Io sono più brava...
(alla domanda di una mamma risponde la Prof.ssa Liana Valente Torre)

Enrico e Sara... i figli gemelli
della hapa!
Domanda:
Io sono
più brava di Pietro vero mamma?
Questa frase Martina ogni tanto me la spiattella.... sempre a fare confronti con
il fratello.
Sarò io che sbaglio in qualcosa, forse, essendo Pietro un po' più da riprendere,
lei nota questo e di conseguenza crede di essere più brava!
Certo che se Pietro comincia a sbattere tutte le posate e i bicchieri quando
siamo a tavola glielo devo dire che non si fa.... e lei "Io invece sono brava!
Vero mamma?"
Io non le rispondo, perché francamente direi di sì, che è più composta, mangia
senza sporcarsi ecc ecc, ma mi fa una rabbia quando dice così!
E il fratello la guarda serio serio....
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E pure in classe insieme ci vuole andare quel citrullo!
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Magari quando devo rimproverarli per qualcosa devo farlo individualmente.... ma
non sempre è possibile....
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È normale che facciano confronti tra loro
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(Ombretta)
Risposta:
La
tendenza al confronto è presente molto spesso nelle famiglie di gemelli.
Talvolta già prima della nascita, basandosi su semplici sensazioni somatiche, la
mamma inizia a fare confronti tra i figli e ad attribuire a ciascuno determinate
qualità. Dopo la nascita spesso il confronto è il modo più facile per conoscere
e per descrivere i bambini; ma spesso questi paragoni sono forzati ed
estremizzati.
Spesso i confronti all'interno della coppia riflettono la tendenza a confronti
dei genitori, finalizzati a distinguerli.
La coppia mf rappresenta un caso a sé. Molto spesso gli stereotipi collegati al
sesso sono portati all'estremo dai genitori stessi; le bambine sono più
chiacchierone ed emotive, i maschietti più spericolati e disobbedienti ed è così
che rischiano di strutturarsi dei ruoli rigidi nella coppia. La situazione è
complicata dal fatto che le peculiarità diventano reali e si configurano
soprattutto come una differenza di maturità tra i due (i bambini in questione
sono ancora molto piccoli, ma via via questa differenza andrà accrescendosi): la
femmina tende ad essere più matura negli anni dell'infanzia, più precoce nella
pulizia e ad avere un miglior profitto scolastico, sembra essere "più brava"
insomma.
Michela e Alberto, figli
gemelli di Barbara R.
Non
bisogna dimenticare però come la femmina abbia uno sviluppo meno problematico;
infatti, è come se l'elemento femminile della coppia, forse a causa di un
rapporto più stretto con la madre, riuscisse ad acquisire maggior equilibrio e
sicurezza, inoltre il maschio ha di fronte come specchio l'elemento femminile,
la ragazza quello maschile.
Queste differenze nello sviluppo possono generare sentimenti di invidia, gelosia
ed imbarazzo ed il rischio di un rapporto in cui si stabiliscano ruoli e
posizioni rigidi è molto alto. Inoltre le identità dei due bambini
rischierebbero di costruirsi in moro rigido e complementare.
In questo caso sono gli stessi bambini a sottolineare le differenze che
intercorrono tra loro. È necessario quindi da un lato consentire che le
caratteristiche individuali vengano espresse, senza essere estremizzate e
polarizzate (i genitori non dovrebbero sollecitare il confronto), dall'altro
l'attenzione deve essere posta sull'opportunità di offrire un ricco ambiente
relazionale in cui si realizzino processi individualizzanti e nella ricerca di
momenti esclusivi per ogni gemello con ciascun genitore. Potrebbe essere
importante per il maschietto avere degli "spazi e tempi privilegiati"con il
papà.
Prof.ssa Liana Valente Torre: esperta della tematica gemellare, già professoressa di Psicodiagnostica del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino, ideatrice del Progetto Gemelli, attualmente in pensione.
Novembre 2004