LA GEMELLARITA': COME VIENE CONSIDERATA NELLE DIVERSE POPOLAZIONI
a cura di Mariarita Barisione
Secondo alcuni studi svolti presso la University of Iowa Hospitals and Clinics, in natura, i gemelli hanno un’incidenza di 1 su 80 nascite. Le tecnologie di fecondazione assistita e l'"usanza" di avere figli in età più avanzata ha incrementato notevolmente le nascite multiple tanto che l’incidenza è attualmente di 1 su 40 nascite.
L'incidenza delle nascite gemellari dizigotiche varia molto tra le varie popolazioni, dal 3 per 1.000 negli asiatici, all’8 per 1.000 nei caucasici, al 16 per 1.000 negli africani. Le nascite gemellari monozigotiche, invece, costituiscono circa il 30% delle le nascite gemellari e sono relativamente costanti in tutte le parti del mondo. Di sicuro, fin dalle epoche più remote, i gemelli hanno suscitato l’interesse della scienza ed impressionato la fantasia degli uomini, tanto che la loro nascita ha sempre portato con sé superstizioni e sentimenti, a volte, diametralmente opposti. In alcune popolazioni la gemellarità viene perché segno di benevolenza divina, in altre vi è un rifiuto totale.
In AFRICA (che è una sorta di "vivaio" dei gemelli: Gilles Pison, demografo dell’Ined, precisa nel suo « Mortalité et société en Afrique» che in alcune parti dell'Africa circa 1 parto su 20 è gemellare), a seconda dell’etnia, la nascita di gemelli provoca sentimenti differenti.
Nel Bènin, se uno o entrambi i gemelli muoiono, diventano comunque immortali e vengono rappresentati attraverso delle statuette che la mamma deve portare sempre con sé. In casa, al momento dei pasti, viene lasciato del cibo davanti alle statuette, in modo che le anime dei bambini possano mangiare. Se, purtroppo, la mamma muore, un membro della linea familiare deve provvedere a questa incombenza. In questa popolazione, i gemelli vengono considerati come perfetti, la loro nascita come l'arrivo sulla terra di esseri eccezionali e la loro mamma come un'eletta da Dio. Di fatto, i gemelli godono di diversi privilegi.
Presso i Dogon, nel Sudan francese, quella gemellare è intesa come l'unica nascita completa, essendo quelle singole interpretate come risultato della morte di un feto. I gemelli, inoltre, sono i primi a passare la prova di iniziazione alla caccia e portano, rispetto ai singoli, dei segni distintivi: un amuleto di latta, o di cuoio, che rappresenta la gemellarità.
In Uganda, presso i Baganda, si pensava che i genitori di gemelli avessero la facoltà di far crescere con maggior vigore le piante di banano, i cui frutti erano la principale fonte di sostentamento. Per tale motivo i bi-genitori eseguivano danze propiziatorie nei bananeti di parenti ed amici.
In Nigeria, tra gli Yoruba il culto dei gemelli è celebrato al massimo livello ed è curioso constatare come, in questa popolazione, si riscontri la più alta percentuale di nascite gemellari al mondo (pare dovuta all'assunzione di igname, una pianta contenente un'elevata quantità di estrogeni).
Tra i Dogon, che vivono nel deserto africano del Tenéré, ogni nascita di gemelli è accolta come simbolo di fecondità e di perpetuazione della stirpe.
Nel Sud e nell’Est, la nascita di gemelli suscita timore. Un timore fondato sul mito che i gemelli possiedano grandissimi poteri utilizzabili per scopi malvagi. Una delle cause, che sta alla base della cattiva accoglienza riservata alle nascite gemellari in questa parte del paese, è sicuramente il tasso di mortalità più elevato rispetto all'ovest ed al centro del paese. Inoltre, nella mitologia la prima coppia era costituita da gemelli misti che si rivoltarono a Dio loro creatore e scesero sulla terra per dedicarsi ad ogni genere di nefandezza. I Mandinghi, ad esempio, temono i gemelli perché pensano che abbiano una “doppia vista “, ossia che siano onniscienti.
I Folonas (una popolazione presente alla frontiera tra Costa d’Avorio ed il Mali) i gemelli, dopo la nascita, vengono messi in un capanno lontano dal villaggio per 24 ore, in modo da impedire loro di di minacciare l’autorità dei capi villaggio.
Nel Cameroun e in Nigeria, vengono attribuiti ai gemelli poteri soprannaturali che gli permettono di fare del male a chi causa loro dispiacere; i genitori devono dunque fare molta attenzione al modo in cui li trattano, perché potrebbero uccidere o far ammalare chi fa loro del male.
Nel Guinea Bissau, etnie Balanta e Mansoanca, vi è l'usanza di far vivere solo un gemello e di abbandonare quello più piccolo, malato o di sesso femminile al suo destino sulla riva di un fiume in attesa che venga portato via dall'alta marea.
Presso molti popoli dell’Africa centrale, per esempio i Ndembu e i Lele, le nascite dei gemelli appartengono al mondo animale e sono oggetto di avversione.
I Luba del Congo li chiamano "bambini dell’infelicità" e i Tonga sopprimono per tradizione uno dei due gemelli.
In Togo, gli Ewé ritengono la nascita di due gemelli un evento di ottimo auspicio ed offrono noci di cola ed acqua a statuette raffiguranti gli spiriti gemelli. Per i Bassari, al contrario, la nascita di due gemelli è una grave disgrazia ed un tempo uno dei due (se non addirittura entrambi) veniva soppresso.
In ASIA (dove la nascita dei gemelli è un evento abbastanza raro) i sentimenti suscitati sono piuttosto raccapriccianti:
Nello Stato del Myanmar (tra Laos e Thailandia) la nascita di gemelli va contro natura e, per questo motivo, i bambini vengono uccisi soffocandoli con la cenere ardente. I genitori vengono allontanati dal villaggio, essendo ritenuti segnati da un destino avverso.
In Giappone, dove le coppie di gemelli dizigoti sono 6 ogni 1000 nascite, l'espressione usata per gravidanza gemellare è chikusho-bara, che significa pancia di animale in senso dispregiativo.
In Cina i genitori privilegiati sono quelli che hanno dei gemelli, poiché non debbono pagare né multe né sovrattasse che sono invece dovute in caso di una seconda gravidanza.
In AMERICA CENTRALE, gli abitanti di Haiti pensano che se un bambino nasce con le dita palmate abbia mangiato il proprio cogemello in utero (cannibalismo).
In AMERICA LATINA Gli Yanomani dell'Amazzonia, in caso di parto gemellare, sopprimono il bambino più debole perché la madre non potrebbe allattarli entrambi.
In OCEANIA La tribù dei Kivai in Papua Nuova Guinea, pensa che se una donna mangia banane da un albero con due rami darà alla luce una coppia di gemelli.
Aggiornato martedì 03 maggio 2005