DEPRESSIONE DOPO PARTO GEMELLARE
risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati, psicologa e psicoterapeuta

Una mamma ci scrive: "Mi dispiace fare incursione nella Sua posta elettronica, ma quando ci si sente sole e disperate... spesso si fanno gesti come questo, che spero vorrà comprendere. Sono mamma - da quattro mesi - di due splendidi gemellini, nati prematuri, ma ora sani e cicciotti, che sono qui accanto a me mentre le scrivo. Ho avuto una gravidanza rovinosa, sono stata quasi per morire in ospedale per una iperstimolazione gravissima (mi sono sottoposta alla fecondazione assistita), così ho passato ben 90 giorni in ospedale tra dolori atroci, cinque fori nella pancia, minacce d'aborto, ventiquattr'ore di flebo al giorno e quant'altro... Il resto della gravidanza l'ho trascorsa stesa, nel mio letto, a pregare la Madonna che tutto andasse bene, poi mentre mi ricoveravano d'urgenza per gestosi... sono nati loro, bellissimi di 2.200 grammi, alla 35^ settimana esatta, nel mio 35esimo anno d'età, l'anno, mi perdoni, più brutto di tutta la mia vita. L'ospedale mi aveva annientato come donna e come lavoratrice... infatti le ho omesso che - in genere - non faccio la casalinga, ma sono una bancaria abbastanza stacanovista... non so perché le dico questo... Insomma sono nati loro... ed io anziché gioire, ho subito un crollo, dopo il cesareo bruttissimo. Ci sono voluti 40 giorni per rimettermi in piedi e 50 iniezioni di Dobetin 5000, ancora ho il dolore nelle natiche. La mia casetta (70 metri quadri) é stata invasa da parenti e parentastri che si susseguivano a turni di otto ore ciascuno, per poter far fronte ai bambini ed anche a me che mi reggevo a mala pena. Ho sofferto molto, non siamo abituati - io e mio marito - a dividere i nostri spazi con genitori all'uopo utili ma invadenti... così tra un pianto e l'altro mi sono messa a caccia di una baby sitter... é stata anche questa una impresa. Trovare una ragazza a buon prezzo, in grado di gestire due bimbi così piccoli é stato arduo e - tra varie sostituzioni - pian pianino e con i nervi a pezzi ho invitato uno ad uno i parenti a lasciare il campo. Rimasta sola (i bambini dormono di notte solo da qualche giorno), mi sono accollata la responsabilità di tutto (mio marito sta fuori casa per lavoro tutto il giorno... un classico). Ma la ritrovata libertà ed un po' di salute non mi hanno restituito il sorriso. Insomma... per me è tutto così difficile e non so cosa voglio da Lei in questo momento, ma la sua fotografia sul sito mi ha fatto riflettere... "E se chiedessi un consiglio, un conforto, un parere?" Mi perdoni se Le ho tolto tutto questo tempo, se troverà cinque minuti per me... mi potrebbe aiutare a capire. se é normale essere così stanchi e angosciati quando si crescono due bambini così piccoli. Non so, potrei proseguire per ore... ma mi sento a disagio... non so nemmeno se ho fatto bene scriverLe."
Risponde la Dottoressa Annalisa Zabonati - psicologa e psicoterapeuta:
"Il post-partum blue (o depressione dopo parto) é molto frequente. E' uno stato di prostrazione, alienazione, malinconia che rende la donna sola di fronte all'enorme impegno di creare uno spazio interno / esterno per il/i nuovo/i arrivato/i. Se poi, come nel Suo caso, appunto si tratta di una coppia, le cose cominciano a rendersi più complesse. Di solito questo stato si allenta mano a mano che mamma e bimbi si relazionano e che inizia ad esserci sintonia tra bisogni e desideri reciproci. Certo é che - all'inizio - é sicuramente la madre a dover far fronte alla condizione di assoluta dipendenza ed incapacità dei bimbi. Per una donna che lavora fuori casa, inoltre, la condizione di madre a tempo pieno può ulteriormente far esprimere un senso di forte inquietudine per la perduta immersione esterna/sociale. Ma niente paura, questa sarà ripresa con il rientro al lavoro, anche se il Suo stacanovismo dovrà essere ridimensionato, pena la salute psicofisica Sua e dei bimbi. Farcela da sola, essere aiutata, sì ma da chi? Domande legittime, specie se il partner (come nella stragrande maggioranza dei casi) continua a mantenere le stesse abitudini pre-parto. E' necessario non pensare di essere onnipotenti ed instancabili, ma molto umane e quindi bisognose di conforto ed aiuto. Certo la scelta delle persone é delicata, ma dapprima perché non "usare" parenti ed amici e poi - via via - verificare quali strutture possono essere disponibili e cominciare a visitarle? E poi, con l'inizio della bella stagione, "carichi" i due marmocchi in carrozzina e faccia delle belle passeggiate sul lungomare, si conceda qualche buon libro e qualche bella tazza di the, due biscottini con le amiche, qualche seduta dalla massaggiatrice e dal parrucchiere, una palestra per mamme e così via. Cioè rientri nella vita, pur da mamma, con quel ritrovato sorriso."
Trovato in rete:
Convegno: Depressione Post-partum. La relazione interrotta all'alba di una nuova vita. Strategie di intervento. (a cura di www.guidagenitori.it , 2003, in formato Acrobat Reader)
Aggiornato mercoledì 16 novembre 2005