Gemelli e adolescenza

Dott.ssa Susanna Cameriere: psicologa, specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale della famiglia, della coppia e dell'individuo, cultore della materia Psicodiagnostica, all'epoca della stesura membro del team del Progetto Gemelli del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino. 


Alice, Carmen e Gioia, figlie di Maggie

L’adolescenza è un momento di cambiamento che comporta rapide e profonde trasformazioni fisiche, mentali, sociali. La gemellarità può costituire un aiuto o essere, viceversa, di ostacolo nel processo di maturazione adolescenziale. Accompagnare due o più ragazzi contemporaneamente nel cammino verso l’età adulta può essere gratificante ma anche molto complesso per i genitori che hanno il difficile compito di separarsi gradualmente dai gemelli e di raggiungere un equilibrio nella relazione con ogni ragazzo.

Per ciò che riguarda lo sviluppo fisico i gemelli monozigoti, che in genere presentano discordanza di peso alla nascita, tendono a svilupparsi parallelamente nel periodo della pubertà; i dizigoti possono avere uno sviluppo molto differente tra di loro e tale fenomeno viene spesso sottolineato da parenti e amici, causando preoccupazione nei genitori e un possibile disagio nel ragazzo con uno sviluppo più tardivo. E’ importante essere preparati ad accettare i tempi di crescita di ognuno senza perplessità o particolare preoccupazione, ma con la consapevolezza di avere di fronte due individui diversi che hanno uno sviluppo fisico differente. Le particolari caratteristiche fisiche, compatibilmente a desideri e alle potenzialità del ragazzo, possono aiutare i genitori ad indirizzare il loro figlio nella scelta delle attività extrascolastiche. Incoraggiare i gemelli ad intraprendere interessi diversi, può essere un modo per liberarli dal continuo confronto, dai pericoli della chiusura di coppia e per dare la possibilità al singolo adolescente di stringere delle amicizie. L’inserimento del ragazzo in un gruppo di coetanei è una tappa fondamentale per lo sviluppo dell’identità, che nei gemelli si struttura con un modalità differente rispetto agli altri ragazzi. Nel nato singolo matura l’esigenza di conquistare la propria individualità principalmente attraverso la separazione e l’opposizione nei confronti dei genitori. La presenza di un gemello, che condivide da sempre le stesse esperienze, può rendere più facile il processo di separazione dai genitori, ma può anche rappresentare un elemento di difficoltà se il legame tra gemelli è troppo intenso.

In adolescenza, quando le inclinazioni personali iniziano ad essere ben definite, quello che era un legame fortissimo rassicurante ed indissolubile durante l’infanzia, può diventare una costrizione. I gemelli sopportano sempre meno di essere confusi, sentono che la presenza del co-gemello può rappresentare un ostacolo alla loro libertà e allo sviluppo della loro identità. Spesso il desiderio di separarsi è più forte nel gemello “sottomesso” che non tollera più di essere guidato dal co-gemello, mentre il dominante tende a soffrire di più quando fratello inizia a distaccarsi;  sente di aver perso il suo unico ruolo, quello di prendere decisioni nella relazione gemellare e ha la sensazione di  AVERE perso la sua identità. In letteratura viene spesso descritta la drammaticità della separazione in età adolescenziale fra i gemelli, che devono riuscire a trovare un equilibrio tra due esigenze contrastanti: il bisogno di mantenere il legame di coppia e contemporaneamente di affermarsi come persone autonome, uniche e separate.

Nella ricerca dell'individualità il forte legame con il fratello li può ostacolare  anche nel crearsi degli amici, che non riescono a capire il rapporto profondo e il modo immediato di comunicare dei gemelli. Inizialmente alcuni gemelli possono diventare amici di altri gemelli  o condividere lo stesso gruppo di ragazzi per poi trovare gradualmente ciascuno i propri amici. Alcuni gemelli sono molto sicuri nelle relazioni sociali solo perché hanno sempre un partner, ma se un membro della coppia conta troppo sulla presenza costante del co-gemello potrebbe sentirsi “perso” nel trovarsi ad affrontare la vita da solo. Per questo alcuni gemelli temono di essere separati e l’inserimento scolastico in due classi diverse può essere molto difficile: inizialmente possono manifestare ansia di separazione poiché si sentono “svuotati” di una parte di sé in assenza del co-gemello; altri possono rifiutare la separazione, ostinandosi ad usare ancora il “noi” o ricercando una relazione che possa sostituire quella con il co-gemello. A volte i gemelli adolescenti hanno comportamenti che rasentano l'ostilità: non si parlano, litigano spesso, possono perfino arrivare alle mani; tale conflittualità, se non viene portata all’estremo, è funzionale al raggiungimento di un senso di sé individuale e di una propria identità sessuale adulta. Diversi studi (Glenn, 1966; Grasso, Chimenti e Parisi, 1981) sono concordi nel sottolineare come nei gemelli rischia di strutturarsi un’identità di coppia che può rendere complesso l’accesso all’identità sessuale stabile e definita. Nei gemelli dizigoti di sesso opposto l’identificazione sessuale può comportare maggiori difficoltà originate dalla confusione tra rappresentazione di sé e dell’altro e favorite dai sensi di colpa che derivano dall’attrazione per il cogemello.  Nei gemelli dello stesso sesso il rischio è che si rafforzi un’identità di coppia senza un referente dell’altro sesso.

Poter stare senza il co-gemello diventa in adolescenza una condizione essenziale per potersi affermare come persona. Se non si rendono autonomi in questa fase, la dipendenza reciproca può diventare così vincolante da produrre negli anni una “fusione” che rende impossibile la separazione (Oliverio Ferraris, 1995).

Il conflitto tra il desiderio di individualità e la “fedeltà” verso il fratello è presente in ogni decisione presa da un gemello adolescente e anche le relazioni sentimentali possono essere un tema “spinoso” da affrontare. I gemelli hanno un gran bisogno d’individualità, ma quando sviluppano un attaccamento serio per un’altra persona si ritrovano a lottare con gli effetti ansiogeni che questa relazione suscita nel co-gemello. Alcuni gemelli fidanzati si sentono in colpa perché lasciano da solo il co-gemello. Molti studi mostrano come in particolare le ragazze siano poco propense al matrimonio. Due gemelle di 18 anni dicono:

“E’ come se dovessimo fare un divorzio prima di andare avanti con la nostra vita, ma tuttavia ci amiamo a vicenda.”

Un gemello di 30 anni in crisi perché il fratello si è sposato e sta progettando di avere dei figli dice di aver sempre vissuto le relazioni sentimentali come “un complemento”, un modo per colmare il vuoto lasciato dal fratello col quale sogna di tornare a condividere la vita.

Da quanto detto si può chiaramente capire come sia importante che i gemelli arrivino all’adolescenza “preparati”, è fondamentale che siano stati abituati fin da piccoli a momenti di separazione, a rapporti individualizzati con adulti e coetanei e a un’immagine di sé come individui e non solo come “coppia”.

Secondo Siemon (1980) la risoluzione del processo di separazione non può che avvenire con la presa di coscienza del distacco dal co-gemello, che sarà tollerato accettando il fatto che la relazione gemellare, nel modo in cui è stata vissuta fino a quel momento, non esisterà più e che un tale grado di intimità non potrà essere più raggiunto all’interno di nessun’altra relazione. Tale accettazione sta alla base dello sviluppo di relazioni di coppia adulte, soddisfacenti e consolidate e della possibilità di realizzare progetti di vita autonomi.

Bibliografia 

 

Ultimo aggiornamento 25 novembre 2005

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