Matrimonio e “vita da gemelli”: cosa cambia
Ora che il mio gemello si è sposato (nel maggio di quest’anno) ed è andato a vivere in un’altra città, una nuova fase si è aperta nella nostra “vita da gemelli”. Avevamo già vissuto un periodo di “separazione”, è stato durante l’anno di servizio militare di mio fratello, ci vedevamo una volta ogni 2-3 settimane, ma c’era la consapevolezza che terminati i 12 mesi di leva la “vita da gemelli” sarebbe ritornata quella di prima, sullo stesso binario, nello stesso spazio e con gli stessi tempi.
Con il matrimonio invece, i binari si separano e anche se continuano a viaggiare in parallelo (il legame è comunque indissolubile) è una scelta che porta ad una svolta dove molte cose cambiano nella vita di tutti i giorni, soprattutto se si tiene in considerazione il fatto che per 35 anni abbiamo vissuto sotto lo stesso tetto condividendo spazi e tempi. Ma sono cambiamenti che non intaccano l’essenza e l’essere gemelli. Mi spiego.
Nell’immediato si percepisce la distanza “fisica” e inevitabilmente si rinnovano i tempi della “vita da gemelli”: lo spazio e le ore in cui si sta insieme si riducono, la durata delle chiacchierate non sono più quelle di prima, ora ci vediamo una volta ogni 7-10 giorni. Questo, però, non influisce affatto sul nostro “linguaggio” che, “scoperto e inventato” da neonati, resiste da sempre al tempo e alle distanze e neanche la complicità e l’essere gemelli mutano, questo avviene, forse, perché i gemelli vivono una dimensione dove il tempo e lo spazio sono relativi.
Questa distanza “fisica” non è quindi vissuta come un trauma e paradossalmente non è percepita come un vero e proprio cambiamento: eravamo gemelli prima e continuiamo ad esserlo. Invero, vi è la scoperta di una nuova “individualità” non tanto verso il gemello quanto verso gli altri.
Prima del matrimonio, le persone (amici e parenti), vedendoci sempre insieme nella vita di tutti i giorni, spesso si rivolgevano a noi come ad un solo individuo (anche se incontravano uno solo di noi due), espressioni del tipo “venite anche voi a mangiare una pizza? Allora, cosa ne pensate? Come state? Dove abitate?” erano frequenti e le risposte erano naturalmente al plurale (anche se a rispondere era uno solo di noi due). Questo modo di comunicare con noi non ci(mi) ha mai creato problemi, ma ora che sono “single” sono cambiate le relazioni “esterne”. Le domande ora sono dirette a me, al singolare e di fronte a questo cambio di rotta nella comunicazione e nel linguaggio ho dovuto cambiare anche il modo di rispondere: non più al plurale, ma risposte che l’interlocutore si aspetta da “me” e non con il “noi”.
Devo ancora abituarmi a questo cambiamento e spesso ricorro ancora al “noi” quando rispondo, si intrufola da solo nei discorsi e resiste imperterrito.
Anche le scelte si sono adeguate a questa nuova fase di “vita da gemelli”, se prima ci confrontavamo quando si doveva prendere una decisione ora questo confronto non c’è più, le scelte sono individuali anche se quotidianamente gli aggiornamenti sul “cosa stai facendo” sono continui.
Quando prima del matrimonio mi chiedevano: “Ma ora che tuo fratello si sposa, come ti senti? come reagirai”, io rispondevo sempre: “Per ora mi sento tranquillo, dopo non so, devo comunque verificare come si sta con il gemello sposato e in un’altra città, poi vi faccio sapere”.
Posso dire ora di aver verificato che la nostra “vita da gemelli” non è per niente cambiata, se uno di noi due si è sposato non vuol dire che non si è più gemelli, il nostro mondo c’è sempre, non è scomparso.
Questo concetto è importante e deve valere per tutti i gemelli/e che nella loro vita vanno incontro ad una separazione che non deve essere necessariamente causata da un matrimonio, ma anche da motivi di lavoro, di studio e altro. La separazione deve essere affrontata con serenità e anzi, forzando un po’ la mano, deve essere cercata, non attenderla passivamente come un fatto negativo della vita.
Il vero cambiamento è la scoperta di una individualità che già esisteva e che si rafforza rinnovandosi giorno per giorno.
Insomma, gemelli si nasce e gemelli si continua ad essere: la nostra esperienza si arricchisce e il nostro mondo di gemelli si apre ancora di più verso l’esterno e così abbiamo la possibilità di mostrare e “propagandare” sempre di più quella sensibilità del nostro animo che è la caratteristica principale che ci contraddistingue.
Scritto il 24-10-2003