Cosa fare con il/la primogenito/a?

(le opinioni dei genitori)

Introduzione

Cosa succede se i gemelli arrivano quando c'è già un/a altro/a bambino/a? In questo caso, la prevedibile crisi di gelosia si potrebbe scatenare con intensità doppia, anche per il pochissimo tempo che resta alla neo-mamma da dedicare al/la figlio/a maggiore. Il segreto, per provare ad aggirarla, è differenziare ancora di più il/la figlio/a grande, magari mettendolo/a in una cameretta tutta per sé, portandolo/a dietro a fare qualche commissione - mentre i gemelli restano a casa -, seguendolo/a nei suoi giochi preferiti affidando, qualche volta, la cura dei gemelli ad altri. Ma soprattutto, non appena, i nuovi arrivati chiudono gli occhi, tirarselo/a vicino per coccolarlo/a. Questa la teoria... vediamo come sono riusciti ad affrontare la situazione i genitori.

Claudio e Rita: "Abbiamo vissuto questa esperienza con la nascita di due gemelle pur avendo una bambina di due anni e mezzo. Per un certo periodo di tempo abbiamo "distolto" l'attenzione dalla più grande proprio perché pensavamo che fosse "grande". Poi abbiamo capito che due anni e mezzo di differenza non sono nulla e che, al contrario, era proprio la più grande ad avere bisogno della nostra attenzione tentando di coinvolgerla nella nuova situazione. Se la differenza di età è di pochi anni, il consiglio è quello di trattare tutti come se fossero tre gemelli e non due."

Mariarita: "Io non ho esperienza diretta! Posso solo consigliare di leggere nella sezione "Essere parenti di gemelli" la parte relativa ai fratelli... sia ciò che dice l'ASM, sia una testimonianza a cura di Paola B."

Paola B.: "La Laura aveva 2 anni e 11 mesi quando sono nati i gemelli e abbiamo cercato di coinvolgerla il più possibile nella cura dei fratellini (tra l'altro a casa non li abbiamo mai chiamati "i gemelli" ma "i fratelli", proprio perché non si sentisse troppo esclusa). Abbiamo scandalizzato i nonni quando la Laura veniva a trovarci in clinica (ci siamo stati 6 giorni dopo il cesareo) e la mettevo a sedere sul letto con un fratello in braccio (di solito Gabriele perché era più grosso e all'apparenza più robusto) e lei gli dava il biberon con l'acqua. Però io avevo iniziato già durante la gravidanza a coinvolgerla scegliendo insieme le tutine per i fratelli che lei appoggiava sul mio pancione per vedere se gli andavano bene!! La Laura ha reagito bene, forse è più in crisi adesso che i gemelli iniziano a parlare e sono nel loro periodo migliore (quasi 2 anni) rispetto all'inizio. La Laura era molto orgogliosa di avere avuto due fratelli anziché uno come i suoi compagnucci di asilo!!! Poi ogni tanto adesso è scocciata dalla loro invadenza, però gli vuole un gran bene e se ne sente uno piangere, corre subito a vedere cosa gli è successo. Devo ammettere però che la Laura ha un carattere d'oro, all'asilo le vogliono tutti bene, è sempre gentile con tutti ed è sempre disponibile (tutta la sua mamma!!!!!! Ovviamente!!!!). A parte gli scherzi, io consiglio di coinvolgere il/la "grande" il più possibile, durante la gravidanza io le facevo vedere le foto di quando era neonata, anche per spiegarle che arrivavano due neonati, non due compagni di gioco. E poi ci vuole tanta pazienza: è necessario ritagliare comunque un po' di tempo solo per lui/lei. Non è facile, ma portare lui/lei solo/a a praticare qualche sport che gli/le piace (nuoto, calcio, judo,...) è importante, poiché, in questo modo, avrà in esclusiva la mamma per qualche ora alla settimana"

Barbara R.: "Quando sono rimasta incinta per la seconda volta, Giacomo aveva esattamente 1 anno; infatti la data delle mie ultime mestruazioni è coincisa con la sua festa di compleanno e di conseguenza credo che non me lo dimenticherò MAI! Naturalmente abbiamo scoperto la lieta notizia solo 1 mese più tardi e 2 mesi dopo abbiamo anche saputo che erano DUE! Giacomo era davvero piccolo e tutto sommato anche se vedeva il pancione della mamma lievitare, più di tanto la cosa non lo incuriosiva. Io - da parte mia - gli spiegavo che dentro c'erano i fratellini, ma senza calcare molto la mano, soddisfavo le sue curiosità se c'erano, ma tutto sommato la gravidanza è andata avanti molto tranquilla senza particolari necessità di spiegare per filo e per segno cosa stava accadendo (il tutto credo dovuto principalmente alla tenera età di Giacomo). L'unica cosa che è cambiata per lui, anche se mooolto gradualmente, è stata che ho smesso di scorazzarlo in braccio e di conseguenza ha imparato molto presto anche a salire e scendere le scale da solo per andare al nido. Verso la fine della gravidanza, poi, ho anche smesso di alzarmi di notte per dargli da bere quando si svegliava ed il papà mi ha egregiamente sostituito. Tutto sommato Giacomo non ne ha risentito molto, anzi è diventato molto indipendente più in fretta ed ha acquisito una familiarità col papi pari a quella che aveva con me diventando così noi due assolutamente complementari per lui. Poi sono nati i gemelli ed io sono rimasta una settimana in ospedale e lui - a 21 mesi - se l'è cavata egregiamente ipercoccolato da nonni e papà, anche se qualcosa covava, perché quando mi veniva a trovare quasi mi ignorava come se fosse offeso! Tornata a casa abbiamo passato una settimana d'inferno, con Giacomo che si era attaccato a me come una sanguisuga e non mi perdeva d'occhio un secondo per la paura che me ne andassi ancora (in qualche modo ne aveva risentito dell'ospedale, anche se non lo dava a vedere!) ed in più piangeva come un disperato tutte le volte che piangevano i gemelli perché non voleva assolutamente che piangessero. Le nottate poi erano un cinema: tutta la famiglia sveglia sul divano della sala ad allattare i gemelli!!!! Piano piano poi le cose si sono assestate, con l'aiuto anche delle educatrici del nido abbiamo spiegato a Giacomo che se i gemelli piangevano non era perché stavano male, ma era il loro modo di chiedere la pappa o il ciuccio. Giacomo si è quindi tranquillizzato, ha capito che la mamma non sarebbe andata più via, che i gemelli stavano bene e che tutto questo casino in casa in fondo era normale e, strano ma vero, anche le sue notti agitate con mille risvegli si sono placate e da allora, quando sta bene, al massimo si sveglia una o due volte a notte!! Che siano stati i fratelli o l'età questo non lo saprò mai, ma a me piace pensare che l'arrivo dei fratelli lo abbia reso in qualche modo più completo e quindi più sereno. Noi, dal canto nostro, abbiamo comunque sempre dato maggiori attenzioni a lui e prestato più attenzione alle sue necessità, anche perché lui era in età da capire cosa stava succedendo, i gemelli no. Tutto sommato siamo sempre riusciti a mantenere un clima abbastanza sereno in casa e credo che da questo Giacomo ne abbia tratto vantaggio, anche in mezzo alle situazioni più incasinate non ci siamo mai fatti prendere dal panico, ma gli abbiamo sempre spiegato che se le cose succedono, pazienza, l'importante è affrontarle insieme con serenità. Ora Giacomo ha 2 anni e 1/2 e i Gemelli quasi 9 mesi, il loro rapporto è a mio parere stupendo. Iniziano a giocare insieme ed a "fare la lotta". Alberto è letteralmente innamorato di suo fratello, credo che Giacomo possa anche strozzarlo se vuole, che tanto Alberto continuerebbe a ridere lo stesso; Michela - invece - da brava Femmina è più rognosetta, ma ciò che conta è che Giacomo li adora entrambi, non ha mai avuto crisi di gelosia per il momento e, anzi, alcune volte siamo noi che dobbiamo limitarlo nella sua generosità per paura che le due pesti gli distruggano quei pochi giochi da "grande" che al momento possiede! Tutto sommato mi ritengo davvero fortunata ed in fondo credo che per Giacomo sia stato davvero un regalo avere avuto due fratelli e non uno solo, vista la felicità e l'amore con cui ogni tanto guarda amici e parenti ed esclama: <<Quetti tono i MII fatellini!!!!>>"


Una mamma scrive: "Sono la mamma di una bimba di 21 mesi. Ad Ottobre arriveranno a farle compagnia due gemellini. Ora il mio dubbio è se portarla all'asilo a Settembre (finora è sempre stata con me) oppure no. La mia preoccupazione non è solo perché potrebbe soffrire di gelosia, ma anche perché potrebbe prendere delle malattie e contagiare i fratellini più piccoli che forse non sono ancora stati vaccinati. Cosa fare? Mi dia un consiglio per favore. Tutti dicono che mandarla all'asilo è sicuramente un vantaggio per me, ma qual è il vantaggio per lei???"

Risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati - Psicologa e psicoterapeuta: "Gentile signora, la socializzazione dei bambini é senz'altro un aspetto importante per una loro crescita equilibrata. Con i coetanei i bimbi imparano a convivere con soggetti che hanno esigenze simili, apprendendo a modulare le proprie e a gestire le relazioni. Così come si socializza "relazionalmente" si socializza anche "biochimicamente", creando perciò rafforzamenti del proprio sistema immunitario. I pro e i contro dell'inserimento all'asilo sono dati dalle priorità e dalle esigenze che ogni famiglia ritiene peculiari per la crescita dei propri figli e, pur esistendo indicazioni generali di beneficio dell'asilo, ognuno deve poter decidere secondo le proprie caratteristiche ed i propri stili di vita. Nel suo caso, i timori dovrebbero essere accantonati e l'asilo per la sua bimba potrebbe aiutarla a moderare la "gelosia" verso i nuovi arrivati, cercando di coinvolgerla negli avvenimenti prossimi venturi, informando anche le educatrici della crescita della famiglia. Per non ritrovarvi a dover gestire una situazione complessa, gestione dei neonati e gestione degli orari e tempi dell'asilo, potreste iniziare per tempo ad inserire la bimba in attività che prevedano anche dei tempi in cui la lasciate in custodia. Certo prima del parto per lei sarà più fattibile partecipare anche ad attività ludico-educative in compagnia della bambina, mentre successivamente è preventivabile una riduzione di disponibilità (le esigenze di cura ed accudimento dei neonati singoli sono il doppio nel caso dei gemelli!!!). Ad ogni modo se i genitori adottano una linea armoniosa di condotta ed accettano le evoluzioni della vita familiare anche per i figli sarà più semplice adattarsi alle nuove evenienze."


QUANDO I GEMELLI SONO I PRMOGENITI

Sabrina (mamma di Sara e Monica - 20 mesi) ed in attesa del/lla terzo/a figlio/a: "Come gliela metto che tra un po' non saranno più da sole? Mi date qualche consiglio voi che dopo i gemelli non vi siete arresi e avete deciso di continuare imperterriti verso l'autodistruzione? Prima pensavamo di non dirglielo ancora, però comunque loro sentono quando ne parliamo tra noi e con gli altri, quindi perché far finta di niente? E allora giù con un piccolo accenno al bimbo piccolo che arriva, che mi dovranno aiutare ad accudire, che prenderà solo il latte.  Loro hanno ascoltato ben bene, e poi... "mimmi amm pima, popo dodo' casa suna" (traduzione: il bimbo prima mangia, poi va a dormire a casa sua). Mi pare abbiano le idee chiare! Mi date una mano please?"

Alessandra R. (mamma di Sara e Silvia, Alessio  e Mattia): "Le mie erano più grandi quando è nato Alessio (7 anni...), ma in ogni caso io feci un disegno di me con la pancia e dentro un "uovo" con il bambino, il cordone, la placenta... Il disegno ebbe un grande successo... Le mie bimbe hanno partecipato molto alle mie gravidanze, volevano vedere le ecografie, parlavano coi fratelli, mi baciavano la pancia... Però, ripeto, erano grandine..."

Ilaria (mamma di Alice ed Andrea e di Irene Gea): "Io ho aspettato che si vedesse la pancia (Alice e Andrea avevano circa 3 anni) e poi ho spiegato loro che c'era una sorellina in arrivo. La cosa bella era quando sentivano la sorellina che si muoveva nel pancione. Comunque di grandi crisi di gelosia non ce ne sono state, credo che per un gemello adattarsi all'arrivo di un terzo incomodo sia più facile."

Patricia (mamma di tre bimbi non gemelli: Ludovica, Leonardo e Federico ed in attesa di una bimba): "Quando sono rimasta incinta di Leo, Ludo aveva 21 mesi, era molto piccola, nonostante noi gli avevamo detto presto avrà un fratellino con cui giocare, lei non si era ben resa conto di quello che stava accadendo... Poi quando si è trovata quel frugoletto per casa era felicissima, gli dava i bacini e le carezze e non ha mai avuto attacchi di gelosia, c'è da dire che la Ludo era ed è tuttora una bambina buona e socievole. Poi è arrivato il momento di Fede, e lì tutta un'altra musica; da una parte la Ludo felicissima che a quei tempi aveva più di 4 anni, Leo che aveva 20 mesi e nemmeno lui si era reso conto di quello che era successo, ma quando è nato Fede sono cominciati i guai... il Leo piangeva sempre, voleva sempre stare in braccio, quando Fede era piccolo, andava vicino al suo lettino gli toglieva il ciuccio e gli dava i pizzicotti. E per un bel po' è andata avanti così, poi piano piano il Leo ha capito che noi gli volevamo bene ugualmente e adesso col fratello sono 'pappa e ciccia' e si divertono a fare i dispetti alla Ludo. Poi è la volta della nuova gravidanza, che fino ad ora non ha mai dato molti problemi ai fratelli... Consiglio: falle partecipare alla gravidanza, magari quando si vede bene il pupo e si sente il battito falle venire alle ecografie... se loro capiranno che la loro mamma e il loro papà ci sarà comunque... sarà un successone." 


Bibliografia sull'argomento

Per adulti

Per bambini

Aggiornato venerdì 28 gennaio 2005

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