Tre sono più di due... esperienze scolastiche
(a cura di Maggie F.)
Mi rivolgo soprattutto ai genitori di tre gemelli, perché non ho mai trovato riscontro nei decaloghi e nei trattati che parlano di due gemelli. Capita così anche a voi? Le mie sono tre femmine, ma sono eterozigote che più diverse non si può! Credo che anche i genitori di due gemelli di sesso diverso possano trovare un riscontro in quanto dirò. Dunque... gli scienziati e i ricercatori che si occupano dell'argomento educazione dei gemelli sono concordi nel dire che si devono formare delle personalità distinte, che i gemelli tendono ad essere complementari oppure ad essere dipendenti l'uno dall'altro anche in maniera sbilanciata (uno dominante e l'altro subente), oppure che tra di loro si istaura una complicità, un linguaggio che porta ad avere un gruppo chiuso rispetto all'esterno. Questo può essere anche vero in alcuni casi, ma secondo me non è la norma. Avere gemelli non è allevare delle cavie da laboratorio! E' avere dei bambini che, casualmente, nascono dalla stessa madre e nello stesso giorno e che potrebbero anche avere lo stesso patrimonio genetico, ma questo non è uno scherzo della natura! Il problema, se i genitori sono coscienti del fatto che ogni figlio anche se si assomiglia moltissimo è un individuo a sé, sta negli altri... nonni, parenti, conoscenti, amici e tutta la gente che, mano a mano, verrà a contatto con loro. Per tutti loro saranno "i gemelli", quelli che sono uguali (anche se non lo sono affatto), quelli che hanno poteri paranormali perché si capiscono anche senza parlare, quelli che per il loro bene è necessario dividere e così via nei luoghi comuni sui gemelli....Bisogna abituare i bambini, fin da piccoli, a difendersi da queste cose. Ancora adesso le mie figlie mi chiedono, quando conoscono persone nuove, come mai la reazione sia di sorpresa e curiosità così alta, come mai molti dicano loro che sono uguali (quando non lo sono affatto!), come mai le confondano, come mai parlino di loro come gruppo. Io rispondo loro che la gente guarda ma non osserva, si ferma alla parola gemelle e questo basta per definirle, quando l'unica parola esatta sarebbe sorelle. Per loro sono questo: sorelle. Quindi, basandomi su questa unica lunga premessa, ho affrontato la loro carriera scolastica... cosciente che avrei incontrato notevoli difficoltà e resistenze da parte dell'apparato scolastico che purtroppo si basa sulle regole che non ammettono eccezioni.
L'ASILO NIDO: Durante la gravidanza avevo preso contatto con la circoscrizione eD il comune per sapere se erano previste delle agevolazioni per casi come il mio, tante promesse, nessuna mantenuta! per fortuna, però, avevo diritto al nido e quindi anche se i posti erano pochi le mie sarebbero state in cima alla famigerata "graduatoria". Quindi, nel gennaio del 1993, presi contatto con le educatrici per l'inserimento. In questo caso, la divisione non mi è mai stata prospettata in quanto le sezioni del nido, per età, non possono essere stravolte, infatti un bimbo di 9 mesi ha esigenze diverse da un bimbo di 18 mesi. I primi mesi sono stati un vero casino, le bambine hanno preso a turno tutte le malattie disponibili sulla piazza in quel momento, Carmen addirittura la bronchite, per la quale è stato necessario anche un ricovero. Insomma... tre mesi di inferno, ma verso aprile i primi spiragli e poi verso l'estate le cose si sono normalizzate. Ho avuto la fortuna di trovare un'educatrice fantastica che si è affezionata a loro e con la quale avevo dialoghi quasi settimanali, durante i quali mi faceva il punto della situazione, dei progressi, degli atteggiamenti delle bimbe. Con lei mi consultavo per gli atteggiamenti da tenere con loro a casa, per non entrare in contraddizione con quanto detto e fatto al nido. Insomma... sono state seguite ed amate come se fossero con la mamma o con la nonna. Le bimbe andavano volentieri al nido, non hanno mai pianto, anzi entravano all'asilo di corsa la mattina e non si giravano nemmeno per salutare. Hanno socializzato con tutti i bambini, ognuna aveva le sue simpatie, non c'è mai stato tra di loro l'accenno a far gruppo a parte anzi!
LA SCUOLA MATERNA: Mi sono trovata così bene con il nido che non pensavo assolutamente al fatto che la scuola materna sarebbe stata un problema. Tra l'altro la scuola materna era proprio di fianco al nido e, quindi, speravo in una specie di continuità. Purtroppo mi sbagliavo... fin dall'inizio sono entrata in conflitto con l'apparato. Se al nido c'era una specie di vice-mamma, alla scuola materna c'era la maestra che era spaventata dalla grana che le era piombata sulla testa, tre gemelle! Hai visto mai?!? E non voleva assolutamente gestirle tutte da sola! (non ha nemmeno provato a parlare con la puericultrice del nido per farsi un'idea). Quindi nonostante anche qui ci fosse la divisione per età, solo per le mie, si prospettava il trattamento di favore, una con i piccoli, una con i medi e una con i grandi. Se da una parte almeno una avrebbe avuto "l'onore" di stare con i bimbi della sua età, le altre due si sarebbero dovute adattare. Mi sono impuntata, sono andata a parlare con la direttrice didattica e con il provveditore, ho chiesto che fosse fatta una prova... non si poteva a prendere alla lettera le indicazioni pedagogiche senza conoscere per niente i soggetti. Ho ottenuto che almeno due bambine stessero nella sezione dei piccoli e una nei medi. Però avevo il dente avvelenato, se il provveditore si era mostrato disposto alla comprensione del caso, la direttrice didattica mi aveva trattato come se fossero un pericoloso caso da trattare duramente per il loro bene. Ad un certo punto è arrivata a dirmi che era necessario spezzare il pericoloso legame che si era istaurato tra di loro! Era pazza! Non c'era nessun pericoloso legame, erano solo sorelle! Vi dirò che per me è stato un anno traumatico, pieno di sensi di colpa per non essere riuscita ad ottenere il meglio per loro, ma lo è stato anche per le maestre che hanno avuto a che fare con le bimbe... Sono partite con il piede sbagliato e le bimbe gliele hanno combinate di tutti i colori! Gioia scappava addirittura dalla finestra della classe, capiva evidentemente di non essere molto gradita. Alla fine del primo anno ho quindi deciso di inserirle in una scuola materna privata, dalle suore... sarebbero state insieme e le avrebbero seguite anche dal punto di vista disciplinare in un'età cruciale. Avevano una maestra (non una suora) con la quale ho istaurato un dialogo costruttivo, che mi ha portato ad aiutarci a vicenda come avevo già fatto con l'educatrice dell'asilo nido. Problemi di disciplina ci sono stati, dopo un anno abbandonate a se stesse, ne combinavano di tutti i colori; tuttavia, nel giro di due mesi, la nuova maestra si è guadagnata la loro fiducia e poi non ha avuto più nessun problema con loro. Anche qui, il fatto di essere nella stessa sezione, non ha inciso minimamente sulla loro crescita come individui, ognuna ha la sua individualità ed il suo modo di relazionarsi con gli altri bambini, le sorelle sono solo delle compagne di classe come gli altri. Questo non lo dico io, ma le mastre che hanno avuto modo di conoscerle e di vederle in azione.
LA SCUOLA ELEMENTARE: Dopo l'esperienza della scuola materna non ho voluto riprovare con la scuola pubblica, con grandi sacrifici economici, ma certa che la scelta fosse quella giusta oltre che l'unica praticabile, le ho iscritte ad una scuola privata, nella quale essendoci un'unica sezione per classe, sarebbero rimaste insieme. La scelta è caduta su questa scuola anche per motivi di ordine pratico... io lavoro 8 ore, i bambini alle elementari richiedono maggior aiuto ed attenzione perché iniziano a studiare e io che aiuto avrei potuto dare loro dopo le 17,30 del pomeriggio? Le ho iscritte in una scuola dove la mattina facevano lezione e al pomeriggio fino alle 16,30 doposcuola, nel quale svolgevano i compiti assegnati sotto la guida di un'insegnante. Quindi, quando arrivavano a casa, avevano fatto tutto e si dedicavano a qualsiasi altra attività. Certo c'era lezione anche il sabato mattina, ma questo era un piccolo particolare al quale ci si abitua presto e sopratutto per me avere una mezza giornata di libertà per le pulizie di casa era oro!!! La maestra alla quale le bambine si sono affezionate moltissimo le ha portate fino alla quinta elementare, non hanno perso un giorno per scioperi e assemblee varie, e c'era la sicurezza di un ambiente protetto. Ci sono stati anche qui alcuni problemi di adattamento: Gioia è vivacissima e la maestra ci ha messo molto tempo e pazienza per capirla e "domarla", Alice invece è molto rispettosa delle regole, Carmen è la matura, molto brillante nello studio. Non c'è competitività tra di loro, quasi sembra che non frequentino nemmeno la stessa classe, dai loro racconti di quello che succede a scuola vengono fuori versioni completamente diverse. Nella loro classe c'erano altre due coppie di gemelli maschi, con i quali non hanno istaurato rapporti particolari, per loro erano compagni come gli altri, erano abituate a considerarsi sorelle e, quindi, non vedevano niente di strano in loro.
LA SCUOLA MEDIA: Inutile dire che, mano a mano che si va avanti, i problemi cambiano, ma questo succede anche con i figli singoli. Vista l'esperienza positiva delle elementari ho preferito continuare e, visto che avrebbero potuto proseguire le medie nello stesso istituto, le ho iscritte. Anche qui c'è una sezione per classe, quindi sono insieme, fanno il doposcuola e quindi studiano e svolgono i compiti a scuola. Sono molto seguite: sono 17 in classe, le verifiche sono frequenti e le interrogazioni pure, devono essere sempre preparate, hanno acquisito un metodo di studio e, quindi, non ho mai avuto bisogno di aiutarle nei compiti, si arrangiano. Il mio stipendio va tutto in scuola, libri e materiale scolastico, ma sono contenta perché fino ad ora mi sembrano soldi ben spesi. Non è detto tuttavia che sarà sempre così, sono cosciente che con la scuola secondaria sarà necessaria la scelta di indirizzi differenti, anche per seguire le loro attitudini, che sono molto diverse, ma a quel momento arriveranno pronte e senza traumi ne sono sicura io e ne sono coscienti loro già da adesso. E' proprio questa loro consapevolezza (a 12 anni), che la loro strada prima o poi prenderà direzioni differenti, che mi rende sicura che scelta che finora abbiamo fatto è quella giusta. La cosa che dico loro sempre di ricordare, quando litigano, è che nonostante tutto loro sono fortunate perché avranno sempre una sorella su cui contare.
Mamma mia che poema ho scritto!!!! spero di non essere stata troppo prolissa! Non è facile riassumere discorsi così complessi! Avrei dovuto anche descrivervi i caratteri delle bimbe che sono veramente diversi, ma sarebbe venuto un romanzo!
Aggiornato mercoledì 11 ottobre 2006