Virus gastrointestinale:
dieta "in bianco" o dieta "libera"?
(alla domanda di una mamma sul forum rispondono i genitori e la Dott.ssa Maria Ersilia Armeni)

Gabriele, gemello di Marco
(figli di Paola B.)
Rebecca domenica notte ha vomitato, poi sembrava riprendersi, ma ieri ha avuto diarrea; Ivano anche lui ha vomito e Ludo ha nausea.
La mia domanda è questa: dieta in bianco per tutti? Oltre a riso o pasta solo condita con Parmigiano, oltre a patate bollite, oltre a fettine di pollo o tacchino, che altro posso fare?
E poi in questi casi mettete un po' di olio a crudo o neanche quello?
E le banane sono astringenti o lassative? Pesanti o leggere? Ne ho sentite di tutti i pareri...
(Cristina C. - mamma di una bambina singola e di due gemelli)
Rispondono i genitori
Sabrina (mamma di due gemelle): Sulle banane non saprei, credo che i cultori della materia differenzino le mature da quelle più acerbe, ma io non ne so nulla. Io personalmente un po' d'olio crudo lo metto sempre, e faccio anche un brodino vegetale leggero con patate, carote e sedano, e ovviamente la famosa mela al giorno, che è davvero un toccasana per le budella malconce
Mariarita
(mamma di due gemelli): Per me
olio a crudo.
Brodo vegetale: patate, carote e cipolla. Yogurt.
Alessandra (mamma di gemelli
e di due bambini singoli): Le
banane stringono! Aggiungo il pesce lesso a questo prelibato menù...
Patrizia
R. (mamma di gemelli): Anch'io
l'olio lo uso, le banane le reputo astringenti e le dò, con zucchero e limone e
inoltre aggiungo al tuo elenco le mele come Sabry, le carote crude al limone, il
pesce e tanto tanto yoghurt, bianco e con lo zucchero! E poi fermenti lattici,
naturalmente.
Evito assolutamente il latte e i derivati (a parte lo yogurt), a colazione dò
the al limone e biscotti.
Capellona
(mamma di una bambina singola):
Voce fuori dal coro. Noi nessuna dieta in
bianco manco in caso di virus gastrointestinale. Dieta liquida con zuccheri le
prime 24 ore, a seguire dieta libera.
Non sono alienata, giuro, il massimo sono le patate fritte in olio extravergine
d'oliva.
Il virus deve fare il suo corso con o senza carote lesse. Ho detto.
Mariarita: Questo sicuramente (il virus deve fare il suo corso), ma in uno stomaco già sottosopra... magari le patate fritte lo irritano ancora di più!
Alessandra: La mia pediatra ordina dieta in bianco anche quando si tratta di un virus, se ci sono disturbi gastrointestinali...
Capellona:
Mariarita, credo che ogni bimbo sia una
storia a sé. Dare cibo in bianco alla mia bimba che sta male significa
assicurarci un paio di giorni con l'acetone a manetta, mentre con la dieta
libera (mangia ciò di cui ha desiderio) abbiamo spesso evitato questo disturbo.
Riguardo alle patatine fritte, sono state l'unica medicina che l'ha aiutata
qualche anno fa a guarire da una diarrea cronica (15 giorni).
Barbara S (mamma di
due gemelli): A me lo
specialista quando Luca
e
mi disse dieta in bianco quindi: no latte e derivati (anche no yogurt!), niente
uova e possibilmente pasta con olio crudo, te al mattino o orzo, patate ok,
carote idem e no pomodoro!
Massimo (medico e papà di un bambino singolo e di due
gemelli): Dico la mia:
1 seguire i consigli del pediatra!
2 seguire le "voglie" del bambino! Per quanto possibile, ovviamente.
Questo perché i piccoli non hanno ancora del tutto alterato, come purtroppo noi
adulti, l'istinto naturale che guida verso il cibo di cui hanno bisogno,
specialmente quando stanno male.
Non avete mai visto animali rigorosamente carnivori, come per esempio i gatti,
andare a "brucare" alcuni tipi di erba quando stanno male?
Ricordo mia nonna che raccontava di quando mio zio andava gattonando a cercare
"calcinacci" per succhiarli.
Indovinate? Ebbene, aveva una grave carenza di calcio!
So che può sembrare assurdo ciò che ho detto, o poco professionale, o ancora un
po' provocatorio, ma riflettiamoci sù. Così, solo uno spunto di riflessione.
Capellona:
Ciao, Maxi.
Se non fosse stato per queste considerazioni poco professionali, come tu le
definisci, avrei passato i primi 5 anni di vita di mia figlia in ospedale,
almeno 2-3 volte l'anno. Non solo è vero ciò che dici, ma una volta appurato che
dovevo seguire il suo istinto al cibo che preferiva ho risolto tutti i miei
problemi.
Come ho detto ieri la bimba s'ammala pochissimo (e dovrei baciarmi i gomiti), ma
ha avuto i primi anni di vita una passione per i virus gastrointestinali. Lei
smette di mangiare, completamente, laddove di solito mangia come un bove, quindi
va aiutata a rimettersi a regime. E va bene le prime 24 ore (e le dai da bere
bevande zuccherate), e va bene le successive 24 (e continui a darle da bere), ma
dopo bisogna che si rimetta a mangiare, per lei l'acetone è automatico. Ed ho
imparato che devo assecondare il suo gusto, se vuole patate fritte patate fritte
siano (capita che chieda il brodino di dado, presente il glutammato monosodico?). Di patate fritte non è mai morto nessuno e lei si rimette perfettamente.
Il disturbo di tuo zio se non sbaglio viene definito pica, mai visto bimbi
mangiare la stearica?
Daniela (mamma di un bambino singolo e di due gemelli):
Qualche anno fa Tommaso ebbe l'influenza intestinale
e diarrea.
Dopo 3 giorni di dieta in bianco continuava a stare malissimo e ha cominciato a
non mangiare, non voleva nemmeno bere, si è disidratato....e ha cominciato a
dare i numeri. La pediatra mi consigliò di assecondarlo su quello che voleva,
purché mangiasse e bevesse.
È guarito a patatine fritte e coca-cola.
Laura (mamma di tre gemelli):
ai miei poche volte dieta in bianco....... quando non hanno appetito do quel che
vogliono..... la coca cola sempre... quando non hanno fame........ per vedere se
devono digerire!!!!e di solito aiuta...........
Se stanno male....loro non mangiano niente ...... chiedono il latte......... e
io lo dò!!!
Antonella (mamma di due gemelli): io idem anzi quando erano molto piccoli la pediatra-neonatologa che li visitava regolarmente mi disse di non togliere il latte, caso mai diminuirlo o allungarlo con acqua, mangiare quello che gli andava.
Flavia (mamma di due bambine singole e di due gemelli): Eccone un'altra... niente dieta in bianco. L'ultima volta Leo e Seba hanno cenato con patatine e pizzette che la sorella aveva riportato da una festa (confesso però che non so il parere della mia pediatra su questo, lo reputo giusto e non la interpello mai in questi casi).
Risponde la Dott.ssa Armeni
Per quanto riguarda la dieta cosiddetta in "bianco": essa deriva dall'abitudine, in parte giustificata alla luce di conoscenze scientifiche posteriori, che così si protegge la mucosa gastro-intestinale dalla stimolazione legata alla presenza di certi cibi aciduli/piccanti/salati, quali salse, brodi di carne, intingoli ecc. Laddove stomaco e intestino sono già abbondantemente stimolati dalla presenza di tossine virali o batteriche, è superfluo aggiungere altre sollecitazioni.
l riso si adotta perché è uno dei carboidrati più facile a digerirsi, la banana è ricca di fibre che si imbibiscono dei liquidi eccessivi presenti quando non vi è un assorbimento ottimale. Il latte (vaccino) e latticini vanno evitati perché nelle gastoenteriti la mucosa intestinale si impoverisce degli enzimi necessari all'assorbimento del lattosio.
Tuttavia, se un bambino affetto da gastroenterite non vomita e ha APPETITO, non bisogna essere rigidi con la dieta. Si è visto infatti che se è pur vero che una parte dei nutrienti non viene assorbita, e si traduce in diarrea, un'altra parte lo è e li sostenta.
Perciò via libera a pastina col pomodoro, carne di qualsiasi colore, verdure sminuzzate o frullate o alimenti conditi con olio crudo.
No a pasta che viene
ingoiata a pezzoni; fritture; brodi di carne grassi e sapidi; verdure crude o
molto ricche di fibre che stimolano la peristalsi (carciofi, cicoria), no ai
legumi, mentre il latte è più tollerabile sotto forma di yogurt .
La Dottoressa Maria Ersilia
Armeni è specializzata in pediatria e neonatologia presso l'Università degli
Studi di Roma. È IBCLC (International Board Ceritified Lactation Consultant),
avendo conseguito il diploma del Consiglio Internazionale sull'allattamento
materno. La dottoressa ha vissuto alcuni anni negli Stati Uniti, dove ha
lavorato presso il servizio di pediatria del Beth Israel Hospital a New York
City. È Consulente Professionale in Allattamento Materno-IBCLC, nonché
presidente dell'Associazione Italiana Consulenti per l'Allattamento Materno (AICPAM).
Dal 1995 è impegnata nella promozione sociale e nel sostegno alle madri
dell'allattamento materno. Vive e lavora a Roma, dove svolge la libera
professione.
Per saperne di più:
http://www.allattare.net
Febbraio 2005