tanto gli chiedo se va tutto bene. Alle 22,50 nasce Matteo e alle 22,53 nasce Tommaso che non mi fanno vedere. Li portano subito in tin, perché piccoli ma sani, hanno 10 di Apgar. Entra in sala operatoria una mia amica che studia medicina, anche lei mi tranquillizza. In seguito ho saputo dal ginecologo che, anche sotto operazione, la pressione continuava a rimanere sui 200, a non scendere e che quindi erano un po' preoccupati. Fortunatamente tutto è andato bene anche se ho perso molto sangue. Mi rimettono in sala travaglio e vengono a trovarmi alternativamente e con camice, marito, genitori, fratello e la mia amica. Chiedo a mio marito se li ha visti, se stanno bene, lui commosso mi dice che stanno bene, che sono piccoli ma stanno bene. A mezzanotte mi controllano le perdite, sembra che il sangue sia di tipo emorragico e in tre, due ostetriche e un chirurgo, mi massaggiano la pancia per far contrarre l'utero. Ad un certo punto il chirurgo mi dice di continuare da sola perché deve far nascere altri bambini e io inizio a massaggiarmi la pancia. Dolore per il momento non ne sento (ancora sotto effetto anestesia), mi vengono a controllare e mi dicono che si è normalizzato tutto (per fortuna). Chiedo se posso smettere di massaggiarmi la pancia e dormire, sono stanca, mi danno l'ok e io dormo. Mi sveglio, comincio a sentire un po' male e mi fanno una flebo di antidolorifico, continuo a riposare fino alla mattina. La domenica mattina vengo trasferita in stanza con le altre cesareizzate e tutto procede bene. La degenza è durata una settimana perché ero molto anemica e rischiavo la trasfusione, nel frattempo il personale è stato molto gentile e premuroso anche se per alcune cose ho fatto da cavia alle ostetriche allieve. Penso di aver avuto la depressione post parto in ospedale perché mi sentivo oltre che debole, molto impotente verso i bimbi non riuscendo ad allattarli e per il fatto di avere i bimbi in tin le ostetriche del nido mi hanno abbandonato a me stessa. Il reparto di neonatologia è stato meraviglioso, a parte alcune infermiere che ci hanno trattato un po' sgarbatamente. I bimbi sono venuti fuori dopo 18 giorni con un peso di 2 Kg, praticamente stavano bene, crescevano e ci hanno buttato fuori. Non hanno mai avuto problemi di salute, respiravano da soli fin dall'inizio (1,740 kg e 1,470 kg), un po' di ittero per Tommy, ma niente di più dovevano solo crescere come peso. Esperienza fortunatamente positiva grazie anche al mio ginecologo e al personale del reparto di neonatologia."
MODENA http://www.ausl.mo.it/gdt.html
Ospedale di Pavullo - Modena
Telefono 0536-29111
La testimonianza di Michela, mamma di Alessandro e Riccardo 18/11/97 e Asia 25/08/2002: "Io ho partorito tutti e tre all'ospedale di Pavullo nel frignano (MO), con Alessandro e Riccardo è andato tutto meravigliosamente bene , sono nati dopo 4 ore di travaglio con parto naturale a 40 +1 settimane sono stati tutti meravigliosi sia medici, che infermiere, che ostetriche; il bello è che è un reparto piccolo e molto familiare quindi sei super coccolato e devo dire che li ho trovati molto preparati, anche con Asia è stato tutto meraviglioso."
PARMA http://www.ao.pr.it/
Ospedale Maggiore di Parma (III livello)
Per i corsi di preparazione al parto contattare la Sala Parto: 0521.702437.
La Sezione di Ostetricia svolge attività di assistenza alla gravidanza fisiologica e patologica, assistenza al parto spontaneo e operativo, assistenza al puerperio, analgesia intrapartum. In Maternità è previsto il Rooming-in. L’allattamento al seno è incoraggiato.
Neonatologia
Patologia neonatale intensiva e subintensiva.
Nido neonati.
Terapia intensiva e post intensiva a neonati pretermine o con patologie; assistenza respiratoria e supporto post operatorio.
Centralino: 0521.702111 0521.703111
Numero verde Servizio Sanitario Regionale: 800 033 033
Ambulatori Monitoraggio ante-partum: 0521.702437
Assistenza alla gravidanza (S.A.G.): 0521.702437
Ecografia e diagnostica prenatalE: 0521.702436
Velocimetria doppler: 0521.702436
Ecocardiografia fetale: 0521.702436
Diagnostica prenatale invasiva: 0521.702433
Consulenza prenatale: 0521.702436
La testimonianza di Ilaria, mamma di Alice e Andrea 21/03/1998 e Irene Gea 25/04/2001: "Io ho partorito nel 1998 e mi sono trovata maluccio, ma benché sapessi che non è un gran ambiente (ginecologia e ostetricia sono reparti universitari per cui dopo le 14 c'é il medico di guardia e fai le visite, nonché il parto, con gli specializzandi), ho scelto quello perché ha un'ottima neonatologia. Il mio ricovero è stato per gestosi alla 38esima settimana. hanno scordato di scrivere sulla cartella clinica di indurmi il travaglio, così alle 16 del pomeriggio ho mandato Giovanni a chiedere cosa dovessi fare (era dalle 7 del mattino che ero lì). Per andare in sala parto (non esiste la sala travaglio e la sala parto che c'è è rimasta invariata dal 1971, anno in cui mia madre partorì mio fratello maggiore; la sala parto è uno stanzone con le mattonelle alle pareti e 5 box comunicanti stretti da bestia... quindi senti tutto ciò che accade alle altre mamme) ho dovuto aspettare che il primario cenasse, con il rischio di un distacco di placenta, data la pressione alle stelle. Visto il pericolo hanno deciso di partire con flebo direttamente (e non con il gel, come mi avevano promesso). Sono stata malissimo, ma comunque tutto è andato bene. Le ostetriche sono state bravissime. Alla nascita di Alice e Andrea hanno assistito tutti gli specializzandi (erano le 3 di notte) di turno e 2 neonatologi chiamati di routine per i parti gemellari. Alice e Andrea non li ho mai avuti in camera perchéAlice era in culla termica e avevano paura che prendessero freddo. Sono stata dimessa con il mio latte in polvere (tanto Andrea aveva fame e loro glielo davano...) e con poche nozioni di igiene. Comunque anche Irene Gea è nata lì 3 anni dopo e il reparto è quello che è, però il bambino lo puoi tenere in camera dalle 9 alle 21 e durante la notte ti chiamano se piange. Adesso si fanno in 4 per farti allattare e ciò è molto bello."
RAVENNA
Ospedale Civile Santa Maria delle Croci - Ravenna
Via Missiroli, 10
Telefono 0544-409111
La testimonianza di Daina, mamma di Zoe e
Thomas nati il 3-11-06:
Ho
partorito all'osp. S. Maria delle Croci - Ravenna soprattutto perchè è presente
il reparto di neonatologia. Il reparto di maternità non è di certo famoso per
l'efficienza e l'umanità dei medici ma io non mi posso lamentare. La mia
esperienza è recente infatti ho partorito il 3-11-06, Parto naturale alla 34+5
travaglio spontaneo. Non ho avuto nessun problema anzi il travaglio è stato
molto breve per una prima grav. Sono arrivata già di
In
sala parto erano presenti anche il neonatologo e l' infermiera neonatologa che
hanno subito visitato i bimbi appilicato a Thomas l'ossigeno per un minuto me
li hanno fatti vedere e poi li hanno portati in neonatologia in culla termica,
visto il buon peso e l'assenza di ogni tipo di problema sono rimasti in culla
termica per un solo giorno poi sono rimasti ricoverati per 10 gg. intanto che
recuperavano peso dopo il calo fisiologico.
Siamo
stati molto contenti della diponibilità di medici e infermieri e della loro
competenza, ci hanno insegnato a cambiarli , a lavarli a dargli la poppata e ci
hanno dato molti consigli in genere. E' un reparto eccezzionale e anche gli
altri genitori erano molto contenti..anche chi aveva problemi più seri.Il
rapporto continua perchè ci rechiamo ai controlli di routine per i bambini prematuri: fino ai sei mesi dei bimbi
sono previste tre eco all'encefalo, controllo fondo dell'occhio e visite fino
ai tre anni
TRIESTE http://www.burlo.trieste.it/
Istituto di ricovero Burlo GarofaloIo
sono stata ricoverata al Burlo Garofolo di Trieste in week 24+3 con contrazioni
pretermine e il rischio elevato di partorire i miei bimbi con grave prematurità
.
La
mia permanenza è stata complessivamente di 66 giorni, di cui 50
"allettata" (utilizzando il gergo medico), cioè ferma a letto, non
potevo muovermi nemmeno per andare in bagno.
Avevo
perciò necessità di assistenza completa tutto il giorno, anche per le cose più
banali. Purtroppo, a causa dell'organico ridotto, il reparto non era in grado
di garantire un'adeguata assistenza ad una paziente ferma a letto, perciò ho
dovuto ricorrere all'aiuto dei miei famigliari che si sono alternati per tutto
il periodo della degenza (fortunatamente mettono le lunghe degenze in stanza
singola)
Note
a favore:
Piccola
nota per chi dovesse andare, da esterno, al Burlo per visite pre-post natali:
armarsi di santissima pazienza, perchè non hanno un criterio preciso nel prendere appuntamenti.
ROMA http://webprd.rm.unicatt.it/gemelli/
Policlinico Gemelli (per restare in tema) Centro di III livello e quindi di riferimento per gravidanze a rischio o parti prematuri. L’ambiente è quello dei grandi ospedali, quindi l’evento parto risulta piuttosto medicalizzato.
La testimonianza di Ombretta, mamma di Pietro e Martina 21/06/2001: "Io ho partorito all'Ospedale Gemelli, a Roma. Dal punto di vista medico, sia per la mamma che per il bambino, sono attrezzatissimi, ma per quanto riguarda l'aspetto psicologico e dell'allattamento sono zero. Quando cercavo di allattare i bambini al seno, dopo un po' venivano a togliermeli perché dicevano che il tempo era finito e che avrei fatto saltare gli orari delle poppate. Praticamente potevo attaccarli 10 minuti al massimo ciascuno, oppure sceglierne uno soltanto... sinceramente non mi hanno aiutata per niente e non mi hanno dato alcuna indicazione, consiglio o altro... Inoltre, quando i bambini si addormentavano durante la poppata, gli stringevano l'allunce del piede per svegliarli e loro piangevano per il dolore! Di questo mi sono lamentata e non l'hanno fatto più (almeno in mia presenza). Insomma, non sceglierei di nuovo questo ospedale."
ROMA http://www.policlinicoumberto1.it/
Policlinico Uberto ILa testimonianza di Chicchi
Io
ultima arrivata ho partorito al Policlinico Umberto I di Roma.
Molti
ne parlano male ma io sono stata trattata benissimo (nonostante il mio
caratteraccio che in quella circostanza e' uscito tutto ma che dico tuttissimo
fuori).
Sono
stata ricoverata la prima volta a 31 sett+5 giorni.
Era
di domenica pomeriggio, un uggioso ma non freddo novembre del 2005, ero stata
male con l'influenza e siccome non sentivo come al solito i due cuccioletti
sgambettare nella mia pancia, siamo andati dietro mia insistenza al pronto
soccorso a fare un' ecografia di controllo. Al corso preparto che stavo
seguendo la ginecologa ci raccomandava a tutte in qualsiasi momento ne avessimo
avuto biogno di fare un controllo ecografico.
Cosi'
erano le 17.30 circa siamo arrivati in metro al pronto soccorso.
I
bambini stavano benissimo ma l'ostetrica di turno ha deciso di farmi fare anche
un monitoraggio e li i due cucciolotti fremevano per uscire (avevo le
contrazioni).
Hanno
deciso di ricoverarmi per bloccarle in quanto a loro dire era meglio aspettare
un altro pochettino (almeno fino alla 34 ettimana) doveva
trattrarsi di 24 ore poi alla fine sono rimasta una settimana. Mi hanno
bloccato a loro dire le contrazioni e rimandata a casa con la cura ma dopo una
settimana, erano le 03:00 di notte si sono rotte le acque (o meglio una sacca).
Siamo
corsi con tutta calma all'ospedale (sempre al corso preparto ci avevano detto
di mantenere la calma giacche' l'acqua non veniva persa subito tutta insieme)
Con
il ginecologo non abbiamo comunque fissato date (grazie a Dio sarei stata
paranoica) ma comunque non avrei avuto la certezza di partorire con lui (solo e
fosse stato di turno)
Il
policlinico e' una struttura universitaria e dunque anche di ricerca. Io avrei
voluto fare la donazione del cordone ombelicale ma putroppo non mi e' stato possibile
in quanto fanno donare solo il cordone dei nati a termine e che non hanno rotto
il sacco.
Spero
che questa mia testimonianza sia utile a tutte coloro che vorranno partorirvi e
spero anche io in un futuro molto molto futuro in quanto il mio compagno non ne
vuole piu'.
Divisione di Ginecologia dell'Ospedale Cristo Re (II livello). La Divisione è classificata come struttura di 2° livello ed è abilitata ad assistere il parto di gravide dalla 32a settimana di gestazione in poi. Nel reparto ci sono 20 posti letto di ostetricia e nel blocco operatorio 4 posti di travaglio, due sale parto e due sale operatorie. Il Servizio di Neonatologia consente di accogliere 25 neonati fisiologici ed è fornito di 4 posti di terapia subintensiva per neonati patologici. L'Ospedale Cristo Re è situato nella zona nord-occidentale di Roma, in Via delle Calasanziane, 25. Per le gravide in travaglio è possibile usufruire di una analgesia epidurale grazie alla collaborazione del Servizio di Anestesia e Rianimazione.
ROMA http://www.scamilloforlanini.rm.it/
Azienda Ospedaliera San Camillo - Forlanini - Via Portuense 332 - 00149 Roma
Centralino 06/58701
La testimonianza di Valentina, mamma
di Francesco e Andrea 29/12/2005: "Ho partorito al San Camillo e mi sono
trovata benissimo.
Ho avuto la fortuna di partorire con la mia ginecologa che era di turno tutto il
giorno (mi ha ricoverato lei allo scadere della 40esima settimana). Mi ha
operato lei, anche se avrebbe voluto farmi fare un parto naturale, i bimbi
infatti erano entrambi cefalici. Solo che poi dopo sei ore di flebo di
ossitocina non si apriva il parto e.... vabbè è stato meglio così... cesareo.
Me li hanno fatti baciare appena usciti dalla pancia e poi mi hanno portato in
sala parto dove aspettava Gianmarco. Lì me li hanno fatti attaccare al seno da
subito.
La prima poppata l'hanno fatta alle sei del mattino seguente e il latte mi è
arrivato quasi subito (due giorni!!). Le ostetriche e le infermiere sono state
gentilissime ad ogni mia richiesta di aiuto c'erano. Addirittura un'ostetrica è
stata tutto il tempo con me per darmi una mano nell'allattamento doppio!!!!"
La testimonianza di Massimo, papà di Valerio 29/10/94 e di Marco e Stefano 02/03/2001: "Da 1 a 10 il voto di Paola è 5. Cioè classico mega ospedale con tutti i pro e i contro. Metà del personale sanitario: bravissimo ed efficiente; l'altra metà, beh... lasciamo perdere, che è meglio. Struttura vecchiotta, strumentazione sufficiente. Valerio è nato dopo stimolazione con prostaglandine. Carente è stata l'assistenza alla puerpera nel post partum, quasi nulla l'assistenza per l'allattamento. Però stiamo parlando di quasi 10 anni fa. I gemelli sono nati al Fatebenefratelli."
ROMA - Fondazione Internazionale Fatebenefratelli http://www.fondazionefatebenefratelli.it/
Via della Luce 15 - Isola Tiberina - 00153 Roma
Telefono: 06-5818308 06-5818895
La testimonianza di Massimo, papà di Valerio 29/10/94 e di Marco e Stefano 02/03/2001: "Ottimo il personale medico e ostetrico; struttura bella, pulita, piena efficienza ovunque. Cortesia, competenza, accoglienza, disponibilità: tutto ok. Splendide le sale parto e ottime le stanze degenza con pupi nei lettini vicini-vicini alle mamme. Dotazione per bagnetto-cambio-allattamento completa nell'anticamera. Possibilità di camera singola a pagamento. Insomma, tutto bene. Unico difetto: è una catena di montaggio. Paola e pupi, dopo cesareo gemellare a 41 anni, sono stati "espulsi" dopo appena 36 ore dall'evento... Tanto il papà è medico. Devo aggiungere che fanno l'epidurale benissimo. Sono attrezzatissimi per le gravidanze a rischio e dotati di strumentazione aggiornatissima dal punto di vista della diagnosi strumentale: eco e flussimetria ad altissima definizione, etc. Sono esperti in gravidanze plurime e ricordo che, quando Paola era seguita per gli ultimi accertamenti, c'erano altre tre gemellari di cui una trigemina. La neonatologia è speciale e, infatti ha un notevole prestigio."
La testimonianza di Barbara, mamma di Ifigenia ed Artemide 24/05/2006: "Eccomi qui... purtroppo non ho una bella esperienza da raccontare... ho partorito il 24 maggio due meravigliose bimbe di soli 6 mesi e 20 giorni al Fatebenefratelli di Roma, ed ero stata seguita per tutta la gravidanza dal dott. Angelucci privatamente con il non nascosto desiderio di essere assistita da lui in ospedale, non potendo partorire in clinica. purtroppo non è stata una gravidanza semplice, quasi sempre a letto, minacce di aborto ma comunque tiravamo vanti. ero già ricoverata da 3 settimane quando decidono di levarmi la vasosuprina per vena e darmela per bocca visto che di contrazioni non se ne parlava quasi più... invece nel giro di 2 ore la situazione precipita e mi ritrovo con le doglie in sala parto. siccome ho un fattore 7 , un problema di coagulazione e ho subito un interveto precedente allo stomaco un po' serio, era in programma una anestesia che da epidurale è stata trasformata per l'urgenza in generale. nascono le bimbe che per mancanza di posto vengono divise e una viene mandata al Bambin Gesù (il posto migliore del mondo!!!!!) e l'atra rimane qui... ovviamente io ero addormentate quindi non le ho viste. Al risveglio avevo problemi a respirare... semplicemente l'anestesista si è sbagliata e mi ha lacerato la trachea per 11 centimetri. non vi allungo la storia ma purtroppo vi dico che se ne sono accorti dopo 24 ore del problema quando i miei polmoni hanno collassato sotto la tac e sono stata trasferita d'urgenza al Forlanini in rianimazione dove sono rimasta PER 16 GIORNI e dove un primario meraviglioso e un equipe fantastica mi ha salvato (mi hanno incollato la trachea... quindi per 1 mese non ho mangiato nè bevuto... in compreso ho riacquistato subito una linea invidiabile). Le mie bimbe intanto erano separate e mio marito girava ogni giorno 3 ospedali anche più volte al giorno anche se da me poteva entrare una persona sola al giorno e solo per mezz'ora!"!!! ovviamente la tragedia è stata che io ho potuto vedere i miei angeli adorati solo dopo un mese!!!! avete idea di quante lacrime ho versato....alla fine mi tenevano calma con la morfina (da pischella mi ero fatta qualche canna...ma la morfina si che è droga!!"!!!!) e oggi dico di essere stata fortunata per 3 motivi:
ho 2 figlie meravigliose sane e buone (Ifigenia e Artemide)
un compagno fantastico , padre meraviglioso e sempre presente
sono viva e ho riscoperto cosa conta davvero nella vita!!! Ora non so di chi è stata la colpa... so solo che il mio avvocato gli farà un c...o così e che le mie figlie si pagheranno gli studi con i soldi del Fatebenfratelli.
Ospedale Sandro Pertini - Via dei Monti Tiburtini, 385 - Roma
URP: 06-41433357
La testimonianza di Antonella, mamma di Marta 12 Anni e di Elisa e Sofia 02/06/1999: "La mia prima esperienza di parto è stata abbastanza allucinante! Una gravidanza tranquilla, entro in ospedale il "Sandro Pertini" di Roma, il 20 Dicembre, in quanto il tempo era già scaduto e sotto il periodo delle festività natalizie era meglio essere controllati rimanendo in ospedale!!! Ho scelto questo ospedale perché volevo effettuare un parto attivo con la presenza costante di mio marito e potendo decidere cosa fare durante il travaglio e decidere la posizione durante il parto. Marta è nata quasi a 43 settimane di gestazione, dopo 12 ore di travaglio indotto da ossitocina e dopo aver richiesto l'epidurale, perchè dopo due ore di travaglio lei era già incanalata e spingeva!!! Alla fine visto che con tutte le pratiche possibili ed immaginabili il mio canale del parto rimaneva ad 8 cm. mi è stato praticato il cesareo, dopo avermi fatto una nuova epidurale. Come si può notare i fatti sono stati proprio quelli che mi ero sempre prefissata!!! Pazienza! Dopo circa sei anni e mezzo aspetto due gemelli, ed il mio ginecologo, nel frattempo lo avevo cambiato, mi consiglia di tornare al "Pertini" perchè conosce diversi colleghi che lavorano là. Un paio di mesi prima vado all'ospedale a farmi visitare ed a parlare con il ginecologo che mi farà nascere i due cuccioli. Il mio ginecologo aveva già preso contatti con lui, quindi sapeva perfettamente cosa lo aspettava. Dopo aver constatato che andasse tutto bene, mi dice che dovendo fare nuovamente il cesareo e considerando che le gravidanze gemellari non arrivano mai a termine, sarebbe inutile aspettare fino all'ultimo! Stabilisce di farle nascere il giorno del mio compleanno il 02 Giugno!!!! Mi dice che se non ho novità prima mi dovrò presentare il 01 Giugno per il ricovero. Il giorno stabilito mi presento in ospedale ed il 02 Giugno alle 10.00 nasce Sofia, mentre Elisa nasce alle 10.15. Il cesareo è in epidurale, quindi le ho viste subito! Il clima in sala operatoria era cordiale, familiare, ma molto professionale e scrupoloso. Mentre il ginecologo faceva uscire le piccole mi parlava, chiedendomi come le immaginavo e come le avrei chiamate. Sofia l'ho rivista nel primo pomeriggio, mentre Elisa il giorno dopo perché era nata piccola ed è dovuta stare in incubatrice. In questo ospedale esiste il "Rooming inn", i bambini rimangono in stanza con la mamma, tranne che nelle ore di visita, dove tornano alla nursery. La notte fanno decidere alla mamma se far rimanere i bimbi in stanza o mandarli alla nursery. Le puericultrici del nido stanno molto vicino alle mamme e fanno di tutto per farti iniziare l'allattamento al seno, consigliandoti e seguendoti. La mattina passa il pediatra in camera delle mamme e spiega la situazione dei loro bimbi, la loro crescita e le eventuali analisi a cui li sottopongono. Il clima è molto cordiale e familiare. Mi sono trovata molto bene. Elisa non riusciva a cresce di peso, mentre Sofia cresceva benissimo, ma non mi hanno mai proposto di uscire solo con Sofia. Dopo circa dieci giorni siamo uscite tutte e tre dall'ospedale. Mi hanno consigliato di effetyuare un allattamento misto, perché il mio latte non bastava, ci hanno addirittura regalato alcuni scatoloni di latte! E' stata senza dubbio una passeggiata in confronto della prima!!"
ROMA
Ospedale Santo Spirito - Lungotevere Sassia, 1 - Roma
Telefono 06-68351
La testimonianza di Gianna, mamma di Cecilia e di Chiara:
"Sono stata seguita per tutta la gravidanza da una ginecologa privata che lavora all'ospedale Fatebenefratelli (isola Tiberina). Ero tranquilla di partorire lì, ma il giorno del cesareo programmato all'accettazione non mi hanno voluto ricoverare, dicendo che il reparto era pieno e che sarebbe stato inutile tornare l'indomani perchè molto probabilmente sarebbe stato comunque pieno e, in ogni caso, le partorienti prenotate per quel giorno avrebbero avuto la precedenza su di me. In pratica: accetti il trasferimento in un altro ospedale che ha posto, oppure firmi il rifiuto del ricovero e vai a casa per poi andare a partorire d'urgenza chissà dove. La mia ginecologa presa da problemi familiari non mi ha nemmeno risposto al telefono, e io ho deciso di accettare il trasferimento nell'ospedale Santo Spirito di Roma (che non avevo mai nemmeno visto). Devo dire che sono stata accolta con gentilezza e premura da tutto il personale, che comunque si diceva piuttosto stupito che si mandasse via un cesareo programmato gemellare... in ogni caso il pomeriggio mi è stato fatto il cesareo e sono nate le mie piccine. Purtoppo, però, circa un'ora dopo aver terminato l'intervento ho iniziato a stare male: dolori fortissimi (come contrazioni), per farla breve, dopo alcune ore di dolori strazianti (mi hanno dovuto dare la morfina per sedarmi), hanno capito che avevo una forte emorragia in atto, e in piena notte mi hanno riportato in sala operatoria. Purtroppo ho rischiato la vita e ne ero consapevole perchè i medici parlavano concitatamente davanti a me... mi avevano anche detto che se l'emorragia non si fosse fermata mi avrebbero dovuto togliere l'utero... vi lascio immaginare i sentimenti convulsi che mi hanno attraversato! Ho avuto tanta paura di lasciare le mie piccoline appena nate e il mio amato marito... fortunatamente i medici hanno saputo affrontare l'emergenza con perizia (in piena notte sono venuti tutti, dal primario ai medici migliori della sua equipe) e mi hanno salvato la vita. Ho dovuto avere delle trasfusioni di sangue perchè ne avevo perso molto e dopo una nottata terribile ho cominciato a stare meglio. Nei giorni successivi sono stata assistita con premura sia dal personale medico che infermieristico. L'ospedale prevede un rooming in molto radicale (già dalla prima notte), ma nel mio caso per le mie condizioni di salute sono stata un po' aiutata. Inoltre, Cecilia è stata qualche giorno in incubatrice, quindi in camera tenevo solo Chiara. Non ho potuto allattare perchè probabilmente per la forte anemia non ho proprio avuto latte. Concludendo, posso sconsigliare vivamente a tutti l'ospedale Fatebenefratelli isola Tiberina, che ha grande fama, ma assai poca umanità. In ultima analisi, ritengo responsabile della mia disavventura la struttura e soprattutto la ginecologa che mi hanno abbandonato in un momento tanto delicato. Dell'ospedale santo spirito non posso parlar male, visto il modo in cui hanno saputo affrontare l'emergenza, ma mi chiedo se non siano stati loro a provocarla con qualche imperizia. Quindi, se dovessi avere un altro figlio cercherei un altro ospedale!"
ROMA
Ospedale Belcolle - Viterbo http://www.asl.vt.it/Ospedaliera/Ospedali/belcolle/bel0.php
Strada Sammartinese - Viterbo
La testimonianza Simona (Simona, mamma di Gabriele nato il 24.08.04 e di Giovanni e Gioele nati il 19.04.07):
Ho dovuto ricoverarmi a 32 settimane perchè avevo il parto aperto di 2 cm e forti contrazioni, il periodo pre-parto è stato positivo, mi hanno seguito, infermiere, ostetriche e dottori tutti molto gentili. Meno positivo è stata la reazione del primario quando ho rifiutato categoricamente il parto naturale in quanto avevo: un cesareo precedente, distante solo 2 anni e otto mesi, avevo un bimbo podalico, e cosa importante ero fortemente debilitata avendo avuto problemi per tutta la gravidanza. Il parto è avvenuto d'urgenza , grazie al cielo quando era di turno il mio ginecologo, la mattina seguente quando è passata la visita il primario non mi ha neanche salutato... a Belcolle prediligono che le cose seguano il proprio corso, ti sconsigliano la pancera post-parto (che io di nascosto ho messo comunque), ti sconsigliano il reggiseno per l'allattamento, perchè, dice, blocchi la scesa del latte (che io di nascosto ho messo comunque), niente Mettergin... insomma tutto da sole. I bimbi non erano con me in stanza perchè in TIN, ma le puericultrici erano molto disponibili con tutte le mamme per tutte le varie domande e dubbi che avevano. Unica nota spiacevole: se non avessi chiesto il tiralatte per stimolare il seno (avendo avuto già un bimbo sapevo come andavano le cose...) nessuno si sarebbe ricordato che i miei bimbi avevano bisogno del mio latte (che avevo in abbondanza). Ottima invece la valutazione per quanto riguarda il reparto di TIN. Ho trovato umanità e professionalità da parte di tutto il personale (non per questo è di 3° livello).
La testimonianza di Tiziana, mamma di Greta
(22/04/01) e Asia e Alice (26/03/04):
Io
ho partorito all' ospedale Belcolle di Viterbo,un ospedale di cui molti si
lamentano ,dove invece io mi sono trovata benissimo. Mi sono stati tutti molto
vicini,dalle infermiere al primario,forse anche perchè il mio ginecologo che
non lavora in questo ospedale mi aveva consigliato il cesareo mentre il
primario si è rifiutato di farlo e di questo lo ringrazierò a vita perchè ho
avuto un parto stupendo. Il travaglio non l'ho fatto quasi per niente quindi ho
partorito senza tanti dolori e le mie
bimbe hanno 2 minuti di differenza...un'esperienza meravigliosa.
GENOVA
Ospedale pediatrico Gaslini http://www.gaslini.org/
La testimonianza di Lucia mamma di Miriana e Valerio nati l'11 Luglio 2006:
Io ho partorito all'ospedale Gaslini di Genova xchè il mio
ginecologo, benchè avessi avuto una gravidanza splendida, ha
preferito essere pronto a qualsiasi complicazione potesse verificarsi
con il parto, comunque programmato cesareo (anche per mia scelta).
La storia è n pò lunga cerco di sintetizzare: ricoverata
x analisi il 7 luglio (data del mio 5° anniversario di matrimonio);
analisi ok; soggiorno in ospedale, inutile e snervante sull'orlo di
crisi isterica fino all'11 luglio.
Cesareo perfetto: alle 12.42 nasce Miriana ed alle 12.44 Valerio.
Valerio me lo hanno portato in camera soltanto il giorno dopo
xchè aveva 2 giri di cordone intorno al collo ed e stato di +
sotto la lampada calda (non so come si chiama ).
Miriana me l'hanno portata il pomeriggio e subito l'ho attaccata al seno.
Perplessità: tutto il reparto era tappezzato da manifesti x
promuovere l'allattamento esclusivo al seno e anche nei vari siti da me
visitati veniva sottolineato questo aspetto: ho letto, da xsona molto
ignorante in materia, che il neonato, anche i primi giorni, non ha
bisogno di nient'altro che attaccarsi al seno, anche se tira poco ecc.
(ho capito bene?).Anche prima delle dimissioni hanno tenuto un corso in
cui raccomandavano questo.In seguito mio marito mi ha detto che appena
nata a Miriana è stato dato il biberon con il latte artificiale,
subito prima di portarmela in camera. Lo stesso è stato fatto
nei giorni seguenti anche con gli altri neonati.
Anche le altre neo mamme mi hanno espresso gli stessi dubbi!
La mia opinione in definitiva é: reparto neonatologia ok x cura
neonati, professionalità e cortesia del personale (grosso dubbio
sull'allattamento); reparto ostetricia infermiere poco attente, medici
disinteressati qualcuno scortese, molta disorganizzazione.
GENOVA - LAVAGNA http://www.asl4.liguria.it/
Ospedale di Lavagna - Via Don Bobbio, 25 - 16033 Lavagna - Genova - Telefono 0185 329709
La testimonianza di Sabrina, mamma di Irene e Greta 23/09/2004:"Il 23 settembre 2004 Irene e Greta sono nate presso l'ospedale di Lavagna (GE). Il parto cesareo è stato praticato con urgenza e tutto è andato bene. Durante l'intervento mi spiegavano ciò che stava accadendo fino a che ho visto spuntare dal panno verde la testolina di Greta prima, ed Irene poi. Tutto ok unica pecca e stata l'assoluta mancanza di sensibilità nell'avvisare me e mio marito del fatto che le piccine erano state messe in incubatrice... ho aspettato 4 ore prima che qualcuno ci dicesse qualcosa... non vi dico cosa è sorvolato nella mia testolina.. il "soggiorno" in pediatria è passato in fretta. Certo è che manca un pochino l'informazione su come trattare due tipi contemporaneamente..dico a livello pratico. Soprattutto su come allattare. Anche il corso pre parto l'ho trovato molto noiso..tutte ci aspettavamo qualcosa in più. Mancanza grave, ma che sembra si siano mossi per poterla colmare..(caso mai vi avviso) è l'impossibilità di conservare il cordone ombelicale."
SAVONA - PIETRA LIGURE http://www.ospedalesantacorona.it/
AZIENDA OSPEDALIERA SANTA CORONA
La testimonianza di Tittina
Io, anche se sono di Genova, ho partorito con cesareo programmato
(causa miomectomia pregressa) all'Ospedale Santa Corona di Pietra
Ligure (provincia di Savona), perché il mio ginecologo "del
cuore" si è trasferito lì da Genova.
Ospedale sciccosissimo, super confortevole e attrezzatissimo. Avevo una
stanza enorme (con un bagno più grande di quello di casa mia!)
tutta per me.
Anestesia spinale, perfetta assistenza prima, durante e dopo il
cesareo. Sono stati tutti molto professionali senza essere freddi. Il
personale di sala operatoria si è presentato, nome e cognome,
abbiamo chiacchierato, mi hanno portato a veder i bimbi subito dopo
averli pesati, ripuliti ecc, e poi me li hanno messi in camera
appena sono stata riportata lì. C'è il rooming-in, ma se
vedono che non ce la fai più, o semplicemente sei stanca,
portano i bimbi nel nido. Il personale del nido è fantastico, si
prende tutto il tempo per stare con i bimbi e con la mamma per vedere
se c'è bisogno di qualcosa, o anche soloper parlare un po'. I
pediatri che si sono succeduti nei giorni hanno dimostrato un vero
amore per i piccoletti, non pareva che si limitassero a fare
semplicemente il loro lavoro. Le ostetriche sono state gentili e
disponibili, anche se un po' meno presenti (cosa dovuta anche al fatto
che nido e ostetricia sono su due piani diversi, per cui la mamma coi
bébé viene trasferita al piano del nido, lontana da
ginecologi e ostetriche.). Comunque, la notte in cui ho avuto una crisi
di panico da ormoni impazziti, è bastato chiamare, sono arrivate
in un attimo e mi hanno dato qualche goccina (oltre a un po' di
sostegno umano, che però in quel momento non bastava..).
Insomma, secondo me è un reparto da 10 e lode! (soprattutto
forse la neonatologia, davvero superlativa!!)
BRESCIA http://www.spedalicivili.brescia.it
Spedali Civili di Brescia
1ª e 2ª Ostetricia-Ginecologia: Le U.O. di Ostetricia e Ginecologia, convenzionate con l'Università degli Studi di Brescia, operano in stretto collegamento sia per l'aspetto culturale che per quello assistenziale, rappresentando nella loro integrazione un'unica AREA OSTETRICO GINECOLOGICA, i cui servizi sono rivolti alle donne lungo tutto il ciclo biologico e riproduttivo. L'attività assistenziale si articola nelle SALE PARTO, nelle SALE OPERATORIE, nelle SEZIONI DI DEGENZA e nei numerosi AMBULATORI SPECIALISTICI.
La SALA PARTI è uno dei servizi principali dell'area Ostetrico/ginecologica, attivata negli Spedali Civili sin dal 1951. Il modello di assistenza alla nascita attuato è di tipo tradizionale: al partner o al familiare, compatibilmente con le possibilità organizzative, è consentita la partecipazione a tutto il travaglio di parto in conformità alle norme vigenti.
In particolare i servizi forniti sono i seguenti:
• attività di pronto soccorso-emergenza alla paziente ostetrica e ginecologica.
• accettazione clinica e amministrativa alla donna gravida.
• prestazioni in regime ambulatoriale: monitoraggio cardiotocografico.
• assistenza alla partoriente in travaglio di parto fisiologico e patologico.
• assistenza alla puerpera nelle prime ore dopo il parto.
La Sala Parti mantiene stretti collegamenti con il Nido fisiologico, la Patologia neonatale e il puerperio, nonché con gli ambulatori ostetrici specialistici, collaborando con Ospedali e Consultori della Città e della Provincia. E’ presente n. 1 unità di terapia intensiva neonatale: contiene lettini "specialistici" idonei per l'accoglienza e l'assistenza dei neonati con problemi alla nascita.
Tre volte alla settimana vengono effettuate visite guidate illustrative ed informative nell'area di sala parto alle gravide che seguono corsi di preparazione al parto nei consultori e nei centri privati.
La testimonianza di Francesca (mamma di Aurora ed Ilaria, nate il 18-05-2007):
Brescia Ospedale Civile...tutto è iniziato il 7 ottobre 2006
quando mi hanno impiantato tramite ICSI 2 ovetti e da li nn si sono
più staccati...sono stata seguita per tutta la gravidanda
dall'ambulatorio per le gravidanze gemellari dell'Ospedale Civile dove
mi sono trovata veramente bene,facevo una visita ogni 15 gg per una mia
sicurezza ,una la facevo al centro e una dal mio ginecologo
privato che poi fa parte dell'equippe dell'ospedale civile. Gravidanza
a letto a causa di perdite e forte vomito nei primi 4 mesi e poi il
resto dei mesi ero talmente debilitata dal primo trimestre che uscivo
pochissimo e quasi solo in macchina...
la mattina del 18 maggio alla 34 + 5 mi alzo alle sei con un forte
stimolo di urinare,ma la plin plin nn esce quindi torno a letto e mi
alzo dopo mezzora e pluf che mi sento scendere qualche cosa...si era
rotto il sacco di Aurora... chiama mio marito...chiama il mio
ginecologo che era gia al lavoro in un altro ospedale..arriva mio
marito dopo mezzora partiamo e andiamo all'ospedale...1 ora e 30 di
strada a causa del traffico.
Arrivati all'ospedale la dottoressa che mi visita mi chiede se ero
sicura che si erano rotte le acque...le ho perse persino nell'ascensore
dell'ospedale.... quando mi chiedono da chi ero seguita dico il nome e
tutti si bloccano,diventano tutti degli angioletti..rintracciano il mio
ginecologo e dice di monitorarmi ogni ora che alle 14.30 mi farà
lui il cesareo ,passano le ore e tra un monitoraggio e l'altro mi
lasciano in sala d'aspetto arrivano le 13.30 e iniziano a
prepararmi...flebo ,domande... arriva il simpaticone che mi fa
l'epidurale...inizia sbagliando a mettervi il flebo in vena e ne sente
su una cifra dall'infermiera capo... poi mi dice che ho la schiena
grassa... quindi mi agito sempre di più ...arriva il mio
ginecologo e con voce molto carina urla ..ma c@@@o nn è ancora
pronta!!!! Un attimo dopo nasceva Aurora...urlava come
un'aquila...urlava talmente forte che l'hanno portata subito in
tin perchè avevano paura che i polmoni nn erano formati
giusti, visto gli urli che lanciava...in quel momento ho realizzato che
ero mamma e dall'emozione mi si è chiusa la gola e mi sentivo
soffocare...il simpaticone, l'anestesista mi dice che nn era vero e che
l'ossigenazione era a posto,ma io terrorizzata gli dico che avevo paura
e quindi mi fa un goccio di valium e mi addormento..nn vedo Ilaria, ma
la sento piangere e per sicurezza la portano in Tin, quando mi sveglio
mi stanno cucendo ...finito la cucitura mi portano in una stanza dove
dove ci sono altre due ragazze i parenti loro più mia mamma mio
marito mio papà...io tremavo come una foglia ,ma iniziavo gia a
muovere i piedi..dopo circa mezzora arriva il mio gine ,manda fuori
tutti e mi tocca la pancia vedo le stelle...poi quandi dice che l'utero
nn è messo giusto e lo mette aposto vedo la luna...poi arriva il
momento che mi trasferiscono in camera e fino al giorno dopo mi
lasciano nelle camerate con persone che hanno appena partorito o che
hanno problemi di rischi aborto....no comment il pomeriggio del giorno
dopo mi tolgono il catetere,mi trasferiscono nel reparto dove
c'è il nido perchè Ilaria sta bene e viene portata nella
notte al nido ,ma nn riesco ad alzarmi fino alle 19 quando arriva mio
marito che mi accompagna in bagno e poi a vedere Ilaria era
piccolissima 2 kg, era una fagiolina lunga 44 cm, mi riaccompagna al
letto e chiedo ancora antidolorifici perchè il dolore è
proprio forte...le infermiere tutte carine a parte che la notte
mi sono dovuta alzare da sola e andare in bagno perchè nessuna
mi ha accompagnata e il bagno nn è molto vicino
il giorno dopo hanno portato Aurora al nido con attaccato ancora il
flebo alla manina perchè a mia mamma hanno detto che gli e lo
tenevano per sicurezza nel caso stesse male a me hanno detto
perchè nn raggiungeva la temperatura...però stava bene e
il lunedì l'hanno tolto... io in tanto ero super coccolata da
tutti il mio ginecologo il dottor Dordoni veniva tutti i giorni a
vedermi ...il problema grosso di qs ospedale è l'allattamento nn
ti seguono per niente ogni cambio di postetriche infermiere nido
è tutto un dire cose diverse... l'allattamento è stato un
disastro nn me le hanno fatte attaccare,dicevano che nn erano in
grado,ma qs nn era vero Aurora era in grado ..Ilaria nn riusciva..ma io
nn ero neanche capace di insegnarglielo e quindi finchè
c'è stato l'ho tirato e poi mi si è bloccato tutto e
quindi ho smesso , un seno si è fermato prima dell'altro e si
è pure formata una cicchettina di latte che nn è ancora
andata via. L'Ospedale è ottimo...un bel reparto molto grande e
un Tin perfetto..ti seguono veramente,l'unica cosa che per me
dovrebbero seguire di più le mamme e ...però c'è
anche da pensare che ci sono 3 nidi con circa 40 neonati a nido in
più c'è il reparti Tin.
BRESCIA http://www.aod.it/
Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda (BS) - Sede legale: 25015
Desenzano del Garda (BS) Località Montecroce
La testimonianza di Beatrice mamma di Davide e Diego 9/06/2006: "Io ho
partorito con tc il 9 giugno 2006 all'ospedale di Desenzano del Garda Bs, sono
stata seguita però per le eco agli Spedali Civili di Bs.
La mia esperienza personale è molto positiva per tutti e due gli ospedali, a
Desenzano il mio ginecologo il dott. D.C. è stato fantastico, mi ha sempre messo
a mio agio e mi ha sempre tranquillizzato su tutto, sempre disponibile alle
mille domande che gli ponevo, io sono stata fortunata la mia gravidanza a parte
il vomito per 9 mesi non ha avuto problemi, e quando abbiamo deciso per il tc
siamo stati un po' costretti perché uno dei bimbi era di traverso, per le eco a
Bs nessun problema anche li molto disponibili l'unica pecca che non lasciano
nessuna foto delle eco.
Poi il 28 maggio abbiamo programmato il tc per il 9 giugno alle 9.15 sono scesa
in sala operatoria, ho fatto la spinale, e alle 9.46 Davide e alle 9.47 Diego
hanno riempito con i loro strilli la sala operatoria.
Le infermiere e i medici mi hanno seguito benissimo, e anche al nido mi sono
trovata molto bene abbiamo cercato e insistito di vedere se arrivava il latte ma
niente da fare.
Le stanze sono a 2 letti c'è il rooming infatti i bimbi stanno con le mamme
sempre tranne per l'orario delle visite, per il TIN li portano a Bs però c'è il
reparto piccolo di neonatologia per le prime cure, a Desenzano spingono molto
per l'allattamento al seno, ti aiutano molto in questo senso.
Se posso dare un voto da 1 a 10 darei 9 agli ospedali ma 11 al mio ginecologo."
MILANO
Ospedale dei bambini - Vittore Buzzi
http://www.icp.mi.it/icp/Home/index.htm
La testimonianza di Nadia79, mamma di Giovanni e Paolo nati il 29/01/07 e di Alex il 30/08/03:
Io ho partorito Alex all'ospedale San Carlo di Milano. Mi sono trovata
bene,l'ostetrica è stata bravissima mi ha sostenuto fino alla
fine, (Alex è nato dopo 13 ore di travaglio... ero sfinita)
è stata veramente carina mi disse "Io ho quasi finito il turno
però non mi interessa finchè non partorisci rimango qui".
Anche la dottoressa che mi ha fatto partorire è stata brava e
carina, era pure giovane. Giovanni e Paolo sono nati al Buzzi a Milano.
Mi hanno fatto partorire di 29 settimane perché la loro
situazione si era aggravata. Fin dall'inizio avevano un nodo al cordone
e non solo... non avevano una membrana che li divideva e, in
più, invece di avere ognuno un cordone proprio, il loro iniziava
insieme e poi si divideva attorcigliandosi. Io sono stata seguita
già dal secondo mese, ogni 10 giorni avevo un controllo
perchè loro rischiavano la morte improvvisa. La dottoressa
Rustico che mi seguiva è fantastica, il giorno che ha deciso di
ricoverarmi era più agitata di me. Poi quando sono nati mi ha
detto "Ora te lo posso dire tu sei stata fortunatissima! Erano
pochissime le possibilità che ce la potessero fare"... io
infatti quando sono nati sono andata ad accendere due lumini
perché penso che non sia solo questione di fortuna se i miei due
tesorini ora sono qui. Quando in sala operatoria mi hanno fatto
vedere il cordone con il nodo mi sono venuti i brividi, ed al dottore
ho detto "Qualcuno ha messo giù una mano" e lui mi ha sorriso.
La dott. Rustico (che ha voluto pure una foto dei miei gemellini da
mettere nel suo studio), una volta nati, è andata poi nel
reparto neonatale a trovare i bimbi, ed è poi passata da me per
sapere come stavo. I dottori che mi hanno fatto partorire sono stati
bravissimi, l'anestesista fantastica e le infermiere molto carine e
simpatiche. Nel reparto neonatale tutti molto competenti e disponibili.
Diciamo che tutto l'ospedale conosce i miei piccolini, anche
perché come se non bastasse sono stati operati di ernia
inguinale. Si, alla fine, al san Carlo mi sono trovata molto bene ma al
Buzzi sono fantastici!
MILANO http://www.fondazionesanraffaele.it/jumpCh.asp?idUser=0&idChannel=7&idLang=IT
Istituto Scientifico Universitario San Raffaele - Via Olgettina 60, 20132 Milano
Telefono 02.2643 / 02.2643.1
http://www.fondazionesanraffaele.it/JumpNews.asp?idChannel=79&idNews=52137&idLang=IT&idUser=0
Ginecologia e ostetricia - Telefono 02.2643.2643
Ambulatori Specialistici:
ostetricia;
diabete e gravidanza;
patologia della gravidanza;
anestesiologia per analgesia parto.
Ecografia ginecologica e ostetrica:
ecografia ostetrica.
Monitoraggio della gravidanza:
monitoraggio patologia della gravidanza;
monitoraggio della gravidanza oltre il termine;
monitoraggio della gravidanza in paziente diabetica;
corso di preparazione al parto / corso dopo il parto;
ecocardiocolordoppler fetale;
ecografia encefalo (transfontanellare).
La testimonianza di Cristiana Elora, mamma di Beatrice e Federica 10/12/2001: "Ho partorito al San Raffaele di Milano, dove lavora il mio gine, che però è stato il medico che mi ha seguito di meno durante il periodo del ricovero. Sono entrata per forti dolori addominali (dovuti ad un terzo embrione annidato fuori sede) e mi hanno riscontrato un'infezione alle vie urinarie, valori biliari fuori controllo e forti contrazioni (a parte i dolori all'addome, io mi sentivo benissimo...). C'è stata una partenza poco rassicurante: causa sovraffollamento del reparto mi hanno messo, con altre mamme più o meno incinte, nella "suite", una specie di slargo in un corridoio vicino alle sale operatorie. Appena possibile c'è stato il trasferimento in una stanza, che ho quasi sempre condiviso con mamme di gemelli. Sono stata tenuta costantemente sotto controllo e tutte le mie domande hanno sempre avuto risposta in tempi ragionevoli. Ho pure mangiato bene! A parte il mio latitante ginecologo, che è comparso il giorno del cesareo per poi sparire nuovamente, i medici, le ostetriche e le infermiere mi hanno lasciato un ricordo positivo. A disposizione delle mamme del reparto c'erano dei termos di the e camomilla, i tiralatte (in caso di necessità era possibile farseli portare in camera), il congelatore per la conservazione del latte tirato. Gli assistenti della patologia neonatale resteranno sempre nel mio cuore: il mese trascorso con loro è stato indispensabile, commovente e spesso anche divertente."
La testimonianza di Paola F, mamma di
Andrea 10/09/97 e Davide & Daniele 06/11/01: "Io
ho avuto la stessa esperienza di Elora al San Raffaele di Milano.
Tra l'altro anche la mia ginecologa lavorava lì ma durante la degenza è stata
assolutamente latitante.
E' stato un handicap perchè, in mancanza del proprio ginecologo di fiducia, si è
meno ascoltate.
Nel mio caso sono entrata con delle forti contrazioni alla 34 sett.
Si pensava che i bambini sarebbero nati di lì a poco ma mi hanno talmente
imbottita di miolene che le contrazioni si sono arrestate.
I bambini erano cefalici ed i medici si sono tutti esaltati all'idea di fare un
parto gemellare naturale.
Anche io ero d'accordo. Poi però, dopo tre settimane, non ce l'ho più fatta...ero
così gonfia e sfinita....
Lì mi è mancata la mia ginecologa. Volevo il cesareo ma nessuno mi dava retta.
Ho dovuto dare fuori di matto per farmelo fare.
A parte questo, mi sono trovata bene.
Le camere sono a due posti (massimo tre) con il bagno. L'ambiente è
confortevole. Il personale qualificato e gentile, soprattutto le ostetriche. Si
mangia bene ed anch'io, come Elora, ricordo le passeggiatine serali sul
corridoio per bermi la camomilla.
Sono stata aiutata con l'allattamento e mi è servito, tanto che poi ho allattato
fino all'anno dei bimbi.
Prima di essere dimessa, con altre mamme, ho assistito ad un mini corso di un
neonatologo simpaticissimo. Ha raccontato un sacco di cose utili a tutte ma
soprattutto alle primipare.
Quando sono tornata a casa, dopo un paio di giorni, ho avuto un attacco di
panico. Ho chiamato il nido del San Raffaele. Si ricordavano bene di noi e sono
stati gentilissimi. Mi hanno tranquillizzato dandomi tutti i suggerimenti del
caso. Credo che anche questo sia importante."
La testimonianza di Margherita, mamma di Camilla & Filippo 10/09/04: "Ho partorito al San Raffaele di Milano dove sono stata seguita da quando ho iniziato la lunga avventura di volere un figlio che non arrivava. Ottima esperienza per quel che riguarda il reparto di fisiopatologia della riproduzione sia per quel che riguarda l'organizzazione pratica (da quando si decide di iniziare il trattamento ormonale per la fecondazione artificiale ti organizzano tutto loro i controlli vari e i tempi di attesa erano stati decisamente ragionevoli) sia per quel che riguarda il luogo, un posto carino e pulito e gente sorridente fa sempre piacere. Mi sono trovata bene anche per i controlli durante la gravidanza (che per i gemelli sono infiniti...) ad es. le eco te le prenotano direttamente una volta con l'altra così non rischi di non trovare posto al momento giusto. E' stato utile anche il corso preparto tenuto dalle ostetriche da una psicologa e dai ginecologi, tutti molto attenti a favorire il parto naturale e a consigliare l'allattamento al seno, niente di speciale però per le mamme di gemelli... Infine eccoci al parto. Io ho fatto un cesareo "semi programmato" nel senso che al controllo ecografico hanno trovato Filippo che non cresceva più e quindi dopo un ulteriore controllo la settimana dopo mi hanno trattenuta in ospedale. Il grosso problema del San Raffaele è il sovraffollamento del reparto, troppo piccolo per sostenere l'affluenza reale che hanno, ma so che si stanno muovendo per ampliare il tutto. Quindi ho passato anche io una notte nella famigerata suite (stanzone a lato delle sale parto da dove senti urlare le altre mamme, un pò sovraffollata e con un viavai pazzesco). La mattina dopo mi hanno trasferito in una camera tripla con bagno in camera abbastanza confortevole. Medici infermieri ostetriche tutti molto gentili. Un grazie in più alla capo ostetrica che si è prodigata per una mia richiesta speciale. Per il cesareo tutto è andato benone, mi spiegavano per filo e per segno tutto quello che mi stava per succedere in modo da tranquillizzarmi. Ho potuto vedere per un istante i miei bimbi (e mio marito li ha anche presi in braccio...) prima che li fiondassero in incubatrice. Stupendo tutto il personale della patologia neonatale: ricordo con affetto tutte le infermiere e anche Max, raro caso di infermiere in un reparto di patologia neonatale, molto simpatico e perfetto "mammo" che ho conosciuto nel mese che Filippo ha passato in ospedale e che ogni giorno mi rassicuravano sui suoi progressi (oggi +5 g e non ha rigurgitato etc.. etc..) e che ti facevano sentire come tra amici. Già sei lì angosciata sia per Filippo che era da solo in incubatrice sia per Camilla che hai lasciato a casa con la nonna... se qualcuno cerca di rassicurarti e anche di farti sorridere un po' non è male. Un grazie speciale a Patrizia che alle undici di sera è venuta a rassicurarmi sulla salute dei miei bimbi e a tirarmi su di morale per le crisi di pianto che avevo per non averli ancora potuti rivedere dopo il cesereo e per non poterli ancora allattare; è stata anche molto disponibile nell'insegnarmi ad usare il tiralatte e ,appena abbiamo potuto, a farmi vedere come allattare il mio piccolo Filippo che stava nel palmo di una mano. L'unica mia grossa critica, a parte il sovraffollamento, è che avendo io partorito a ridosso del week-end praticamente fino al lunedì non c'è stato uno straccio di pediatra che mi abbia detto come stavano i miei bimbi, per carità tutto il personale della patologia neonatale mi diceva che tutto era OK, ma un colloquio vero e proprio con il pediatra lo abbiamo avuto solo il lunedì..."
MILANO
Ospedale Niguarda Cà Grande
http://www.ospedaleniguarda.it/
Enzina (mamma di 4 bimbe fra cui due gemelle nate il 27/11/2006):