IL
DISEGNO:
UNA
FINESTRA SUL MONDO DEI PICCOLI
Liberamente
tratto da una discussione avvenuta sul forum
Patrizia
R., mamma di
Michele e Tommaso, quando avevano 3 anni e mezzo:
Credo di non dire
nulla di nuovo, per chi ci è già passato, se vi
racconto di come mi sciolgo a vedere che i loro disegni di giorno in
giorno
sono sempre più "disegni" e sempre meno "pasticci"... la
prima volta che Michele ha portato a casa un disegno della sua famiglia
me la
sono fatta sotto!
Beh, stasera ha
superato se stesso: ha fatto un tirannosauro e uno
pterodattilo, quello che vola (sembravano davvero un tirannosauro e uno
pterodattilo, io avrei sicuramente fatto peggio!)... me lo mostra
orgoglioso...
poi va dal papà e fa altrettanto... poi torna in cameretta a
disegnare. Dopo due
minuti torna e lo aveva scarabocchiato tutto con il pennarello nero!
Noo!
"Perché, Michi, l'hai scarabocchiato così?" e
lui: "Nooo, mamma,
non è scarabocchiato, è che è
diventato buio!"
L'avrei mangiato
di baci.
Giovanna,
mamma di Simone,
Gabriele e Marianna, quando avevano 3 anni:
Una volta lessi da
qualche parte che i bimbi quando colorano
esprimono dei sentimenti...se questo è vero vi faccio vedere
il disegno di
Simone.....in partenza era un fiore da colorare..... perché
nero?
Foto:
Questa invece l'ha
colorata ieri:
Non capisco…forse mi faccio troppe elucubrazioni????
Paola,
mamma di Claudia e
Cristina, quando avevano 3 anni:
Ho notato da un
po' che, davanti all'immagine disegnata di una
persona, principi, principesse, cappuccetti rossi etc etc, Claudia ne
colora
principalmente il viso, in genere con colori scuri, praticamente lo
cancella,
tutto il resto non conta, rimane spesso in bianco, l'importante
è 'cancellare'
il volto. Cristina, invece, disegna le figure capovolte,
cioè la testa al posto
dei piedi e viceversa e poi le gira a lavoro finito. C'è
qualcosa che devo
sapere e che non so? da grandi, saranno individui pericolosi?
Antonella,
mamma di
Christian e
Gabriele, quando avevano 4
anni e mezzo:
Ti mando Gabriele,
così facciamo una coppia di serial killer? No,no,
scherzo, anche Gabriele fa così, e quasi sempre con i colori
scuri, nero, blu,
rosso fuoco, anzi faceva perchè adesso comincia a disegnare
lui le facce, che
tenero comunque
penso sia solo il come
lo vedono loro, se per loro va bene cominciare dai piedi poi
però si rendono conto
che non va e capovolgono.... è furba la tua bimba…
In effetti i
disegni dicono molto del carattere e degli stati
d'animo dei bambini. Su questo ci vorrebbe proprio il parere di una
esperta in
educazione. Io so solo che i colori vivaci indicano serenità
nei bimbi, mentre
da come rappresentano gli alberi si nota se sono più o meno
indipendenti
(fronde vistose = indipendenza) o più o meno attaccati alla
famiglia di origine
(tronco e radici preponderanti = attaccati alla famiglia).
Giacomo disegna
tutte le figure umane una attaccata all'altra
praticamente quasi sovrapposte. Di solito inizia disegnando tutte le
teste
vicine e poi quando passa al corpo non gli ci sta, così alla
fine i corpi
risultano uno sopra all'altro... forse da grande amerà le
orge.
Gaia attraversa
diverse fasi. Dei periodi usa colori scuri e copre
tutto il disegno una volta fatto, praticamente lo cancella, in altri
periodi i
suoi disegni sono molto più ''solari''. I suoi disegni sono
poi molto ricchi,
utilizza molto il disegno narrativo. Per quanto riguarda
dritto\capovolto a
volte i bimbi hanno dei piccoli ''problemi spaziali'' che si
''aggiustano'' con
la crescita e sperimentando e guardando gli altri. Gaia è
mancina e per molto
tempo ha disegnato prima e scritto le paroline poi,
al contrario, con il tempo tutto si è
''raddrizzato'' da solo.
All'inizio Michele
usava solo colori scuri, il nero era il suo
preferito, copriva tutto di nero! Tommaso solo rossi, gialli, insomma
colori
vivaci. Ultimamente, invece, i disegni sono sempre meno scarabocchi e
sempre
più disegni, hanno iniziato entrambi a disegnare figure
umane, facce con occhi
e bocca, da cui partono lunghissime gambe e braccia, prato (fascia
verde) al
fondo del foglio, cielo (fascia azzurra) in cima al foglio, alberi con
radici e
fronde... Tommaso fa le dita intorno alle mani come se le mani fossero
un sole
con i raggi... Michele ora usa tutti i colori, e gli piace molto
riempire
completamente il foglio di colori!
Paola F., mamma di
Andrea, Davide e
Daniele, quando avevano rispettivamente 8 anni il primo e 4 anni gli
altri due:
Mi piacerebbe
leggere cosa pensate di questo. Alla scuola estiva
hanno fatto disegnare a Davide e a Daniele la loro famiglia a tavola.
Davide si
è disegnato appiccicato a Daniele. Io alla sua destra ed il
papà vicino a
Daniele. Andrea non c'era perchè era dal nonno. Daniele si
è disegnato enorme
al centro del tavolo. Noi piccoli piccoli intorno a lui. Provo per
Davide una
tenerezza enorme....vorrei tenerlo stretto stretto sempre....Ho come
l'impressione che sia destinato a soffrire per la sua troppa
sensibilità e per
l'eccessivo attaccamento a Daniele. Cosa devo fare???
La
risposta a Paola F. della
dott.ssa Cameriere, all’epoca membro del gruppo di ricerca
del Progetto Gemelli
del Dipartimento di Psicologia dell’Università di
Torino:
Gentile signora
Paola,
volevo fare una
piccola premessa che può essere utile anche agli
altri utenti del forum: il disegno può essere interpretato
soltanto quando è
considerato uno strumento in un contesto psicologico in presenza di una
richiesta di aiuto. Inoltre per essere considerato valido deve sempre
essere
associato ad altri test.
Quando viene
utilizzato a casa o a scuola fornisce indicazioni (ad
esempio sullo sviluppo dello schema corporeo) che però
devono sempre essere
integrate con altre informazioni sui bambini e sulla famiglia. La mia
risposta
non sarà quindi un'interpretazione del disegno (che
è comunque particolare da
parte di un gemello: "appiccicato a Daniele e vicino alla madre...senza
il
fratello maggiore...), ma un tentativo per capire la sua preoccupazione per la "troppa
sensibilità e l'eccessivo
attaccamento" che sembra caratterizzare il rapporto di Davide e Daniele.
Prima di questo
disegno lei e suo marito avevate colto altri
segnali?
I due gemelli si
assomigliano, sono monozigoti? Mi domando se abbia
avuto problemi di salute nei primi anni di vita (se alla nascita avesse
un peso
minore?). Con il fratello gemello assume un ruolo rinunciatario,
passivo o
accomodante? Daniele è maggiormente legato ad Andrea? Come
sono i rapporti?
Prende iniziative in modo autonomo o deve esserci sempre Daniele?
È più
richiedente verso voi genitori o altri adulti significativi della
vostra
famiglia?
È
importante precisare che Davide ha comunque ancora 4 anni e
spesso i gemelli a quest’età possono avere un
legame molto forte e di
dipendenza dal co-gemello che può essere dovuto allo stare
sempre insieme.
L’inserimento nel contesto scolastico,
l’arricchimento delle sue relazioni
potrà farlo sentire più sicuro di sé
anche in assenza dei fratelli.
Vorrei conoscere
di più la situazione per poter dare indicazioni
adeguate.
Carissima dr.ssa,
approfitto per ringraziarla dei suoi interventi
in questo forum. Leggo sempre con attenzione quello che scrive visto
che in un
modo o nell'altro mi torna sempre utile. Davide è meno
solare di suo fratello
Daniele e per questo motivo riscuote meno simpatie dagli estranei. Non
è così
per i familiari. Infatti Davide è molto più
sensibile e attento agli altri. Il
rapporto tra fratelli è buono. Anche con il maggiore che tra
l'altro predilige
giocare con Davide. Non so perchè non appare nel disegno.
Forse perchè
effettivamente qualche volta resta a mangiare dai nonni e Davide se ne
è
ricordato mentre disegnava. Indubbiamente Davide è il
più "mammone"
dei miei figli.Le maestre della sua classe dicono che non ha problemi
di
relazione con gli altri bambini ma che, quando incontra Daniele,
abbandona
chiunque per stare con lui (non è così il
contrario). I gemelli non sono
omozigoti ma si somigliano molto tanto che spesso vengono confusi da
chi non li
conosce bene. Rispetto a Daniele Davide ha un linguaggio meno
sviluppato.
Inverte le c con le t e per questo verrà visto a settembre
da una logopedista
della ASL. Per prassi dovrà incontrare prima
(mercoledì p.v.) una psicoterapeuta.
Non so esattamente cosa gli farà fare. Mi hanno parlato di
test per capire la
sua maturità. Forse
potranno essermi
utili per capirlo meglio.
A partire dai 18 mesi poi il disegno dei bambini subisce la prima
fondamentale
trasformazione: nelle rappresentazioni dei bambini di questa
età appaiono
infatti per la prima volta segni chiaramente riconducibili alla figura
umana ed
ecco comparire "l'omino testone": una figura dove è
possibile
riconoscere senza fatica la testa, gli occhi, la bocca, le braccia e le
gambe.
In questa fase il bimbo familiarizza con il concetto del sé
(si riconosce ad
esempio allo specchio); non tutto però è ancora
chiaro (la maggior parte dei
bambini ad esempio non nota ancora particolari importanti quali le
mani, i
piedi, il naso) ma è un primo passo davvero importante e
come tale va vissuto.
Con l'ingresso
alla scuola dell'infanzia il disegno si fa via via
più preciso e particolareggiato: non è raro in
questa fase vedere bimbe di
quattro anni disegnare se stesse come vere copie in miniatura della
propria
mamma, stessi occhi, stessi capelli, stessi accessori, e questo
è un ottimo
segno: significa che il complesso edipico è stato vissuto
correttamente (ed
altrettanto correttamente superato). Così le bimbe si
identificheranno con il
genere femminile ed i bimbi con quello maschile.
Accogliete perciò con gioia i disegni
dei vostri bimbi, senza mai
correggerli o giudicarli: ogni traccia che lasciano sul foglio
è espressione
del loro io più profondo e può diventare una
preziosa chiave d'accesso al loro
mondo interiore!
Alcune
indicazioni della
pedagogia per l’interpretazione dei disegni dei bambini
Il disegno della
propria famiglia può aiutare a comprendere lo
stato d'animo vissuto dal bambino, la sua serenità o al
contrario un eventuale
disagio. Il disegno viene utilizzato dagli psicologi e dai pedagogisti
come una
delle modalità per comprendere il bambino, seppure non vada
mai valutato nella
sua unicità.
Per interpretare
al meglio tale rappresentazione, si considerano
alcune semplici caratteristiche:
Questi pochi
consigli non hanno alcuna pretesa se non quella di
esortarvi ad accompagnare i vostri figli alla scoperta della
meravigliosa
avventura che chiamano vita.
UN LIBRO DA
CONSIGLIARE SUL TEMA:
Evi Crotti,
Alberto Magni, COME INTERPRETARE GLI
SCARABOCCHI, Red Edizioni, 1996
Disegno di Michele, figlio di Patrizia R., a 5 anni e mezzo:

Disegno di
Tommaso, fratello di Michele, figli di Patrizia R., a 5 anni e mezzo:

Ultimo aggiornamento 11 Febbraio 2008