Differenza di sviluppo di una settimana
tra i feti: è necessario approfondire?

Alla domanda di una mamma sul forum risponde il Dott. Enrico Periti, responsabile del Servizio di ecografia e diagnosi prenatale dell'Ospedale "Misericordia e Dolce" di Prato.


Annalisa di Bologna (mamma di  Tommaso e Matteo) alla 31^ settimana di gravidanza

 

Raffaella: Il 3 febbraio ho fatto la translucenza nucale e la ginecologa mi ha detto che in sé l'esame era perfetto, ma mi ha messo ansia perché uno dei due piccoli è più indietro di una settimana: vuole ricontrollarli il 22 e poi decidere se fare l'amnio.
Già ci aveva consigliato la villocentesi e noi non abbiamo voluto farla. Ora, visto anche l'esito della translucenza nucale, non vorremmo fare neanche l'amniocentesi, però la ginecologa ci ha messo una certa ansia perché sembrava preoccupata.
Le bimamme con cui ho parlato in altri forum mi hanno detto che è frequente la diversità. Posso stare tranquilla o è meglio seguire il consiglio della ginecologa?

Dott. Periti: La differenza di 1 settimana tra 2 feti gemelli diversi o dizigoti è molto comune (come tra 2 fratelli concepiti in momenti diversi ) e non giustifica di per sé il ricorso alla amniocentesi, specialmente se lo screening attualmente più efficace come la translucenza nucale ha dato risultato di basso rischio. Pensi come, ad esempio, la differenza di 7 giorni sia compatibile con una identica epoca gestazionale (la differenza è sostenibile solo per discrepanze superiori a 7 giorni) e come anche se ci fosse effettivamente questa possa essere determinata da fattori di sesso (maschio più grande rispetto alla femmina) o costituzionali come avviene tra fratelli di identici genitori (uno nasce di 4 chili e l'altro di 3 chili) e non per questo quello piccolo deve avere una anomalia.

Consiglierei eventualmente una eco genetica a 16-18 settimane per ricercare eventuali marcatori di anomalia cromosomica del secondo trimestre e poi decidere. L'amniocentesi comporta comunque il rischio di abortire nell'1% dei casi.

Enrico Periti

 

Febbraio 2005

 

Torna alla pagina precedente