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Torino, 16 settembre 2005

Oggetto: Asili nido - richiesta intervento legislativo a tutela delle specifiche esigenze delle famiglie con bimbi gemelli e plurigemini.


Onorevole senatrice,

La nostra associazione è venuta a conoscenza dell’attuale trattazione, in Senato, di un disegno di legge, il nr. 2583, già approvato alla Camera, dal titolo “Nuove norme in materia di servizi socio-educativi per la prima infanzia”.
Nella seduta della Commissione speciale in materia di infanzia e di minori (Presidente Senatore Ettore Bucchero) del 14 luglio 2005 è stato, tra gli altri, apportato un emendamento al testo approvato alla Camera, che prevede, tra i principi generali che regolano il sistema (art. 2 lett. e), la sostituzione del testo “sostegno alle famiglie monoparentali” con il testo “inserimento di un criterio preferenziale per l’accesso ai servizi per i bambini provenienti da nuclei monoparentali”.
Inoltre, il comma f) prevede il seguente testo: “compartecipazione economica delle famiglie al costo di gestione dei servizi in rapporto al reddito, prevedendo l’esonero dal pagamento per particolari situazioni di disagio sociale ed economico”.

La nostra associazione, in collaborazione con il Progetto Gemelli del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, sta portando avanti un’azione di sensibilizzazione ai Comuni dotati di asili nido, affinché vengano previste delle condizioni preferenziali per l’accesso e le tariffe dei nidi per i bambini gemelli.

La condizione gemellare in Italia sta sempre più assumendo un significato numerico rilevante; recenti accertamenti indicano i gemelli residenti nella regione Piemonte nell’ordine del 3% della popolazione; ed a tale situazione non rileviamo un parallelo incremento dell’attenzione del “sistema” al particolare e indiscusso disagio economico e organizzativo delle famiglie con gemelli.
L’arrivo di due o più bambini gemelli costituisce un notevole carico di stress per la famiglia e il servizio di asilo nido rappresenta un punto di riferimento assolutamente indispensabile, sia dal punto di vista pratico che psicologico.
L’aiuto fornito dall’asilo nido favorisce inoltre il reinserimento della madre nel mondo lavorativo con benefici (ripresa di uno spazio individuale e possibilità di avere una maggiore disponibilità economica) che si ripercuotono su tutto il nucleo famigliare e in generale sull’economia di sistema.
Inoltre come riportato in letteratura, l’inserimento al nido è auspicabile per un adeguato sviluppo linguistico e relazionale dei bambini gemelli, in quanto offre l’opportunità di instaurare rapporti significativi che possono limitare il rischio di un’eccessiva chiusura della coppia.

Chiediamo, quindi, che

• sia prevista la condizione di gemellarità come requisito preferenziale specifico nella redazione delle graduatorie di ammissione, affinché, tra l’altro, non si verifichi la spiacevole situazione di un bimbo ammesso e l’altro no.

• per evitare che i genitori sostengano la spesa di un retta doppia per i figli gemelli, che a differenza di due fratelli, si trovano nella condizione di frequentare in contemporanea i servizi per l’infanzia, si preveda la riduzione delle tariffe almeno per uno dei bambini.

• l’importo della retta, inoltre, sia stabilito non soltanto in base al reddito del nucleo famigliare, ma soprattutto per la condizione di gemellarità.

Suggeriamo, pertanto, che il comma e) su indicato venga cosi’ riformulato:
“inserimento di un criterio preferenziale per l’accesso ai servizi per i bambini provenienti da nuclei monoparentali e per i bambini gemelli” e il successivo comma f) venga cosi’ riformulato:
“compartecipazione economica delle famiglie al costo di gestione dei servizi in rapporto al reddito, prevedendo condizioni preferenziali per i bambini gemelli e l’esonero dal pagamento per particolari situazioni di disagio sociale ed economico”.

Alleghiamo alla presente materiale relativo alla nostra associazione e ci mettiamo a disposizione per ogni chiarimento ulteriore.

Restiamo in attesa di un cortese riscontro e porgiamo i nostri migliori saluti.

LA PRESIDENTE
Patrizia Rossini

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