L’effetto coppia e la coppia gemellare per eccellenza

di Mariarita Barisione

 
Margherita e Lorenzo, figli di Domenico

Il termine “effetto coppia” è stato coniato da Zazzo (il più illustre gemellologo esistito fino ad oggi) e sta ad indicare la costituzione – all’interno della coppia gemellare – di dinamiche comportamentali tendenti all’introversione che possono produrre, come ricaduta, alcuni effetti negativi quali il ritardo nel linguaggio, l’asocialità e la ripartizione delle competenze (pratiche ed emotive) in maniera complementare.

L’effetto coppia con la sua divisione delle competenze tra gemelli, è forse la maggiore fonte di preoccupazione nei genitori e negli insegnanti anche se, alcune volte, viene minimizzata o addirittura annoverata come elemento positivo nelle dinamiche di coppia. Si sentono, infatti, spesso i genitori di gemelli o i loro insegnanti affermare che, anche se sono in classe insieme, “I gemelli sono caratterialmente diversi”, senza prendere in considerazione il fatto che questa complementarietà non è del tutto positiva. Il gemello, infatti, proprio per creare una propria individualità e distinguersi dal fratello tende ad assumere un ruolo opposto senza, in alcuni casi, seguire le proprie caratteristiche e propensioni.

Un’attenzione particolare va anche rivolta alla tendenza, del tutto naturale peraltro ma che va frenata, al confronto che può portare i gemelli ad assumere rigidamente i ruoli che vengono loro assegnati. Una precoce informazione delle famiglie di gemelli sulla possibilità dell’instaurarsi dell’effetto coppia può essere utile affinché si mettano in moto, per i gemelli, percorsi differenziati tendenti alla formazione di due individualità distinte. Trattarli come individui separati ed incoraggiarli ad avere interessi ed amici propri, oltre che comuni, li aiuterà a sviluppare le capacità di cui necessitano quando il gemello non è al loro fianco ed a minimizzare la settorialità delle competenze.

Un discorso particolare va fatto per la coppia mista maschio-femmina. Quando si parla di gemelli e di gemellarità viene spontaneo pensare a due soggetti identici, tanto che per i gemelli dizigoti vengono spesso utilizzate espressioni come "gemelli fraterni" o "falsi gemelli", che tendono a negare la gemellarità mettendo l'accento sulla diversità. Ma proprio i gemelli dizigoti, soprattutto quelli di sesso diverso, secondo Zazzo rappresentano la coppia gemellare per eccellenza proprio perché costituita da due soggetti complementari. Egli afferma: “due gemelli, maschio e femmina, hanno tendenza a formare coppia più ancora di due gemelli dello stesso sesso” (Zazzo,1987).


Yasmine e Jordan, figli di Fiammetta

La coppia maschio - femmina presenta, in effetti, alcune peculiarità che i genitori non dovrebbero sottovalutare, sottolineando che "tanto sono diversi": - Un minore isolamento a favore di una maggiore solidarietà di coppia; - Una tendenza alla "dominanza" del soggetto femminile che assume atteggiamenti materni e protettivi in alcuni casi, impositivi e dominanti in altri; - Una tendenza ad avere, da parte della femmina, risultati scolastici più brillanti che possono condizionare negativamente i maschio. Zazzo afferma infatti che "la bambina tenderebbe ad essere più matura e precoce" (Zazzo, 1987) Alcuni consigli utili per favorire il processo di individuazione e di espressione della propria personalità: - Permettere ai bambini esperienze separate con ciascuno dei genitori, per evitare eventuali problemi collegati ad un’eccessiva chiusura di coppia o ad un’errata identificazione sessuale; in particolare per il bambino è molto importante il rapporto con il padre e per la bambina quello con la madre per fare le cose che “fanno le femmine o i maschi”. - Inserire i bambini in classi separate per evitare situazioni di eccessivo confronto che potrebbero portare alla penalizzazione del rendimento scolastico, nella maggior parte dei casi, del soggetto maschile.

Bibliografia Liana Valente Torre, La singolarità del doppio, La Nuova Italia, 1999 Audrey Sandbank, Manuale ad uso dei genitori di gemelli, Raffaello Cortina Editore, 1994
 

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