Primogenita abbandonata?

Una mamma scrive: "Sono la mamma di Gaia e Domenico di 2 anni e della primogenita Doriana di 9 anni. Avrei bisogno di una indicazione proprio a riguardo della grande; in realtà non ho un problema specifico, ma vorrei sapere se quanto facciamo può essere considerato corretto. Cerco di fare un quadro della situazione: Doriana è stata per 7 anni seguita e amata da noi genitori e dai 4 nonni tutti per lei, essendo noi genitori figli unici; lei - dall'età di 3 anni  - chiedeva un fratellino e anche noi desideravamo avere un altro figlio, ma per problemi di sterilità siamo riusciti ad ottenere un'altra gravidanza solo dopo anni con il risultato di due gemellini. La notizia dell'arrivo di due bimbi è stata da lei presa
bene, anzi sperava, come è stato, in un maschio e una femmina. Naturalmente il loro arrivo ha cambiato molte cose per lei: da che era sempre seguita in tutti i momenti della vita in casa, è passata a dover andare da sola in bagno o a fare i compiti da sola; ho continuato io a svegliarla al mattino per andare a scuola (anche se mi ero appena appisolata dopo aver dato da mangiare ai bimbi), spesso andavo a prenderla a scuola, ma certo non era più come prima. Le maestre, da noi interpellate, ci hanno più volte detto che non dava indicazioni che potessero denotare un suo disagio, e anche i suoi compagni erano tutti eccitati per questa nascita; solo quando i bimbi avevano 2 mesi ha avuto 3/4 episodi di vomito che la pediatra, dopo alcune analisi, non ha potuto ricondurre a nulla di fisiologico, ma ad un disagio legato ai fratellini che però non ha avuto altre manifestazioni. Ora che i piccoli hanno due anni, abbiamo più tempo e più energie per tutti e tre. Lei va molto bene a scuola, si impegna, consegna le verifiche nei tempi previsti, racconta bene le lezioni, è ordinata e si offre per aiutare gli altri, mentre a casa impiega un sacco di tempo per fare i compiti, le lezioni le ripete a spizzichi, è disordinata e non custodisce con cura le sue cose, mi vorrebbe vicina a fare i compiti, ma se cerco di spiegarle una cosa che dice di non sapere, si arrabbia...  La maestra si è stupita di questo e lo ha attribuito al fatto che sta crescendo e si sente combattuta fra il fare da sé ed il mantenere la mia attenzione. Dopo questa lunga premessa le spiego qual'è il mio dubbio principale: Doriana ha molte amicizie nel condominio in cui viviamo e - quindi - è sempre in compagnia di amici o in camera sua o spesso a casa degli altri; capita così che, al rientro da scuola, faccia merenda e poi sparisca per giocare con gli amici, al sabato e la domenica vede gli amici la mattina, il pomeriggio e spesso la sera; se noi dobbiamo fare commissioni è quasi la regola che lei rimanga a casa delle sue amiche. Questa situazione è così praticamente da sempre, perché abitiamo in questo complesso residenziale con giardino (e quindi d'estate sono sempre fuori) da quando ci siamo sposati e, inoltre, aggiungo che i genitori degli altri bimbi sono amici nostri ed effettivamente è un ambiente di famiglie, nonni e nipoti molto bello e sereno. Io sono contenta di questa realtà, ma spesso mi domando se abbiamo fatto bene a darle la libertà di entrare e uscire così tanto anche perché ho il timore che lei lo interpreti come il lasciarla fare perché non abbiamo tempo per lei (in realtà era così già prima dei gemelli); qualche volta cerchiamo di fare i duri e di farla stare con noi, ma poi! E in più: quanto la devo forzare a fare le cose da sola perché "è grande"? Lo avrei fatto anche se ci fosse stato solo un fratello? E' giusto che alla sua età si renda più autonoma in casa? Quanto la devo sgridare sul disordine e sulle sue cosine lasciate qua e là?"


Risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati, psicologa e psicoterapeuta: "Tutti i dubbi sulla educazione di Doriana emergono da un forte senso di disagio che Lei prova per timore di aver "abbandonato" la Sua amata figliola per un certo tempo. In realtà Sua figlia ha vissuto l'esperienza della nuova nascita con un'adeguata aspettativa, poi esaudita dalla presenza di due fratellini più piccoli. Ora la questione é che Doriana ha una certa differenza di età dai fratellini e che, quindi, fatica ad interagire con loro perché sta crescendo ed ha bisogno di trovare un proprio percorso di identità, anche autonoma. Afferma così questa sua indipendenza e chiede però a Lei di essere accolta e ascoltata, come una bimba piccola, anche se non "vuole" le si insegni perché vuole imparare da sé e non vuole mostrare segni di cedimento. Quando iniziare ad agire con i figli in termini più normativi e definire diritti e doveri di convivenza? Gradatamente, ma sempre, circostanziando e differenziando le varie situazioni, con l'esempio, con la parola, con lo sguardo e con l'ascolto. Doriana non é grande, é solo più grande dei suoi fratellini."

Scritto il 17-12-2001

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