
Con
l’approssimarsi dell’inizio delle scuole, si
ripropone
sul forum della nostra associazione l’annoso problema: i
gemelli vanno separati
a scuola oppure no? E se sì a partire da che età?
Le scuole in Italia non
hanno – ad oggi - una politica
comune sulla formazione scolastica dei gemelli o dei tripletti,
malgrado
l’effettivo aumento delle nascite multiple. In particolare, a
mio avviso, manca
una massiva informazione degli insegnanti su ciò che
significa essere gemelli,
sulle caratteristiche peculiari della loro psicologia, sui loro bisogni
accentuati di identità ed identificazione. In linea
generale, si assiste ad una
mancanza di consapevolezza e informazioni sufficienti: alcune scuole
–
basandosi puramente sulla teoria – tendono a dividere i
gemelli senza neppure
sentire il parere dei genitori, alcune scuole tendono invece a
lasciarli
insieme perché ritengono che così il loro
inserimento sia meno complesso,
oppure per non entrare in conflitto con i genitori che non accettano la
separazione… in alcune scuole (purtroppo!!!!) non ci si pone
neppure il
problema. A mio avviso, come moglie di un gemello, mamma di due gemelli
ed
insegnante di scuola dell’infanzia credo che non esistano
“ricette
precostituite”, ma che sia necessaria una certa
flessibilità. In linea
generale, sarebbe auspicabile che i gemelli venissero separati
già a partire
dalla scuola dell’infanzia, dove il tipo di struttura
facilita un “distacco
dolce”: ci sono molti momenti di crescita separati, ma
esistono molti momenti
insieme (giochi comuni, sezioni aperte, etc.). Questa linea teorica,
però, va a
mio avviso assolutamente condivisa con la famiglia dei bambini
perché se non
“viene sposata in toto” può diventare
controproducente. Alcuni gemelli possono
in effetti avvertire un così alto grado di ansia da
separazione che questo
potrebbe ostacolerebbe l’apprendimento. Ciò,
però, non significa che non debbano
formare delle identità sane. I genitori dovrebbero, secondo
me, poter avere la
scelta se separare o meno i loro figli gemelli. Tuttavia, i genitori
dovrebbero
essere aperti ad ascoltare le motivazioni degli insegnanti.