Identità e differenziazione nei gemelli
di Mariarita Barisione

Matteo e Tommaso, figli di
Annalisa (Anna e Nik)
Che i gemelli siano monozigoti, oppure dizigoti, maschi, femmine oppure misti poco importa! Ogni bambino gemello deve essere considerato, in primo luogo, un individuo a prescindere dalla coppia di cui fa parte.
Già nel ventre materno i gemelli, a seconda della loro posizione, vivono ambienti diversi e gli strumenti più avanzati della ricerca dimostrano chiaramente che le loro reazioni (anche quelle dei monozigoti) agli stessi stimoli sono differenti.
E’ chiaro che il processo di costruzione dell’identità e delle relazioni affettive, in gemelli che vivono insieme, è molto intenso ed è compito dei genitori e di chi vive accanto ai gemelli favorire progressivamente la differenziazione psicologica della coppia senza castrare il loro piacere di stare insieme.
Fin da quando sono neonati, i gemelli (che vivono la particolarità di un rapporto triadico) necessitano di avere alcuni momenti di interazione esclusiva con la madre ed è quindi importante che la mamma sappia ritagliare alcuni “spazi-da-figlio-unico” per ogni singolo bambino. Una buona occasione, per esempio, se i bambini non vengono allattati simultaneamente, può essere il momento della poppata. La separazione può portare a sicuri benefici, ma inizialmente è bene non forzarla: abituarli a brevi periodi di lontananza permette ad ogni bambino di instaurare rapporti con adulti e coetanei senza l’interferenza del co-gemello e creare nella propria testa i propri ricordi e le proprie esperienze ben distinte da quelle del fratello. Se, fin da piccoli, i bambini vengono gradualmente abituati ad avere degli spazi e dei tempi individuali avranno, ad esempio, meno difficoltà durante l’inserimento all’asilo nido od alla scuola dell’infanzia.
Personalmente, ritengo utile che la scuola suggerisca la separazione a partire dalla scuola dell’infanzia, per facilitare in ogni singolo bambino uno sviluppo libero da condizionamenti della propria personalità e questo, lo ribadisco, a prescindere dal fatto che la coppia sia mono o dizigotica, formata da un unico sesso o mista. La separazione scolastica, però, va a buon fine solo se i genitori fanno loro la necessità, per la coppia gemellare, di trovare il più possibile degli spazi e dei tempi individuali per poter creare una propria identità autonoma e preservarsi dagli inevitabili paragoni che verrebbero fatti in ambito scolastico.
Marzo 2007