Cosa hanno da dirci i
gemelli...

Sara e Silvia
(in ordine d'età dai più piccini ai più "grandicelli" al momento della testimonianza)
Sara ed Enrico (3 anni), figli di Mariarita

Sara e Silvia (5 anni)
intervistate, separatamente, da mamma Alessandra R.
| Alessandra | "Sara, secondo te, che significa che tu e Silvia siete gemelle?" |
| Sara | "Che siamo nate insieme" |
| Alessandra | "Com'è il vostro rapporto, litigate spesso? E se sì perché?" |
| Sara | "Sì. Perché quando Silvia vuole un giocattolo lo voglio anch'io e allora litighiamo" |
| Alessandra | "Vorresti continuare a stare in classe con Silvia o preferiresti
che vi dividessimo e perché?" |
| Sara | "Voglio stare con lei. Perché le voglio tanto bene e poi è la mia
gemellina del cuore e perché mi piace stare con lei." |
| Alessandra | "Secondo te tu e Silvia vi assomigliate?" |
| Sara | "Tanto" |
| Alessandra | "Hai mai finto con qualcuno di essere Silvia? Se sì perché?" |
| Sara | "Sì, per fare uno scherzo" |
| Alessandra | "Vuoi bene a tua sorella?" |
| Sara | "Tanto" |
| Alessandra | "Silvia, secondo te, che significa che tu e Sara siete
gemelle?" |
| Silvia | "Significa che siamo in due" |
| Alessandra | "Ma anche due fratelli che non sono gemelli sono in due, e allora
che differenza c'è?" |
| Silvia | "Due fratelli magari si vestono uno di blu e uno di viola, e noi
due… Io ho un neo e Sara non ce l'ha." |
| Alessandra | "Com'è il vostro rapporto, litigate spesso?" |
| Silvia | "No" |
| Alessandra | "Vorresti continuare a stare in classe con Silvia o preferiresti
che vi dividessimo e perché?" |
| Silvia | "Con lei! Perché siamo gemelle!" |
| Alessandra |
"Secondo
te tu e Sara vi assomigliate?" |
| Silvia | "Sì" |
| Alessandra | "Quanto?" |
| Silvia |
"Fino
alla luce." |
| Alessandra | "Hai mai finto con qualcuno di essere Sara? E se sì perché?" |
| Silvia | "Sì, perché volevo fare uno scherzo" |
| Alessandra | "Vuoi bene a tua sorella? E quanto?" |
| Silvia | "Sì, ancora fino alla luce" |
Chiara ed Arianna (9 anni)
Chiara: "Io sono Chiara, gemella di Arianna, ed ho quasi 9 anni. Avrei da dire una cosa: non preoccupatevi genitori, se avete dei gemelli che non vanno d'accordo come me e la mia gemella Arianna: sappiate che un giorno Arianna si stava perdendo nel supermercato e io mi sentivo morire, perché non le avevo ancora chiesto scusa di tutte le cose brutte che le avevo fatto e detto. E con ciò voglio dire che ogni gemello nel cuore ha sempre l'altro e se l'altro è in una difficoltà pericolosa, il suo gemello lo vuole assolutamente aiutare a qualunque costo. Ora passo la parola a mia sorella. Ciao, Chiara."
Arianna: "Ciao, io sono Arianna e voglio dire a voi genitori di non disperarvi se avete dei gemelli. Io sono una gemella, litigo sempre con mia sorella. Io e la mia gemella, pure se litighiamo, ci vogliamo molto bene; quando una di noi sta in difficoltà, l'altra se è presente, la difende, quando invece non può aiutarla piange. Ciao a tutti. Arianna."
Alice, Carmen e Gioia (12 anni)
Carmen disegna una lite... cliccare per ingrandire!
Alessandra e Alessia (20 anni)
Alessandra:
secondo la mia
esperienza è inutile dividere le coppie di gemelle facendo frequentare loro
scuole e classi diverse... Una delle due è sempre più fragile dell'altra e avrà
sempre bisogno dell'altra.
Infatti mia sorella Alessia è molto attaccata a me, senza di me non fa "niente",
lei conta sempre su di me che sono la più "forte". A me questa situazione non è
che piaccia molto anche perché vorrei che la mia gemella si staccasse un po' da
me per così diventare più intaprendente, autonoma.. ma ahimè la vedo molto dura.
Il mio desiderio più grande è proprio questo: che lei si stacchi e cominci a
vivere veramente una sua vita senza di me.
Alessandra ed Erika: due gemelle a confronto (32 anni)
intervistate separatamente da Alberto M.
Benedetto e Carmine (32 anni)
Benedetto e Carmine: "Siamo Benedetto e Carmine, gemelli di 32 anni, monozigoti. Siamo nati il 19 settembre del 1967, a Minturno, provincia di Latina, le nostre famiglie sono originarie di Santa Maria Infante, una piccola frazione di 400 abitanti, vicino Minturno. Fino ad un attimo prima di nascere nessuno sapeva che fossimo stati in due. Sapete in un piccolo paesino di collina, lontano dalle grandi città, non si pensava ad ecografie o ad altre cose, si nasceva in casa. Nostra madre però fu portata in Ospedale, a Minturno, perché vi erano delle difficoltà. Gli infermieri e i medici sentivano alternativamente due battiti di cuore, prima forte e poi lieve, pensavano che il piccolino avesse delle difficoltà, passavano i minuti e l’attesa diventava sempre più snervante. Poi si pensò: se si sentono due battiti così differenti in posizioni diverse saranno due? Allora si decise il parto cesareo, E SORPRESA!!!!!!! Eravamo noi due abbracciati, e come potevamo nascere se era nostra intenzione rimanere abbracciati????? Erano le 4 e 35 del mattino, il 19. Nostro padre svenne, dovette correre subito a casa per prendere dei panni perché il corredino era stato preparato per un solo bambino, invece…. Una grande gioia ci fu in paese, nostra madre era piccola, aveva appena compito 21 anni. La nostra nascita fu un piccolo miracolo, negli stessi giorni infatti nostro padre ebbe la notizia della vincita del Concorso Magistrale ed ebbe la sua prima cattedra a Scafati, vicino Napoli. Siamo sempre stati insieme, a scuola, nella vita.

Anche se abbiamo 32 anni ci sentiamo ancora legati come se fossimo ancora piccoli. Crescendo i nostri comportamenti si sono man mano distinti, le nostre ambizioni e interessi diversi, la complicità che avevamo da piccoli man mano l’abbiamo persa, ma nonostante siamo due persone ognuno con una sua vita, ci sentiamo particolari: è bello sapere che esiste una persona che ti somiglia, è come avere parte di se stessi in un altro. Da piccolini eravamo molto complici, se uno dei due faceva qualche dispetto, zitti!!! E i rimproveri erano per tutti e due. Non ricordiamo fino a che età avevamo gli stessi vestiti, sappiamo solo che fummo noi poi a chiedere a nostra madre di diversificare gli abiti, forse avevamo meno di dieci anni, ricordiamo che nel 1980 (anno del terremoto, avevamo 13 anni, per questo lo ricordiamo), eravamo già diversi da un po'. A scuola siamo sempre stati insieme. Abbiamo studiato insieme fino alle scuole medie, poi ognuno per conto suo anche se abbiamo frequentato la stessa classe fino al diploma. I nostri genitori ci hanno sempre dato molta fiducia nelle cose che facevamo, non ci hanno mai fatto fare le stesse cose, se le facevamo era perché le volevamo noi. Siamo cresciuti in compagnia di nostra sorella Tina, più piccola di noi di due anni, nata nel 69. Per noi è sempre stata la nostra gemellina più piccola, sempre in mezzo nelle nostre foto (anche in quella del matrimonio), è vero che le rompevamo le bambole ma eravamo e siamo stati sempre complici anche con lei. Da piccoli giocavamo sempre insieme, ci inventavamo i giochi, a volte litigavamo, se uno dei due andava male a scuola, l’altro piangeva. Le nostre vite hanno cominciato a dividersi quando Benedetto (all’età di 22 anni) ha espletato il servizio militare (Carmine fu congedato per soprannumero), ebbene sì, è stato il periodo più lungo (12 mesi) di divisione forzata. E’ stato lì che abbiamo cominciato a diversificarci, anche nell’aspetto fisico, Benedetto ingrassò e per la prima volta i nostri pesi furono diversi. Da quel momento ognuno ha preso la sua strada, forse nella vita di due gemelli è giusto che ci sia un momento del genere, un momento in cui si cominci a fare qualcosa di diverso e si viva in modo diverso l’uno rispetto all’altro. Le nostre idee e le nostre sensazioni però sono uguali, forse perché abbiamo lo stesso DNA!!!! Uno dei ricordi più belli che abbiamo è il seguente: una frase che dicevamo da piccoli quando giocavamo insieme con delle trombette girando intorno ad un tavolo rotondo: “Mattutetu, dum dum”. Nessuno ha mai capito cosa volevamo dire!!!!!! Ciao, Benedetto e Carmine"
Lisa e Silvia (36 anni)
Voglio dare il mio
contributo a chi ha avuto la fortuna e ne avrà di avere figlie/i gemelli.
Mi chiamo Lisa Frasca.
Mia madre Graziella e mio padre Marcello non sapevano niente fino al momento
dell'uscita della sottoscritta. Poi un pianto. Un silenzio di mezz'ora e mio
padre grondante di sudori freddi nel corridoio della clinica di V.le S.
Lavagnini a Firenze. Poi un nuovo pianto: esce la suora infermiera e comunica
che c'è anche la Silvia.
Un colpo, 'na mazzata: come la chiamiamo la non prevista?
Ma non è stato poi tutto bello.
La depressione di mia madre e altri problemi legati al vissuto caratteriale e
personale dei miei non ha reso semplice la nostra crescita. Vorrei consigliare
una cosa: non lasciate che una o uno dei gemelli predomini più di tanto
sull'altro e curate lo sviluppo delle singole personalità. Sembra impossibile
ma serve sopratutto farli sentire in grado di potercela fare a affermarsi senza
la presenza/assenza dell'altro.
Tra me e mia sorella è stata una guerra: io scappavo perché sentivo il resto del
mondo e lei che mi correva dietro perché il suo mondo lo vedeva solo in me.
I genitori possono fare tanto ma fin dall'inizio. Fatevi aiutare, non
sottovalutate certi atteggiamenti che infantili e basta non sono.
Auguri a tutti e spero tanto di potercela fare anch'io a partorire dei gemelli:
Io sono gemella omozigote della Silvia e la madre del mio Danielino, la
Giovanna, è anche lei gemella omozigote della Franca. Ce la faremo? Speriamo.
Ciao, Lisa.
Paolo e Pietro (42 anni)
La storia da raccontare sarebbe troppo lunga e poi... che senso avrebbe rivangare sempre le difficoltà incontrate. So solo che ora, con una certa esperienze, con tanto lavoro di autoformazione con letture su temi a carattere psicologico, mi rendo conto e capisco il motivo di tante lacrime versate in tempi remoti. Se non altro per l'isolamento che i miei genitori mi hanno imposto solo per il fatto che essendo in due, pensavano che potevamo, e quindi dovevamo giocare senza coinvolgere nessun altro coetaneo. Quindi, ho iniziato a conoscere il mondo solo dopo i quattordici anni quando ho potuto e voluto incominciare a dire la mia, ribellandomi, mettendomi in conflitto con tutto e con tutti, compreso il mio gemello che proprio non sopportavo più, dato che lo consideravo una mia sovrapposizione. Dunque, arrivo ad oggi che ho 42 anni, con un matrimonio fallito, ma un figlio splendido che adoro e mi sento ancora indietro rispetto a chi ha la mia età. E' come se stessi vivendo ora i trent'anni, e francamente, forse è un vantaggio perché non s'invecchia. Facendo sempre riferimento alle problematiche che ho accennato, ho finalmente compreso che i gemelli e solo i gemelli possono capire a fondo altri gemelli. Quindi, siccome vorrei cercare di ricrearmi un ambito familiare integro, ho avuto l'idea di presentarmi, senza particolari velleità, più per curiosità e speranza, nei siti dedicati ai gemelli. "Nobody knows" dice un detto inglese, (nessuno lo sà...). Avrei tanta voglia di riscattarmi, in tutti i sensi, anche dai sensi di colpa e di inferiorità che nutro nei confronti di mio fratello, perché come certamente saprete, in ogni coppia esiste uno "emergente" o semplicemente più bravo, più socievole, più vispo etc., mentre l'altro subisce la sua influenza. Il problema nasce subito perché chi ci circonda ci misura e ci mette in concorrenza non capendo che uno, di certo, ne resterà ferito, per tutta la vita. Tant'è che ora siamo diventati, per certi versi, speculari. Io soffro l'altezza, mio fratello fa il vigile del fuoco e beve il caffè semplicemente a 40 metri da terra con un solo piede poggiato su un gradino, per esempio. Insomma, sono proprio una brutto gattaccio che ha preso tante sberle e che vorrebbe "drizzare il pelo" come forse non lo ha mai fatto. Tutto qui. Se per caso conoscete una gattina gemella nelle stesse mie condizioni (scusate se chiedo troppo) - possibilmente di nome Caterina o Virginia o Manuela... lauta ricompensa. Simpaticamente. Paolo
Alda, Giusy e Terry (45 anni)
Essere
Gemella!
...Non pensavo di dovermi raccontare! Mariarita, mi hai coinvolta tu
in questa esperienza... ci proverò! Allora sono nata di sette mesi e pare che
non siamo vere gemelle. Pesavo - alla nascita Kg 1.200 - come le mie sorelle.
Abbiamo anche un fratello, ma più vecchio!
Che dire??!!.. Forse che mia madre è stata una donna
"eccezziuuunale veramente", anche senza togliere il merito a mio padre e ai
nonni materni e a molti altri, che molto hanno contribuito alla nostra crescita
fisica e mentale!
Ricordo una cosa inquietante che mia madre mi raccontava
spesso... un nostro
parente medico - quando nascemmo - le disse: "Sono
premature, non riusciranno a sopravvivere (ragazzi era il 1954!)... tienine due
e una dalla a balia... come farai??"
Ringrazio mia madre ed il suo istinto...
siamo tutte tre vive e vivacissime e... veramente delle rompi... a detta degli
affetti più cari!
Ricordi??? Alcuni sono vivissimi, altri sfuocati, ma i
primi risalgono ai 3 anni...
Ci sarebbe da scrivere un libro... e solo ora -
raccontandomi - potrei dire che forse,
forse l'idea non sarebbe malvagia! Lo
si potrebbe intitolare "Io e gli specchi di me stessa!"
Per ora vi posso
raccontare a sommi capi come siamo cresciute. Il resto verrà di volta in
volta...Vedremo!! Ragazzi, mi spiace che mia madre e mio padre non ci siano più
"le mie radici mi mancano!", altrimenti avremmo avuto ottimi
consulenti!!

Per tre settimane rimanemmo minuscole ed il cranio era
grosso come un arancia... raccontava la mamma, fummo ospitate da un'incubatrice
termica donata all'ospedale appositamente per noi!! Ed in seguito - diceva mia
madre - ci teneva avvolte con il cotone per mantenere i nostri piccoli corpicini
al calduccio!!
In casa mia vi era il clima da caserma, sì proprio così!
Scandito da orari... poppata, bagnetto, nanna, attività ludiche, poppata... ecc.
Le poppate erano solo 7... e il latte mia madre lo riceveva da donatrici, perché
lei non era in grado di fornirlo a tutte e tre...
Frequentammo l'asilo e le
scuole elementari insieme fino alla quarta elementare. Poi - rendendosi conto i
miei genitori che forse era necessario che avessimo una
nostra identità -
(eravamo brave a scambiarci!! eh eh eh...) ci separarono, facendoci un
bellissimo regalo!!
Già, ricordo comunque che la cosa ci piacque molto,
poter essere vestite in modo diverso, il potersi scambiare i vestiti (così
sembrava che ne avessimo molti!!)... e il non sentirsi dire dagli insegnanti:
"Tu chi sei?? Alda, (io portavo occhiali e li toglievo!!) Giusy o Terry??" e
noi: "Boh??? indovini!!"
Anche le scuole Medie inferiori le
frequentammo in tre classi diverse...
Per le superiori invece... sia Giusy
che Terry, erano insieme e confesso di ricordare spesso litigi legati alla
rivalità fra loro due!! Io ero presso un'altra scuola... feci altre scelte di
vita. All'ultimo minuto mi iscrissi presso un istituto tecnico femminile, poiché
l'istituto magistrale non mi ispirava... o non avevo intenzione di stare in
classe con loro??!! Veramente non mi sono mai posta il problema.
Terminate le
scuole superiori, io iniziai subito a lavorare come archivista in una biblioteca
e poi ad insegnare; una sorella divenne prima ostetrica e poi caposala
presso una struttura medica di Pavia e l'altra si impiegò presso un ufficio di
contabilità in Torino.
Attualmente Giusy, sposata con un medico, vive a
Cremona, è madre di due bellissimi fusti... Fulvio e Vittorio di 9 e 17 anni.
Terry, invece, sposata con un tecnico - biologo, vive a Pavia ed è madre di
Giuliana, 10 anni, e di Francesco di 17 anni. Io Alda sono sposata con un
Capogestione dipendente delle Ferrovie Statali e madre di Guido di 18 anni!
I
nostri raduni erano un poco caotici!!
Al nostro fianco è cresciuto mio
fratello Ermanno, ora medico, che prossimo alla tesi di Laurea diceva sempre che
l'avrebbe fatta su:"Implicazioni psichiche e fisiche dovute alla convivenza
forzata con tre sorelle gemelle!!". Poveraccio spesso era la nostra vittima e -
a volte - il capro espiatorio della situazione.. e questo a volte lo ricusai a
mia madre.. dopo in età di intendere e volere.
Aneddoto: una volta mio nonno
lo trovò in cortile, aveva allora sei anni, con una carriola, tre bambole ed una
pala. "Ermanno che fai?" chiese mio nonno"Nonno,
faccio uno buco grosso...
per seppellirci le mie sorelle!!"... povero bambino!!
Ecco è tutto a sommi
capi... per le vicende personali, i vissuti interiori e il nostro modo di essere
"io e gli specchi di me stessa..."...vi racconterò in altre puntate... sennò il
sito a che serve?? vero ragazzi??
Aggiornato luglio 2007