Alessandra ed Erika: due gemelle a confronto
intervistate, separatamente, da Alberto M. detto "Volga"


Volga tra Erika (a sinistra) e Alessandra (a destra)

 

DOMANDA: Un ricordo felice della tua infanzia-adolescenza.
   
Alessandra:

Dell’infanzia ricordo le nostre chiacchierate, a letto una vera “coccola per il cuore”
Da adolescente ricordo, l’emozione di una gita scolastica a Roma: pioveva e grandinava a dirotto: una stanchezza inenarrabile: il prof. ci ha detto aspettatemi da Mc Donalds e ci siamo mangiati un super hot dog… il paradiso!

Erika: Ricordo con piacere due distinte estati della mia infanzia: la prima nel ’79 al mare con nonna Maria, dopo l’intervento: i suoi fusilli al tonno e i budini ipercalorici, mi hanno rimessa al mondo! La seconda è l’estate del 1982: in montagna con i nonni materni, ho imparato a camminare per mano, senza più incrociare i piedi. Ricordo con simpatia, che   non c’era la tv allora papà la sera della finale, ci ha riportate a casa dicendoci:”Dai venite stasera c’è una grande festa perché l’Italia, vince il Mondiale!” Ho accettato controvoglia e verso le sei di sera gli ho chiesto:”Allora papi quando si festeggia?” Sappiamo com’è andata e… meno male altrimenti… chi diceva ad una cucciola che non si poteva festeggiare?
   
DOMANDA: Un ricordo doloroso della tua infanzia-adolescenza.
   
Alessandra:

Le visite interminabili dal fisiatra con tanti specialisti intorno, mi sentivo tremendamente sola e spaesata.

Erika: Gli specialisti in cerchio alle visite fisiatriche, ed io al centro troppo piccola e indifesa per chiedere cosa non andasse.
   
DOMANDA: Nei tuoi ricordi del passato è sempre presente tua sorella?
   
Alessandra:

Sempre… che vita sarebbe senza la mia twins?

Erika: Mia sorella è presente sempre. Anche nella pancia della mamma il suo cuore batteva a fianco al mio. Non essere mai soli e condividere ogni cosa, è il grande privilegio di essere gemelli.
   
DOMANDA: Cosa ti piace del tuo carattere?
   
Alessandra:

La buona volontà e il sorriso sulle labbra.

Erika: La determinazione e il coraggio: due doti indispensabili per vivere al meglio una vita in salita.
 
   
DOMANDA: Cosa vorresti cambiare del tuo carattere?
   
Alessandra:

L’insicurezza e la cocciutaggine.

Erika: Vorrei essere un po’ più forte, imparare a non abbattermi e al contempo, a valutarmi di più e meglio. Mi manca un filo di autostima.
   
DOMANDA: Cosa ti piace del carattere di tua sorella?
   
Alessandra:

La grinta, la determinazione e il senso dell’umorismo che, la portano a non prendersi mai troppo sul serio.

Erika: Lo slancio generoso verso gli altri e il suo sorriso: ne dona uno ad ogni persona che incontra.
   
DOMANDA: Cosa vorresti cambiare del carattere di tua sorella?
   
Alessandra:

La cocciutaggine e la sua capacità di avere sempre l’ultima parola su tutto.

Erika: Vorrei che imparasse a vivere di slanci: è davvero fin troppo responsabile, assennata, e prudente.
   
DOMANDA: Ti sei mai sentita in competizione con tua sorella?
   
Alessandra:

Non so neanche cosa significa competere e ne sono felice.

Erika: Mai come potrei competere con l’altra metà di me stessa?
   
DOMANDA: Sei mai stata gelosa di tua sorella?
   
Alessandra:

Mai! La sua gioia è la mia gioia, se lei è triste lo sono anch’io.

Erika: Assolutamente no… ho sempre voluto solo la sua felicità che è anche la mia.
   
DOMANDA: Quali sono le esperienze che vi hanno unito?
   
Alessandra:

La disabilità e il fatto di poter sempre contare l’una sull’altra. Dopotutto ci ha unite la vita.

Erika: Sicuramente quella universitaria. Ale ha creduto fin dall’inizio in quello che chiamo tra me, “progetto Laurea” tacitando col suo entusiasmo ogni mia incertezza.
Se oggi mi chiamano “dottore”, lo devo soprattutto a lei.
   
DOMANDA: Quali sono le esperienze che temporaneamente vi hanno allontanato?
   
Alessandra:

Qualche volta ci hanno diviso le passioni… ma un episodio che ricordo, è una splendida gita in Sicilia a cui ho partecipato solo io.

Erika: Se qualcosa ci divide sono le passioni: Ale sopporta con divertita indulgenza, la mia passione per Claudio Baglioni e soprattutto per gli atleti.
Quando vedo Jury Chechi volteggiare agli anelli, la vita mi sorride!
Io mi sorbisco “volentieri” il requiem di Mozart o i mottetti di Bach , che Ale studia per i concerti!
   
DOMANDA: Un episodio che ti ha fatto emozionare e commuovere.
   
Alessandra:

Il 05/12/2002 quando ci siamo laureate. Ero commossa nel vedere negli occhi di mamma e papà, la felicità dopo tanti sacrifici.

Erika: Due sogni realizzati: la Laurea conquistata nel 2002 lo stesso giorno di Ale, e nel 1996 aver avuto la grande gioia, di ascoltare il mio cantante preferito dal vivo: Claudio Baglioni.
   
DOMANDA: Un episodio che ti ha fatto soffrire.
   
Alessandra:

L’episodio che più mi ha fatto soffrire, è racchiuso in una data: 06/10/2001 quando papà si è ammalato gravemente.

Erika: 06/10/2001 quando papà è stato male: pioveva quel giorno fuori e dentro di me.
   
DOMANDA: Come definiresti il rapporto con i tuoi genitori?
   
Alessandra:

Semplicemente meraviglioso e assolutamente irrinunciabile.

Erika: Solido so di poter sempre contare su di loro.
   
DOMANDA: Cosa ti ha dato in termini di valore aggiunto il rapporto gemellare?
   
Alessandra:

Avere una gemella è il regalo più bello che ho ricevuto. Il “sale”e il senso della mia vita!

Erika: Mi ha dato forza ed entusiasmo per affrontare la vita e le battaglie che comporta.
   
DOMANDA: Di cosa ti ha privato il rapporto gemellare?
   
Alessandra:

Mi viene da rispondere di nulla: in due è meglio. La gioia si moltiplica, il dolore si condivide… bello no?

Erika: Di nulla in assoluto, spero che sia così anche per Ale.
   
DOMANDA: Il legame con tua sorella è stato sempre solido?
   
Alessandra:

Sempre. Un punto di riferimento, la consapevolezza dell’immensa fortuna di avere prima di tutto una compagna di strada.

Erika: Sì sempre insieme siamo un team formidabile!
   
DOMANDA: Hai mai provato il desiderio di essere figlia unica per non dover dividere con tua sorella l’affetto di mamma e papà e degli amici più cari?
   
Alessandra:

Qualche volta mi sono chiesta come sarebbe la mia vita senza Erika: in bianco e nero. Sarei molto triste e per questo, non ho mai desiderato essere figlia unica.

Erika: No assolutamente mai. Soprattutto da bambina, sarei stata molto più sola senza mia sorella.
   
DOMANDA: La presenza di tua sorella ha rallentato o accelerato il tuo percorso di donna verso l’indipendenza?
   
Alessandra:

Assolutamente accelerato senza di lei, non sarei quella che sono.

Erika: Stare con Ale mi fa sentire più autonoma: la sua sollecitudine mi fa assaporare degli impagabili momenti di libertà.
   
DOMANDA: Cosa consiglieresti alle mamme dell'associazione sulla gestione dei cuccioli (Stesse scuole e amicizie o scuole e amicizie separate)?
   
Alessandra:

La nostra esperienza è stata un mix delle due cose. Il consiglio che mi sento di dare a voi genitori, è di mantenere vivo il dialogo con i vostri figli, e mettersi in ascolto dei loro desideri.

Erika: Mai come in questo caso, ogni esperienza è a sé quindi, care mamme, affidatevi al più prezioso dei vostri alleati: l’istinto materno e siate sempre attente, alle esigenze dei vostri cuccioli.
   
DOMANDA: Quali sono gli errori fatti dai vostri genitori che vorreste che le mamme non ripetessero?
   
Alessandra:

Credo che i nostri genitori non abbiano fatto molti errori (a parte quello della mela tagliata a metà).  Una loro scelta che non ho condiviso è quella di non aver voluto un altro figlio. In questo modo secondo me, si sono privati della gioia di una genitorialità normale, e hanno tolto a noi il privilegio di avere un altro fratello.
Consiglio perciò a tutti i genitori, di non fermarsi dopo i gemelli perché un figlio è un dono e la presenza dei fratelli, aiuta la crescita serena dei bambini.

Erika: Se qualche errore è stato fatto è avvenuto a fin di bene.
L’unico comportamento che non ho approvato, è il loro tentativo di rendere Ale più responsabile e matura della sua età.
Capisco il loro intento: avrebbero voluto che mi aiutasse, che fosse il mio appoggio per il futuro, ma… era solo una bambina e aveva le mie stesse esigenze e difficoltà.
   
DOMANDA: Come si sta evolvendo il vostro rapporto gemellare ora che siete donne adulte che hanno intrapreso diversi percorsi professionali?
   
Alessandra:

In meglio, Erika mi conosce più di chiunque altro. Con lei sono libera di essere me stessa. Pensate che ogni giorno ci ritagliamo un momento per inviarci la mail del buongiorno… un modo  per essere sempre l’una accanto all’altra.

Erika: In meglio, lavorare in ambiti diversi ha reso più intenso il piacere di ritrovarsi assieme la sera, per condividere un momento tutto nostro, fatto di chiacchiere, complicità, e tante risate che scaldano il nostro cuore. 

 

  Aprile 2007

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