Crescere gemelli tra mille difficoltà

risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati - psicologa e psicoterapeuta

Una gemella adulta scrive: "Gentile Dottoressa, ho letto che lei si occupa di relazioni fra genitori e figli e tra fratelli; io ho una gemella (monozigote) e mi piacerebbe tanto capire, per poi raccontare, la mia storia di gemella. Forse lei mi può aiutare. Ho 39 anni, sono sposata ed ho una figlia di 14 anni, vivo in provincia di Milano. Mia sorella è in cura presso un c.p.s., è molto legata a mia madre ed ha sempre detto che io ero e sono la preferita della mamma. Addirittura - quando era adolescente - ha iniziato a bere e fumare e mi diceva che lo faceva perché la mamma voleva più bene a me. Ho avuto tantissimi problemi, tanto che nel 1988 mi sono rivolta ad una psicanalista ed ho fatto una terapia: ho capito e risolto molti problemi (soprattutto quelli che avevo con mia madre) e sono stata meglio, però ci sono molti punti oscuri nel mio cuore. Una cosa che non sopporto è quando mi dicono che devo aiutare la mia gemella perché è in una brutta condizione: ebbene io mi sono impegnata per molti anni, ma lei non ha mai collaborato fino in fondo e poi io non sono la sua terapeuta. Sono stufa marcia, soprattutto di mia madre, ma non solo... mi ha fatto sentire responsabile ed in colpa della situazione della mia gemella."

Risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati - psicologa e psicoterapeuta: "Gentile Signora, il rapporto gemellare é complesso, differenziandosi dal rapporto fratellare/sororale comune. Con i dati forniti é complicato riuscire a dare una risposta esaustiva, ma si può comunque notare la difficoltà che esiste a differenziarsi da un ruolo di responsabilità ed accudimento che la famiglia e la stessa gemella Le hanno attribuito. Del resto se la Sua gemella è già in carico presso una struttura il Suo supporto dovrà eventualmente essere valutato e concordato con chi segue Sua sorella. Per quanto concerne le pressioni che sente fare sulla Sua persona, può senz'altro valutarle come una richiesta di aiuto e sostegno che sarà Lei a valutare se fornire o meno. Essere gemelle non significa essere simbiotiche, ma pur nella specialità del rapporto riuscire a sviluppare delle autonomie individuali che, dove possibile, consentano di vivere la relazione con armonia ed affetto. Sentirsi legati controvoglia è inutile e dannoso per le Vostre singole persone e per la Vostra relazione gemellare."

   
                                                                                                                         Scritto il 11-06-2002

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