BREVE STORIA DEGLI STUDI SUI GEMELLI

a cura di Mariarita Barisione

 

Da sempre i gemelli e la gemellarità hanno attirato l'attenzione della scienza e - da oltre cento anni - la coppia gemellare è oggetto di ricerche e di studi. Gli studi sui gemelli sono universalmente considerati il metodo più potente per stabilire l'importanza dei geni e quella dell'ambiente nel determinare le malattie.

 

Lo studio scientifico dei gemelli si fa risalire a Sir Francis Galton (studioso inglese cugino di Darwin) che con l'articolo The history of twins as a criterion of the relative powers of nature and nurture (La storia dei gemelli in funzione del criterio di reciproca influenza tra ereditarietà ed ambiente), pubblicato nel 1875, dà il via alle prime ricerche per comprendere in che misura i fattori ereditari e quelli ambientali possano influire sullo sviluppo della persona, utilizzando alcune coppie di gemelli. In realtà, in queste ricerche, i gemelli non sono tanto oggetto di studio, ma metodo di studio, tanto che viene coniato il termine metodo classico dei gemelli di Galton (che Zazzo, nel 1942, ribattezza in metodo dei gruppi contrastanti). Galton è il primo ad ipotizzare l'esistenza di due tipi di gemelli quelli monozigoti con uguale patrimonio genetico e quelli dizigoti con un patrimonio genetico pari a quello di due normali fratelli. Il suo metodo osserva le differenze esistenti fra gemelli monozigoti (ascrivibili all'ambiente) e gemelli dizigoti (ascrivibili alla ereditarietà), tali differenze indicano - per Galton - l'incidenza dell'ereditarietà sui fattori presi in esame. Questo metodo è ancora oggi utilizzato - nelle sue strutture fondamentali - in genetica, medicina... e anche psicologia!

 

Un secondo metodo di ricerca viene ideato, nel 1925, da Arnold Gesell (psicologo statunitense) e viene denominato il gemello testimone (twin controll). Questo metodo consiste nel sottoporre uno dei gemelli monozigoti ad un addestramento intensivo, mentre il cogemello viene lasciato ai ritmi dello sviluppo naturale, per poi osservarne le differenze di maturazione.

 

Nel 1939, lo studioso Von Bracken intuisce l'esistenza, nella coppia gemellare, di ruoli distinti e complementari ("il ministro degli esteri ed il ministro degli interni") e, partendo da questi studi, Luigi Gedda (pioniere della genetica italiana), nel 1948,  fonda la gemellologia (studio dei gemelli). Il suo metodo, definito clinico-gemellare (che Zazzo, nel 1942, ribattezza in metodo della concordanza), è in pratica un'evoluzione del metodo del gemello testimone di Gesell in cui, però, è la patologia di uno dei due gemelli monozigoti (o dizigoti) il metodo di raffronto. Nel 1953, Gedda fonda, a Roma, l'Istituto Gregorio Medel che - per oltre quarantanni - opera sotto la sua direzione nel campo della genetica e della gemellologia.

 

Oltre agli studi più prettamente genetici, il tema dei gemelli viene affrontato anche alla luce della teoria psicoanalitica. Nel 1952, la psicologa statunitense Dorothy Burlingham individua nelle coppie gemellari la tendenza all'isolamento ed all'opposizione nei confronti degli estranei.

Un grosso apporto si ha, nel 1984 (Il paradosso dei gemelli - 1987), dallo psicologo francese Renè Zazzo, il quale sostiene che i gemelli tendono a formare una coppia eccessiva in cui “l’esemplare gemello” rappresenta la sintesi di quel rapporto a due che l’uomo persegue nel corso della sua vita: prima con la madre, poi identificandosi col genitore dello stesso sesso, quindi con gli amici ed infine nel rapporto con la persona amata. Il suo metodo di studio si basa sull'osservazione e, in questa prospettiva, gli studi sui gemelli assumono una doppia veste: comprendere sempre meglio l'individuo come tale ed approfondire i rapporti relazionali di qualsiasi tipo di coppia. Dagli studi di Zazzo hanno preso vita le più recenti ricerche sui gemelli.

Aggiornato domenica 08 maggio 2005

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