Risponde l'esperto

Federica ed Ilaria, figlie di Alessandra
Una mamma scrive:
Mamma di 2 gemelli di 7 mesi, Giulia peso dimissioni 2,640 e altezza 47 ora 7,5 Kg e altezza 67; Matteo peso dimissioni 2,850 e altezza 47 ora peso 8,5 Kg e altezza 68. Da quando sono nati io e mio marito siamo in camere separate durante la notte (un pupo a testa), ma il vero problema non è che non dormiamo più insieme ma quello che non abbiamo ancora fatto una notte intera di sonno; si addormentano alle 22.30/23 con il ciuccio e si risvegliano dalle 0.30 forse perché lo perdono, (basta rimetterglielo che si riaddormentano) e da quell'ora in poi si risvegliano ogni mezz'ora/ora fino alle 4.30, quando gli diamo la tisana perché non li teniamo più (Matteo ne beve circa 200 ml mentre Giulia 50 ml) se no non si riaddormentano più. Dopo la tisana si riaddormentano ma verso le 6 o 6.30 si svegliano e se non gli diamo il latte sono dolori (Giulia ne mangia 150 ml mentre Matteo 250 ml). Durante il giorno dormono massimo 2 ore a intervalli ma questo non è un problema perché c'è l'aiuto dei nonni. L'alimentazione dal 5 mese è 6.30/7 latte con 1 biscotto, ore 11.30/12 pappa, ore 16/16.30 latte con biscotto, ore 20.30/21 pappa e a volte Matteo tisana prima di addormentarsi dopo il bagnetto verso le 22.30/23. Mi chiedo se sono corretti gli orari delle pappe, ma soprattutto perché non dormono una notte intera; quando passerà questo periodo? A Maggio riprenderò anch'io il lavoro (un lavoro molto impegnativo) e la mia paura è che questi birichini continuino all'infinito.
Risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati - psicologa e psicoterapeuta:
Gentile Signora,
i primi mesi sono senz'altro i più impegnativi e con una coppia di gemelli le
cose si... "raddoppiano"... Negli orari delle poppate forse dovreste essere più
flessibili e magari le loro proteste sono relative a un maggior appetito che
chiedono venga saziato. In sostanza, si tratta quindi di farli mangiare quando
si svegliano e questo dovrebbe aiutarli a dormire più a lungo. Se la tisana li
tranquillizza, gliela faccia bere anche a più riprese.
Per quando riprenderà il lavoro, la situazione potrebbe essere migliorata e se
non lo fosse, dovrà farVi fronte con l'aiuto, già prezioso, del papà.
Una mamma scrive:
Sono la mamma di due gemelli di tre anni, che sono splendidi, ma hanno un grosso problema: ancora oggi non fanno una notte di sonno intera... tutti e due si possono svegliare anche 2/3 volte per notte. Sono i miei primi figli, quindi devo dire che li ho anche viziati! Nella situazione attuale, io e mio marito dormiamo in camere separate, ognuno con un figlio, per impedire che si sveglino anche a vicenda. Però c'é anche il fatto che se cominciamo la notte nel loro letto, finisce sempre ancora nel nostro. Io speravo che - prima o poi - avrebbero fatto la famosa tirata di tutta la notte e che la situazione si sarebbe normalizzata ed avremmo potuto tornare ognuno nella propria camera, ma vedo che non ci sono miglioramenti e temo che questa situazione si radichi sempre di più. Come faccio?
Risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati - psicologa e psicoterapeuta:
Riprendete in mano la situazione, cioè tornate a dormire ognuno nel proprio letto e nella propria camera: Lei e Suo marito nella Vostra ed i bimbi nella loro. Ci sono bimbi che, per lungo tempo nella prima infanzia, hanno un sonno notturno disturbato, che nonostante tutte le strategie non si normalizza, ma questo non Vi deve far demordere. I due gemelli si condizionano e si rassicurano a vicenda, nel senso che quando uno dei due si sveglia, magari l'altro continua a dormire oppure svegliandosi cominciano a parlottare tra loro. Per la Vostra tranquillità dovete ripristinare un certo ordine mentale del sonno, nel senso che gradatamente cercherete di resistere alla tentazione di portarVi i bimbi nel Vostro letto, lasciandoli nel loro e creando le condizioni favorevoli per un sonno sereno. Qualora piangessero o si lamentassero, mantenete una certa calma e non correte subito a vedere cosa succede, se invece avvertite una certa disperazione dimostratevi affettuosi, ma fermi nel farli rimanere nel loro letto e nella loro cameretta. A tutto c'é rimedio, cominciando a comprendere che proprio intorno ai tre anni i bimbi hanno una certa loro identità delineata e necessitano di autonomia e indipendenza, certo commisurata all'età.